13/11/2025
Il MASE ha pubblicato il decreto VIA che autorizza il porto privato a Fiumicino.
È un atto molto grave, che apre una fase complessa sotto il profilo ambientale, istituzionale ed economico.
I comitati e le associazioni del territorio lo denunciano da tempo: quell’area è estremamente fragile, segnata da erosione costiera e situata in un ecosistema delicatissimo come la foce del Tevere. Le criticità ambientali non sono state affrontate con la necessaria prudenza, né con la trasparenza che un intervento di questa portata avrebbe richiesto.
Ma il problema va oltre l’ambiente.
Con questo decreto si introduce un precedente pericoloso: la possibilità che infrastrutture strategiche per il Paese vengano progettate e realizzate da soggetti privati, in concorrenza diretta con i porti pubblici. È un cambio di paradigma che mina il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale e rischia di subordinare l’interesse generale a logiche speculative.
Dentro questo scenario si colloca anche il danno per il nostro territorio. Un porto privato a pochi chilometri da Civitavecchia incide pesantemente sulla programmazione e sugli investimenti del nostro porto pubblico, mettendo in discussione un equilibrio costruito in decenni e fondamentale per l’economia del Lazio.
Questa vicenda chiarisce anche quanto fosse infondata e pericolosa la proposta di alcuni di creare una nuova provincia “Porta d’Italia” con Fiumicino. I fatti mostrano che un’operazione del genere finirebbe per generare una Provincia di Fiumicino sbilanciata a favore di un solo territorio, relegando Civitavecchia a un ruolo marginale.
Ribadiremo in ogni sede la necessità di tutelare la portualità pubblica e il suo valore strategico per tutte e tutti.