Capoluogo della Val d’Arda e importante centro di scambi economici e commerciali lungo la Via Emilia, la Città risale storicamente all’epoca romana (intorno al 230 A.C). La sua fondazione è da collegare all’opera di colonizzazione e centuriazione attuata dai romani nei territori compresi tra il Po e la Via Emilia. Il nome deriva da “Florentia”, (termine beneaugurante che solo successivamente è sta
to collegato a quello di San Fiorenzo, Patrono della Città). Nel Medioevo è ricordata come uno dei principali centri castrensi del piacentino, nell’epoca dei Comuni e delle grandi signorie era terra di confine tra i vari schieramenti. Ma le sue origini sono ancor più antiche e risalgono all’epoca del bronzo, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nel 1961 testimoniano la vita commerciale e industriale di S. Durante l’impero di Teodosio, nel 387 fu probabilmente fondata, dal vescovo di Piacenza S. Savino, la chiesa sei SS. Protasio e Gervasio, documentata nel XII sec. e riedificata nel XVIII sec. Facciata monocuspidata e svettante campanile con tre ordini di bifore. Interno a croce latina a tre navate con affreschi di Mario Schiavi del 1949; interessante il battistero cinquecentesco. L’altra frazione, Baselica Duce, trova menzione in documenti che risalgono all’VIII sec., infatti il toponimo fa riferimento all’epoca bizantino-longobarda, in quanto probabilmente ‘sede di un governatore’ oppure ‘luogo appartenente ad un capo, re o duca’. Nel 997 Basilica Ducis era sede di placiti, assemblee convocate dal re in cui venivano emanate sentenze. Monumento importante della Città è la collegiata S. Fiorenzo, fondata nel 1300 ma rifatta alla fine del 1400 ed eretta sull’aera dell’antichissima Chiesa di S. L’impianto costruttivo è a tre navate, in stile gotico, con la facciata, ritoccata agli inizi del 1900, tripartita, coronata da pinnacoli. Presenta un bel rosone centrale e un ampio portale con decorazioni in cotto. Interessanti anche gli affreschi dell’abside maggiore, di scuola lombarda e risalenti al periodo della costruzione della Collegiata, gli arredi e l’altare maggiore, opera di Panini. Il Convento di S. Giovanni, oggi sede degli uffici comunali, risale alla prima metà del 1600, ed è stato costruito dai religiosi dell’ordine Cistercense dei “riformati di S. Bernardino di Chiaravalle”, su una preesistente costruzione del 1451. Viene segnalata, in periodi precedenti, la presenza di appartenenti all’ordine degli Umiliati. Al centro del convento si trova una chiesa ottagonale, oggi sconsacrata e adibita a sala riunioni. Ricavato da un’antica abbazia ristrutturata a partire dal 1847 su progetto dell’architetto G. Perreau e decorato dal pittore Bertolotti, il Teatro “G. Verdi” fu inaugurato nel 1853 con l’ ”Attila” di Giuseppe Verdi, a cui venne in seguito dedicato, proprio per onorare il Maestro che dalla stazione di Fiorenzuola era solito prendere il treno per ogni suo spostamento. Nel 1915 il pittore Varoli si occupò di rinnovare le decorazioni e dipinse autori celebri, figure mitologiche e le muse della pittura, della poesia e della musica. Restaurato di recente, è stato riaperto al pubblico nel 2006 ed è oggi il “cuore pulsante di cultura” del centro valdardese.