23/06/2026
Il disegno di legge Immigrazione (S. 1869) di iniziativa governativa (del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del suo collega alla Giustizia Carlo Nordio) attualmente assegnato in sede referente alla commissione Affari Costituzionali del Senato, punta a intaccare un sistema raccontato oggi da persone e associazioni come virtuoso.
A lanciare l’allarme sono 27 organizzazioni della società civile, tra cui tra le altre ActionAid, Amnesty International, ARCI, Caritas, CNCA, Defence for Children International, Fondazione Migrantes, Save the Children, Tutori in Rete.
Tra le modifiche più allarmanti la riduzione del prosieguo amministrativo da un massimo di 21 anni a un massimo di 19. “Spezzare a 19 anni un percorso di studi o professionale iniziato a 17 significa vanificare l’investimento fatto”, dice D’Alconzo. Il prosieguo garantisce un permesso per integrazione, e ridurlo significa “rendere difficilissima la conversione in permesso per lavoro, che richiede requisiti molto stringenti che un diciannovenne spesso non ha ancora”.
Significa discriminazione, poi, “perché creerebbe una oggettiva disparità di trattamento tra minori stranieri non accompagnati nel percorso della legge 47 e minori in affido in famiglia o a comunità di tipo familiare a seguito di allontanamento dalla famiglia di origine”, spiega ancora la referente di Save the Children.
Articolo di Angela Gennaro
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