29/07/2026
La critica è legittima. Il boicottaggio no.
Nelle ultime settimane il dibattito sui controlli della velocità lungo il tratto della S.S. 81 che attraversa il nostro territorio ha assunto, in alcuni casi, toni che vanno ben oltre una normale e legittima contrapposizione politica.
Riteniamo quindi necessario riportare il confronto sui fatti. I controlli della velocità hanno innanzitutto una funzione preventiva: richiamare al rispetto delle regole, ridurre i comportamenti pericolosi e tutelare chi percorre quotidianamente quella strada. Si inseriscono, inoltre, in un procedimento istituzionale che coinvolge competenze e responsabilità appartenenti a diversi livelli amministrativi.
Nel merito della questione, è fondamentale ribadire alcuni punti fermi:
Il rispetto dei limiti di velocità non è un'opzione o un'anormalità, ma un dovere civico di tutela dell'incolumità pubblica e della vita umana.
I tratti stradali interessati sono stati individuati e decretati come ad elevata pericolosità ed elevata incidentalità dalla Prefettura di Chieti.
Su questi aspetti è legittimo confrontarsi, esprimere dissenso e chiedere chiarimenti. Ciò che non può essere accettato è che la contestazione di una questione amministrativa venga trasformata in un attacco contro un’intera comunità.
Invitare a non frequentare Fara, a disertarne le manifestazioni o a boicottarne le attività non significa contestare l’Amministrazione. Significa scegliere di colpire commercianti, associazioni, volontari, famiglie e cittadini che nulla hanno a che vedere con questa vicenda e che, con il proprio lavoro e il proprio impegno, mantengono vivo il nostro paese.
Riteniamo particolarmente grave che inviti di questo tipo siano arrivati anche da amministratori di Comuni vicini. Chi ricopre un incarico pubblico conosce il peso delle proprie parole: può esprimere il più netto dissenso, ma trasformare la critica a un’Amministrazione in un appello contro un’intera comunità è una scelta irresponsabile, che alimenta divisioni e rischia di danneggiare persone completamente estranee alla vicenda.
Questo clima è stato alimentato anche a livello locale. La critica politica, anche dura, è legittima; gli insulti, gli attacchi personali e la continua delegittimazione delle persone non lo sono. Da troppo tempo un consigliere di minoranza contribuisce a esasperare il confronto, affidando soprattutto ai social accuse, giudizi e contestazioni molto spesso sopra le righe.
Su Facebook è facile fare monologhi e alimentare la bagarre. Peccato che, quando il confronto si sposta in Consiglio comunale, dove esiste il contraddittorio e bisogna entrare nel merito, allora sì che diventano “post muti”.
Come per tutte le decisioni adottate e per quelle che saremo chiamati ad assumere, anche questa scelta rientra nelle responsabilità dell’Amministrazione: non intendiamo sottrarci al confronto, alle critiche e alla valutazione dei risultati. Ciò che non accetteremo è che questa vicenda venga utilizzata come pretesto per attaccare Fara e chi contribuisce ogni giorno alla vita della nostra comunità.