27/04/2026
25 aprile 2026
Vi sono alcune date, nella storia di ogni paese, che hanno un carattere fondativo ed unificante. Tra queste, il 25 aprile e il 2 giugno rappresentano l’origine stessa della nostra Repubblica e per questo assumono una particolare importanza. Oggi siamo qui chiamatI a ricordarne la memoria ed il significato, la riconquista della Libertà, dunque un giorno di vera festa.
Dal Luglio 43, con la caduta del fascismo, con l’armistizio dell’ 8 settembre, con la nascita del CLN All’ Aprile 45 con l’insurrezione generale /Liberazione, Al 2 Giugno 46 col Referendum Monarchia Repubblica e elezione dell’ Assemblea Costituente per la prima volta col VOTO ALLE DONNE, si concretizza il processo di nascita della Repubblica Italiana, democratica e antifascista .
E col 1 gennaio 48, che segna la data dell’ Entrata in vigore della Costituzione, si avvia un processo contrastato e non ancora concluso di implementazione dei principi costituzionali.
Storicamente, abbiamo assistito ad un accordo tra liberalismo, sistema democratico di rappresentanza e stato sociale. In altre parole, un compromesso politico tra le grandi correnti di pensiero, quello liberale, quello di orientamento cattolico democratico e quello di orientamento socialista e comunista in un quadro economico di libera impresa e di particolare TUTELA del LAVORO , con la finalità di garantire un progresso umano e sociale legato alla sviluppo della libera persona umana e dei diritti e doveri individuali e sociali che ne conseguono.
Ma questa idilliaca descrizione si sarebbe presto scontrata con le forze reazionarie in campo e con i condizionamenti dell’assetto internazionale scaturito dalla seconda guerra mondiale e dall’avvento della cosiddetta ‘’guerra fredda’’.
Tuttavia, soprattutto i primi Trent’ anni del dopoguerra rappresentarono in Europa , Italia compresa, un periodo di grande sviluppo e di parziale ridistribuzione della ricchezza verso il mondo del lavoro, dovuto al patto ‘’capitale /lavoro’’ come in Germania o per le dure lotte sindacali e politiche in Italia.
E’ chiaro a tutti che il processo di attuazione della Costituzione è sempre stato difficile e contrastato: stragi di stampo neofascista, stragi mafiose, terrorismo, corruzione, minacce di colpi di stato , tentativi di modifica a vantaggio di maggioranze temporanee hanno frenato il progresso della società italiana verso la realizzazione piena del programma democratico costituzionale, chiaramente espresso soprattutto nei suoi principi fondativi.
ORA, MODIFICARE LA COSTITUZIONE E’ IN SE’ COSA LEGITTIMA, POLITICAMENTE SI TRATTA DI CAPIRE SE IN SENSO PROGRESSIVO O REGRESSIVO. Vorrei fare un cenno al recente referendum sulla giustizia del mese scorso, su cui la nostra associazione in tutta italia si è spesa molto per il NO.
La maggioranza degli italiani ha valutato il progetto governativo come avente un carattere regressivo ed ha deciso di bocciarla. Al di là dei tecnicismi giuridici, e lontano da polemiche fuori tempo massimo, vorrei condividere con voi questa riflessione:
il popolo italiano ha ribadito la sua volontà di difesa della natura della Costituzione, e della piena validità nel suo complesso, respingendo, con la vittoria del NO, l’idea che una maggioranza possa pensarsi espressione della ‘’volontà della nazione’’ e che possa quindi agire in prevalenza sugli altri poteri.
l’Italia però si trova oggi in un contesto mondiale quanto mai complicato e pericoloso, fatto di guerre sparse in diverse aree del mondo , di conflitti e tensioni pericolosissime, con un numero intollerabile di vittime innocenti.
Ora, il punto interessante su cui riflettere è questo:
Italia ed Unione Europea agiscono politicamente nell’ interesse dell’occidente (presentato all’opinione pubblica come ‘’insieme di valori’’ liberal-democratici).
Ciò, tuttavia, NON coincide con l’interesse del ‘’continente Europa’’, bensì dell’egemone del mondo, gli Stati Uniti d’America e del loro principale alleato in medio oriente.
L’Europa, progressivamente, ha abbandonato negli ultimi decenni la propria ‘’cultura post bellica’’, sintesi - certo non facile- di liberalismo democratico, cristianesimo, illuminismo e socialismo, fatta di cultura politica alta, di conoscenza, confronto, dialogo, compromessi avanzati che per un certo periodo nel dopoguerra sono stati praticati proprio al fine di realizzare quel ‘’MAI PIU GUERRE’’ uscito dal secondo conflitto mondiale ……per subordinarsi ad un concetto di ‘’valori occidentali’’ su base culturale (e INTERESSI) anglo-americana, fondati sull’idea di egemonia e sul dualismo amico-nemico.
Numerosi sono stati i conflitti di cui portiamo piena corresponsabilità, l’ultimo in ordine tempo lo sterminio dei Palestinesi di Gaza e la progressiva espropriazione dei loro territori in Cisgiordania.
La UE, di fronte alla disumanizzazione e alle stragi infinite a Gaza, SI INDIGNA a parole ma di fatto ne sostiene il progetto.
Noi invece siamo al fianco di tutti coloro che sostengono la popolazione palestinese, sia materialmente sia politicamente, ed il loro diritto a territorio, stato, sicurezza, pace.
Ma perché la UE si comporta così? Per garantire l’egemonia ‘’occidentale’’ intesa come blocco USA-UK-EU) sul mondo, ovvero il predomino mondiale del CENTRO verso la PERIFERIA, per garantirsi l ’estrazione a proprio vantaggio di energia e risorse da terre altrui, l’apertura e il controllo anche con la forza dei mercati mondiali, il controllo delle vie di comunicazione sia materiali sia immateriali sotto la costante minaccia armata verso chi ‘’non collabora’’ e non si sottomette.
MA IL MONDO E’ CAMBIATO: L’ascesa di paesi come la Cina ha rotto questo equilibrio.
Propongo questa riflessione:
Nel processo di globalizzazione e di espansione del capitalismo, quando altri paesi infrangono l’ordine centro-periferia, i problemi sociali ed economici all’interno dei paesi occidentali non sono più risolvibili esternalizzandoli come in passato, ma si manifestano e si intensificano internamente: questa è la fonte della crisi sociale e finanziaria e della polarizzazione politica in cui sono caduti gli Stati Uniti negli ultimi anni, nonché una ragione non secondaria del conflitto tra Russia e Ucraina.
in realtà, l’approccio occidentale non può fornire spazio di sviluppo né creare opportunità per altri paesi, soprattutto dopo che la Cina è diventata una nazione industrializzata ed in espansione sul piano internazionale.
Semplicemente non c’è spazio per tutti. Facciamo un esempio: La Russia post-sovietica inizialmente nutriva illusioni di aderire alla globalizzazione guidata dall’Occidente, per ben presto capire che il sistema occidentale non offriva spazio allo sviluppo di altri paesi, ma solo di sfruttamento e sottomissione.
Con buona pace del fatto che ad est della attuale UE ci sono 100 milioni di europei, la UE ha anteposto gli interessi degli Stati Uniti a quelli dell’Europa stessa e dell’ INSIEME degli europei.
Questo perchè il ‘’sistema occidentale’’ pensa il mondo altro da sè come ‘’LUOGO DI ESTRAZIONE DI RICCHEZZA’’ e come ‘’MERCATO DOVE VENDERE IL PROPRIO SURPLUS PRODUTTIVO.’’ La reciprocità non è prevista.
L’ascesa in forza della Cina, la sua alleanza strategica con la Russia che noi venticinque anni or sono abbiamo ‘’espulso’’ dal nostro orizzonte politico, e l’alleanza detta BRICS hanno ROTTO il meccanismo di dominio, diciamo, UNILATERALE.
L’occidente deve confrontarsi ora con un sistema economico diverso da quello occidentale, in cui emerge potentemente il ruolo dello Stato e della programmazione anche se altrettanto globale e globalizzato, capace di competere su scala mondiale senza accettare la subordinazione ‘’centro-periferia’’ imposta dall’ordine post-bellico.
Da qui la corsa al riarmo, il blocco occidentale ‘’egemone’’ , indebitato e in declino si prepara a competere con le maniere forti. MAI COME OGGI SIAMO VICINI A UNA GUERRA DEVASTANTE DI PORTATA GLOBALE .
Perchè questa digressione, vi chiederete. Perchè se vogliamo la PACE, dobbiamo prima capire i meccanismi sistemici che portano alla guerra.
Siamo ad un bivio della storia: accettare il nuovo mondo multipolare e costruire nuovi accordi internazionali abbandonando la pretesa egemonica sul mondo, e quindi perseguire l’obiettivo della pace, oppure affermare con la forza la propria pretesa superiorità.
A questa seconda ipotesi, distruttiva dell’umanità, diciamo NO.
NO alla guerra come soluzione dei problemi , NO alla austerità e alla repressione che accompagnano sempre i preparativi di guerra.
Diciamo NO, coerentemente con l’art 11 che ‘’RIPUDIA LA GUERRA’’, al DOMINIO del blocco militare-industriale e dei grandi fondi di investimento OLIGARCHICI E TRANSNAZIONALI, sempre più autoreferenzialI, potenti, sovrastanti l’economia e lo stesso capitalismo classico borghese e nazionale, che decidono le guerre, gli investimenti pubblici nel settore delle armi, che foraggiano e controllano i mezzi di comunicazione, che formano e promuovono il personale politico.…
Noi, italiani ed europei con tutta la storia, la cultura politica e umanistica che abbiamo alle spalle, e forti di una Costituzione che abbiamo scelto ancora una volta di preservare, dobbiamo ora costruire una NUOVA COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA, cercare LE ALLEANZE TRA NOI e NEL MONDO, le forze e le convergenze per contrastare questo progetto, per FERMARE LA MILITARIZZAZIONE DEL MONDO e PER RIDARE SPAZIO ALLA POLITICA DI RIDUZIONE DEGLI ARMAMENTI, ALLA DIPLOMAZIA, AL RICONOSCIMENTO E ALLA COMPOSIZIONE PACIFICA DEI RISPETTIVI INTERESSI, ECONOMICI E STRATEGICO-MILITARI.
Da questa consapevolezza bisogna ripartire per ricostruire NON una generica idea di democrazia indistinta ed inconcludente , NON ABBIAMO PIU’ SOLO UN PROBLEMA DI ALTERNANZA POLITICA, di ‘’destra o sinistra’’, ABBIAMO UN PROBLEMA DI SISTEMA.
Il problema NON E’ ‘’UNIRE L’OCCIDENTE’’, il problema è sostituirlo con un progetto che veda di nuovo LA PACE AL PRIMO POSTO, in un mondo fatto di pluralità in cui tutti i popoli abbiano pari diritti e dignità per costruire il loro futuro, questione che ci riguarda tutti, destra e sinistra, perchè ne va della vita e della qualità della vita dei nostri figli e nipoti.
RIPRENDIAMO IN MANO dunque I NOSRI ATTREZZI INTELLETTUALI, ETICI, CULTURALI, POLITICI! Valorizziamo la nostra cultura e tradizione politica migliore, ben espressa dalla Resistenza e nei primi 12 articoli della Costituzione.
PER UN FUTURO PIENAMENTE UMANO, QUESTA DEVE ESSERE LA NOSTRA NUOVA RESISTENZA, COME FU LA RESISTENZA AL FASCISMO CHE OGGI NOI ONORIAMO.