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18/02/2026

La Consigliera Chiara Cercaci di Fratelli d'Italia, nel Consiglio Comunale di ieri, ha dichiarato che si rallegra che all'ospedale di Jesi ci siano solo obiettori di coscienza, poiché l'aborto consisterebbe nell'uccisione di bambini.
Dopo aver ricevuto l'appoggio totale dal suo collega di partito, nel rispondere alle nostre repliche, ha dichiarato che la sua posizione, espressa in ogni caso durante una discussione in consiglio comunale, è di natura personale e non politica.

È una dichiarazione grave e irricevibile, soprattutto se fatta in un contesto istituzionale, dove si rivendica il mancato rispetto di una legge dello Stato che tutela il principio di autodeterminazione sul proprio corpo.
Al riguardo ci saremmo aspettatə una presa di distanza anche dalle opposizioni civiche che, invece, sono rimaste in religioso silenzio.

09/01/2026
03/01/2026

Stop Rearm Europe condanna l'ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall'attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela.

Si tratta di una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli.

Ancora una volta, la logica del dominio e della predazione delle risorse energetiche prevalgono, e l'America Latina torna ad essere considerata il cortile di casa degli Usa.

Questo attacco militare e' un atto di puro imperialismo, aggravato dall’annuncio di Trump della cattura di Maduro e della moglie, condotti fuori dal paese.

E' la legge della giungla che sostituisce in modo definitivo il diritto internazionale come lo abbiamo conosciuto dal dopoguerra ad oggi.

Stop Rearm Europe esprime totale solidarietà al popolo venezuelano, chiede che l'Onu intervenga e che il Governo italiano e l'Unione Europea condannino l'aggressione.

Tutto serve al mondo, tranne che un’altra guerra.
Tutto serve al mondo, tranne che l’ennesimo arbitrio dei potenti, con la potenza militare che legittima a intervenire ovunque.

Solo uscendo dalla logica della guerra e del riarmo si può immaginare un futuro vivibile per l’umanità, fondato su pace, autodeterminazione e democrazia per i popoli.

Alziamo la voce, facciamoci sentire, mobilitiamoci.

Stop Rearm Europe in Italia è promossa da Ferma il Riarmo (Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia-Assisi, Sbilanciamoci, Greenpeace Italia), Arci, Attac, Transform Italia e ha oltre 500 organizzazioni aderenti

28/11/2025

NASCE IL COMITATO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI MARWAN BARGHOUTI E DI TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI DETENUTI NELLE CARCERI ISRAELIANE

29/11/2025 - Lancio della campagna internazionale - In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sabato 29 novembre prende avvio la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane, tra cui minori, operatori sanitari, giornalisti, donne e persone con disabilità.
Organizzazioni della società civile italiane, impegnate nella tutela dei diritti umani e nel rispetto del diritto internazionale, hanno aderito alla mobilitazione globale istituendo un Comitato Nazionale per garantire un’azione coordinata sul territorio.
La campagna si propone di promuovere iniziative pubbliche finalizzate a chiedere:
1. la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane,
2. la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti,
3. la chiusura dei centri di tortura israeliani,
4. la tutela dei diritti umani e dei diritti dei detenuti,
5. il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e il diritto internazionale umanitario,
6. l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e ai detenuti palestinesi in Israele.
Si invitano associazioni, reti e realtà locali ad aderire alla campagna e coordinarsi per promuovere iniziative territoriali a partire dal 29 novembre e durante tutto il periodo della campagna. La liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi rappresenta un passo essenziale verso un percorso di giustizia, pace e libertà.

ADESIONI e INFORMAZIONI: [email protected]

RACCOLTA FIRME ONLINE [Petizione online aperta a cittadini e personalità pubbliche]:
https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-marwan-barghouti-il-nelson-mandela-palestinese

ADESIONI INIZIALI: Assopacepalestina, ANPI, ANBAMED, AOI ETS Rete Associativa – Cooperazione e Solidarietà internazionale, ARCI, AVS, ATTAC, CENRI, Centro Ricerche ed elaborazione della Democrazia (CRED), Comitato per la Democrazia Costituzionale, Comunità Palestinesi in Italia, Il Coraggio della Pace DISARMA, Gaza Freestyle, Gaza Fuori Fuoco, Giuristi Democratici Modena, Global Movement to Gaza, MERA25 Italia, No al Ponte, Ponti e non muri per la Palestina di Pax Christi Italia, PRC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Trasform! Italia, Veglie contro le morti in mare, Un Ponte Per.

24/11/2025

Cambiare la legge di stabilità: LE PROPOSTE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

11/10/2025

di Marco Bersani, Attac Italia *articolo pubblicato su il manifesto del 11 ottobre 2025 per la Rubrica Nuova finanza pubblica Quando un governo si appresta a predisporre una legge di bilancio, dovrebbe innanzitutto avere un quadro della condizione economica, ecologica e sociale del paese e preparars...

  LAGUERRA
10/10/2025

LAGUERRA

PER LA CONVERGENZA CONTRO RIARMO, GUERRA E GENOCIDIO
Il movimento di solidarietà con la Palestina non deve fermarsi

La Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista esprime un giudizio positivo sulla firma dell’accordo per il cessate il fuoco perché potrebbe segnare l’interruzione del massacro a Gaza, ma respinge la narrazione dell’amministrazione Trump e del governo italiano.

La gioia del popolo di Gaza e dei familiari degli ostaggi israeliani è anche nostra.

Accogliamo con favore la firma dell'accordo per il cessate il fuoco, come tutte le organizzazioni palestinesi e gli stessi comunisti e pacifisti israeliani che hanno lottato contro il genocidio.

L’accordo per il cessate il fuoco è una vittoria del popolo palestinese, dei movimenti di solidarietà a livello internazionale e di chi nella società israeliana si è mobilitato per la fine del massacro e la liberazione degli ostaggi.

L’accordo dimostra che la ferocia genocida del governo Netanyahu poteva esser fermata dagli Stati Uniti senza il cui appoggio Israele non potrebbe proseguire con l’occupazione illegale dei territori, la pulizia etnica, l’apartheid. Ci sono volute centinaia di migliaia di vittime e la sollevazione dell’opinione pubblica mondiale, compresa quella degli Stati Uniti, per indurre la Casa Bianca a intimare a Netanyahu di fermare una carneficina che passerà alla storia.

Non si può considerare quello di Trump un accordo di pace, questa sarà possibile solo quando saranno riconosciuti i diritti del popolo palestinese. Un protettorato neocoloniale non può essere una soluzione accettabile. Al “piano Trump” si addicono le parole di Tacito: hanno fatto il deserto e lo chiamano pace.

L'accordo raggiunto non implica quindi che cessi la mobilitazione internazionale con la richiesta di sanzioni e per l'isolamento di Israele che continua a occupare illegalmente e a colonizzare i territori palestinesi.

La lunga storia di violazioni degli accordi da parte di Israele insegna che bisogna innanzitutto vigilare affinché sia effettivamente attuato il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza.

Rifondazione Comunista si rivolge a chi è sceso in piazza nelle ultime settimane invitando a mantenere alta l’attenzione perché se i governi complici del genocidio hanno interesse a distrarre l’opinione pubblica con la promessa della pace, non bisogna ora lasciare di nuovo solo il popolo palestinese.

In questo quadro Rifondazione Comunista propone di rilanciare la campagna per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese, come condizione per la costruzione di un autentico processo di pace.

Rifondazione Comunista invita a partecipare in massa domenica 12 ottobre alla Marcia Perugia-Assisi per dire no alla guerra, al riarmo e al genocidio e martedì 14 alla manifestazione a Udine in occasione della partita Italia – Israele.

Il movimento contro il genocidio a Gaza ha avuto in questi due anni dimensioni planetarie e in Italia ha assunto nelle ultime settimane dimensioni straordinarie.

Le caratteristiche della mobilitazione dell’ultimo mese richiedono una riflessione approfondita e non improvvisata.

L’indignazione è stata l’elemento unificante di una partecipazione straordinaria alle manifestazioni e agli scioperi generalizzati in cui hanno assunto un peso enorme le nuove generazioni. Nel corso degli ultimi due anni è cresciuta una consapevolezza collettiva, grazie a un lavoro molecolare di controinformazione e autoformazione di massa, che ha incrinato la narrazione dei media filo-israeliani.

La Flotilla ha fatto da catalizzatrice di un sentimento diffusissimo che è andato di gran lunga oltre le organizzazioni politiche, sociali e politiche. La parola d’ordine ‘blocchiamo tutto’ diffusa dai portuali ha reso sociali e generalizzati gli scioperi con modalità finalmente simili alle dinamiche francesi. Le potenzialità di questa presa di coscienza collettiva sono tali che richiedono umiltà, ascolto, analisi, spirito unitario non la reiterazione di lotte per l’egemonia che rischiano di dividere e isterilire un movimento che ha caratteristiche inedite.

Il metodo della convergenza ha caratterizzato in questi mesi la crescita del movimento ed è un dovere continuare a praticarlo. Proprio la forza del movimento ha imposto la convergenza tra sindacati di base e Cgil ed è un elemento che va valorizzato nell’interesse delle classi lavoratrici.

Il movimento di solidarietà ha espresso una critica di massa alla narrazione che ha accompagnato più di due decenni di guerre umanitarie e che sorregge le tendenze guerrafondaie prevalenti del blocco occidentale, degli USA e dell’Unione Europea.

Le macerie di Gaza testimoniano di cosa è capace un Occidente che ha scelto la via della militarizzazione e della guerra per riaffermare il proprio predominio planetario.

In questo quadro nostro obiettivo rimane quello di lavorare allo sviluppo della mobilitazione contro il riarmo europeo e italiano che finora non ha avuto le dimensioni della solidarietà della Palestina.

Nelle prossime settimane va investito il massimo impegno sulla convergenza Stop Rearm Europe e nella mobilitazione contro la “manovra del riarmo” del governo Meloni.

Il partito deve sviluppare una campagna di massa sui contenuti della prossima legge di bilancio che secondo il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025 prevederà l’aumento della spesa per la “difesa” da 12 miliardi di euro e che non risponde alle emergenze sociali del paese mentre cresce la povertà e i salari continuano a perdere potere d’acquisto.

La manifestazione del 18 ottobre convocata dal collettivo di fabbrica della GKN rappresenta un appuntamento fondamentale per dare forza a un’alternativa concreta al riarmo come risposta peraltro ingannevole alla crisi del tessuto industriale italiano.

Massimo impegno va rivolto alla preparazione della manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per il prossimo del 25 ottobre contro la manovra di un governo che punta apertamente alla completa delegittimazione dei sindacati non asserviti e ha scelto la la principale organizzazione della classe lavoratrice come bersaglio di incessanti attacchi.

La tendenza globale alla fascistizzazione che emerge nel nostro paese, in Europa come in America Latina e soprattutto negli Stati Uniti, ha raggiunto i caratteri più estremi proprio in Israele e non a caso l’internazionale nera trumpiana ha fiancheggiato Netanyahu e ha scelto come nemico il movimento di solidarietà con la Palestina.
L’israelizzazione dell’Occidente è un pericolo reale.

Di fatto la polarizzazione che si è creata nella politica italiana sul genocidio a Gaza ha prodotto una spaccatura nel paese in cui per una volta è diventata chiara la distinzione tra destra e sinistra.
Nel nostro paese si pone in maniera sempre più urgente la costruzione di un fronte costituzionale, antifascista, pacifista, popolare che rappresenti una reale alternativa all’estrema destra al governo che oggi gode del sostegno di tutti i “poteri forti” e i gruppi capitalistici a livello nazionale e internazionale.

Questa situazione pone al nostro partito il compito di rispondere al bisogno politico di contrastare una destra sempre più fascistoide e aggressivamente neoliberista che sta progressivamente rafforzando la sua presa nel paese attraverso l’esercizio del governo, l’occupazione dello stato, lo strapotere mediatico, il consolidamento di un blocco sociale, il tentativo di riscrivere la storia e affermare la propria egemonia in netta rottura con lo spirito della Costituzione.

La mobilitazione del mondo della scuola contro le linee guida e la militarizzazione assume in questo quadro una grandissima rilevanza.

Il permanere e anzi la crescita di un fortissimo astensionismo nelle ultime elezioni in alcune regioni dimostra che non basta l’unità del campo largo per contrastare la destra ma che è necessario attivare una ripoliticizzazione di larghi settori delle classi popolari che non può prescindere da una proposta programmatica di forte rottura con i comportamenti e i programmi dei governi “tecnici” e del PD.

Il nostro partito non può che essere impegnato a tutti i livelli nella costruzione dell’opposizione sociale e politica con spirito unitario e radicalità di contenuti.

La Direzione nazionale ringrazia le compagne e i compagni per il lavoro nelle campagne per le elezioni regionali e affida al prossimo CPN un’analisi compiuta dei risultati e delle dinamiche che hanno caratterizzato questa tornata ancora in corso.

La direzione nazionale impegna il partito al massimo impegno nelle prossime scadenze:
Marcia Perugia Assisi 12 ottobre
Manifestazione Udine 14 ottobre
Manifestazione GKN 18 ottobre
Giornata di lotta della scuola 18 ottobre
Manifestazione nazionale Cgil 25 ottobre
Campagne per la Palestina e la liberazione di Marwan Barghouti e contro il riarmo e la manovra

Documento approvato dalla direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista il 10 ottobre 2025






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