29/09/2024
Nell’ amara constatazione che pur di cavalcare l’onda del clamore sui social, di accaparrarsi followers e consensi elettorali, a rimestare nel fango si finisce con lo sporcarsi, ancora una volta ci vediamo costretti, per tutelare la dignità di un’attività storica che ha sempre lavorato con amore e passione dal 1887, a chiarire quanto segue:
Non abbiamo mai operato “nell’illegalità”, né commesso abusi edilizi, la cui competenza di certo non è di chiunque, abbiamo da sempre lavorato nella legalità, e in possesso di tutte le autorizzazioni regolarmente concesse da TUTTE le autorità competenti. Non abbiamo impedito l’accesso ad una spiaggetta libera, dimenticata da anni e per cui nessuno - visto il disinteresse dimostrato dalle Autorità competenti a dotare quella spiaggetta di una scala dalla pubblica via, come fatto per altre spiagge ercolanesi - ha mai garantito un accesso agibile al pubblico (onere di certo non del concessionario) ma anzi, come già ribadito, abbiamo spontaneamente ridotto la lunghezza del tavolato (rispetto a quello previsto in concessione, regolarmente autorizzato) agevolando l’accesso ai cittadini e garantendo un passaggio all’interno della nostra struttura. Difatti ancora ad oggi, e nonostante lo smontaggio del tavolato è possibile accedere alla spiaggia solo e soltanto attraverso il passaggio da noi garantito e in nessun altro modo, pertanto il vero problema non è il tavolato, ma il continuo fenomeno erosivo che ad Aprile come oggi, insiste sul litorale ercolanese e rispetto al quale nessuno ha svolto nei tempi opportuni né un’adeguata riperimetrazione delle spiagge, né previsto alcun intervento a protezione del litorale, vista anche la condizione delle scogliere, ormai completamente erose dal mare e che fanno sì che quella porzione di litorale sia esposta al mare aperto. Possano a questo proposito, questi appassionati Robin Hood, rintracciare presso il Protocollo Comunale decine e decine di segnalazioni da noi svolte negli anni, sin dalla costruzione del molo cosiddetto “borbonico”, che ha sconvolto la configurazione morfologica di un litorale storico, senza nessuna progettualità tecnica: dopo quasi 30 anni dalla sua costruzione è infatti inagibile, ma questo però non scandalizza nessuno.
Ci dissociamo da quella politica che in forza del ruolo istituzionale scende in strada e aggredisce con un’impari potenza mediatica additando personalmente il buono e il cattivo cittadino, aizzando fazioni divisioni e odio, in un contesto sociale e culturale fragilissimo perché abbandonato da anni.
Siamo stati destinatari di offese riprovevoli dettate da ignoranza e arroganza, rispetto alle quali, alla luce della loro natura diffamatoria, si sporgerà denuncia nei confronti di tutti, nelle sedi opportune, che non sono certamente i social.
Si può parlare di vittoria e di vincitori quando un giudizio, incardinato innanzi ad un’autorità giudiziaria, si sia completamente espletato e concluso, ma nel nostro caso, il giudizio di merito non è ancora nemmeno iniziato. Ciò che si è conclusa è solo la FASE CAUTELARE: difatti, erroneamente ed intenzionalmente si sta diffondendo la notizia che il TAR Campania - Napoli abbia pronunciato “sentenze” di rigetto del ricorso avanzato dalla soc. Antico Bagno Favorita. Tutto ciò è ASSOLUTAMENTE FALSO! E A QUESTA SOCIETA’PREME EVIDENZIARE CHE IL TAR ha adottato l’ordinanza collegiale n. 1769/2024 in una fase cautelare del giudizio, vale a dire in un momento del processo che precede il merito stesso in cui il Giudice valuta se sussiste un pregiudizio grave e irreparabile durante il tempo necessario a giungere alla decisione sul ricorso. In tale contesto, il Tar ha ritenuto che la diffida del Comune, allo spirar della stagione estiva, non arrecasse alcun pregiudizio particolare alla società che, dunque, è tenuta a darne esecuzione. Del resto, ricordiamo a voi tutti che nella precedente fase cautelare (ossia quella definita con decreto monocratico n. 1331 del 08/07/2024) lo stesso Presidente del Tar aveva accolto la domanda cautelare dell’Antico Bagno Favorita proprio perché, nel pieno della stagione balneare, il Giudice aveva ritenuto che “emergeva una situazione di estrema gravità ed urgenza legata alla diffida disposta dal Comune di Ercolano” e lo stesso giudicante aveva autorizzato la prosecuzione dell’attività!!! In sintesi, ciò che appare illegittimo ed illegale, l’ unico vero ABUSO, è soltanto la divulgazione di false notizie, strumentalizzando le informazioni a piacimento pur di suscitare clamore e reazione. Infatti, il giudizio di cui tanto discorrono, non si è affatto concluso (nemmeno è fissata la data della prossima udienza!) e che ad oggi, diversamente da quanto proferiscono parlando di “sentenze” senza neanche indicare quali (e come potrebbero se nella realtà non vi sono sentenze che accertino un qualsivoglia abuso dell’Antico Bagno Favorita), non esiste alcun vincitore.
Nella speranza di aver finalmente chiarito la vicenda, non possiamo esimerci dal ringraziare i nostri amati clienti, gli amici, le persone intelligenti e tutti coloro che purtroppo hanno assistito a tutte alle aggressioni verbali che abbiamo subito, e per affetto, spontaneamente, ci hanno difeso.