12/06/2026
COMUNICATO STAMPA
Il 15 giugno prenderà ufficialmente il via la campagna nazionale AIB 2026 dedicata alla lotta agli incendi boschivi. Peccato però che, ancora una volta, la realtà stia andando più veloce delle istituzioni, perché i primi incendi sono già scoppiati in diverse zone del Paese, dimostrando una verità semplice quanto preoccupante, le emergenze non aspettano il calendario amministrativo e non aspettano chi arriva sempre dopo.
Anche Eboli deve interrogarsi seriamente, senza propaganda e senza passerelle. Il nostro territorio presenta condizioni di rischio altissime. La Pineta litoranea, le aree rurali, le zone collinari e montane rappresentano un patrimonio ambientale fragile che in passato è già stato duramente colpito dalle fiamme, causando danni enormi e richiedendo operazioni complesse per contenere situazioni di emergenza che tutti ricordano bene.
Di fronte a questo scenario la domanda è una sola ed è inevitabile.
Il Comune di Eboli è realmente pronto ad affrontare la stagione degli incendi oppure, come troppo spesso accade, ci si muoverà soltanto quando il problema sarà ormai esploso?
La legge attribuisce ai sindaci responsabilità precise. Il sindaco non è una figura simbolica, ma la prima autorità territoriale di protezione civile. Questo significa prevenzione, pianificazione, organizzazione, coordinamento operativo, controllo costante del territorio.
Ed è qui che iniziano i dubbi, tanti, pesanti e ad oggi completamente senza risposta.
Esiste un servizio di squadre antincendio? risultano già operative e pienamente organizzate?
Esiste un sistema di primo intervento realmente efficiente capace di intervenire nei minuti decisivi, quelli che fanno la differenza tra un piccolo focolaio e un disastro ambientale?
I mezzi sono disponibili, revisionati e pronti all’impiego immediato?
Il piano comunale di protezione civile è aggiornato rispetto al rischio incendi che il territorio presenta concretamente?
Sono state attivate attività preventive, monitoraggi e verifiche nelle aree maggiormente esposte?
Domande legittime che i cittadini meritano di vedere chiarite immediatamente.
Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito a qualcosa di estremamente preoccupante. La Protezione Civile comunale sembra aver progressivamente perso la propria funzione originaria. Sempre più spesso la si vede impegnata in manifestazioni pubbliche, eventi sportivi, attività di rappresentanza e operazioni di contorno, mentre la vera missione di un sistema comunale di protezione civile dovrebbe essere prepararsi alle emergenze vere, quelle che minacciano sicurezza, ambiente e popolazione.
La Protezione Civile non nasce per fare presenza istituzionale. Non nasce per accompagnare eventi o per consentire a qualcuno di costruirsi consenso politico attraverso qualche fotografia di circostanza.
La Protezione Civile esiste per prevenire catastrofi, emergenze, proteggere cittadini e territorio.
Abbiamo presentato interrogazioni precise nelle sedi istituzionali chiedendo chiarimenti precisi sull’organizzazione del sistema comunale di protezione civile. Ad oggi continuiamo ad attendere risposte, nel silenzio generale di chi evidentemente ritiene che questi temi possano essere trattati con superficialità.
La stagione estiva non lascia spazio all’improvvisazione.
Sugli incendi non si interviene quando le fiamme sono già partite. Quando il fumo diventa visibile significa che qualcuno non ha fatto ciò che andava fatto prima.
La prevenzione si costruisce mesi prima attraverso mezzi efficienti, personale formato, volontari preparati, programmazione seria, presidio costante del territorio e una macchina comunale realmente operativa.
Eboli non può permettersi leggerezze.
I cittadini hanno il diritto di sapere se esiste davvero un sistema pronto a intervenire oppure se anche questa estate assisteremo al solito copione fatto di ritardi, rincorse affannose e gestione emergenziale costruita all’ultimo minuto.
Con la sicurezza del territorio non si scherza.