19/06/2023
Agnellini fuori… terremoti in casa.
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“…Il mio bambino di tre anni fuori casa è molto riservato e si trattiene. Ma quando torna a casa diventa una iena!
Urla, piange, lancia i giocattoli, tira pugni, testate poi vuole ve**re in braccio ma prima di calmarsi e tornare il mio cuccioletto dà ancora delle sberle …”
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Quando si vive una frustrazione, il cervello reagisce con una scarica di adrenalina e cortisolo che servono a pompare energia per superare l’ostacolo.
E’ una cosa sana!
L’energia che attiva muscoli, pressione, frequenza cardiaca, respiro ecc… però è mossa da emozioni forti che, se non controllate, possono esprimersi come rabbia, azioni violente, pianto ecc…
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Tutti viviamo questi meccanismi ma noi adulti abbiamo una corteccia razionale matura che ci permette di porre un freno e impedire che uno sgarbo del capo ufficio diventi un pugno in faccia con conseguente licenziamento.
Nei bambini piccoli la corteccia, cioè la parte critica del cervello, è ancora immatura e questo controllo è quindi molto più difficile se non impossibile.
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E allora il “contenitore” che può accogliere l’inondazione di mediatori liberati dall’esperienza di un ostacolo sono… la mamma e il papà!
Educazione è anche aiutare i bambini a sviluppare un controllo di questa energia liberata per incanalarla positivamente in un percorso costruttivo e non distruttivo.
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Per capire meglio:
Se mentre sto costruendo una cosa mi capita un imprevisto che fa cadere dei pezzi… Mi arrabbio, ed è normale.
La rabbia può farmi dare un calcio e rompere tutto,
ma può diventare impegno e concentrazione per mettere con più attenzione e precisione quei pezzi al loro posto.
La reazione immediata è la stessa ma l'effetto dipende dalla capacità di gestirla.
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E allora:
Come si insegna ad un bambino a controllare la reazione violenta scatenata da una frustrazione?
Con il contenimento sicuro di un genitore che non si fa coinvolgere emotivamente, ma resta fermo e non permette il cortocircuito tra emozioni fuori controllo, sue e del bambino.
Detto meglio: usando la corteccia matura del genitore per dare aiuto e contenimento alla parte emotiva del bambino che è sfuggita al controllo.
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"Troppo complicato! Spiega meglio, che dobbiamo fare?"
"Dobbiamo fare" che le emozioni fuori controllo del bambino non travolgano le nostre!
La risposta alla rabbia del bambino non sia una rabbia che la sovrasti, ma una affettuosa fermezza che dia sicurezza e possibilità di riprendere il controllo.
Non servono minacce, botte, urla, sceneggiate… Il controllo non deve ve**re dalla paura!
Nel momento della liberazione di adrenalina non servono nemmeno trattative e discorsi complessi con la pretesa di convincere il bambino su qualcosa!
In questi momenti infatti la corteccia, oltre ad essere immatura è travolta dalle emozioni negative e non può ragionare!
Lo faremo dopo, con calma.
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La cosa giusta è riuscire a restare fermi sul fare sbagliato: il NO è no e basta.
Ma contemporaneamente spostare la censura sul “brutto capriccio” che sta disturbando e aiutare il bambino a riprendere il controllo.
E allora:
- Affettuosità e dolcezza assoluta sull’essere: “Tu sei sempre bello bravo e buono!”
- Fermezza assoluta sul fare sbagliato: “NO” resta no e basta.
- … e soccorso al bambino che si trova inondato di mediatori della rabbia.
“Povero piccino questo brutto capriccio ti sta facendo piangere… cacciamolo via!”
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Conta il non verbale. La comunicazione emotiva e i riferimenti sul giusto o sbagliato sono la mamma e il papà punto.
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Quale è l’obiettivo?
Insegnare al bambino a gestire le sue emozioni.
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La reazione bambina ad una frustrazione è togliere l’ostacolo punto. Eliminare chi si para davanti.
Nel periodo dei due tre anni gli scontri sono su piccole cose e l’ostacolo viene da mamma o papà, cioè le persone più importanti e amate che esistano.
Con loro la reazione aggressiva “omicida” è molto più facile da controllare.
E allora il periodo dei due tre anni è una palestra per imparare la gestione delle regole.
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Se questo esercizio manca, i bambini vincono tutti i capricci e diventano piccoli tiranni!
Ma in contesti allargati, quando improvvisamente devono scoprire di non essere il centro del mondo e confrontarsi con le regole sociali, per loro diventa tutto più difficile.
Fuori casa infatti troveranno mille limiti alla loro onnipotenza e si ritroveranno improvvisamente incapaci di gestirli.
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Effetto finale: grande insicurezza fuori casa, incapacità di reagire in situazioni difficili e accumulo di tensione che si sfoga in casa.
Agnellini fuori, terremoti dentro casa.
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E allora coraggio!!
Mamma e papà, insieme, senza mai contradirsi davanti al bambino… iniziamo!
“Affettuosa” + “Fermezza” = Sicurezza!
“Tu sei sempre bello bravo buono l’amore della tua mamma e del tuo papà…”
“giochiamo insieme, leggiamo favole, coccoliamoci tanto…”
“Ma non si fa! Se ho detto NO è NO”.