29/07/2025
Il 29 luglio 1900 Gaetano Bresci uccise Umberto I di Savoia. “Ho ucciso un principio” dichiarò Bresci. Il gesto di Bresci dimostrava che il potere non era eterno, intoccabile. I suoi nemici, tra cui i gesuiti, lo capirono bene e scrissero preoccupati:
“Non fu adunque odio personale quello che armò di pugnale il Passanante a Napoli nel 1879, né l’Acciarito a Roma nel 1897, né a Monza Gaetano Bresci il 29 luglio 1900. Lo dichiarò cinicamente questo sciagurato, appena fu preso (…). Il regicidio di Monza non è un delitto privato soltanto, perpetrato contro la vita di Umberto di Savoia, è un delitto pubblico, esecrando, contro il Capo dello Stato, contro l’incolumità della nazione, contro l’intera società. Ma v’ha di più: il regicidio è altresì un sacrilegio (…) Le ragioni della religione e dell’impero sono sì strettamente congiunte che quanto vien quella a scadere, tanto si scema dell’ossequio de’ sudditi e della maestà della legge” (“Civiltà Cattolica”, XI (1900), f. 1204, pp. 385-390)
Con le budella dell’ultimo prete impiccheremo l’ultimo re!