20/01/2026
Cotronei, il caso della casa museale dedicata a ROK Steven Tyler: il servizio di Lino Polimeni ricostruisce i fatti
Il giornalista Lino Polimeni, di Articolo 21 e della rete televisiva calabrese TEN, ha realizzato un servizio televisivo sulla nota vicenda della mancata realizzazione della casa museale dedicata al celebre artista ROK Steven Tyler, di origini cotronellari.
Una vicenda che ha avuto ampia risonanza nazionale e internazionale, spesso raccontata da diversi organi di stampa come l’ennesimo “scandalo calabrese”, finendo per gettare discredito sulla cittadina di Cotronei e sull’intera Calabria.
Con professionalità e onestà intellettuale, Polimeni ha scelto di fare chiarezza, ricostruendo i fatti attraverso documenti e testimonianze, con particolare riferimento alla delocalizzazione dell’opera, inizialmente prevista e finanziata per l’antico Palazzo Bevilacqua, luogo in cui aveva abitato Giovanni Talarico, nonno materno di Steven Tyler, e successivamente realizzata in un’altra zona con una struttura moderna.
Nel servizio interviene anche un parente dell’artista, cugino di Steven Tyler, che illustra in maniera semplice e diretta il grande talento della rock star di fama mondiale, manifestando orgoglio per il legame familiare e sottolineando i notevoli benefici culturali, turistici ed economici che Cotronei avrebbe potuto ottenere dalla realizzazione della casa museale nella sede storica originaria.
Lo stesso dichiara di non comprendere le ragioni della delocalizzazione, precisando che l’artista non avrebbe mai dato il consenso a una diversa collocazione dell’opera. Con toni particolarmente commoventi, racconta inoltre la grande emozione vissuta durante la visita di Steven Tyler a Cotronei e l’importanza che l’artista attribuiva a questo riconoscimento delle proprie radici familiari.
Preso atto di tali dichiarazioni, Polimeni prosegue il suo lavoro di approfondimento incontrando l’allora sindaco di Cotronei, Nicola Belcastro, indicato come responsabile della scelta di delocalizzazione. Alla richiesta di chiarimenti sulle motivazioni del cambiamento, Belcastro risponde in modo netto, dichiarando di essere stato costretto da una comunicazione della Regione, che intimava di dimostrare la proprietà di Palazzo Bevilacqua, pena l’annullamento del finanziamento. Poiché, a suo dire, la proprietaria dell’immobile non intendeva raggiungere un accordo per la cessione, il sindaco afferma di aver scelto un altro sito, procedendo così alla delocalizzazione dell’opera.
Polimeni, preso atto di questa dichiarazione, si reca quindi dal terzo attore della vicenda, l’attuale sindaco di Cotronei, avv. Antonio Ammirati.
Alla domanda su come avesse trovato la situazione, Ammirati risponde che il 5 ottobre, giorno del suo insediamento, il finanziamento risultava ormai in uno stato irreversibile, con tutte le decisioni già assunte dalla precedente amministrazione Belcastro. Nulla, a suo dire, poteva essere modificato, e non gli restava che portare a termine l’opera nel nuovo sito, garantendo il rispetto delle regole, delle procedure e senza alcuno spreco di denaro pubblico.
A sostegno della propria ricostruzione, Ammirati mostra a Polimeni tutti i deliberati adottati.
Ma proprio in questa fase emerge il colpo di scena: il sindaco esibisce una delibera del Consiglio Comunale nella quale si esprime la volontà di acquisire Palazzo Bevilacqua, gratuitamente, tramite cessione volontaria della proprietaria con atto notarile.
Con determinazione e orgoglio, il sindaco Ammirati dichiara che la volontà della sua amministrazione è quella di realizzare proprio nel Palazzo Bevilacqua, divenuto patrimonio comunale, la casa museale dedicata a ROK Steven Tyler, ripristinando così l’idea originaria legata alla dimora degli antenati dell’artista.
A questo punto Polimeni contatta immediatamente il cugino della rock star, informandolo della novità. La vicenda appare finalmente chiara: Ammirati dimostra, con atti concreti, la propria totale estraneità alla delocalizzazione e di aver invece lavorato per ricondurre il progetto alla sua collocazione storica originale.
Una storia complessa che, grazie a un lavoro giornalistico serio e documentato, trova finalmente chiarezza e ricostruzione dei fatti.
Il tempo e gli atti amministrativi diranno l’ultima parola.