22/03/2022
Cari utenti,
pubblichiamo il secondo articolo della nostra sesta pubblicazione.
Al lavoro
in bicicletta
In valle del Chiampo su iniziativa dei Comuni di Chiampo, Arzignano, Montecchio Maggiore, Montorso, San Pietro Mussolino e delle Associazioni di categoria si sta sperimentando un sistema di incentivazione economico per gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta, che consiste nel riconoscere un benefit economico di 0,25 euro al km percorso per recarsi e tornare dal lavoro, il tutto gestito e verificato con apposite applicazioni per smartphone.
Il progetto studiato in collaborazione anche con l’Università di Padova mira a promuovere ed incentivare l’utilizzo di modalità di spostamento più sostenibili rispet- to all’automobile, nell’intento di contribuire a dare una risposta ai problemi che l’eccesso di traffico automobili- stico causa nel nostro territorio in termini di inquinamento atmosferico, acustico e di stress psicofisico, favorendo contemporaneamente una attività fisica salutare per il benessere della persona.
Varie iniziative simili sono adottate in molti comuni di tutta Italia. In Particolare la Regione Emilia Romagna oltre ad avere contribuito a realizzare una rete capillare di piste ciclabili in tutto il suo territorio , già da anni finanzia un progetto analogo a quello in sperimentazione in Valle del Chiampo. Questa ed altre agevolazioni sull’acquisto, sul noleggio e sul deposito-parcheggio delle biciclette ha fatto si che tutte le città della Regione Emilia Romagna sono collocate ai vertici delle “classifiche di ciclabilità“ stilate periodicamente dagli Enti di promozione turistica e dalle associazioni ambientaliste.
Anche nei paesi europei il “Bike to work“ è uno stru- mento molto diffuso per favorire gli spostamenti “legge- ri“, consapevoli che la gravità della situazione sia ambientale che energetica impone di adottare tutte le misure che possono risparmiare energia e ridurre l’inquinamento. Se da un lato una riconversione verso fonti energetiche rin- novabili è oramai ampiamente condivisa ed ineluttabile, è altrettanto vero che vincoli tecnologici e condizionamenti politici non stanno consentendo di realizzarla nei tempi necessari per affrontare le emergenze ambientali e climatiche che abbiamo di fronte. Si impone quindi da subito la necessità di risparmiare risorse ed energia ed in tal senso la bicicletta sia tradizionale che elettrica sicuramente è il mezzo di trasporto con il bilancio costi-benefici più conveniente e sostenibile.
Certamente gli ostacoli al cambiamento sono molti e in parte anche culturali. Alcuni sono oggettivi quali la pericolosita’ delle nostre strade, che però in parte è compensata dalla presenza ancora insufficiente ma sempre più dif- fusa delle piste ciclabili. Anche le difficoltà climatiche, con l’abbigliamento tecnico oggi disponibile sono sicuramente più affrontabili di una volta. Infine la disponibilità di biciclette assistite sempre più performanti e la consapevolezza sempre più diffusa che l’attività fisica è necessaria per il benessere della persona possono far superare un po’ di “pigrizia” e un po’ di “scomodità” della bici. E magari un aiuto economico può far pendere la bilancia dalla parte opposta e convincere molte più persone ad usare la bicicletta, che oltre a un beneficio per se stessi è un beneficio per tutta la comunità.
Parafrasando una celebre frase “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani” si potrebbe dire : fatte le piste ciclabili bisogna fare i ciclisti
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