17/05/2026
Ambientato nel 1949 a Rondò di Risera, un fittizio paesino del vercellese, "Il sentiero tra le risaie" è il romanzo d’esordio di . Si inserisce perfettamente nella grande tradizione del romanzo storico e di provincia italiano: ambientato in Piemonte, nell’Italia della ricostruzione, descrive perfettamente il passaggio epocale tra il mondo rurale dell’Ottocento e quello moderno del secondo dopoguerra. Sullo sfondo, ma in realtà protagoniste assolute dell'anima del libro, ci sono le mondine. L'arrivo di oltre 1400 donne per la stagione della monda rompe il silenzio di Risera, portando con sé canti, sudore e una solidarietà tutta femminile che travolge la vita dei locali. Panzettini racconta la verità dura della mondatura del riso, ma introduce anche riflessioni sulla condizione della donna e sulla società patriarcale italiana.
L’aspetto che colpisce di più è sicuramente l’affresco vivido e a tratti affettuoso della comunità di Risera. Una straordinaria carrellata di personaggi che a partire dal dottor Gregori, il medico condotto del paese, passando dai coniugi Aglietti (Giacinto, il vanitoso proprietario terriero, e sua moglie Severina divisa tra l'amore per un marito infedele e la difesa della propria dignità), dai fratelli Beltramino (ricchi cittadini torinesi) o dagli abitanti popolani di Risera creano una combinazione perfettamente credibile. Quando una misteriosa sparizione scuote il paese, le maschere iniziano a vacillare e il dottor Gregori si ritrova suo malgrado a fare da collante e protettore dei segreti della comunità.
Numerosi sono i riferimenti a Torino, Biella e Cossato, viste come realtà moderne e industriali a confronto con la realtà delle aree agricole, e a fatti che hanno scosso l’Italia nel secolo scorso quali lo sciopero delle mondine contro la riduzione del salario, la tragedia del Grande Torino o l’alluvione del Polesine.
Il sentiero tra le risaie è un debutto che vi consiglio di cuore di leggere perché descrive bene il nostro passato e ci fa riflettere su quanto è stato fatto per consentirci di essere, oggi, ciò che siamo.