19/08/2024
Cosenza 17 agosto 2024 -DEGRADO AL PREMIO LETTERARIO CACCURI – LA CASIL CENSURA GRATTERI, NUZZI E ABATE
I panni sporchi si lavano in famiglia, recitava un sapiente adagio. Ebbene sembra che il giornalista Gianluigi Nuzzi, conduttore della serata, abbia preferito il palcoscenico della XIII edizione del Premio Letterario Caccuri per ricordarsi evidentemente di alcuni dissapori con la giornalista Selvaggia Lucarelli, disertando il palco, dov’era stata invitata, per la presentazione del suo libro “Il vaso di pandoro”. Mentre l’altra giornalista Vittoria Abate, gli ha fatto seguito inopportunamente rivolgendo alla Lucarelli delle domande provocatorie, su Chiara Ferrante e addirittura su Fedez, tanto che la Lucarelli , giunta in Calabria, in aereo, interrompendo le ferie proprio per presentare il suo libro e rivedere la ridente e bella Calabria, come dalla medesima definita, si è sentita talmente offesa dell’atteggiamento poco accorto ed inopportuno di Nuzzi e di Abate che ha preferito abbandonare la manifestazione, privando il pubblico, il Premio Letterario e la stessa Lucarelli di una opportunità attesa.
Nuzzi avrebbe potuto fare a meno di un “ regolamento di conti “ in una platea per nulla allestita alla rivendicazione, e Abate a metterci la ciliegina sopra, con domande inopportune ancorché nell’ambito del becero pettegolezzo di cui sembra andare ghiotta certa stampa e certo giornalismo, su Chiara Ferragni e Fedez.
Un palcoscenico di prestigio come il Premio Letterario Caccuri, ove quest’anno si presentavano i libri letterari degli scrittori e/o storici dei quattro finalisti Alessandro Giuli, con Gramsci è vivo , Rizzoli,2024; Paolo Mieli, con il secolo autoritario. Perché i buoni non vincono mai, Rizzoli 2023 ; Sigfrido Ranucci, con la Scelta, Bombiani 2024 e Barbara Stefanelli con Love harder. le ragazze iraniane camminano davanti a noi, Solferino 2023, come da notizia data da Giordano Bruno Guerri, presidente della giuria del Premio durante la conferenza stampa di presentazione al Salone internazionale del libro di Torino, non poteva essere meglio mortificato da un atteggiamento poco consono da chi invece dovrebbe ammantare eventuali crepe, proprio per la bene riuscita della manifestazione.
Cosicché il XIII Premio Letterario Caccuri, assegnato a Sigfrido Ranucci, ha certamente accusato un neo per la censurabile conduzione di Nuzzi e della giornalista Abate !
Esso non è e non è mai stato un palcoscenico di regolamento di conti e/o di vendita di noccioline, granite, ciambelle e gelati ed ancor meno prelibatezze succulenti in fiera, e perciò non avrebbe dovuto rappresentare un momento infausto per dei noti giornalisti.
Ha fatto bene Selvaggia Lucarelli a lasciare la manifestazione, senza neppure riguardi per il pubblico accorso, perché l’offesa è stata consumata se non cercata proprio dai presentatori Nuzzi e Abate. E perciò la Casil invita gli organizzatori del Premio a depennare definitivamente dall’elenco dei giornalisti da presentare le prossime edizioni sia Gianluigi Nuzzi che Vittoria Abate, i quali , purtroppo, anche per loro stessi, non hanno sentito neppure il dovere di giustificare l’insolito atteggiamento, chiedendo scusa al pubblico, ovvero motivarne l’iniziativa, seppure falsando la realtà.
I presentatori spesso modificano atteggiamenti utili alla riuscita della manifestazione, anche mandando giù qualche rospo. E ciò proprio per rispetto del pubblico e di chi li ha chiamati a dirigere importanti edizioni..
Evidentemente Nuzzi e Abate ritengono di essere onnipotenti, inattaccabili e depositarie della verità più assoluta, ed anche di godere di certa libertà che al comune mortale non è consentita e men che meno a chi viene pagato per condurre un Premio Letterario
Quasi non bastasse al censurabile atteggiamento di Nuzzi e e Abate, è giunto quale corollario il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri , che da certo tempo dimentica il proprio ruolo, rispondendo alle curiosità e provocazioni dei giornalisti, benché insiti nel proprio lavoro , con invettive senza riguardi verso le istituzioni che lui stesso incarna.
Gratteri che godeva della nostra smisurata vicinanza tanto che alcune volte siamo stati tentati anche di chiedergli un incontro, oggi , come nell’ultimo periodo, ne abbiamo preso le distanze e non perché riteniamo che sia parziale nel suo lavoro di magistrato ma perché si erge al di sopra di tutti e su di un piedistallo che non gli può appartenere dalla sua entrata in magistratura.
Gratteri dovrebbe ricordarsi che dal suo pulpito deve soltanto applicare le leggi dello Stato e mai criticarle, altrimenti dà una immagine della magistratura non idonea a giudicare.
Come fa un Procuratore Capo di una Procura della Repubblica ad affermare, da un palco di cultura come il Premio Letterario Caccuri, e senza ritegno alcuno , che la legge di riforma della giustizia del Ministro Nordio “favorisce le mafie e i potentati” ?
Se la legge approvata dal Parlamento italiano, su iniziativa del Ministro Nordio, già integerrimo ed oculato magistrato, a cui è tenuto ad applicarla anche il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri , che sembra ritersi l’unico depositario della lotta alla criminalità comune, organizzata e politica, ha scopo di tutelare e/o addirittura favorire mafie e potentati, non ha che denunciare il Ministro, l’intero Parlamento ( Camera e Senato ), ancorchè per alto tradimento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che questa legge ha promulgato, unitamente a tutti i suoi consiglieri di alto profilo che evidentemente le preoccupazioni di Gratteri e le sue male profezie non le hanno affatto considerate tali.
Il premio Caccuri è un bel palco di lancio per la cultura e nessuno dovrebbe tramutarlo in trampolino di lancio per fini meno nobili.
Ma veramente Gratteri a Catanzaro , dove ha diretto la Procura antimafia ritiene di essere immune di errori anche prevedibili ? Oppure ritiene che i diversi processi, con tempi di preparazione lunghi e dispendiosi come anche le numerose conseguenti esose intercettazioni, rivelatisi contrarie alle sue conclusione, siano viziate da interferenze esterne e/o interessate ? Se così fosse sarebbe la fine del diritto e del processo.
E comunque , poiché non riteniamo che la magistratura in quanto tale debba vergognarsi del suo operato, Gratteri dovrebbe mitigare la sua prepotente autorevolezza, perché quando sbaglia, seppure in buona fede, procura un grave danno sia alla credibilità della giustizia che economicamente allo Stato, ovvero ai cittadini italiani che pagano le tasse, mentre non ci risulta che Gratteri abbia sempre reso allo Stato ed alla giustizia un buon servizio, senza pagare alcunché per il danno di immagine ed economico che ha causato. O non è vero che lo Stato italiano lo ha sempre regolarmente retribuito ed ha saldato tutte le spese che il medesimo ha promosso per ricercare una verità che non è arrivata se non addirittura è risultata proprio il contrario di quanto istruito dallo stesso Gratteri ?
Eviti il Procuratore Capo di Napoli Gratteri di scegliere ambiti palchi di cultura per fare politica. Rientri
nei suoi poteri-doveri istituzionali, rispetti tutte le istituzioni compreso quelli governativi e del Presidente
della Repubblica ed anche le leggi dello Stato approvate dai due rami del Parlamento e se ha qualcosa da
suggerire che lo faccia, ma nelle sedi istituzionali, e se del caso chiedendo preventivamente audizione al
ministro della giustizia e/o al Presidente del Consiglio ma eviti di sciorinare la sua mente in piazza e/o in
convegni di arricchimento culturali come il Premio Letterario Caccuri. Ne guadagnerà la credibilità della
giustizia, già tanta provata e dal medesimo stesso Procuratore Gratteri indicata al 36 % di credibilità.
Ha provato a valutare il Procuratore Gratteri se dopo il suo improprio intervento al Premio Letterario
Caccuri se la credibilità della giustizia abbia recuperato positività o ne sia ancora scesa ?
La Casil ritiene che abbia reso un cattivo esempio. E non solo per le offese consumate nei confronti del
Ministro della Giustizia Nordio, dei due rami del Parlamento italiano e di servitore delle leggi italiane,
ancorché del Presidente della Repubblica , ma per avere disinvoltamente affermato su sollecitazione del
giornalista Nuzzi , jotto logico di notizie di prima mano, che il caso Palamara è rimasto fine a se stesso,
mentre secondo Gratteri avrebbe dovuto costringere alle dimissioni l’intero CSM, altra botta al Presidente
della Repubblica che del CSM ne é il Presidente . E così via dicendo su misure cautelari, beni confiscati ,
sulle contraddizioni napoletane, sull’arretratezza investigativa risalente ad almeno due lustri; per finire sul
comportamento che dovrebbe avere il giudice, naturalmente richiamando a citazione la sua trasparenza,
che non accetta alcun regalo, né di biglietto dello stadio e neppure del teatro e/o d’inviti a cena di gala.
Ebbene siamo di uguale parere ma se tali accettazioni influenzerebbero la decisione di un giudice,
gratificato dalla regalia e/o dall’invito di gala, preferendo la “fresa” ed il caminetto della propria casa, come
dice Gratteri, come mai non ha parlato affatto della separazione delle carriere dei magistrati e della loro
responsabilità civile e penale, per le quali godono di un immenso salvacondotto i magistrati e di un possibile
permissivo inciucio tra accusatore e giudicante ? Perché Gratteri non ha parlato del caso del Presidente
della Liguria Toti per cui si è dovuto dimettere per riacquistare la libertà dagli arresti domiciliari a danno
dell’amministrazione regionale eletta dal popolo cosiddetto sovrano , e della libertà che si deve garantire a
tutti i cittadini . E soprattutto per un reato mai commesso e men che meno mai contestato, e comunque
inesistente nel nostro ordinamento giudiziario, qual’é il processo alle intenzioni peraltro nella fantasia del
potere assoluto del PM il quale s’inventa il reato che il Presidente della Regione Liguria Toti da presidente
in carica avrebbe potuto influenzare il voto popolare ?
Ma i PM di Genova non hanno valutato che tutti i politici, sindaci e presidenti di regione compresi ,
ancorché parlamentari, ministri e segretari di partiti. nel corso delle campagne elettorali fanno tutto ed il
contrario di tutto per poter vincere le elezioni ? Anche nel CSM della magistratura a cui dipende pure la
condotta e l’assegnazione di sedi dei PM di Genova si fanno carte false, per come afferma l’ex procuratore
Palamara, e condiviso dallo stesso Gratteri, che vede come conseguenza logica le dimissioni di tutto il CSM
dopo le rivelazioni del medesimo Palamara ?
Se così stanno le cose o se così dovrebbero andare perché non arrestare tutti, giudici compresi per potenziale
inquinamento del voto elettorale ? Ma perché se Toti vuole anche da ex presidente della regione Liguria non
ha il potere di condizionare il voto ? Ma di grazia se i conti di Toti erano tutti in regola e nel rispetto della
legge italiana evidentemente diversa da quella dei PM politicizzati di Genova, come mai nessun PM,
compreso Gratteri non ha promosso l’arresto per tutti i reati che i PM di Genova hanno consumato
mantenendo in carcere seppure domiciliare un Presidente di Regione eletto dal popolo e senza che il
medesimo avesse commesso alcun reato? Di questo deve vergognarsi Gratteri e non dalle leggi che i due
rami del parlamento italiano emanano nel rispetto delle regole democratiche della nostra tanto decantata
più bella costituzione del mondo, a cui è chiamato a rispettare e fare rispettare Gratteri per riappropriarsi
della fiducia dei cittadini e con essa anche dell’O.S. Casil.
Sarebbe il caso che Gratteri continui a fare il Procuratore antimafia ma senza proclami e come dice lui respingendo tutti gli inviti , ma tutti ,compreso il Premio Letterario Caccuri che gli vengono fatti, e soprattutto evitando la spettacolarizzazione, limitandosi nel tempo libero di fare come afferma nell’intervista di Nuzzi al “Premio Letterario Caccuri” “ “Sto meglio con una “frisa” , un po’ di
formaggio e una mela , sdraiato sul divano di casa come Fantozzi” , avrebbe più valore l’affermazione che
rifiuta i biglietti del campo sportivo e del teatro ancorché gli inviti di gala, se poi approfitta dei grandi
palchi per fare politica, avversando le istituzioni fino a tacciarle per favoreggiamento alla mafia e i
potentati, perché nel nostro piccolo equivarrebbe ad accusare di mafia il Parlamento, il Governo ed anche
il Presidente della Repubblica.
Ebbene se ad un semplice cittadino viene vietato tale semplicistico benché grave diritto di critica perché
consentirlo ad un Procuratore della Repubblica con un seguito come Gratteri ?
Non si passa alla storia dissacrando tutto e tutti e specialmente le istituzioni che egli stesso impersona ma
con degli esempi lavorativi, altrimenti sarebbe come ordinare di lavorare a tutti eccetto l’ordinante.
Se Gratteri ha scoperto la vocazione per la politica da dove potrà incidere alla formazioni di leggi giuste e
produttive di vera riforma, nessuno lo trattiene, si dimetta dalla magistratura e parli e sparli anche
impropriamente di tutti coloro che ritiene essere inadeguati, ma non amministri la giustizia perché essa è
cosa seria e non può essere affrontata in pubbliche piazze e soprattutto da magistrati che hanno un seguito e
che dovrebbero contribuire alla credibilità della giustizia e non al suo decadentismo.
Sarebbe il caso che Gratteri si desse una calmata e rispettasse meglio il proprio importantissimo ruolo
istituzionale per cui del resto viene ben pagato ed anche scortato.
Franco Scrivano
Segretario Generale Nazionale Casil