CASIL - Confederazione Autonoma Sindacati Italiana Lavoratori

CASIL - Confederazione Autonoma Sindacati Italiana Lavoratori E' una Confederazione Sindacale che assiste lavoratori, disoccupati sottoccupati,
precari ed in cer

26/03/2025

Che uomo di..........

12/03/2025
19/09/2024

Cosenza – La CASIL contro lo smantellamento delle piste ciclabili

Cosenza 16 settembre 2024 - La CASIL censura la scelta del Sindaco di Cosenza Franz Caruso di smantellare parte delle piste ciclabili , rendendo l’intera rete inefficiente, perché privata dallo scopo nobile che ne suggerì la realizzazione all’ex Sindaco Mario Occhiuto, lungimirante anche nel soddisfare esigenze specifiche ed in linea con l’evoluzione dei tempi che vogliono un ambiente green ed una mobilità sostenibile , sostenuta da tanti mestieranti del bla,bla priva di alcun seguito.
Dov’era il Sindaco Franz Caruso quando i diversamenti abili giunti a Cosenza in raduno, percorrevano le piste ciclabili in carrozzella, ed al cui termine definirono quelle di Cosenza le più belle ed efficienti piste ciclabili d’Europa ?
Evidentemente i disabili in carrozzella non avrebbero mai immaginato che difformemente della tendenza universale di migliorare viabilità , mobilità sostenibile e salute arrivasse a Cosenza un’Attila delle piste ciclabili e non solo.
Ma Caruso anziché riflettere sullo scempio che sta consumando a danno della Città di Cosenza, dei cosentini, dei turisti e vari utenti, se la ride a 32 denti, molto probabilmente ignaro di passare alla storia come il peggiore Sindaco di tutti i tempi che abbia avuto la città dei Bruzi .
All’uopo chiamiamo ai suoi doveri la Corte dei Conti , onde valutare se la scelta politica di Franz Caruso di distruggere il pregresso realizzato con soldi pubblici, non concretizzi il danno erariale da ripetere ancorché essere attenzionato dalla Procura della medesima Corte dei Conti per eventuale rilevanza penale.
La Casil si è sempre opposta all’involuzione di Cosenza ad iniziativa dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso, il quale evidentemente é consapevole di avere al proprio fianco quella sinistra che blatera green e mobilità sostenibile contro il Governo Centrale, perché a guida Meloni, mentre lascia al libero arbitrio le periferie spendaccione del denaro pubblico, anche quando opera in controtendenza con le iniziative mondiali per rendere meglio vivibile il territorio.
La Casil è preoccupata dell’insicurezza del traffico per l’abbattimento delle piste ciclabili da parte del Sindaco Franz Caruso, che penalizza non solo gli amanti della bicicletta anche in termini sportivi , quanto pure chi la bici la utilizza per espletare il proprio lavoro come i “Rider” che soprattutto di notte hanno necessità di estrema sicurezza per consegnare i pasti dei ristoranti all’utenza nel più breve tempo possibile.
E perché non riflettere sulla limitazione dell’opportunità di mobilità nel centro storico, là dove la circolazione delle autovettura non è proprio ottimale ? E’ possibile che il Sindaco Franz Caruso non abbia neppure valutato le conseguenze che avrebbe avuto sulla libera circolazione dei diversamenti abili , l’abbattimento e/o la limitazione delle piste ciclabili ?
Andare anche contro le esigenze di chi malauguratamente è affetto da patologie che gli vieta l’utilizzo di altro mezzo di trasporto se non la carrozzella o similare in sicurezza come le piste ciclabili non ritiene il Sindaco Caruso che rappresenta un grave atto di involuzione , di mortificazione e discriminazione tra i diversi cittadini , al solo scopo di soddisfare sollecitazioni di pochi avidi di ripicca contro chi ha trasformato lo sfasciume in una città invidiata per vivibilità, accoglienza, commercialmente viva, di smisurata movida in luoghi tuguri e di accumulo di rifiuti , ereditati dal Sindaco Mario Occhiuto, la cui lungimiranza, professionalità e visione della vivibilità della città del futuro non ha mai trovato eguali ?
Spesso si parla di politici del passato come luminari ma non ci risulta lasciti di alcuna opera che non fosse legata ai piccoli orticelli, atteso che le grandi opere di trasformazione in meglio e non in peggio della città di Cosenza è sempre rimasta progettuale ma mai realizzata, anche perché nessun politico ha preferito lo scontro impopolare, come invece ha fatto Mario Occhiuto , lasciando ai posteri qualcosa di concreto anche se la politica malvagia di Franz Caruso sta letteralmente deturpando.
Auspichiamo che il Sindaco di Cosenza Franz Caruso abbia un sussulto di ravvedimento e ripristini lo stato ante delle piste ciclabili e se desidera veramente che le strade interessate siano adeguate alla viabilità degli autoveicoli, ripristini i divieti di sosta senza tolleranza alcuna e/o disattenzione.
Il parcheggio indiscriminato in doppia ed anche in tripla fila non rappresenta il futuro ma il regresso. Né tale scellerato intendere la viabilità cittadina può penalizzare l’utilizzo della bicicletta e le esigenze dei diversamente abili. ancorché da e per il centro storico.
Franco Scrivano Segretario Generale Nazionale Casil

13/09/2024

Santa Maria del Cedro - Alberi avvelenati e abbattuti evidentemente per reconditi motivi

Cosenza 13 settembre 2024 - Nella centralissima Via degli Ulivi di Santa Maria del Cedro , che dalla marina porta al borgo antico, da alcuni giorni non sfugge all’occhio umano il danno che veri delinquenti stanno consumando nel silenzio più assordante di Polizia Locale e/o altre forze dell’ordine o comunque di quanti sono animati dalle bellezze della natura ed ambientali.
E’ infatti in atto un vero e proprio attacco alla vita di alcuni alberi da frutto da sempre in bella mostra sulla Via degli Ulivi limitrofi all’area di alcune attività commerciali e sportive.
Gli alberi presi di mira al momento sono fichi di antica memoria che evidentemente d’improvviso danno fastidio a qualcuno per i loro frutti che giunti a maturazione di posano per terra.
Si hanno così alberi letteralmente sradicati forse anche con mezzi meccanici, e/o secchi per evidente avvelenamento con sostanze tossiche e distruttive, benché fossero tutti carichi del frutto prelibato . Uno di quelli colpiti da emeriti malviventi era un albero di fichi con diversi rami fruttificante diverse specie dello stesso frutto.
Certamente stessa sorte toccherà ad albero di more nere ed anche ad alcune piante di nocciole.
Ma di grazie come mai nessuna delle diverse associazioni protezionistiche e/o delle autorità che transitano costantemente giorno e notte si siano accorti dello scempio che si sta perpetrando a danno di inermi alberi che hanno il solo torto di fruttificare in luoghi non scelti ma amati dai contadini dell’epoca e che oggi è da supporre che disturbano il progresso del nemico uomo ?
La nostra sensazione è quella che tale inciviltà ha natura dolosa, atteso che gli alberi da frutto potrebbero disturbare qualche manovratore che sceglie la morte alla vita dell’albero, come se questi non avessero alcun diritto di vivere in un ambiente che li ha visti nascere, crescere e primeggiare con spavalderia mostrando prelibati frutti che un tempo concorrevano anche al sostegno delle famiglie dedite all’agricoltura.
La CASIL invita il Sindaco di Santa Maria del Cedro avv. Ugo Vetere a denunciare il fattaccio alla magistratura e collaborare nella ricerca dei colpevoli per assicurarli alla giustizia. E successivamente, appena la magistratura avrà disposto il rinvio a giudizio, a seguito di indagini che non dovrebbero risultare neppure troppo difficoltose, di costituire il Comune parte civile..
E nelle more , a titolo reprimente, il Sindaco a spese del Comune salvo poi essere risarcito dovrebbe disporre la piantumazione di identici alberi da frutto nei medesimi posti dopo aver ristabilito la fertilità del terreno avvelenato da individui che hanno ritenuto di doversene disfare evidentemente anche reconditi motivi.
Franco Scrivano Segretario Generale Nazionale Casil

19/08/2024

Cosenza 17 agosto 2024 -DEGRADO AL PREMIO LETTERARIO CACCURI – LA CASIL CENSURA GRATTERI, NUZZI E ABATE
I panni sporchi si lavano in famiglia, recitava un sapiente adagio. Ebbene sembra che il giornalista Gianluigi Nuzzi, conduttore della serata, abbia preferito il palcoscenico della XIII edizione del Premio Letterario Caccuri per ricordarsi evidentemente di alcuni dissapori con la giornalista Selvaggia Lucarelli, disertando il palco, dov’era stata invitata, per la presentazione del suo libro “Il vaso di pandoro”. Mentre l’altra giornalista Vittoria Abate, gli ha fatto seguito inopportunamente rivolgendo alla Lucarelli delle domande provocatorie, su Chiara Ferrante e addirittura su Fedez, tanto che la Lucarelli , giunta in Calabria, in aereo, interrompendo le ferie proprio per presentare il suo libro e rivedere la ridente e bella Calabria, come dalla medesima definita, si è sentita talmente offesa dell’atteggiamento poco accorto ed inopportuno di Nuzzi e di Abate che ha preferito abbandonare la manifestazione, privando il pubblico, il Premio Letterario e la stessa Lucarelli di una opportunità attesa.
Nuzzi avrebbe potuto fare a meno di un “ regolamento di conti “ in una platea per nulla allestita alla rivendicazione, e Abate a metterci la ciliegina sopra, con domande inopportune ancorché nell’ambito del becero pettegolezzo di cui sembra andare ghiotta certa stampa e certo giornalismo, su Chiara Ferragni e Fedez.
Un palcoscenico di prestigio come il Premio Letterario Caccuri, ove quest’anno si presentavano i libri letterari degli scrittori e/o storici dei quattro finalisti Alessandro Giuli, con Gramsci è vivo , Rizzoli,2024; Paolo Mieli, con il secolo autoritario. Perché i buoni non vincono mai, Rizzoli 2023 ; Sigfrido Ranucci, con la Scelta, Bombiani 2024 e Barbara Stefanelli con Love harder. le ragazze iraniane camminano davanti a noi, Solferino 2023, come da notizia data da Giordano Bruno Guerri, presidente della giuria del Premio durante la conferenza stampa di presentazione al Salone internazionale del libro di Torino, non poteva essere meglio mortificato da un atteggiamento poco consono da chi invece dovrebbe ammantare eventuali crepe, proprio per la bene riuscita della manifestazione.
Cosicché il XIII Premio Letterario Caccuri, assegnato a Sigfrido Ranucci, ha certamente accusato un neo per la censurabile conduzione di Nuzzi e della giornalista Abate !
Esso non è e non è mai stato un palcoscenico di regolamento di conti e/o di vendita di noccioline, granite, ciambelle e gelati ed ancor meno prelibatezze succulenti in fiera, e perciò non avrebbe dovuto rappresentare un momento infausto per dei noti giornalisti.
Ha fatto bene Selvaggia Lucarelli a lasciare la manifestazione, senza neppure riguardi per il pubblico accorso, perché l’offesa è stata consumata se non cercata proprio dai presentatori Nuzzi e Abate. E perciò la Casil invita gli organizzatori del Premio a depennare definitivamente dall’elenco dei giornalisti da presentare le prossime edizioni sia Gianluigi Nuzzi che Vittoria Abate, i quali , purtroppo, anche per loro stessi, non hanno sentito neppure il dovere di giustificare l’insolito atteggiamento, chiedendo scusa al pubblico, ovvero motivarne l’iniziativa, seppure falsando la realtà.
I presentatori spesso modificano atteggiamenti utili alla riuscita della manifestazione, anche mandando giù qualche rospo. E ciò proprio per rispetto del pubblico e di chi li ha chiamati a dirigere importanti edizioni..
Evidentemente Nuzzi e Abate ritengono di essere onnipotenti, inattaccabili e depositarie della verità più assoluta, ed anche di godere di certa libertà che al comune mortale non è consentita e men che meno a chi viene pagato per condurre un Premio Letterario
Quasi non bastasse al censurabile atteggiamento di Nuzzi e e Abate, è giunto quale corollario il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri , che da certo tempo dimentica il proprio ruolo, rispondendo alle curiosità e provocazioni dei giornalisti, benché insiti nel proprio lavoro , con invettive senza riguardi verso le istituzioni che lui stesso incarna.
Gratteri che godeva della nostra smisurata vicinanza tanto che alcune volte siamo stati tentati anche di chiedergli un incontro, oggi , come nell’ultimo periodo, ne abbiamo preso le distanze e non perché riteniamo che sia parziale nel suo lavoro di magistrato ma perché si erge al di sopra di tutti e su di un piedistallo che non gli può appartenere dalla sua entrata in magistratura.
Gratteri dovrebbe ricordarsi che dal suo pulpito deve soltanto applicare le leggi dello Stato e mai criticarle, altrimenti dà una immagine della magistratura non idonea a giudicare.
Come fa un Procuratore Capo di una Procura della Repubblica ad affermare, da un palco di cultura come il Premio Letterario Caccuri, e senza ritegno alcuno , che la legge di riforma della giustizia del Ministro Nordio “favorisce le mafie e i potentati” ?
Se la legge approvata dal Parlamento italiano, su iniziativa del Ministro Nordio, già integerrimo ed oculato magistrato, a cui è tenuto ad applicarla anche il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri , che sembra ritersi l’unico depositario della lotta alla criminalità comune, organizzata e politica, ha scopo di tutelare e/o addirittura favorire mafie e potentati, non ha che denunciare il Ministro, l’intero Parlamento ( Camera e Senato ), ancorchè per alto tradimento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che questa legge ha promulgato, unitamente a tutti i suoi consiglieri di alto profilo che evidentemente le preoccupazioni di Gratteri e le sue male profezie non le hanno affatto considerate tali.
Il premio Caccuri è un bel palco di lancio per la cultura e nessuno dovrebbe tramutarlo in trampolino di lancio per fini meno nobili.
Ma veramente Gratteri a Catanzaro , dove ha diretto la Procura antimafia ritiene di essere immune di errori anche prevedibili ? Oppure ritiene che i diversi processi, con tempi di preparazione lunghi e dispendiosi come anche le numerose conseguenti esose intercettazioni, rivelatisi contrarie alle sue conclusione, siano viziate da interferenze esterne e/o interessate ? Se così fosse sarebbe la fine del diritto e del processo.
E comunque , poiché non riteniamo che la magistratura in quanto tale debba vergognarsi del suo operato, Gratteri dovrebbe mitigare la sua prepotente autorevolezza, perché quando sbaglia, seppure in buona fede, procura un grave danno sia alla credibilità della giustizia che economicamente allo Stato, ovvero ai cittadini italiani che pagano le tasse, mentre non ci risulta che Gratteri abbia sempre reso allo Stato ed alla giustizia un buon servizio, senza pagare alcunché per il danno di immagine ed economico che ha causato. O non è vero che lo Stato italiano lo ha sempre regolarmente retribuito ed ha saldato tutte le spese che il medesimo ha promosso per ricercare una verità che non è arrivata se non addirittura è risultata proprio il contrario di quanto istruito dallo stesso Gratteri ?
Eviti il Procuratore Capo di Napoli Gratteri di scegliere ambiti palchi di cultura per fare politica. Rientri
nei suoi poteri-doveri istituzionali, rispetti tutte le istituzioni compreso quelli governativi e del Presidente
della Repubblica ed anche le leggi dello Stato approvate dai due rami del Parlamento e se ha qualcosa da
suggerire che lo faccia, ma nelle sedi istituzionali, e se del caso chiedendo preventivamente audizione al
ministro della giustizia e/o al Presidente del Consiglio ma eviti di sciorinare la sua mente in piazza e/o in
convegni di arricchimento culturali come il Premio Letterario Caccuri. Ne guadagnerà la credibilità della
giustizia, già tanta provata e dal medesimo stesso Procuratore Gratteri indicata al 36 % di credibilità.
Ha provato a valutare il Procuratore Gratteri se dopo il suo improprio intervento al Premio Letterario
Caccuri se la credibilità della giustizia abbia recuperato positività o ne sia ancora scesa ?
La Casil ritiene che abbia reso un cattivo esempio. E non solo per le offese consumate nei confronti del
Ministro della Giustizia Nordio, dei due rami del Parlamento italiano e di servitore delle leggi italiane,
ancorché del Presidente della Repubblica , ma per avere disinvoltamente affermato su sollecitazione del
giornalista Nuzzi , jotto logico di notizie di prima mano, che il caso Palamara è rimasto fine a se stesso,
mentre secondo Gratteri avrebbe dovuto costringere alle dimissioni l’intero CSM, altra botta al Presidente
della Repubblica che del CSM ne é il Presidente . E così via dicendo su misure cautelari, beni confiscati ,
sulle contraddizioni napoletane, sull’arretratezza investigativa risalente ad almeno due lustri; per finire sul
comportamento che dovrebbe avere il giudice, naturalmente richiamando a citazione la sua trasparenza,
che non accetta alcun regalo, né di biglietto dello stadio e neppure del teatro e/o d’inviti a cena di gala.
Ebbene siamo di uguale parere ma se tali accettazioni influenzerebbero la decisione di un giudice,
gratificato dalla regalia e/o dall’invito di gala, preferendo la “fresa” ed il caminetto della propria casa, come
dice Gratteri, come mai non ha parlato affatto della separazione delle carriere dei magistrati e della loro
responsabilità civile e penale, per le quali godono di un immenso salvacondotto i magistrati e di un possibile
permissivo inciucio tra accusatore e giudicante ? Perché Gratteri non ha parlato del caso del Presidente
della Liguria Toti per cui si è dovuto dimettere per riacquistare la libertà dagli arresti domiciliari a danno
dell’amministrazione regionale eletta dal popolo cosiddetto sovrano , e della libertà che si deve garantire a
tutti i cittadini . E soprattutto per un reato mai commesso e men che meno mai contestato, e comunque
inesistente nel nostro ordinamento giudiziario, qual’é il processo alle intenzioni peraltro nella fantasia del
potere assoluto del PM il quale s’inventa il reato che il Presidente della Regione Liguria Toti da presidente
in carica avrebbe potuto influenzare il voto popolare ?
Ma i PM di Genova non hanno valutato che tutti i politici, sindaci e presidenti di regione compresi ,
ancorché parlamentari, ministri e segretari di partiti. nel corso delle campagne elettorali fanno tutto ed il
contrario di tutto per poter vincere le elezioni ? Anche nel CSM della magistratura a cui dipende pure la
condotta e l’assegnazione di sedi dei PM di Genova si fanno carte false, per come afferma l’ex procuratore
Palamara, e condiviso dallo stesso Gratteri, che vede come conseguenza logica le dimissioni di tutto il CSM
dopo le rivelazioni del medesimo Palamara ?
Se così stanno le cose o se così dovrebbero andare perché non arrestare tutti, giudici compresi per potenziale
inquinamento del voto elettorale ? Ma perché se Toti vuole anche da ex presidente della regione Liguria non
ha il potere di condizionare il voto ? Ma di grazia se i conti di Toti erano tutti in regola e nel rispetto della
legge italiana evidentemente diversa da quella dei PM politicizzati di Genova, come mai nessun PM,
compreso Gratteri non ha promosso l’arresto per tutti i reati che i PM di Genova hanno consumato
mantenendo in carcere seppure domiciliare un Presidente di Regione eletto dal popolo e senza che il
medesimo avesse commesso alcun reato? Di questo deve vergognarsi Gratteri e non dalle leggi che i due
rami del parlamento italiano emanano nel rispetto delle regole democratiche della nostra tanto decantata
più bella costituzione del mondo, a cui è chiamato a rispettare e fare rispettare Gratteri per riappropriarsi
della fiducia dei cittadini e con essa anche dell’O.S. Casil.
Sarebbe il caso che Gratteri continui a fare il Procuratore antimafia ma senza proclami e come dice lui respingendo tutti gli inviti , ma tutti ,compreso il Premio Letterario Caccuri che gli vengono fatti, e soprattutto evitando la spettacolarizzazione, limitandosi nel tempo libero di fare come afferma nell’intervista di Nuzzi al “Premio Letterario Caccuri” “ “Sto meglio con una “frisa” , un po’ di
formaggio e una mela , sdraiato sul divano di casa come Fantozzi” , avrebbe più valore l’affermazione che
rifiuta i biglietti del campo sportivo e del teatro ancorché gli inviti di gala, se poi approfitta dei grandi
palchi per fare politica, avversando le istituzioni fino a tacciarle per favoreggiamento alla mafia e i
potentati, perché nel nostro piccolo equivarrebbe ad accusare di mafia il Parlamento, il Governo ed anche
il Presidente della Repubblica.
Ebbene se ad un semplice cittadino viene vietato tale semplicistico benché grave diritto di critica perché
consentirlo ad un Procuratore della Repubblica con un seguito come Gratteri ?
Non si passa alla storia dissacrando tutto e tutti e specialmente le istituzioni che egli stesso impersona ma
con degli esempi lavorativi, altrimenti sarebbe come ordinare di lavorare a tutti eccetto l’ordinante.
Se Gratteri ha scoperto la vocazione per la politica da dove potrà incidere alla formazioni di leggi giuste e
produttive di vera riforma, nessuno lo trattiene, si dimetta dalla magistratura e parli e sparli anche
impropriamente di tutti coloro che ritiene essere inadeguati, ma non amministri la giustizia perché essa è
cosa seria e non può essere affrontata in pubbliche piazze e soprattutto da magistrati che hanno un seguito e
che dovrebbero contribuire alla credibilità della giustizia e non al suo decadentismo.
Sarebbe il caso che Gratteri si desse una calmata e rispettasse meglio il proprio importantissimo ruolo
istituzionale per cui del resto viene ben pagato ed anche scortato.
Franco Scrivano
Segretario Generale Nazionale Casil

19/08/2024

Cosenza 17 agosto 2024 -DEGRADO AL PREMIO LETTERARIO CACCURI – LA CASIL CENSURA GRATTERI, NUZZI E ABATE

I panni sporchi si lavano in famiglia, recitava un sapiente adagio. Ebbene sembra che il giornalista Gianluigi Nuzzi, conduttore della serata, abbia preferito il palcoscenico della XIII edizione del Premio Letterario Caccuri per ricordarsi evidentemente di alcuni dissapori con la giornalista Selvaggia Lucarelli, disertando il palco, dov’era stata invitata, per la presentazione del suo libro “Il vaso di pandoro”. Mentre l’altra giornalista Vittoria Abate, gli ha fatto seguito inopportunamente rivolgendo alla Lucarelli delle domande provocatorie, su Chiara Ferrante e addirittura su Fedez, tanto che la Lucarelli , giunta in Calabria, in aereo, interrompendo le ferie proprio per presentare il suo libro e rivedere la ridente e bella Calabria, come dalla medesima definita, si è sentita talmente offesa dell’atteggiamento poco accorto ed inopportuno di Nuzzi e di Abate che ha preferito abbandonare la manifestazione, privando il pubblico, il Premio Letterario e la stessa Lucarelli di una opportunità attesa.

Nuzzi avrebbe potuto fare a meno di un “ regolamento di conti “ in una platea per nulla allestita alla rivendicazione, e Abate a metterci la ciliegina sopra, con domande inopportune ancorché nell’ambito del becero pettegolezzo di cui sembra andare ghiotta certa stampa e certo giornalismo, su Chiara Ferragni e Fedez.

Un palcoscenico di prestigio come il Premio Letterario Caccuri, ove quest’anno si presentavano i libri letterari degli scrittori e/o storici dei quattro finalisti Alessandro Giuli, con Gramsci è vivo , Rizzoli,2024; Paolo Mieli, con il secolo autoritario. Perché i buoni non vincono mai, Rizzoli 2023 ; Sigfrido Ranucci, con la Scelta, Bombiani 2024 e Barbara Stefanelli con Love harder. le ragazze iraniane camminano davanti a noi, Solferino 2023, come da notizia data da Giordano Bruno Guerri, presidente della giuria del Premio durante la conferenza stampa di presentazione al Salone internazionale del libro di Torino, non poteva essere meglio mortificato da un atteggiamento poco consono da chi invece dovrebbe ammantare eventuali crepe, proprio per la bene riuscita della manifestazione.

Cosicché il XIII Premio Letterario Caccuri, assegnato a Sigfrido Ranucci, ha certamente accusato un neo per la censurabile conduzione di Nuzzi e della giornalista Abate !

Esso non è e non è mai stato un palcoscenico di regolamento di conti e/o di vendita di noccioline, granite, ciambelle e gelati ed ancor meno prelibatezze succulenti in fiera, e perciò non avrebbe dovuto rappresentare un momento infausto per dei noti giornalisti.

Ha fatto bene Selvaggia Lucarelli a lasciare la manifestazione, senza neppure riguardi per il pubblico accorso, perché l’offesa è stata consumata se non cercata proprio dai presentatori Nuzzi e Abate. E perciò la Casil invita gli organizzatori del Premio a depennare definitivamente dall’elenco dei giornalisti da presentare le prossime edizioni sia Gianluigi Nuzzi che Vittoria Abate, i quali , purtroppo, anche per loro stessi, non hanno sentito neppure il dovere di giustificare l’insolito atteggiamento, chiedendo scusa al pubblico, ovvero motivarne l’iniziativa, seppure falsando la realtà.

I presentatori spesso modificano atteggiamenti utili alla riuscita della manifestazione, anche mandando giù qualche rospo. E ciò proprio per rispetto del pubblico e di chi li ha chiamati a dirigere importanti edizioni..
Evidentemente Nuzzi e Abate ritengono di essere onnipotenti, inattaccabili e depositarie della verità più assoluta, ed anche di godere di certa libertà che al comune mortale non è consentita e men che meno a chi viene pagato per condurre un Premio Letterario

Quasi non bastasse al censurabile atteggiamento di Nuzzi e e Abate, è giunto quale corollario il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri , che da certo tempo dimentica il proprio ruolo, rispondendo alle curiosità e provocazioni dei giornalisti, benché insiti nel proprio lavoro , con invettive senza riguardi verso le istituzioni che lui stesso incarna.

Gratteri che godeva della nostra smisurata vicinanza tanto che alcune volte siamo stati tentati anche di chiedergli un incontro, oggi , come nell’ultimo periodo, ne abbiamo preso le distanze e non perché riteniamo che sia parziale nel suo lavoro di magistrato ma perché si erge al di sopra di tutti e su di un piedistallo che non gli può appartenere dalla sua entrata in magistratura.

Gratteri dovrebbe ricordarsi che dal suo pulpito deve soltanto applicare le leggi dello Stato e mai criticarle, altrimenti dà una immagine della magistratura non idonea a giudicare.

Come fa un Procuratore Capo di una Procura della Repubblica ad affermare, da un palco di cultura come il Premio Letterario Caccuri, e senza ritegno alcuno , che la legge di riforma della giustizia del Ministro Nordio “favorisce le mafie e i potentati” ?

Se la legge approvata dal Parlamento italiano, su iniziativa del Ministro Nordio, già integerrimo ed oculato magistrato, a cui è tenuto ad applicarla anche il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri , che sembra ritersi l’unico depositario della lotta alla criminalità comune, organizzata e politica, ha scopo di tutelare e/o addirittura favorire mafie e potentati, non ha che denunciare il Ministro, l’intero Parlamento ( Camera e Senato ), ancorchè per alto tradimento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che questa legge ha promulgato, unitamente a tutti i suoi consiglieri di alto profilo che evidentemente le preoccupazioni di Gratteri e le sue male profezie non le hanno affatto considerate tali.

Il premio Caccuri è un bel palco di lancio per la cultura e nessuno dovrebbe tramutarlo in trampolino di lancio per fini meno nobili.

Ma veramente Gratteri a Catanzaro , dove ha diretto la Procura antimafia ritiene di essere immune di errori anche prevedibili ? Oppure ritiene che i diversi processi, con tempi di preparazione lunghi e dispendiosi come anche le numerose conseguenti esose intercettazioni, rivelatisi contrarie alle sue conclusione, siano viziate da interferenze esterne e/o interessate ? Se così fosse sarebbe la fine del diritto e del processo.

E comunque , poiché non riteniamo che la magistratura in quanto tale debba vergognarsi del suo operato, Gratteri dovrebbe mitigare la sua prepotente autorevolezza, perché quando sbaglia, seppure in buona fede, procura un grave danno sia alla credibilità della giustizia che economicamente allo Stato, ovvero ai cittadini italiani che pagano le tasse, mentre non ci risulta che Gratteri abbia sempre reso allo Stato ed alla giustizia un buon servizio, senza pagare alcunché per il danno di immagine ed economico che ha causato. O non è vero che lo Stato italiano lo ha sempre regolarmente retribuito ed ha saldato tutte le spese che il medesimo ha promosso per ricercare una verità che non è arrivata se non addirittura è risultata proprio il contrario di quanto istruito dallo stesso Gratteri ?

Eviti il Procuratore Capo di Napoli Gratteri di scegliere ambiti palchi di cultura per fare politica. Rientri
nei suoi poteri-doveri istituzionali, rispetti tutte le istituzioni compreso quelli governativi e del Presidente
della Repubblica ed anche le leggi dello Stato approvate dai due rami del Parlamento e se ha qualcosa da
suggerire che lo faccia, ma nelle sedi istituzionali, e se del caso chiedendo preventivamente audizione al
ministro della giustizia e/o al Presidente del Consiglio ma eviti di sciorinare la sua mente in piazza e/o in
convegni di arricchimento culturali come il Premio Letterario Caccuri. Ne guadagnerà la credibilità della
giustizia, già tanta provata e dal medesimo stesso Procuratore Gratteri indicata al 36 % di credibilità.

Ha provato a valutare il Procuratore Gratteri se dopo il suo improprio intervento al Premio Letterario
Caccuri se la credibilità della giustizia abbia recuperato positività o ne sia ancora scesa ?

La Casil ritiene che abbia reso un cattivo esempio. E non solo per le offese consumate nei confronti del
Ministro della Giustizia Nordio, dei due rami del Parlamento italiano e di servitore delle leggi italiane,
ancorché del Presidente della Repubblica , ma per avere disinvoltamente affermato su sollecitazione del
giornalista Nuzzi , jotto logico di notizie di prima mano, che il caso Palamara è rimasto fine a se stesso,
mentre secondo Gratteri avrebbe dovuto costringere alle dimissioni l’intero CSM, altra botta al Presidente
della Repubblica che del CSM ne é il Presidente . E così via dicendo su misure cautelari, beni confiscati ,
sulle contraddizioni napoletane, sull’arretratezza investigativa risalente ad almeno due lustri; per finire sul
comportamento che dovrebbe avere il giudice, naturalmente richiamando a citazione la sua trasparenza,
che non accetta alcun regalo, né di biglietto dello stadio e neppure del teatro e/o d’inviti a cena di gala.

Ebbene siamo di uguale parere ma se tali accettazioni influenzerebbero la decisione di un giudice,
gratificato dalla regalia e/o dall’invito di gala, preferendo la “fresa” ed il caminetto della propria casa, come
dice Gratteri, come mai non ha parlato affatto della separazione delle carriere dei magistrati e della loro
responsabilità civile e penale, per le quali godono di un immenso salvacondotto i magistrati e di un possibile
permissivo inciucio tra accusatore e giudicante ? Perché Gratteri non ha parlato del caso del Presidente

della Liguria Toti per cui si è dovuto dimettere per riacquistare la libertà dagli arresti domiciliari a danno
dell’amministrazione regionale eletta dal popolo cosiddetto sovrano , e della libertà che si deve garantire a
tutti i cittadini . E soprattutto per un reato mai commesso e men che meno mai contestato, e comunque

inesistente nel nostro ordinamento giudiziario, qual’é il processo alle intenzioni peraltro nella fantasia del
potere assoluto del PM il quale s’inventa il reato che il Presidente della Regione Liguria Toti da presidente
in carica avrebbe potuto influenzare il voto popolare ?

Ma i PM di Genova non hanno valutato che tutti i politici, sindaci e presidenti di regione compresi ,
ancorché parlamentari, ministri e segretari di partiti. nel corso delle campagne elettorali fanno tutto ed il
contrario di tutto per poter vincere le elezioni ? Anche nel CSM della magistratura a cui dipende pure la
condotta e l’assegnazione di sedi dei PM di Genova si fanno carte false, per come afferma l’ex procuratore
Palamara, e condiviso dallo stesso Gratteri, che vede come conseguenza logica le dimissioni di tutto il CSM
dopo le rivelazioni del medesimo Palamara ?

Se così stanno le cose o se così dovrebbero andare perché non arrestare tutti, giudici compresi per potenziale
inquinamento del voto elettorale ? Ma perché se Toti vuole anche da ex presidente della regione Liguria non
ha il potere di condizionare il voto ? Ma di grazia se i conti di Toti erano tutti in regola e nel rispetto della
legge italiana evidentemente diversa da quella dei PM politicizzati di Genova, come mai nessun PM,
compreso Gratteri non ha promosso l’arresto per tutti i reati che i PM di Genova hanno consumato
mantenendo in carcere seppure domiciliare un Presidente di Regione eletto dal popolo e senza che il
medesimo avesse commesso alcun reato? Di questo deve vergognarsi Gratteri e non dalle leggi che i due
rami del parlamento italiano emanano nel rispetto delle regole democratiche della nostra tanto decantata
più bella costituzione del mondo, a cui è chiamato a rispettare e fare rispettare Gratteri per riappropriarsi
della fiducia dei cittadini e con essa anche dell’O.S. Casil.

Sarebbe il caso che Gratteri continui a fare il Procuratore antimafia ma senza proclami e come dice lui respingendo tutti gli inviti , ma tutti ,compreso il Premio Letterario Caccuri che gli vengono fatti, e soprattutto evitando la spettacolarizzazione, limitandosi nel tempo libero di fare come afferma nell’intervista di Nuzzi al “Premio Letterario Caccuri” “ “Sto meglio con una “frisa” , un po’ di
formaggio e una mela , sdraiato sul divano di casa come Fantozzi” , avrebbe più valore l’affermazione che
rifiuta i biglietti del campo sportivo e del teatro ancorché gli inviti di gala, se poi approfitta dei grandi
palchi per fare politica, avversando le istituzioni fino a tacciarle per favoreggiamento alla mafia e i
potentati, perché nel nostro piccolo equivarrebbe ad accusare di mafia il Parlamento, il Governo ed anche
il Presidente della Repubblica.

Ebbene se ad un semplice cittadino viene vietato tale semplicistico benché grave diritto di critica perché
consentirlo ad un Procuratore della Repubblica con un seguito come Gratteri ?

Non si passa alla storia dissacrando tutto e tutti e specialmente le istituzioni che egli stesso impersona ma
con degli esempi lavorativi, altrimenti sarebbe come ordinare di lavorare a tutti eccetto l’ordinante.

Se Gratteri ha scoperto la vocazione per la politica da dove potrà incidere alla formazioni di leggi giuste e
produttive di vera riforma, nessuno lo trattiene, si dimetta dalla magistratura e parli e sparli anche
impropriamente di tutti coloro che ritiene essere inadeguati, ma non amministri la giustizia perché essa è
cosa seria e non può essere affrontata in pubbliche piazze e soprattutto da magistrati che hanno un seguito e
che dovrebbero contribuire alla credibilità della giustizia e non al suo decadentismo.

Sarebbe il caso che Gratteri si desse una calmata e rispettasse meglio il proprio importantissimo ruolo
istituzionale per cui del resto viene ben pagato ed anche scortato.
FrFranco Scrivano Segretario Generale Nazionale Casil

Indirizzo

Via Trento N. 47
Cosenza
87100

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