15/06/2026
C’è un’idea vecchia, in Calabria. Un'idea tenace, come il calcare nei tubi, che non se ne vuole andare. È l’idea che la politica sia una cosa per pochi. Per "illuminati", dicono loro.
Quelli dei salotti giusti, delle cravatte abbinate bene, delle lobby che contano, delle dinastie che si tramandano le poltrone come fossero l'argenteria di famiglia. Una stanza chiusa, insomma. Con la chiave dentro.
Noi di Alba Riformista, quella chiave, abbiamo sempre voluto girarla al contrario. Non l’abbiamo mai pensata così. Mai.
È per questo che guardiamo a quello che sta succedendo intorno a Francesco De Cicco e ai Democratici Progressisti Meridionalisti non come a un accordo da manuale Cencelli, ma come a un fatto. Un fatto vero, di quelli che respirano. Ci aderiamo con interesse, con rispetto, con convinzione.
Perché provate a guardarlo, Francesco.
Non è nato in un laboratorio politico.
Non è il clone di qualche segreteria di partito calato da Roma o da Catanzaro.
Non ha padrini corazzati dietro le spalle.
Francesco De Cicco è un’anomalia. L’espressione più antica e quindi più nuova della democrazia: un uomo che viene dal popolo. Uno che si è imposto dal basso, rompendo i vetri polverosi di quella vecchia politica aristocratica, cosentina e calabrese, che pensa ancora di governare per diritto divino.
La sua forza non sta nelle correnti, sta nelle scarpe. Nella fiducia conquistata strada per strada, faccia a faccia, problema dopo problema. Consumando le suole, non i divani.
La politica dei fantasmi contro la politica dei corpi
Oggi la politica sembra diventata un casting di fantasmi. Ti stendono davanti schede elettorali con nomi che sembrano sigle, facce mai viste, candidati paracadutati dall'alto che se li lasci in mezzo a una strada della nostra terra non sanno nemmeno dove girarsi per trovare una fontana. Gente lontana dalla vita reale, quella dove la mattina bisogna fare i conti con la spesa, il lavoro che non c'è, la salute che trema.
Noi crediamo in un’altra cosa. Crediamo in una politica fatta di corpi. Di presenza, di ascolto, di umanità.
E poi ci sono i custodi del galateo politico. Quelli che arricciano il naso. Quelli che, con quel filo di snobismo che puzza di muffa, dicono: «Sì, d'accordo... ma De Cicco non ha la preparazione politica. Non ha studiato i testi sacri della burocrazia».
A loro rispondiamo con calma. Con la serenità di chi sa come gira il mondo.
Esiste una sapienza che non si compra all'università e che non si scrive sui curriculum patinati. È la sapienza che viene dal cuore, dall'esperienza vissuta sulla pelle, dal sacrificio quotidiano. È l’anima di chi conosce la fatica della propria gente perché quella fatica l'ha masticata.
La cultura non è un bastone per farsi largo con arroganza.
La cultura vera è la capacità di capire la sofferenza delle persone. E, subito dopo, avere il coraggio di battersi per loro.
Per tutte queste ragioni, come movimento, abbiamo deciso che è il momento di camminare insieme. Di costruire un percorso comune e di scrivere, pagina dopo pagina, un programma politico regionale insieme ai Democratici Progressisti Meridionalisti.
Non è una scommessa, è una necessità. Perché questa terra, la nostra Calabria, non ha bisogno di altri guardiani del faro spento. Ha bisogno di una politica nuova. Popolare nel senso più nobile del termine. Libera da catene, e profondamente, ostinatamente umana.
Antonio Chiappetta