Luna Rossa - PRC Valdichiana

Luna Rossa - PRC Valdichiana Organo d'informazione politica e amministrativa del Circolo PRC S.E. "Censi" di Cortona (AR) e della Valdichiana Aretina.

TAX THE RICH!!PIÙ SANITÀ PUBBLICA!!PIÙ SCUOLA È ISTRUZIONE!!PIÙ CASE E DIRITTI SOCIALI E CIVILI!!PIÙ GIUSTIZIA FISCALE E...
07/06/2026

TAX THE RICH!!
PIÙ SANITÀ PUBBLICA!!
PIÙ SCUOLA È ISTRUZIONE!!
PIÙ CASE E DIRITTI SOCIALI E CIVILI!!
PIÙ GIUSTIZIA FISCALE E SOCIALE!!
1%EQUO è una campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare.

Propone un contributo dall'1 al 3,5% sui patrimoni di meno dell'1% più benestante della popolazione, che ha più di 2 milioni di € oltre alla prima casa.

Più del 99% delle persone non pagherà niente di più — anzi ci guadagnerà in servizi pubblici.

Ogni giorno che passa senza questa legge perdiamo

71.232.876 €
in servizi pubblici

SAI CHE L’1% PIÙ RICCO PAGA MENO TASSE DI TE?
Rispetto al tuo stipendio, le loro rendite sono tassate meno

È ora di cambiare.
NON TROVI POSTO AL NIDO?
Chi ha di più, paghi di più. Così costruiamo i nidi che mancano.

È ora di cambiare.
DAL 1990 IL TUO STIPENDIO È FERMO?
Il loro patrimonio è raddoppiato. Non è giusto.

È ora di cambiare.
ASPETTI MESI PER UNA VISITA MEDICA?
Loro prenotano domani.
Chi ha di più, paghi la sanità per tutti.

È ora di cambiare.
IL TUO TRENO È IN RITARDO?
Il loro jet privato no. Chi ha di più, investa nei trasporti pubblici.
È ora di cambiare.
IMPOSTA GRANDI PATRIMONI
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Rifondazione Comunista con Alternativa Comune  per una sinistra radicaleIn queste elezioni aretine, tra candidati dejavu...
18/05/2026

Rifondazione Comunista con Alternativa Comune per una sinistra radicale

In queste elezioni aretine, tra candidati dejavu, scommesse su candidature, coalizioni, contrattazioni su incarichi nella prossima amministrazione e/o partecipate, spicca una lista, Alternativa Comune che, fin dall'inizio ha rotto gli schemi tradizionali consolidati costringendo in qualche modo le altre liste a misurarsi con la novità fino ad adottarne linguaggio e temi (Società della cura, bilancio partecipativo, partecipazione...), modalità di approccio e spazi (ultimo piazza Zucchi per la Schlein ad Arezzo).
Alternativa Comune, per una sinistra radicale , non è una semplice lista elettorale ma una nuova visione di cittadinanza alla quale, come Rifondazione Comunista, abbiamo creduto e per la quale abbiamo lavorato fin dall'inizio, mettendoci in gioco, alla pari, con le altre soggettività, individuali e collettive (laiche, cattoliche, comuniste, radicali) e nella quale siamo presenti anche con nostri compagni.
Ciitadine e cittadini, associazioni con alcune delle quali, insieme a pezzi della comunità aretina, abbiamo condiviso negli anni diverse battaglie: per la ripubblicizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici, contro le privatizzazioni, per la sanità pubblica, per i diritti delle persone e l'inclusione, per l'incontro con le comunità internazionali, contro le guerre ed il genocidio in Palestina.
La nostra scelta nasce dal rifiuto di accettare/subire mediazioni al ribasso o rinchiuderci in posizioni identitarie e dalla esigenza, di rompere con le compatibilità economiche e la subordinazione all'unico modello neoliberista che negli anni ha privatizzato, eroso se non cancellato diritti e spazi di democrazia. Per ridare senso alla "cittadinanza" e ri-costruire una comunità solidale.
Perchè non ci interessano le alleanze a prescindere o il ricatto del voto utile ma un reale cambio di prospettiva nell’interesse della comunità.
E a chi , venuto da Roma a sostenere Ceccarelli, paventa che “chi non si schiera aiuta la destra” ricordiamo che il vero problema è l’accettazione, da parte della “sinistra” del primato della finanza sulla politica e l’ineluttabilità del modello neoliberista. Come non accettiamo mediazioni al ribasso, parimenti rifiutiamo la chiusura in posizioni identitarie e testimoniali. Senza mai rifiutare il confronto con le altre forze “alla sinistra del PD” alle quali, in tempi non sospetti, avevamo proposto di costruire un percorso comune sul piano politico e programmatico, ma senza risultato, perchè già da allora le alleanze erano costituite e la trattativa riguardava semmai la contrattazione di spazi di potere.
I temi posti al centro della lista ALTERNATIVA COMUNE, radicale nei contenuti ed innovativa nella comunicazione (dal candidat* diffus* ai manifesti elettorali opere d’arte) hanno modificato in qualche modo i termini della discussione di questa campagna elettorale, soprattutto alla coalizione di centro sinistra: il rovesciamento del concetto di sicurezza non più fondata sulla paura in termini di controllo e repressione a sicurezza fondata sulla qualità delle relazioni, presenza ed ascolto (con Don Biancalani), l’incontro con le realtà migranti come risposta al clima d’odio, ignoranza e pregiudizio che ha portato ai Daspo e alle zone rosse (approvate anche ad Arezzo con l’astensione dei partiti di opposizione alla Giunta di destra); il bilancio partecipativo e percorsi partecipativi vincolanti, i Beni comuni e i servizi pubblici a partire dalla Ripubblicizzazione del servizio idrico (con proposte concrete per la gestione in house del servizio, sulle quali è calato un silenzio generale, a parte una generica enunciazione di ripubblicizzazione), il No al raddoppio dell’inceneritore, il tema del lavoro, vero e dignitoso contro il lavoro nero, il caporalato, lo sfruttamento e i morti sul lavoro, l’antifascismo per citarne alcuni.
E rimettendo al centro la COSTITUZIONE nata dalla Resistenza: Repubblicana, Antifascista, contraria alla Guerra (art.11), la nostra Costituzione che il risultato del Referendum confermativo ha dimostrato essere patrimonio e valore non negoziabile anche per milioni di elettori che negli anni si erano allontanati dal voto. Un risultato che ha segnato la prima importante sconfitta della destra al governo dal 2022 e non solo, visto il soccorso al governo della “sinistra per il SI e per Israele”, della grande stampa padronale, dei centristi neoliberisti e oltranzisti atlantisti. I 15 milioni di “No”, al di là delle differenziazioni interne e delle diverse motivazioni specifiche, hanno individuato, nei contenuti della proposta di stravolgimento della Costituzione, un progetto autoritario e reazionario tale da mettere in discussione gli assetti democratici della Repubblica conquistati dalla Resistenza.
Alternativa Comune mette al centro la Costituzione, una Costituzione praticata e non predicata, una Costituzione fondata sul LAVORO, Democratica e ANTIFASCISTA, che rifiuta la guerra e combatte le disuguaglianze e le discriminazioni.
Una Lista che intende superare la logica della delega in bianco per costruire un’altra idea di Comune e di Amministrazione che metta al centro la CURA come pratica politica e la Partecipazione come strumento essenziale per realizzarla. “Crediamo- è scritto nel Programma” in una democrazia radicale dove cittadine e cittadini non siano spettatori passivi , ma protagonisti diretti delle scelte che determinano la qualità della loro vita ed il futuro della loro comunità.
Ci rivolgiamo alle persone antifasciste e antirazziste di ogni provenienza e cultura, a chi rifiuta la guerra, a chi combatte le disuguaglianze e il patriarcato e a chi crede che i diritti non siano merce”,
Per questo sosteniamo ALTERNATIVA COMUNE, invitando quanti hanno manifestato sensibilità e mobilitazione intorno a grandi temi (No rearm, no guerra, no eccidi, per la pace) ma anche su vicende locali (dagli attacchi ai diritti dei più fragili alla qualità dell’ambiente cittadino, contro le privatizzazioni/esternalizzazioni di cui abbiamo appena avuto ulteriore conferma in sanità con l’annuncio dell’affidamento della gestione dei codici minori del Pronto Soccorso al Terzo settore, che, di fatto, rappresenta un indebolimento del servizio sanitario nazionale che esternalizza anziché investire nel personale e nelle infrastrutture), a quanti non si rassegnano allo status quo, a quelli che avevano smesso di votare ma hanno votato al Referendum costituzionale, a votare la lista, a scommettere con noi e condividere questo percorso. Perchè la presenza in Consiglio comunale di una forza critica e sinceramente antiliberista e antifascista assicurerà una partecipazione praticata, aiuterà ad invertire la rotta e a rafforzare la Sinistra.

Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
Federazione di Arezzo
Circolo “A. Giusti” Arezzo

Rifondazione Comunista con Alternativa Comune  per una sinistra radicaleIn queste elezioni aretine, tra candidati dejavu...
18/05/2026

Rifondazione Comunista con Alternativa Comune per una sinistra radicale

In queste elezioni aretine, tra candidati dejavu, scommesse su candidature, coalizioni, contrattazioni su incarichi nella prossima amministrazione e/o partecipate, spicca una lista, Alternativa Comune che, fin dall'inizio ha rotto gli schemi tradizionali consolidati costringendo in qualche modo le altre liste a misurarsi con la novità fino ad adottarne linguaggio e temi (Società della cura, bilancio partecipativo, partecipazione...), modalità di approccio e spazi (ultimo piazza Zucchi per la Schlein ad Arezzo).
Alternativa Comune, per una sinistra radicale , non è una semplice lista elettorale ma una nuova visione di cittadinanza alla quale, come Rifondazione Comunista, abbiamo creduto e per la quale abbiamo lavorato fin dall'inizio, mettendoci in gioco, alla pari, con le altre soggettività, individuali e collettive (laiche, cattoliche, comuniste, radicali) e nella quale siamo presenti anche con nostri compagni.
Cittadine e cittadini, associazioni con alcune delle quali, insieme a pezzi della comunità aretina, abbiamo condiviso negli anni diverse battaglie: per la ripubblicizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici, contro le privatizzazioni, per la sanità pubblica, per i diritti delle persone e l'inclusione, per l'incontro con le comunità internazionali, contro le guerre ed il genocidio in Palestina.
La nostra scelta nasce dal rifiuto di accettare/subire mediazioni al ribasso o rinchiuderci in posizioni identitarie e dalla esigenza, di rompere con le compatibilità economiche e la subordinazione all'unico modello neoliberista che negli anni ha privatizzato, eroso se non cancellato diritti e spazi di democrazia. Per ridare senso alla "cittadinanza" e ri-costruire una comunità solidale.
Perché non ci interessano le alleanze a prescindere o il ricatto del voto utile ma un reale cambio di prospettiva nell’interesse della comunità.
E a chi , venuto da Roma a sostenere Ceccarelli, paventa che “chi non si schiera aiuta la destra” ricordiamo che il vero problema è l’accettazione, da parte della “sinistra” del primato della finanza sulla politica e l’ineluttabilità del modello neoliberista. Come non accettiamo mediazioni al ribasso, parimenti rifiutiamo la chiusura in posizioni identitarie e testimoniali. Senza mai rifiutare il confronto con le altre forze “alla sinistra del PD” alle quali, in tempi non sospetti, avevamo proposto di costruire un percorso comune sul piano politico e programmatico, ma senza risultato, perché già da allora le alleanze erano costituite e la trattativa riguardava semmai la contrattazione di spazi di potere.
I temi posti al centro della lista ALTERNATIVA COMUNE, radicale nei contenuti ed innovativa nella comunicazione (dal candidat* diffus* ai manifesti elettorali opere d’arte) hanno modificato in qualche modo i termini della discussione di questa campagna elettorale, soprattutto alla coalizione di centro sinistra: il rovesciamento del concetto di sicurezza non più fondata sulla paura in termini di controllo e repressione a sicurezza fondata sulla qualità delle relazioni, presenza ed ascolto (con Don Biancalani), l’incontro con le realtà migranti come risposta al clima d’odio, ignoranza e pregiudizio che ha portato ai Daspo e alle zone rosse (approvate anche ad Arezzo con l’astensione dei partiti di opposizione alla Giunta di destra); il bilancio partecipativo e percorsi partecipativi vincolanti, i Beni comuni e i servizi pubblici a partire dalla Ripubblicizzazione del servizio idrico (con proposte concrete per la gestione in house del servizio, sulle quali è calato un silenzio generale, a parte una generica enunciazione di ripubblicizzazione), il No al raddoppio dell’inceneritore, il tema del lavoro, vero e dignitoso contro il lavoro nero, il caporalato, lo sfruttamento e i morti sul lavoro, l’antifascismo per citarne alcuni.
E rimettendo al centro la COSTITUZIONE nata dalla Resistenza: Repubblicana, Antifascista, contraria alla Guerra (art.11), la nostra Costituzione che il risultato del Referendum confermativo ha dimostrato essere patrimonio e valore non negoziabile anche per milioni di elettori che negli anni si erano allontanati dal voto. Un risultato che ha segnato la prima importante sconfitta della destra al governo dal 2022 e non solo, visto il soccorso al governo della “sinistra per il SI e per Israele”, della grande stampa padronale, dei centristi neoliberisti e oltranzisti atlantisti. I 15 milioni di “No”, al di là delle differenziazioni interne e delle diverse motivazioni specifiche, hanno individuato, nei contenuti della proposta di stravolgimento della Costituzione, un progetto autoritario e reazionario tale da mettere in discussione gli assetti democratici della Repubblica conquistati dalla Resistenza.
Alternativa Comune mette al centro la Costituzione, una Costituzione praticata e non predicata, una Costituzione fondata sul LAVORO, Democratica e ANTIFASCISTA, che rifiuta la guerra e combatte le disuguaglianze e le discriminazioni.
Una Lista che intende superare la logica della delega in bianco per costruire un’altra idea di Comune e di Amministrazione che metta al centro la CURA come pratica politica e la Partecipazione come strumento essenziale per realizzarla. “Crediamo- è scritto nel Programma” in una democrazia radicale dove cittadine e cittadini non siano spettatori passivi , ma protagonisti diretti delle scelte che determinano la qualità della loro vita ed il futuro della loro comunità.
Ci rivolgiamo alle persone antifasciste e antirazziste di ogni provenienza e cultura, a chi rifiuta la guerra, a chi combatte le disuguaglianze e il patriarcato e a chi crede che i diritti non siano merce”,
Per questo sosteniamo ALTERNATIVA COMUNE, invitando quanti hanno manifestato sensibilità e mobilitazione intorno a grandi temi (No rearm, no guerra, no eccidi, per la pace) ma anche su vicende locali (dagli attacchi ai diritti dei più fragili alla qualità dell’ambiente cittadino, contro le privatizzazioni/esternalizzazioni di cui abbiamo appena avuto ulteriore conferma in sanità con l’annuncio dell’affidamento della gestione dei codici minori del Pronto Soccorso al Terzo settore, che, di fatto, rappresenta un indebolimento del servizio sanitario nazionale che esternalizza anziché investire nel personale e nelle infrastrutture), a quanti non si rassegnano allo status quo, a quelli che avevano smesso di votare ma hanno votato al Referendum costituzionale, a votare la lista, a scommettere con noi e condividere questo percorso. Perché la presenza in Consiglio comunale di una forza critica e sinceramente antiliberista e antifascista assicurerà una partecipazione praticata, aiuterà ad invertire la rotta e a rafforzare la Sinistra.

Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
Federazione di Arezzo
Circolo “A. Giusti” Arezzo

Il Circolo di Rifondazione Comunista-SE “R. Censi” di Cortona anche quest’anno ha organizzato Sabato 11 Aprile 2026, pre...
06/05/2026

Il Circolo di Rifondazione Comunista-SE “R. Censi” di Cortona anche quest’anno ha organizzato Sabato 11 Aprile 2026, presso il Circolo Arci di Chianacce di Cortona, una serata per la Palestina e la sofferenza del suo popolo, in particolare dedicato alla Campagna per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane, come sempre nel ricordo della indimenticabile compagna Silvia Broncolo e del suo coerente impegno per i diritti, per rendere il mondo un posto migliore.
Una bella serata, intensa e partecipata, segnata da momenti di commozione per la gravissima situazione dei prigionieri palestinesi, di cui hanno parlato Alfio Nicotra, Coordinatore rete italiana Pace-Disarmo e Bassan Saleh, giornalista, Presidente del Comitato Amici dei prigionieri Palestinesi, ricordando che la campagna per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi rappresenta un passo essenziale verso un percorso di giustizia, autodeterminazione e libertà per il popolo palestinese ed è una battaglia contro la tortura, e l’annientamento dei diritti di un popolo che ci riguarda direttamente nel profondo delle nostre coscienze.
Ringraziamo le Associazioni che hanno aderito ("Un Ponte per", ’“Associazione di Amicizia Italo-Palestinese”, “Comitato aretino per la Liberazione di Marwan Barghouti”, ARCI, ACLI, la sezione ANPI Vassili Belov di Cortona) e quanti, numerosi, hanno partecipato alla serata condividendo il nostro appello e contribuendo alla sua riuscita (anche con gli intermezzi di parole e musica degli amici Nedal e Annalisa) ed all’obbiettivo di raccogliere fondi per la causa palestinese.
Un ringraziamento particolare al Circolo Arci di Chianacce che, anche quest’anno, con disponibilità e partecipazione ha contribuito alla serata con una bellissima cena, molto apprezzata e alla raccolta fondi che ci ha permesso di versare € 900,00 a “Un ponte per”, a sostegno della campagna acqua per Gaza e Libano.
PALESTINA LIBERA!!

EX OSPEDALE DI CORTONA – PUÓ E DEVE ESSERE RISORSA E NON UN FARDELLOPartiamo da una sintesi dello stato delle coseLa sit...
11/02/2026

EX OSPEDALE DI CORTONA – PUÓ E DEVE ESSERE RISORSA E NON UN FARDELLO
Partiamo da una sintesi dello stato delle cose
La situazione del vecchio ospedale di Cortona (dedicato a Santa Maria della Misericordia) è una delle vicende urbanistiche e politiche più complesse ma anche più sentite della Valdichiana. Nonostante l'edificio sia un gioiello architettonico del XIII-XV secolo, situato nel cuore del centro storico, si trova in uno stato di semi-abbandono da ormai più di quindici anni , la sua chiusura definitiva risale ai primi mesi del 2005
Proviamo ad analizzare i motivi per cui nessuno sembra voglia e eviti di interessarsene, con lo stato attuale dei fatti:
1. La proprietà e i tentativi di vendita
L'edificio appartiene oggi alla Provincia di Arezzo, che lo acquistò con l'idea di trasformarlo in un polo scolastico per le scuole superiori. Tuttavia, nel corso degli anni:
Mancanza di fondi: Le riforme degli enti provinciali (come la legge Delrio) hanno drasticamente ridotto il budget della Provincia, rendendo impossibile sostenere gli enormi costi di ristrutturazione necessari per una scuola.
Aste andate deserte: La Provincia ha cercato più volte di vendere l'immobile (l'ultima base d'asta nota era di circa 1,8 milioni di euro), ma senza successo duraturo. Nel 2020, una società sembrava intenzionata all'acquisto, ma ha poi rinunciato a perfezionare l'operazione.
2. Forse i vincoli d'utilizzo possono essere il vero ostacolo?
Il motivo per cui molti investitori privati esitano è legato ai vincoli della Soprintendenza e alla destinazione urbanistica attuale. Al momento, l'uso è limitato ad attività:
Sanitarie o assistenziali (come una RSA).
Culturali o educative.
Sociali.
Trasformarlo indebitamente in un hotel di lusso o in appartamenti privati richiederebbe varianti urbanistiche complesse e costose, oltre al rispetto rigoroso della struttura storica (come il bellissimo loggiato), diciamo per fortuna . Questo restringe enormemente la cerchia dei possibili acquirenti.
3. I costi di gestione e restauro
Parliamo di un complesso di oltre 6.000 metri quadrati. Il solo mantenimento "passivo" di una struttura simile è un onere per l'ente pubblico, mentre un restauro conservativo per adeguarlo alle moderne norme di sicurezza (antisismica, impianti, barriere architettoniche) richiederebbe investimenti di svariati milioni di euro che né il Comune né la Provincia, da soli, possono permettersi.
4. Le proposte sul tavolo (dibattito vivo da sempre)
Contrariamente a quanto sembra, l'interesse locale è altissimo. Le proposte più frequenti riguardano:
Scuole Superiori: Molti cittadini e partiti chiedono che torni al progetto originale, per evitare che la Provincia paghi affitti salati a privati per ospitare i licei cortonesi.
Cittadella della Salute: Alcuni suggeriscono di riportarvi servizi sanitari territoriali ("Casa della Salute"), per rivitalizzare il centro storico che soffre di spopolamento.
Utilizzo culturale temporaneo: Negli ultimi anni, la struttura è stata aperta parzialmente per eventi come il festival Cortona On The Move, dimostrando che il luogo ha un potenziale enorme.
La situazione oggi (2025-2026)
Ad oggi, la situazione rimane in uno stallo burocratico. La speranza della cittadinanza era legata ai fondi del PNRR o a nuovi bandi europei, ma senza una visione politica unitaria tra Provincia, Comune e Regione, l'ospedale rischia di continuare a deteriorarsi.

L’ATTENZIONE DEI CITTADINI
L'attenzione della comunità cortonese è stata ed è costante, soprattutto mossa dall’evidenza che il degrado diventi irreversibile.
Sicuramente Il Comitato per il Centro Storico è uno dei soggetti più attivi; organizza incontri e dibattiti per sensibilizzare e sollecitare la Provincia e il Comune. La loro tesi è semplice: se il centro storico perde i servizi come le scuole o gli uffici che potrebbero stare nell'ospedale, diventa una "città museo" vuota, abitata solo dai turisti.
Possiamo dire che periodicamente vengono fatte petizioni per chiedere che il ricavato di un'eventuale vendita sia vincolato esclusivamente al recupero del centro storico di Cortona, ma anche per opporsi alla vendita a privati senza garanzie di utilizzo pubblico.
L'uso temporaneo può essere considerato un buon segnale. L'aver concesso gli spazi per mostre fotografiche (Cortona On The Move) è stata una mossa strategica per evidenziare quanto l'edificio sia ancora solido e funzionale, confutando l'idea che sia solo un rudere da svendere.
L'ospedale di Santa Maria della Misericordia non è un semplice ufficio pubblico dismesso; è un pezzo di storia della civiltà e ca**tà toscana.
Oltre al degrado delle mura, il problema è l'impiantistica. Un edificio di quelle dimensioni, se non riscaldato e vissuto, accumula umidità che rovina gli intonaci storici e le strutture portanti in legno. Più tempo passa, più il costo del restauro aumenta, rendendo il riutilizzo ancora più difficile.

PROPOSTA DI UN PROGETTO PER LA TRASFORMAZIONE DEL VECCHIO OSPEDALE
Pensiamo che l'idea di trasformare il Vecchio Ospedale di Cortona in un Hub di Innovazione Umanistico-Scientifica sarebbe una sfida straordinaria.
Cortona ha un "brand" internazionale molto conosciuto, ma rischia di diventare un guscio vuoto se non viene vissuta da giovani professionisti.
Proviamo oggi a creare una proposta strutturata per un progetto che possa generare sia valore sociale che ritorno economico.
Forse corriamo il rischio di ricalcare idee già espresse, ma certamente dobbiamo riportare all’attenzione dell’intera popolazione, il fatto che l’idea dell’utilizzo del Vecchio Ospedale diventi un centro di sviluppo, ne gioverà l’intero territorio, montagna e frazioni. La trasformazione e il riutilizzo del Vecchio Ospedale non può e non deve essere considerato legato solo al centro storico.
Partiamo da un CONCETTO, definiamolo pure obiettivo: "Cortona proficiency (competenza)"
Creare un ecosistema ibrido dove la storia, Etruschi e Rinascimento, incontra le nuove tecnologie come IA, le Umanità digitali e il Restauro Scientifico.
La funzionalità e le caratteristiche del Vecchio Ospedale permettono già ora, grazie ai progettisti dell’epoca, di poter suggerire e immaginare come sia possibile organizzarlo:
Piano Terra: "L'Agorà dell'Innovazione"
Uno spazio di co-working aperto e una zona espositiva per i risultati delle start-up.
Un caffè letterario che funga da punto di incontro tra i cittadini e i "nuovi residenti" i ricercatori.
Primo Piano: " Laboratorio scientifico e storico "
Laboratori di Scienze Umanistiche Digitali: digitalizzazione 3D di reperti, uso dei Big Data per l'archeologia e il turismo predittivo.
Startup dedicate alla conservazione dei beni culturali tramite biotecnologie o materiali innovativi.
Secondo Piano: "Residenza e Academy"
Appartamenti per i cosiddetti "Digital Nomads" e ricercatori che decidono di trasferirsi a Cortona per 6-12 mesi.
Aule per master di alta formazione in collaborazione con università internazionali, sfruttando anche il legame con docenti esperti di gestione del territorio, che possono già svolgere attività in zona.

Vediamo ora perché si dovrebbero spendere tanti soldi, inevitabilmente anche pubblici
Il Modello di Business, cioè come potrà avvenire il Ritorno dell'Investimento
Dovremo accettare l’ipotesi, al fine di far tornare i capitali, che il progetto non potrà basarsi solo su contributi pubblici. Il ritorno economico potrà basarsi su:
Edutainment e Servizi: Le startup residenti vendono servizi di digitalizzazione e consulenza a musei e comuni di tutta Italia.
Ritiri Aziendali: Le grandi aziende tecnologiche e non solo, pagano per mandare i loro team a fare "Metodo decisionale" in un luogo dove la bellezza storica stimola la creatività (il cosiddetto effetto Medici).
Formazione d'Eccellenza: Master brevi per stranieri (USA, Cina, Nord Europa) che pagano rette elevate per imparare il "modello italiano" di gestione culturale.
Avvio di un’impresa: L'edificio funge da incubatore; l'ente gestore detiene una piccola quota delle aziende che nascono lì dentro.
MA ORA L’ASPETTO CHE RITENIAMO PIÙ IMPORTANTE, DECISIVO ANCHE SE A LUNGO TERMINE
L'Impatto sul Territorio (Contro l'Emigrazione)
Il vero guadagno per Cortona non è solo monetario, ma in capitale umano:
Indotto Locale: I giovani che restano affittano case, comprano nei negozi e mantengono vivi i servizi (scuole, trasporti).
Nuove Competenze: Formare "Manager della Bellezza" o "Tecnici del Restauro Digitale" significa creare figure che il mercato globale richiede, ma che possono lavorare da Cortona grazie alla fibra ottica e tecnologie sempre più avanzate.
MA COME REALIZZARE TUTTO CIÓ?
Un possibile schema di funzionamento, inizia da come procedere?
Per trasformare questa visione in realtà, il primo passo sarebbe un Studio di Fattibilità che metta insieme:
1.Il Comune di Cortona (proprietario o partner istituzionale).
2.Un partner accademico come ad esempio: l'Università Europea di Roma o l'Università di Siena, ma sicuramente anche altre potranno essere interessate ad un progetto serio e consapevole, addirittura e non da escludere, straniere.
3.Investitori privati o fondazioni bancarie interessate all'impatto sociale.
Oggi più che mai dobbiamo pensare, crediamo che dovremmo sentirci obbligati, a progetti di lungo termine. Quello che abbiamo presentato prevede di essere realizzato almeno in 15 anni.
Si!.. Stiamo pensando a quei bambini che oggi frequentano le scuole elementari.
Riprendiamoci la TERRA, in tutti i sensi, prima che andare sulla luna.

PRC CIRCOLO R.CENSI CORTONA

10/02/2026
INCONTRO ON LINE:10 febbraio "Giorno del Ricordo"Istituito per ricordare le Foibe.NOI RICORDIAMO BENISSIMO cosa ha fatto...
10/02/2026

INCONTRO ON LINE:
10 febbraio "Giorno del Ricordo"
Istituito per ricordare le Foibe.
NOI RICORDIAMO BENISSIMO cosa ha fatto il fascismo:
Le deportazioni, i campi di sterminio, le liste di proscrizione a partire dalle scuole, l'antisemitismo e il razzismo...e tanto altro ancora!
Ne parliamo con:
- Sandi Volk, autore del libro " Solo perché italiani?"
- Tiziana Valpiana, Consigliera nazionale ANED
- Massimiliano De Conca, seg. reg. Lombardia FLC-CGIL
Introduce
Rita Scapinelli, responsabile antifascismo Rifondazione Comunista
Conclude
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale Rifondazione Comunista
Il giorno del ricordo, che si celebra praticamente una decina di giorni dopo il 27 gennaio, è stato istituito nel 2004 su richiesta esplicita di un gruppo di deputati appartenenti ad Alleanza Nazionale e a Forza Italia, per fare da contrappeso al Giorno della Memoria. La destra ha sempre utilizzato il Giorno del Ricordo per sminuire i crimini fascisti e nazisti tentando di distribuire colpe a destra e a sinistra. Noi però ricordiamo benissimo le nefandezze che il fascismo ha prodotto sin dalla sua nascita.
- l'occupazione armata dei territori
- le deportazioni di ebrei, militari, civili antifascisti
- le liste di proscrizione a partire dalle scuole
- l'antisemitismo e il razzismo...e tanto altro ancora
Le foibe rappresentano un tragico evento che va contestualizzato al momento storico. La violenza, la limitazione delle libertà, i soprusi, i nazionalismi determinano situazioni di grande conflitto, la guerra chiama altra guerra, la dittatura e il colonialismo chiamano alla resistenza. Solo la pace, il no alle armi, la libertà dei popoli e la loro autodeterminazione portano alla civile convivenza.
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO Ore 21,00
Diretta sulla pagina fb di Rifondazione Comunista
https://www.facebook.com/events/3790677767905292
E sul canale youtube di Rifondazione Comunista
https://www.youtube.com/watch?v=Ri8UvGadBP4

Ricordiamo chi furono i colpevoli del genocidio contro gli ebrei e dello sterminio di rom, prigionieri politici, omosess...
27/01/2026

Ricordiamo chi furono i colpevoli del genocidio contro gli ebrei e dello sterminio di rom, prigionieri politici, omosessuali: i colpevoli furono i nazisti e i fascisti.
Ricordiamo chi furono i liberatori, ricordiamo il ruolo che ebbero i comunisti sovietici e di tutto il mondo nel combattere la barbarie nazifascista.
Fu detto "MAI PIU'" e deve valere sempre e per tutti.
Oggi MAI PIU' è diventato "NON PER NOI"
Ricordare oggi il genocidio a Gaza non significa sminuire la tragedia dello sterminio che interessò gli Ebrei ed altri milioni di vittime tra oppositori politici, minoranze etniche, prigionieri politici, omosessuali per oltre 15 milioni, ma denunciarne lla strumentalizzazione.
Non è antisemitismo denunciare il genocidio a Gaza e l'occupazione illegale dei territori palestinesi.

Indirizzo

Cortona
52044

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