Rifondazione Comunista Correggio

Rifondazione Comunista Correggio Circolo "Peppino Impastato" PRC-SE
Via Roma
42015 - Correggio (RE)

04/05/2026

A
23/04/2026

A

Il 25 aprile 2026, Festa della Liberazione, assume quest'anno un significato molto importante e non solo perché ci ricorda la Resistenza delle italiane e degli italiani che liberò il paese dai nazisti e dai fascisti, ma perché ci ricorda due fatti importanti.

Si collega a quanto accadde 80 anni fa, il 2 giugno. La liberazione portò al referendum istituzionale per decidere se tornare alla monarchia o darsi una nuova forma di governo in grado di cancellare tutto quanto aveva impedito l'esercizio della libertà degli uomini e delle donne nel nostro paese. Gli italiani votarono per la Repubblica ed elessero l'Assemblea Costituente che avrebbe elaborato il testo della nostra Costituzione, antifascista in tutti gli articoli che la compongono.

Ancora oggi i principi costituzionali non sono attuati del tutto e continuamente assistiamo a tentativi di modificarne il testo per svuotarlo di parti importanti. Nell' 80° anniversario di quel referendum la maggioranza delle donne e degli uomini ha scelto ancora la Costituzione dicendo NO al tentativo di modificarne una parte importante salvaguardando la separazione dei poteri, in questo caso, di quello giudiziario rispetto all’esecutivo.

Nel 1946 votarono per la prima volta le donne che acquisirono il diritto sia di voto passivo che attivo, nonostante la diffidenza di chi non le reputava adatte a svolgere un ruolo politico. Fu una lunga battaglia quella delle donne e delle associazioni femminili oltre che dei comunisti e dei socialisti, ma alla fine i pregiudizi dovettero cadere. Le donne diedero ampia dimostrazione della loro forza, della loro passione e tenacia nel difendere i diritti delle persone così come era avvenuto durante la guerra con la loro partecipazione alla lotta resistenziale contro il nazifascismo. L'assemblea Costituente, nella quale erano presenti 21 donne, scelse anche di inserire in Costituzione l'articolo 11 in una formulazione che non lasciava dubbi sull'intento dei Padri e delle Madri costituenti che la guerra l'avevano vissuta,: L'Italia ripudia la guerra”.

Ed è per questo che noi continueremo a tenere una posizione di forte contrarietà al riarmo e alle guerre che stanno insanguinando il mondo, guerre imperialiste che colpiscono i civili, che distruggono case e città, per interessi economici di pochi,

Ed è per questo che siamo stati nelle piazze e nei cortei con tutti coloro che si oppongono ai cosiddetti “Re”, capì che pensano di decidere le sorti del mondo intero sulla base dei propri desiderata, in sfregio all'autodeterminazione dei popoli.

Siamo stati insieme a coloro che si oppongono all'aumento delle spese militari che producono tagli alla sanità, ai servizi pubblici, agli interventi di carattere sociale in un momento di forte crisi e disagio soprattutto per le classi sociali più deboli.

Saremo presenti in tutte quelle manifestazioni che si terranno nella giornata del 25 aprile, a fianco di Anpi e di tutte le realtà antifasciste per dire NO a questa destra al governo che, con i suoi decreti sicurezza, ci riporta drammaticamente indietro nel tempo.

La Festa di Liberazione sarà tale se non vanificheremo il sacrificio dei tanti morti per la Resistenza. Il 25 aprile sia di stimolo per la costruzione di un fronte in difesa della Costituzione.

Il 25 aprile 2026, Festa della Liberazione, assume quest'anno un  significato molto importante e non solo perché ci rico...
23/04/2026

Il 25 aprile 2026, Festa della Liberazione, assume quest'anno un significato molto importante e non solo perché ci ricorda la Resistenza delle italiane e degli italiani che liberò il paese dai nazisti e dai fascisti, ma perché ci ricorda due fatti importanti.

Si collega a quanto accadde 80 anni fa, il 2 giugno. La liberazione portò al referendum istituzionale per decidere se tornare alla monarchia o darsi una nuova forma di governo in grado di cancellare tutto quanto aveva impedito l'esercizio della libertà degli uomini e delle donne nel nostro paese. Gli italiani votarono per la Repubblica ed elessero l'Assemblea Costituente che avrebbe elaborato il testo della nostra Costituzione, antifascista in tutti gli articoli che la compongono.

Ancora oggi i principi costituzionali non sono attuati del tutto e continuamente assistiamo a tentativi di modificarne il testo per svuotarlo di parti importanti. Nell' 80° anniversario di quel referendum la maggioranza delle donne e degli uomini ha scelto ancora la Costituzione dicendo NO al tentativo di modificarne una parte importante salvaguardando la separazione dei poteri, in questo caso, di quello giudiziario rispetto all’esecutivo.

Nel 1946 votarono per la prima volta le donne che acquisirono il diritto sia di voto passivo che attivo, nonostante la diffidenza di chi non le reputava adatte a svolgere un ruolo politico. Fu una lunga battaglia quella delle donne e delle associazioni femminili oltre che dei comunisti e dei socialisti, ma alla fine i pregiudizi dovettero cadere. Le donne diedero ampia dimostrazione della loro forza, della loro passione e tenacia nel difendere i diritti delle persone così come era avvenuto durante la guerra con la loro partecipazione alla lotta resistenziale contro il nazifascismo. L'assemblea Costituente, nella quale erano presenti 21 donne, scelse anche di inserire in Costituzione l'articolo 11 in una formulazione che non lasciava dubbi sull'intento dei Padri e delle Madri costituenti che la guerra l'avevano vissuta,: L'Italia ripudia la guerra”.

Ed è per questo che noi continueremo a tenere una posizione di forte contrarietà al riarmo e alle guerre che stanno insanguinando il mondo, guerre imperialiste che colpiscono i civili, che distruggono case e città, per interessi economici di pochi,

Ed è per questo che siamo stati nelle piazze e nei cortei con tutti coloro che si oppongono ai cosiddetti “Re”, capì che pensano di decidere le sorti del mondo intero sulla base dei propri desiderata, in sfregio all'autodeterminazione dei popoli.

Siamo stati insieme a coloro che si oppongono all'aumento delle spese militari che producono tagli alla sanità, ai servizi pubblici, agli interventi di carattere sociale in un momento di forte crisi e disagio soprattutto per le classi sociali più deboli.

Saremo presenti in tutte quelle manifestazioni che si terranno nella giornata del 25 aprile, a fianco di Anpi e di tutte le realtà antifasciste per dire NO a questa destra al governo che, con i suoi decreti sicurezza, ci riporta drammaticamente indietro nel tempo.

La Festa di Liberazione sarà tale se non vanificheremo il sacrificio dei tanti morti per la Resistenza. Il 25 aprile sia di stimolo per la costruzione di un fronte in difesa della Costituzione.

Partecipate
02/03/2026

Partecipate

Da vedere https://www.youtube.com/watch?v=IIf-m3J5CyQ     IO VOTO NO !
02/02/2026

Da vedere https://www.youtube.com/watch?v=IIf-m3J5CyQ IO VOTO NO !

Intervista alla Presidente dell'Associazione per la Costituzione di Reggio Emilia Rina Zardetto sul Referendum Costituzionale del 2026, perchè votare NO.

Maurizio Acerbo  , 500.000 firme per difendere la CostituzioneGrande soddisfazione: il primo obiettivo è raggiunto ora, ...
15/01/2026

Maurizio Acerbo

, 500.000 firme per difendere la Costituzione
Grande soddisfazione: il primo obiettivo è raggiunto ora, di slancio, vinciamo tutti insieme il referendum. 500.000 cittadine e cittadine hanno firmato per difendere la Costituzione. Abbiamo espresso, dal giorno dopo dell'approvazione del testo blindato della deforma costituzionale, la necessità di raccogliere le firme perché il referendum confermativo fosse massimamente conosciuto e un attacco tanto forte all'autonomia e all'indipendenza della Magistratura non passasse sotto silenzio. Il Governo, invece, ha effettuato un colpo di mano fissando la consultazione in tempi stretti senza considerare che il diritto all'informazione su una riforma, che stravolge la Costituzione, è un diritto dei cittadini. Ora dopo l'impegno per le firme dobbiamo intensificare la campagna di demistificazione della propaganda del governo che in questo attacco all'indipendenza della magistratura ha il sostegno di tutti i poteri forti che sono ansiosi di liberarsi di un fastidioso controllo di legalità. Ci sarà bisogno di una fortissima mobilitazione dal basso e il successo della raccolta firme incoraggia. Questa volta non ci sono quorum.
Grazie alla raccolta firme il quesito chiarisce che la riforma Nordio modifica la Costituzione. Questo testo non è la riforma della Giustizia, non ha nulla a che fare con il garantismo, non favorirà nuove assunzioni né la durata ragionevole dei processi. Siamo di fronte a un atto di prepotenza per affermare il primato del governo e della politica sulla magistratura.
Solo una straordinaria mobilitazione del popolo della Costituzione può fermare gli eredi della Loggia P2 e del fascismo.
Continuate a firmare:
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gianluca Schiavon, responsabile giustizia del Partito della Rifondazione Comunista

Prendi Agenda Rossa Memoria Politica https://www.youtube.com/watch?v=Iw9O0jHJizk
26/12/2025

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18/12/2025

DIREZIONE PRC: "COSTRUIRE LE CONDIZIONI PER LA SCONFITTA DELLA DESTRA ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027"

Pubblichiamo alcuni stralci del documento approvato dalla Direzione nazionale di Rifondazione Comunista al termine della riunione del 18 dicembre 2025. Il testo integrale è rintracciabile sul sito nazionale del PRC.

UCRAINA E "PIANO TRUMP"

Rifondazione Comunista fa proprie le parole di Volodymyr Ishchenko, intellettuale ucraino non allineato e di Boris Kagarlitsky, prigioniero politico russo condannato a 5 anni e mezzo di detenzione per la sua opposizione alla guerra, nel valutare i 28 punti del piano di Trump.

Il nostro giudizio più che negativo sull'amministrazione Trump e l'imperialismo MAGA non implica che si debba boicottare la trattativa. Condanniamo le posizioni assunte dall'Unione Europea e dai governi che, al seguito della Germania e della Gran Bretagna, paiono impegnati nel tentativo di proseguire la guerra a ogni costo.
Rifiutiamo l'europeismo bellicista che vede nell'economia di guerra e nel riarmo il recupero del ruolo che l'Unione Europea ha perso scegliendo la subalternità agli USA, alla NATO e al capitalismo finanziario statunitense. Non possiamo tacere che il PD e la stessa AVS, nel parlamento europeo, hanno votato una risoluzione con contenuti bellicisti. È dovere pacifista criticare queste posizioni che – presenti anche nella sinistra radicale in Europa – non favoriscono la lotta per la pace e nel nostro paese impedisce la costruzione di un'alternativa credibile anche al governo Meloni.

Mentre sulla questione palestinese si è determinata una svolta positiva rispetto alle precedenti posizioni del PD non si può dire lo stesso sul conflitto in Ucraina anche se la segreteria Schlein ha dismesso l'oltranzismo atlantista di Letta. Solo un forte movimento per la pace può incrinare il bellicismo del Partito Socialista Europeo. Questo è un impegno che dobbiamo proporci con tutta la Sinistra Europea.

Contrastare le scelte del governo e dell'Unione Europea per il riarmo rimane una priorità e in questo senso dobbiamo lavorare con tutte le soggettività pacifiste, dalla campagna STOP REARM EUROPE ai sindacati fino alla Conferenza Episcopale. La protesta dei giovani tedeschi contro la leva indica la via di un movimento popolare per la diserzione di fronte a questa ondata guerrafondaia. (...)

Non possiamo non registrare l'affievolirsi del movimento dopo le giornate straordinarie di settembre e ottobre. A Gaza la situazione permane gravissima, il genocidio non si è interrotto, in Cisgiordania proseguono le violenze dei coloni. Si rende necessario il rilancio delle iniziative: dal BDS alla campagna per la liberazione di Marwan Barghouti che con la costituzione dei comitati a livello territoriale deve essere un terreno di lavoro unitario. (...)

La Direzione nazionale condanna l'aggressione militare e gli atti terroristici degli USA contro la Repubblica bolivariana del Venezuela.

UNA MANOVRA ANTIPOPOPOLARE

La legge di bilancio del governo Meloni in corso di approvazione è ulteriormente peggiorata nel suo profilo neoliberista, classista e antipopolare. Le ultime proposte sulle pensioni configurano un esecutivo che ha scelto di presentarsi come il garante del capitalismo finanziario, della rendita e dei poteri forti contro un "campo largo" presentato con grandi esagerazioni come orientato troppo a sinistra. I proclami di Giorgia Meloni come "con la Destra al governo le patrimoniali non vedranno mai la luce" o il ricorso bocciato contro l'introduzione nelle regioni del salario minimo sono messaggi precisi di chi si presenta come garante del regime dei bassi salari, delle privatizzazioni, della precarizzazione.

L'attacco ossessivo contro la Cgil, i sindacati non allineati e contro la legittimità dell'esercizio del diritto di sciopero qualifica il carattere reazionario di classe di questo governo e la matrice da cui non si sono mai separati, dal postfascismo all'oltrefascismo il passo è breve. Piegare la residua forza del sindacato e liberarsi del contropotere di una magistratura autonoma sono obiettivi su cui la destra incontra la simpatia di larghi settori della borghesia italiana.

È fondamentale proseguire anche dopo l'approvazione della manovra una campagna di informazione con iniziative e volantinaggi per denunciare il carattere antipopolare della destra mettendo in relazione questione sociale e questione democratica. La perdita del potere d'acquisto di salari e pensioni, i tagli a sanità, scuola, università, servizi vanno strettamente collegati alla guerra e al riarmo. L'ingiustizia della mancata tassazione delle grandi ricchezze deve essere oggetto di una campagna specifica.
L'opposizione sociale e politica a questa destra fascistoide è compito prioritario per un partito comunista e antifascista che non può non porsi l'obiettivo di costruire le condizioni per una sconfitta del governo alle elezioni politiche del 2027.

ELEZIONI REGIONALI

I risultati delle elezioni regionali presentano caratteri contraddittori perché da un lato hanno segnato un "pareggio", e quindi una battuta d'arresto per la destra, ma a tempo stesso è cresciuta ulteriormente l'astensione e nelle vittorie del "campo largo" è forte il peso dei sistemi di potere locale. Se il risultato del voto certamente ha indebolito i centristi anti-Schlein – e questo è un fatto positivo – rimane l'assenza di una visione programmatica chiara e unitaria che delinei un'alternativa per il paese e in particolare per i settori popolari e le classi lavoratrici.

Il nostro partito ha partecipato alle elezioni con collocazioni e modalità differenti regione per regione decise dai comitati regionali dando attuazione alla linea approvata all'ultimo congresso. Non è stata imposto un identico schema dall'alto su contesti differenti. In alcune regioni si è scelto di tentare di sfidare le antidemocratiche soglie elettorali presentando candidature indipendenti dentro liste in grado di eleggere all'interno della coalizione di centrosinistra (Calabria, Puglia), in altre abbiamo presentato il nostro simbolo partecipando a coalizioni di centrosinistra (Marche, Veneto), in alcune regioni abbiamo partecipato a liste unitarie alternative ai due poli (Toscana, Campania). Soltanto in Calabria si è riusciti a eleggere un consigliere regionale, il candidato indipendente Laghi, e al momento si attende il risultato del ricorso in Toscana che potrebbe determinare l'elezione della candidata Bundu.

I risultati differenti non si discostano di molto dalla precedente tornata per il nostro partito e le liste da noi promosse, si confermano differenze nel peso elettorale nei diversi territori già note. Risulta evidente che nessuna collocazione di per sé è in grado di garantire un successo né di recuperare l'astensionismo in crescita. Lo stesso risultato della Toscana non può essere assunto come uno schema salvifico riproducibile con analoghi risultati altrove, come ampiamente verificato in Puglia o in Liguria e Emilia Romagna nel 2024, perché in quella regione l'elettorato a sinistra del campo largo è assai più consistente. (...)

REFERENDUM GIUSTIZIA

L'imminente nuovo referendum costituzionale, quello contro la "controriforma" Nordio, assume un carattere politico che una formazione politica antifascista non può sottovalutare. Non si voterà sulla separazione delle carriere, questione affrontata già dalla legislazione precedente, come insiste la propaganda governativa, ma per portare avanti il piano di Licio Gelli e Silvio Berlusconi contro l'indipendenza della magistratura sancita dalla Costituzione e rendere il PM subalterno alla polizia giudiziaria.

Una vittoria della destra nel referendum consentirà di rilanciare il disegno reazionario della destra contro la democrazia costituzionale, dal premierato all'autonomia differenziata che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, sta andando avanti con le pre-intese che Calderoli ha stretto con varie regioni. Il tentativo di portare avanti la secessione dei ricchi prosegue silenziosamente e anche nella legge di bilancio sono state introdotte norme sui Lep che vanno in questa direzione. Su questi temi siamo impegnati già nella giornata del 19 dicembre con presidi indetti dal Tavolo NO AD. (...)

Solo un lavoro politico di massa che chiarisca i termini dello scontro oltre il tecnicismo giuridico può, come nel 2016, consentire di rovesciare i pronostici con una vittoria del NO. L'impegno nella campagna referendaria è centrale per il nostro partito che in tutti i territori deve contribuire nei comitati unitari per il NO e sia con iniziative specifiche che facciano emergere la nostra visione garantista di una giustizia orientata dai principi della Costituzione antifascista.

IL PARTITO

La Direzione nazionale impegna il partito al massimo impegno sui seguenti obiettivi prioritari e dà mandato a segreteria nazionali e responsabili di predisporre indirizzi e coordinare campagne:

*referendum sulla giustizia
*contro autonomia differenziata
*informazione contro la manovra del governo Meloni,
*contro il riarmo e la guerra, per la Palestina e la liberazione di Marwan Barghouti, contro l'aggressione al Venezuela
*chiusura tesseramento, digitalizzazione e campagna di autofinanziamento.

Indirizzo

Via Roma
Correggio
42015

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