10/09/2026
Prima di tutto devono ve**re la piattaforma programmatica e l'accordo dei vari leader del centrosinistra sulla medesima, senza veti pregiudiziali, facendo nascere dal basso un campo per la Costituzione.
Se torniamo con la mente alla vicenda referendaria emerge una grande domanda di protagonismo da parte di cittadini non appartenenti al campo stretto della politica, persone che magari si erano astenute in precedenza o non avevano votato a sinistra. Ecco, dovremmo dare la parola anche a quei mondi. Vedo comunque percorribile la strada di sottoporre ai cittadini una prima traccia di programma costruito dalle forze politiche, per integrarlo con osservazioni esterne. Un lavoro di cui dovrebbero farsi carico tutte le forze della coalizione. Insieme e non solo a Roma.
Rispetto alle primarie, un'altra strada poteva essere quella di scegliere la laedership sulla base dei risultati elettorali. Lo si fa in molti paesi ed è un metodo basato su una convenzione condivisa. Ma questa condivisione non c'è e c'è difficoltà a trovare convergenza anche su altre strade. Al momento non vedo proposte fortissime che possano evitare la strada delle primarie. Ma stiamo attenti ai segnali che diamo, come se la leadership fosse la soluzione a tutto. Così si passivizzano le persone in un momento nel quale le istituzioni pesano meno e c'è bisogno di mobilitazione. Mobilitiamoci piuttosto contro questa legge elettorale: sarebbe un modo per confrontarsi con un pezzo di paese che vogliamo raggiungere.
Prodi fu scelto, non alzò certo la mano. Le forze politiche, che allora avevano una tenuta forte sui reciproci elettorati, avevano deciso che su di lui si potesse raggiungere un punto di equilibrio. Non mi pare oggi si possa contare su un simile contesto. Se si vogliono fare le primarie, che si facciano bene, sulla base di una piattaforma programmatica condivisa in modo largo, in modo da restringere il rischio di polarizzazioni. Diversamente, la destra può anche evitare di fare campagna elettorale. Se si riesce a costruire una piattaforma davvero condivisa, ci sono i presupposti per tenere tutti dentro, altrimenti si potrà spiegare perché qualcuno resta fuori.
La mia intervista oggi al Foglio