Casina Crescimanni

Casina Crescimanni “Spiritus Paraclitus nos velit iuvare.”
Antica casina di caccia in Contrada Chiosi (PA) dei marchesi Crescimanni di Madonìa.

Oggi, 12 gennaio, si festeggia San Bernardo da Corleone, l’antenato più illustre della famiglia Crescimanni. Auguri a tu...
12/01/2026

Oggi, 12 gennaio, si festeggia San Bernardo da Corleone, l’antenato più illustre della famiglia Crescimanni. Auguri a tutti i Bernardo!

Il palazzo che fu dei Crescimanni marchesi di Madonìa (oggi Starrabba di Giardinelli). Lo splendido stabile recentemente...
20/10/2025

Il palazzo che fu dei Crescimanni marchesi di Madonìa (oggi Starrabba di Giardinelli). Lo splendido stabile recentemente restaurato, si affaccia sulla Cattedrale di Palermo.

Palazzo Filangeri e La Farina Principe di Cutò Duca della Fabbrica e San Nartino già Bellocco Baronessa di Carcaci poi Ramondetta Duchi di Fabbrica poi La Farina e San Martino Ramodetta Duca della Fabbrica e San Martino poi Crescimanno poi Giaccone poi Starrabba e Crescimanno Principe di Giardinelli e Minitello

Oggi si festeggia San Bernardo da Corleone🌹.L’illustre antenato della famiglia Crescimanni (i fratelli Giovanni Battista...
12/01/2025

Oggi si festeggia San Bernardo da Corleone🌹.
L’illustre antenato della famiglia Crescimanni (i fratelli Giovanni Battista e Giuseppe Crescimanni sposarono le due zie materne del santo, il primo Mattea Xaxa nel 1626 e il secondo Domenica Xaxa nel 1635) nacque 420 anni fa il 6 febbraio 1605 a Corleone e fu canonizzato nel 2001 da San Giovanni Paolo II Papa.
Alcuni aneddoti della sua vita che si tramandavano da secoli in casa Crescimanni, furono raccolti nel 1929 dal cavalier Francesco Paolo Crescimanni in un volumetto pubblicato dall’editore Vinci.
L’eco che ebbero le vicende e la vita del santo siciliano fu tale da ispirare Manzoni per la figura di Fra’ Cristoforo, uno dei personaggi più affascinanti della letteratura italiana.
VIVA SAN BERNARDO!

Oggi, 17 marzo, è l’Anniversario dell’Unità d’Italia🇮🇹🇮🇹🇮🇹E noi festeggiamo raccontando un aneddoto. Nel 1860, per prend...
17/03/2023

Oggi, 17 marzo, è l’Anniversario dell’Unità d’Italia
🇮🇹🇮🇹🇮🇹
E noi festeggiamo raccontando un aneddoto. Nel 1860, per prendere Palermo, Garibaldi escogitò il celebre “Diversivo di Corleone”: ordinò al generale Orsini di simulare una ritirata disordinata verso Corleone per ingannare le truppe borboniche del generale von Mekel, mentre l’eroe dei Due Mondi avrebbe marciato su Palermo passando da Marineo e Misilmeri.
Don Bernardo Crescimanni, allora Pretore di Corleone (una sorta di governatore di tutto il territorio corleonese), vedendo le colonne dei garibaldini avvicinarsi verso la città, salì sulla torre civica del Palazzo di Città e iniziò a suonare le campane in segno di benvenuto. Più tardi, quando lo stesso Garibaldi si recò in visita a Corleone, don Bernardo e la famiglia lo ospitarono per un tè pomeridiano nella tenuta di Chiosi dove, nel frattempo, era stato piazzato un pezzo di artiglieria su un’antica torretta che serviva come postazione di caccia (adesso non più parte della proprietà Crescimanni), a protezione della regia trazzera che passava lì vicino. Bernardo Crescimanni fece parte, nel 1862, della delegazione dei maggiorenti dell’isola che rese omaggio a Garibaldi in visita a Palermo prima dell’impresa d’Aspromonte. Il fratello di Bernardo, il barone Niccolò Crescimanni, sposò donna Carmela “Carmelina” Pomara, figlia del garibaldino don Giovanni Pomara che aveva preso parte ai combattimenti del 1860 nella Compagnia del Carmine.

Buona festa a tutte e a tutti! E viva l’Italia!

Oggi ricorre il 21esimo anniversario della canonizzazione da parte di San Papa Giovanni Paolo II del nostro più illustre...
10/06/2022

Oggi ricorre il 21esimo anniversario della canonizzazione da parte di San Papa Giovanni Paolo II del nostro più illustre antenato, San Bernardo da Corleone, avvenuta in Piazza San Pietro il 10 giugno 2001! 🙏🏻

🔴 Oggi, si festeggia SAN BERNARDO DA CORLEONE, il più illustre antenato di casa Crescimanni!

San Bernardo da Corleone, al secolo Filippo Latino, nacque a Corleone il 6 febbraio 1605 da Leonardo Latino, artigiano, e Francesca Xaxa, terziaria francescana. Fu il quinto di dieci figli e crebbe in un ambiente molto religioso, non una religiosità di facciata ma anzi, più di concretezza che di orazione: la madre, infatti, si prendeva cura dei più poveri offrendo loro cibo, vestiario e prendendosi cura degli ammalati. Il padre, invece, aveva particolarmente a cuore i carcerati che vivevano in condizioni precarie nel castello “sottano” della cittadina siciliana.

Filippo aiutava il padre nella sua attività di pellettiere, ma trovava spesso il tempo di allenarsi all’uso della spada, tanto da diventare (secondo le fonti) la prima spada della Sicilia.

Nel 1624 la “caldizza” che Filippo aveva “in mettiri manu a la spata quando era provocatu”, lo portò a scontrarsi con un tale Vito Canino il quale rimase gravemente ferito a un braccio.

Il fatto fu il catalizzatore della profonda conversione del giovane Filippo, il quale chiese perdono a Canino (del quale divenne amico fino alla morte) e a Dio, recandosi nella chiesetta di Sant’Andrea di Corleone e pregando di fronte al crocifisso.

Qualche anno dopo, il 13 dicembre 1631, Filippo vestì l’abito di novizio dell’ordine dei Cappuccini a Caltanissetta col nome di fra’ Bernardo dedicando la sua vita ai più umili, ai deboli e ai bisognosi vivendo in estrema povertà.

Il 12 gennaio 1667 fra’ Bernardo morì a Palermo in odore di santità. Pochi anni dopo incominciò il processo di canonizzazione che portò alla beatificazione del frate corleonese nel 1768 sotto Clemente XIII.

Nel 2001, Il Papa San Giovanni Paolo II lo dichiarò Santo con celebrazione in Piazza San Pietro a Roma.

San Bernardo da Corleone è, insieme a San Nicola di Bari, il protettore della famiglia Crescimanni, nella quale si custodiscono le memorie dell’illustre antenato.
Nel 1924, uno dei suoi discendenti, il cavalier Francesco Paolo Crescimanni, decise di raccogliere queste memorie familiari che si tramandavano da generazioni, in un piccolo volume intitolato “Cenni storici e tradizionali sulla vita giovanile di Filippo Latino poi beato Bernardo da Corleone cappuccino laico professo”, pubblicato a Campobello di Mazara da Paolo Vinci e custodito nella Biblioteca dei Cappuccini di Palermo. Il fratello del cavalier Crescimanni, il canonico ciantro Don Giuseppe Maria Crescimanni, aveva portato avanti la causa per la canonizzazione definitiva dell’antenato beato già dal 1869 mentre stava partecipando a Roma al Concilio Vaticano I e fece ripubblicare un antico volumetto sulle gesta di fra’ Bernardo nel 1878.

Questi cenni tradizionali sulla vita del santo antenato, arrivano dalla testimonianza diretta dell’avo Giovanni Battista Crescimanni (1605 - 1665) e di suo fratello Giuseppe che sposarono due sorelle della madre di fra’ Bernardo (Mattea e Domenica Xaxa rispettivamente) e dal cugino primo di Filippo Latino, Onofrio Crescimanni (Palermo 1652 - Corleone 1723) figlio di Giovanni Battista e di Mattea Xaxa e capostipite dell’attuale famiglia.

La vita di San Bernardo da Corleone fu così particolare che iniziò a circolare in tutte le province cappuccine d’Italia, in particolare il predicatore dell’ordine cappuccino fra’ Benedetto Sanbenedetti da Milano, scrisse la prima raccolta di memorie sul cappuccino corleonese intitolandola “Vita del venerabile servo di Dio f. Bernardo di Corlione siciliano religioso laico dell’ordine de’ Capuccini della provincia di Palermo” pubblicata nel 1690. Questa vicenda e la pubblicazione del cappuccino milanese, furono di ispirazione a Manzoni, secondo alcuni studiosi, per uno dei personaggi più emblematici dei Promessi Sposi, ovvero fra’ Cristoforo.

30 che non vi dimentichiamo🌹La mafia resta sempre una montagna di m***a.
23/05/2022

30 che non vi dimentichiamo🌹

La mafia resta sempre una montagna di m***a.

🌹🖤
27/01/2022

🌹🖤

🔴 Oggi, si festeggia SAN BERNARDO DA CORLEONE, il più illustre antenato di casa Crescimanni!San Bernardo da Corleone, al...
12/01/2022

🔴 Oggi, si festeggia SAN BERNARDO DA CORLEONE, il più illustre antenato di casa Crescimanni!

San Bernardo da Corleone, al secolo Filippo Latino, nacque a Corleone il 6 febbraio 1605 da Leonardo Latino, artigiano, e Francesca Xaxa, terziaria francescana. Fu il quinto di dieci figli e crebbe in un ambiente molto religioso, non una religiosità di facciata ma anzi, più di concretezza che di orazione: la madre, infatti, si prendeva cura dei più poveri offrendo loro cibo, vestiario e prendendosi cura degli ammalati. Il padre, invece, aveva particolarmente a cuore i carcerati che vivevano in condizioni precarie nel castello “sottano” della cittadina siciliana.

Filippo aiutava il padre nella sua attività di pellettiere, ma trovava spesso il tempo di allenarsi all’uso della spada, tanto da diventare (secondo le fonti) la prima spada della Sicilia.

Nel 1624 la “caldizza” che Filippo aveva “in mettiri manu a la spata quando era provocatu”, lo portò a scontrarsi con un tale Vito Canino il quale rimase gravemente ferito a un braccio.

Il fatto fu il catalizzatore della profonda conversione del giovane Filippo, il quale chiese perdono a Canino (del quale divenne amico fino alla morte) e a Dio, recandosi nella chiesetta di Sant’Andrea di Corleone e pregando di fronte al crocifisso.

Qualche anno dopo, il 13 dicembre 1631, Filippo vestì l’abito di novizio dell’ordine dei Cappuccini a Caltanissetta col nome di fra’ Bernardo dedicando la sua vita ai più umili, ai deboli e ai bisognosi vivendo in estrema povertà.

Il 12 gennaio 1667 fra’ Bernardo morì a Palermo in odore di santità. Pochi anni dopo incominciò il processo di canonizzazione che portò alla beatificazione del frate corleonese nel 1768 sotto Clemente XIII.

Nel 2001, Il Papa San Giovanni Paolo II lo dichiarò Santo con celebrazione in Piazza San Pietro a Roma.

San Bernardo da Corleone è, insieme a San Nicola di Bari, il protettore della famiglia Crescimanni, nella quale si custodiscono le memorie dell’illustre antenato.
Nel 1924, uno dei suoi discendenti, il cavalier Francesco Paolo Crescimanni, decise di raccogliere queste memorie familiari che si tramandavano da generazioni, in un piccolo volume intitolato “Cenni storici e tradizionali sulla vita giovanile di Filippo Latino poi beato Bernardo da Corleone cappuccino laico professo”, pubblicato a Campobello di Mazara da Paolo Vinci e custodito nella Biblioteca dei Cappuccini di Palermo. Il fratello del cavalier Crescimanni, il canonico ciantro Don Giuseppe Maria Crescimanni, aveva portato avanti la causa per la canonizzazione definitiva dell’antenato beato già dal 1869 mentre stava partecipando a Roma al Concilio Vaticano I e fece ripubblicare un antico volumetto sulle gesta di fra’ Bernardo nel 1878.

Questi cenni tradizionali sulla vita del santo antenato, arrivano dalla testimonianza diretta dell’avo Giovanni Battista Crescimanni (1605 - 1665) e di suo fratello Giuseppe che sposarono due sorelle della madre di fra’ Bernardo (Mattea e Domenica Xaxa rispettivamente) e dal cugino primo di Filippo Latino, Onofrio Crescimanni (Palermo 1652 - Corleone 1723) figlio di Giovanni Battista e di Mattea Xaxa e capostipite dell’attuale famiglia.

La vita di San Bernardo da Corleone fu così particolare che iniziò a circolare in tutte le province cappuccine d’Italia, in particolare il predicatore dell’ordine cappuccino fra’ Benedetto Sanbenedetti da Milano, scrisse la prima raccolta di memorie sul cappuccino corleonese intitolandola “Vita del venerabile servo di Dio f. Bernardo di Corlione siciliano religioso laico dell’ordine de’ Capuccini della provincia di Palermo” pubblicata nel 1690. Questa vicenda e la pubblicazione del cappuccino milanese, furono di ispirazione a Manzoni, secondo alcuni studiosi, per uno dei personaggi più emblematici dei Promessi Sposi, ovvero fra’ Cristoforo.

27/12/2021

GRAZIE a Peppone Calabrese e a Linea Verde - RaiUno per averci menzionati nella puntata di ieri (domenica 28 dicembre)!

Saremo lieti di ospitarti quando verrai a esplorare un altro splendido territorio siciliano: l'Alto Belice Corleonese e i Monti Sicani!



Slow Food Monti Sicani
Maria DI Leo
chiosicountryclub
Tonino Rizzico

Indirizzo

Contrada Chiosi, Corleone (Palermo)
Corleone
90034

Sito Web

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Comitato Ufficiale FAI ex Ospedale dei Bianchi di Corleone

Il Comitato nasce con l’intento di sostenere la candidatura di questo straordinario sito storico tra i Luoghi del Cuore del FAI, rassegna giunta alla sua X edizione. Quest’anno, inoltre, concorreremo nella classifica speciale dei Luoghi Storici della Salute, istituita per la prima volta dal FAI per rendere omaggio al Sistema Sanitario Nazionale in prima linea nella battaglia contro il Covid19 e per ricordare che la sanità italiana ha una lunghissima storia di eccellenza.

L’Ospedale dello Spirito Santo detto “dei Bianchi” di Corleone è uno degli esempi più emblematici di spedalità nel panorama italiano. Non si conosce la data esatta della sua fondazione ma dai documenti in nostro possesso possiamo collocare la sua nascita alla fine del 1400. Nel 1500 viene conosciuto come Ospedale Nuovo, per distinguerlo dalle antiche strutture ospedaliere già presenti nella cittadina dell’Alto Belìce fin dal 1300. L’Ospedale rimarrà in funzione fino al 1966 rappresentando l’unico centro nosocomiale della Sicilia Centro-Occidentale. Ancora oggi la struttura, in totale stato di abbandono, occupa quasi un intero quartiere del centro di Corleone ed è facilmente riconoscibile grazie ai portali monumentali in stile Chiaramontano disposti sulla facciata.

All’interno della struttura è presente il magnifico oratorio della Compagnia a una navata con vestibolo decorato da statue in gesso di santi che conserva l’altare ligneo e le porte originali risalenti al Settecento. Il vero capolavoro custodito nella struttura, trafugato e andato perduto nel 2004, era il pavimento maiolicato dipinto dall’artista Nicolò Sarzana che rappresentava il transito di San Giuseppe. L’artista aveva dipinto anche il pavimento dell’oratorio della Compagnia a Palermo.

Un altro tesoro dal valore inestimabile legato all’Ospedale è il suo archivio quasi completo che rappresenta un unicum nel panorama documentario italiano. Esso conserva volumi che vanno dal Cinquecento fino all’Ottocento insieme con pergamene di privilegi viceregi, bolle papali, legati, etc.