17/06/2026
I MONDIALI IMMAGINARI
SCUSA AMERI/ESTEMPORANEA N° 2
IL DIO DEL CALCIO
Stanotte, con la tripletta all'Algeria, Lionel Messi è entrato definitivamente nella leggenda del calcio.
Nella storia c'era già: otto volte pallone d'oro, il mondiale in Qatar quattro anni fa, due Copa America, trentacinque trofei col Barcellona, solo per citare qualche record.
Ma stanotte abbiamo raggiunto i confini del mito, a quasi trentanove anni (da compiere tra una settimana), Leo è diventato con sedici gol il miglior marcatore della storia nelle fasi finali dei mondiali, a pari merito col tedesco Klose, che evidentemente sarà superato nel corso della manifestazione.
Ora, chiaramente, torneranno a sprecarsi i paragoni con Maradona.
La cosa, calcisticamente, non ci appartiene, ognuno ha la sua idea.
Per quanto concerne il nostro ambito letterario, Diego è certamente più "spendibile".
È stato, certo, il più grande giocatore della storia del calcio, ma è stato anche un capo popolo, un uomo che non ha mai rinunciato a dire la sua, amico di Manu Chao e di Fidel Castro.
Per gli argentini è stato una guida, ma non solo sul campo di calcio.
La sua più grande vittoria, quella rimasta nel cuore di milioni di argentini, fu il quarto di finale del mondiale '86 contro l'Inghilterra, in cui Diego segnò prima "con la mano di Dio" e poi con il gol più bello della storia del calcio.
Quella doppietta vendicava la guerra delle falkland-Malvinas, in cui, quattro anni prima, la flotta della Thatcher aveva distrutto quella argentina, per uno sparuto gruppo di isole dell'Atlantico meridionale, da sempre contese tra i due paesi.
Un altro argentino, lo scrittore e giornalista Osvaldo Soriano, racconta magistralmente questa storia nella raccolta "Fútbol- Storie di calcio", Einaudi 1998.
Il racconto si chiama "Maradona sì, Galtieri* no". Ve lo trascriviamo integralmente. Buon divertimento.
*comandante in capo dell'esercito argentino
"Quando Diego Maradona saltò davanti al portiere Shilton e gli fece passare con la mano la palla sopra la testa, alle Malvinas il consigliere municipale Louis Clifton avvertì il primo mancamento.
Il secondo, più prolungato, si verificò quando Diego dribbló mezza dozzina di inglesi e segnò il secondo goal per l'Argentina. Fuori un vento gelido spazzava le strade deserte di Port Stanley e le truppe britanniche chiuse in caserma ascoltavano, turbate, come il piccolo diavolo del Napoli stava rovinando la festa del quarto anniversario della riconquista di quelle che loro chiamano Falkland".