Monumento Naturale Oasi WWF Pian Sant'Angelo

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PRIMA di fare qualsiasi cosa telefonare al CRAS più vicino (qui in zona CRAS della Riserva Naturale Lago di Vico, oppure...
30/05/2026

PRIMA di fare qualsiasi cosa telefonare al CRAS più vicino (qui in zona CRAS della Riserva Naturale Lago di Vico, oppure chiamare in Oasi.

VADEMECUM

Ogni primavera aumentano le probabilità di trovare/rinvenire giovani e giovanissimi animali selvatici -pulli, lattanti- e si ripropone il tormentone: cosa fare in caso di ritrovamento? Contrariamente a quanto si pensa, i selvatici non popolano solo boschi e campagne ma anche in città e paesi si trovano innumerevoli specie sinantropiche e antropofile. Nella bella stagione è facile imbattersi in esemplari spesso ritenuti (a torto) orfani, e purtroppo spesso si viene colti dalla frenesia e dall’ansia di dover fare qualcosa per forza. L’errore è dietro l’angolo, e comporta spesso la morte -o nel migliore dei casi la compromissione della vita- del piccolo.
Un breve vademecum per sapere cosa fare, da condividere.

HO TROVATO UN PICCOLO ANIMALE SELVATICO. COSA DEVO FARE?
L’identificazione della specie è importante per capire cosa fare e come eventualmente agire: foto e video dell’animale andrebbero possibilmente inviati a personale esperto, in grado di fornire un’identificazione corretta - ogni specie ha la sua biologia ed etologia. Chiamare sempre il CRAS più vicino.

SE L’ESEMPLARE È IN DIFFICOLTÀ?
Con un minimo di esperienza si può stabilire se l’animaletto è visibilmente in difficoltà (ferite e/o sanguinamenti più o meno evidenti, stato letargico, tremori sospetti), altrimenti è necessaria la conferma di persone esperte (CRAS). In tal caso, andrà raccolto per poi essere conferito al suddetto centro. Dalla specie dipende il modo di agire: certi animali possono essere raccolti facilmente da un profano (ricci, piccoli uccelli), per altre specie più delicate o potenzialmente pericolose bisognerà affidarsi a perdonale esperto per un eventuale recupero.

SE L’ESEMPLARE È SANO?
In alcune specie, i giovani possono essere rinvenuti in giro, apparentemente smarriti o abbandonati. In realtà, tuttavia, si tratta di animali sani che, per caratteristiche etologiche/comportamentali della specie in esame, possono disperdersi e vagabondare ben prima della maturità. I genitori sono di solito nei dintorni, che tengono d’occhio il piccolo per imbeccarlo/allattarlo e prendersene cura a intervalli regolari di tempo. È molto comune, per esempio, imbattersi in piccoli merli apparentemente smarriti ma che in realtà sono ancora seguiti dai genitori. Per non parlare del comportamento dei giovani cervidi (capriolo, daino, cervo) o dei leprotti, che restano immobili nella vegetazione in attesa della madre (pronazione) e che non scappano all’avvicinarsi di una minaccia. Il comportamento di questi mammiferi potrebbe destare preoccupazione, in quanto sembrerebbero “abbandonati” o lasciati a sé stessi, ma è tutto perfettamente normale e vanno lasciati dove sono. In ogni caso, chiamare sempre il CRAS più vicino per descrivere la situazione e ottenere consigli. In ogni caso, quando si tratta di mammiferi non bisogna assolutamente toccarli per non compromettere il loro odore e le cure materne.

SE L’ESEMPLARE È SANO MA IN UNA SITUAZIONE DI PERICOLO?
Alcuni esemplari sani possono comunque cacciarsi nei guai. Situazioni di pericolo imminente, come vicinanza di una o più strade trafficate (rischio di impatto con veicoli) o vicinanza di luoghi frequentati da bambini e/o animali domestici (rischio di predazione da cane/gatto). Dopo aver chiamato un CRAS, si può stabilire di dover spostare l’esemplare leggermente più lontano rispetto al pericolo. In tal caso bisogna seguire le istruzioni del personale. È facile portare un piccolo di merlo in un’aiuola vicina (manterrà un contatto vocale coi genitori), più difficile spostare un piccolo mammifero che deve mantenere un contatto olfattivo con la madre. Per non compromettere l’odore di un piccolo cervide o di un leprotto, sarà necessario utilizzare guanti sterili o un panno pulito. Mai toccarli a mani n**e.

POSSO TENERE L’ANIMALE A CASA?
Assolutamente no. La legge sulla tutela della fauna omeoterma (157/92) vieta espressamente la detenzione di fauna selvatica anche solo per pochi giorni: la fauna selvatica è un bene indisponibile dello stato, appropriarsene è reato. Le strutture autorizzate alla detenzione, alla cura e alla crescita dei selvatici sono i CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici). Detenere fauna selvatica è inoltre lesivo ai fini del benessere degli animali stessi, improvvisarsi eroi o salvatori è spesso più una necessità di appagare l’ego che un’azione finalizzata al bene dell’esemplare. Gestire un selvatico richiede accorgimenti ed esperienza particolari: non è come gestire un animale domestico. Spesso, pur con buoni propositi, gli animali selvatici vengono danneggiati irrimediabilmente: problemi di salute derivanti da alimentazione/detenzione sbagliate, problemi comportamentali di confidenza con l’uomo come conseguenza di una eccessiva manipolazione condita da voci, carezze e coccole. L’esemplare può essere detenuto per poche ore, giusto il tempo necessario per farlo pervenire a un CRAS.

COME POSSO SISTEMARLO IN ATTESA DI FARLO PERVENIRE A UN CRAS?
Non si tratta di animali domestici, ma di selvatici: l’animale va sistemato in una scatola di cartone o in un trasportino buio (utilizzare un lenzuolo per coprirlo) per evitare contatto visivo. Limitare al minimo voci e rumori, tenere l’animale in silenzio, possibilmente in un luogo caldo e confortevole (usare panni morbidi e puliti, inodori). Toccarlo il meno possibile per evitare stress e paura.

COME POSSO ALIMENTARLO?
Chi trova un piccolo animale selvatico si fa spesso prendere dall’ansia e dalla frenesia del dover “fare qualcosa a tutti i costi”. C’è chi, in preda alla sindrome della nonna, pensa che l’animale debba essere a tutti i costi nutrito: si finisce così per somministrare gli alimenti più disparati (“avevo solo quello in frigo”) come se questi animali -al pari degli umani- potessero mangiare di tutto indiscriminatamente. Il tutto senza tenere conto del fatto che ogni specie ha la sua alimentazione, e che quando si parla di animali selvatici si tratta spesso di un’alimentazione particolare. Ecco così che l’esemplare, a causa di gravi errori fatti in buona fede, rischia letteralmente la vita. È necessario capire che per qualche ora l’animale può probabilmente resistere: meglio a digiuno che rischiare di arrecare gravi danni. E se si sarà costretti a tenerlo qualche ora in più, rifarsi sempre al personale del CRAS per capire come nutrirlo e cosa somministrare.

NIENTE PANICO!
Mai perdere la testa anche davanti a situazioni nuove e inaspettate. Se è importante capire quando intervenire (e a volte non è necessario!), un intervento tempestivo è altrettanto importante e a volte può salvare la vita a un giovane animale selvatico. Importante è non farsi prendere né dell’agitazione né dall’ansia di dover fare qualcosa a tutti i costi. Soprattutto, gli animali non servono ad appagare l’ego: mai improvvisarsi eroi o salvatori se non si sa esattamente cosa fare. Se non sappiamo come comportarci, spesso la cosa migliore è affidarci a chi ha le competenze per farlo. Gestire animali selvatici non è da tutti: richiede conoscenza, umiltà ed esperienza.

Tranquillizziamo tutti gli abitanti della zona; niente scie chimiche, nessuna vipera o lupo lanciati, niente scorie nucl...
15/05/2026

Tranquillizziamo tutti gli abitanti della zona; niente scie chimiche, nessuna vipera o lupo lanciati, niente scorie nucleari depositate di nascosto...insomma nessun complotto😱😱😱.
Gli elicotteri, che da sempre, regolarmente (3-4 volte l'anno), sorvolano l'Oasi sono non solo regolarmente da noi autorizzati, ma addirittura fondamentali per il bene comune, in quanto svolgono il servizio di controllo e (eventuale) manutenzione delle linee elettriche aeree della media tensione per conto di TERNA.
Se non credete a noi, in zona lavora una persona affidabile e cortese, che lavora in questo settore, che potrà confermare.🙂
PS: questa immagine è stata creata con AI.

Stamani in missione al C.R.A.S. presso la Riserva Naturale Lago di Vico, per consegnare un giovane di picchio muratore (...
09/05/2026

Stamani in missione al C.R.A.S. presso la Riserva Naturale Lago di Vico, per consegnare un giovane di picchio muratore (Sitta europaea), un bellissimo passeriforme stanziale da queste parti, aggredito da un gatto.
Ricordate, se incontrate un animale selvatico che vi sembra in difficoltà, PRIMA di fare qualsiasi cosa chiedete ad un CRAS o all'Oasi WWF.

Non ci sono parole per queste notizie.
08/05/2026

Non ci sono parole per queste notizie.

BOLZANO. Ladri di nidi di uccelli individuati e denunciati a Lana, in Alto Adige: in azione l'autorità forestale provinciale in collaborazione con la Polizia di Stato. A riportare l'accaduto è la stessa Provincia di Bolzano, che sottolinea come i bracconieri abbiano saccheggiato e svuotato i nidia...

05/05/2026
05/05/2026

Dona ora per i Centri di Recupero Animali Selvatici WWF e aiutaci a curare e rimettere in libertà gli animali feriti.

26/04/2026

La siepe a sinistra è stata tagliata a maggio. Quella a
destra ha aspettato settembre. Una è ordinata. L'altra
ha prodotto undici pulli

Tra aprile e luglio, ogni siepe del giardino è un
condominio occupato. Il merlo costruisce all'altezza del
petto nel ligustro e nel lauroceraso. Il pettirosso
nidifica nei buchi scuri alla base, a volte a trenta
centimetri dal suolo. La passera scopaiola, che nessuno
nota, si installa nel cuore dei rami più densi della
tuia o del biancospino. I loro nidi sono invisibili
dall'esterno — ed è precisamente il problema.

Tagli a maggio perché la siepe cresce in fretta e perché
il vicino ha già tagliato la sua. Il tagliasiepe entra
nel fogliame e tu non vedi il nido di merlo con quattro
uova blu-verdi a quaranta centimetri dalla lama. Non
vedi i cinque pulli di passera scopaiola appena
ripiumati che non possono fuggire. Il rumore da solo
basta a far abbandonare una covata di pettirosso, anche
senza contatto diretto. In mezz'ora di taglio, tre
nidiate possono essere distrutte o abbandonate.

In Italia, la LIPU raccomanda di non tagliare le siepi
tra il 15 marzo e il 31 agosto. Non è un vincolo
estetico — è il calendario di riproduzione della
maggior parte dei passeriformi nidificanti. Alcuni
comuni del nord lo hanno già inserito nei regolamenti
del verde.

La siepe che ti sembra disordinata a giugno è in
realtà una maternità funzionante. Le bacche che produce
in autunno nutrono i tordi bottacci e le capinere in
migrazione. Gli insetti che ospita in estate nutrono
le cinciarelle che, a loro volta, divorano la
processionaria del pino — quella che temi davvero.

Due aggiustamenti bastano:

Taglia una sola volta all'anno a settembre, dopo
l'involo delle ultime covate e prima dei nidi
invernali.

Se devi assolutamente intervenire in estate, ispeziona
ogni sezione su un metro di profondità prima di tagliare.
Un nido attivo si riconosce dal va-e-vieni degli adulti
ogni pochi minuti.

Lascia la base della siepe densa e non potata. È lì che
nidificano le specie più discrete e più vulnerabili.

Hai tagliato perché fosse pulito. Ma dietro ogni ramo
reciso a maggio, c'era forse un nido che non hai mai
visto.


Indirizzo

Contrada Cardelli SNC Azienda Agricola Evandro Pratesi & Figli
Corchiano
01030

Orario di apertura

Mercoledì 08:00 - 18:00
Giovedì 08:00 - 18:00
Venerdì 08:00 - 18:00
Sabato 08:00 - 18:00

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