06/06/2026
La sera del 1° giugno, in piazza Di Vagno, un rider è stato aggredito senza motivo da un gruppo di giovanissimi mentre effettuava una consegna destinata a un reparto dell'ospedale cittadino. Colpito alla testa con una bottiglia di vetro, è caduto dalla bici ed è stato trasportato in ospedale. La sua prima preoccupazione, ci dicono le cronache, era completare la consegna. Vale a dire: lavorare.
La sezione "Antonio Gramsci" del Partito della Rifondazione Comunista di Corato esprime solidarietà piena e concreta al lavoratore aggredito, e condanna con fermezza quanto accaduto. Non si tratta di un episodio isolato: piazza Di Vagno è già stata in passato teatro di episodi di tensione e violenza, e questo dovrebbe farci riflettere collettivamente, senza facili strumentalizzazioni, ma con onestà politica.
Vogliamo essere chiari su una cosa: l'amministrazione De Benedittis, in questi anni, ha lavorato con serietà sul fronte della legalità e della coesione sociale. Non è un omaggio di circostanza ma è una valutazione politica. Il sindaco ha tenuto la barra dritta su temi difficili, spesso senza le risorse che sarebbero necessarie, cercando di costruire una città più giusta e più vivibile. Anche per questo noi come PRC, abbiamo scelto di stare in questa coalizione con convinzione, perchè riconosciamo questo impegno e intendiamo sostenerlo anche nel mandato appena iniziato.
Il problema, però, è strutturale e le responsabilità principali stanno a Roma. Il governo Meloni ha sistematicamente smantellato le politiche sociali, tagliato i fondi agli enti locali, abbandonato i giovani dei quartieri periferici al loro destino. Non c'è sicurezza senza welfare. Non c'è prevenzione senza investimento pubblico nelle persone. Quello che vediamo in piazza Di Vagno è anche il frutto di una generazione cresciuta senza prospettive, senza spazi, senza punti di riferimento e questo è un fallimento politico nazionale, non una questione di ordine pubblico locale.
Come circolo cittadino, avanziamo alcune proposte concrete al sindaco e alla nuova giunta:
- Primo, aprire spazi pubblici serali nei quartieri, centri giovanili, spazi di aggregazione autogestita, luoghi dove i ragazzi possano stare senza dover "stare da qualche parte".
- Secondo, rafforzare il lavoro delle realtà educative e associative che operano sul territorio, a partire dai centri di quartiere e dalle associazioni di volontariato, attraverso convenzioni e supporto istituzionale.
- Terzo, avviare un tavolo permanente sulla sicurezza partecipata, non un tavolo securitario, ma un luogo dove residenti, commercianti, lavoratori e realtà sociali si siedono insieme per costruire risposte condivise.
- Quarto, tutelare i lavoratori della gig economy: i rider sono lavoratori, spesso invisibili e privi di protezioni. Il Comune può fare da apripista promuovendo protocolli di tutela e sensibilizzazione anche verso le piattaforme, associazioni di categoria e sindacati.
Crediamo che fare politica significhi stare nel reale, partire dai bisogni concreti delle persone. Questo episodio ci chiama a farlo ancora una volta — senza retorica, con i piedi per terra.