17/03/2026
Il 17 marzo 1946, esattamente 80 anni fa, a Concordia si tenevano le prime elezioni comunali democratiche dopo la Seconda guerra mondiale. Si trattò forse del primo voto veramente democratico, poiché vi parteciparono anche le donne, che avevano finalmente conquistato con il proprio impegno e la propria lotta il diritto di eleggere ed essere elette.
Concordia votò il 17 marzo, insieme agli altri 8 comuni della Bassa modenese, primi della provincia.
Dall’aprile del 1945 fino a questa data la Giunta del Comitato di Liberazione Nazionale aveva retto il comune, dopo averlo ricevuto liberato dai partigiani. A Concordia il sindaco era stato Agenore Buganza, di antica fede socialista e proveniente da famiglia fieramente antifascista.
Alle elezioni si presentarono i tre principali partiti attivi nel paese: il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano e la Democrazia Cristiana. I risultati videro il PCI ottenere la vittoria e porsi alla guida del comune, con 24 consiglieri. Il PSI era all’opposizione, con 6 consiglieri. La DC non ottenne abbastanza voti per eleggere consiglieri.
La giunta, composta da 4 assessori comunisti e da 2 socialisti, era guidata dal sindaco Giuseppe Tanferri, già comandante e dirigente partigiano con il nome di battaglia “Paride”.
Vennero elette anche tre consigliere donne, tutte con il PCI: Maria Spaggiari, Bruna Marazzi, partigiana, e Gina Borellini, partigiana Medaglia d’Oro al Valor Militare e futura deputata.
Gli eletti svolgevano per la maggior parte mestieri umili; i più erano lavoratori della terra, come era d'altronde plausibile in una realtà contadina come quella di Concordia all’epoca.
Complessivamente, 14 consiglieri sui 30 totali eletti quel giorno erano stati riconosciuti partigiani per la loro attività nella Resistenza. Si tratta di un numero molto alto, che rasenta quasi la metà dei componenti dell’organo consiliare. In rapporto sia alla popolazione del paese sia al totale dei consiglieri è il numero più alto della provincia, mentre in valore assoluto è superato solamente dalla città di Modena che vanta 18 ex partigiani su 40 consiglieri.
Come sezione ANPI di Concordia crediamo che questo debba essere motivo di orgoglio per ogni concordiese, poiché testimonia in maniera chiara e netta come l’impegno della Resistenza non si limitasse solamente a una questione di lotta armata o militare, ma mirasse alla costruzione di una realtà più giusta, equa e democratica per tutti, anche attraverso l’assunzione di responsabilità concrete nella gestione della cosa pubblica.
In foto un corteo del 25 aprile del dopoguerra a Concordia, su via Carducci. In prima fila sono presenti il sindaco del Comitato di Liberazione Nazionale Agenore Buganza (con il gilet e il cappello), insieme al sindaco eletto il 17 marzo 1946 Giuseppe Tanferri "Paride" (con le braccia conserte e "l'Unità" in tasca).