02/06/2026
2 GIUGNO 2026 - BUON COMPLEANNO DICIOTTENNI
Oggi è stata una bella giornata, formativa per i nostri giovani.
La cerimonia della Festa della Repubblica è cominciata con la svelatura della “Panchina della Pace” nella piazza antistante il Palazzo del Comune ed è proseguita in Sala consiliare per la cerimonia del conferimento della cittadinanza italiana a Maria Bucsa ed il relativo giuramento, nonché con la consegna di copia della costituzione ai nati nel 2008.
Dopo la prolusione del Sindaco (che riportiamo più avanti) la cerimonia ha visto l'intervento della Prof.ssa Anita Monti che ha offerto una profonda riflessione sui valori della cittadinanza e della memoria storica.
La madrina della cerimonia ha sottolineato come il conferimento della cittadinanza a Maria Bucsa non sia un mero atto burocratico, ma il traguardo di un percorso consapevole, ricordando che dietro i principi sanciti dalla nostra Costituzione ci sono parole chiave su cui riflettere ogni giorno, quasi come un vangelo laico e civico.
Ha evidenziato la responsabilità collettiva dei cittadini, affermando che siamo tutti corresponsabili di ciò che accade e che la Pace va costruita quotidianamente a partire dalle piccole cose, poiché le guerre nascono spesso da piccoli focolai di odio nelle relazioni quotidiane.
Condividendo una toccante memoria familiare legata alla seconda guerra mondiale, Anita Monti ha ricordato i sacrifici dei padri e delle madri costituenti per conquistare la libertà.
Inoltre ha dedicato un passaggio significativo al ruolo delle donne, citando oltre a Maria Maddalena Rossi anche Maria Giudice, figure storiche di Codevilla e Goliarda Sapienza (figlia di Maria Giudice) ricordando che solo ottanta anni fa, alle donne, era negato il diritto di voto, richiamando così le giovani generazioni alla responsabilità di difendere e riaffermare questo diritto al rispetto.
Infine, l'intervento si è rivolto direttamente alla scuola, definita come una comunità educante che necessita di un'alleanza basata sulla fiducia reciproca tra docenti e studenti, dove gli adulti hanno il compito di orientare senza manipolare e rivolgendosi a coloro che compiranno 18 anni quest’anno ha concluso con l'auspicio che i giovani, e in particolare le donne del futuro, sappiano guardare con fiducia al mondo nuovo che si aprirà davanti a loro, custodendo gli stimoli ricevuti per la propria vita.
Riportiamo il discorso istituzionale del Sindaco, Marco Dapiaggi:
“Cittadine, cittadini, autorità presenti, e soprattutto ragazze e ragazzi del 2008 che quest'anno compite diciotto anni, benvenuti a questa celebrazione del 2 Giugno, Festa della Repubblica.
Oggi, a distanza di ottant'anni da quel momento in cui l'Italia scelse la Repubblica alla Monarchia e vide per la prima volta la partecipazione universale delle donne al voto, ci riuniamo non solo per fare memoria, ma per rinnovare un impegno fondamentale, e lo facciamo nel nome di una parola che oggi deve risuonare più forte che mai ”PACE”.
La pace non è un concetto astratto o un'assenza temporanea di conflitto; la pace è una costruzione quotidiana, una scelta politica, sociale e umana.
Se guardiamo al mondo che ci circonda, avvertiamo drammaticamente quanto questa costruzione sia fragile.
Le cronache ci pongono quotidianamente davanti ai conflitti laceranti in Ucraina, in Palestina, in Libano, alle tensioni inestricabili in tutto il Medio Oriente e tra Iran e Stati Uniti.
Ma il nostro pensiero oggi deve andare anche a quelle tragedie che i media principali troppo spesso dimenticano, deve andare al dramma umanitario del Sudan, alle guerre civili in Yemen e nella Repubblica Democratica del Congo, alle violenze dimenticate in Myanmar.
Il mondo è frammentato da innumerevoli conflitti armati che consumano vite, speranze e futuro.
Di fronte a questa mappa del dolore, la nostra Repubblica risponde con l'arma più potente che possiede, la sua Costituzione.
Nell'art. 11, i nostri padri e le nostre madri costituenti hanno scritto parole scolpite nella pietra “l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Tra coloro che discussero, pensarono e scrissero quelle parole così dense e coraggiose, vi era la nostra illustre concittadina, Maria Maddalena Rossi.
Eletta 80 anni fa, in quel 2 giugno 1946 tra le ventuno donne dell'Assemblea Costituente, Maria Maddalena Rossi ha incarnato lungo tutta la sua vita i valori della democrazia, dell'emancipazione femminile e, sopra ogni cosa, della pace internazionale e si batté instancabilmente affinché i popoli dialogassero anziché distruggersi.
La sua eredità culturale e politica, che custodiamo con orgoglio anche attraverso le opere d'arte da lei donate al nostro Museo, ci ricorda che Codevilla ha radici profonde nella storia della libertà italiana ed europea.
Per dare un segno visibile e permanente di questo legame tra la nostra storia locale e i grandi valori universali abbiamo appena inaugurato la panchina della Pace.
Questo nuovo elemento del nostro arredo urbano non è una semplice seduta, ma un presidio di riflessione, un simbolo tangibile che si inserisce nel percorso intrapreso in questi anni per stimolare le coscienze dei passanti sui temi del rispetto, dell'inclusione e dei diritti.
La Costituzione che oggi consegniamo a voi, ragazze nate nel 2008, è il manuale d'uso di questa pace e di questa libertà.
Con il compimento del diciottesimo anno d'età, voi entrate a pieno titolo nella vita civile della nazione, accanto alla capacità giuridica, che vi appartiene fin dalla nascita come titolari di diritti, acquisite ora la capacità di agire.
Questo significa che diventate custodi attivi della Repubblica, acquisite il diritto di voto, la facoltà di compiere atti giuridici in prima persona e, soprattutto, la responsabilità delle vostre scelte.
Sarete voi a dover decidere quale direzione dare alla società, e vi chiediamo di farlo avendo sempre come stella polare i principi costituzionali di uguaglianza e ripudio della violenza.
Questo giorno di festa e di inclusione si arricchisce oggi di un altro momento di altissimo valore civile, il giuramento di una nostra nuova concittadina di origine rumena, Maria Bucsa, che acquisisce ufficialmente la cittadinanza italiana per decreto del Presidente della Repubblica.
Questo atto solenne ci ricorda che la cittadinanza non è un privilegio di nascita, ma un patto di condivisione.
È la scelta consapevole di condividere una storia, dei doveri e dei diritti fondati sulla nostra Carta Costituzionale.
La Repubblica cresce, si rinnova e si fortifica quando nuove energie e nuove storie si uniscono sotto lo stesso tricolore, nel rispetto dei medesimi valori di civiltà.
La storia non è qualcosa che appartiene solo ai libri.
La storia si fa oggi, attraverso il recupero della memoria di Maria Maddalena Rossi, attraverso l'accoglienza di nuovi cittadini, attraverso la maturità dei nostri giovani e attraverso simboli quotidiani come la nostra panchina della Pace.
Difendiamo questa Repubblica ogni giorno, lavoriamo per la pace partendo dalle nostre relazioni quotidiane e portiamo questa fiaccola di libertà con orgoglio e senso di responsabilità.
Buona Festa della Repubblica a tutti voi, e viva l'Italia democratica e pacifica.”