L’area archeologica dei Campi Neri di Cles continua a restituire importanti testimonianze del passato, fondamentali per ricostruire la storia più antica della Val di Non e del Trentino. Le ricerche più recenti condotte dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento presso l'Istituto Comprensivo Bernardo Clesio hanno portato in luce un tr
atto di una “via sacra” appartenente ad un eccezionale luogo di culto frequentato a scopo religioso dalle comunità della valle a partire dalla metà del III millennio a.C. I ritrovamenti hanno dato vita a una collaborazione tra istituzioni ed enti, Provincia e Comune di Cles in primis, volta a valorizzare e far conoscere la ricchezza del patrimonio archeologico anaune. L’apertura dell’area è stata preceduta da un progetto, curato dai Servizi educativi della Soprintendenza e dalla Sezione Trentino dell’Associazione Alteritas - Interazione tra i popoli, che ha coinvolto gli alunni delle V classi dell’Istituto e i residenti della vicina A.P.S.P. Azienda Pubblica per i Servizi alla Persona “Santa Maria” di Cles. Il nuovo settore dell’area va infatti ad aggiungersi alI’area musealizzata già visitabile nel giardino della A.P.S.P. Il progetto scientifico è stato curato da Lorenza Endrizzi, che ha diretto anche lo scavo archeologico. Santa Maria è visitabile con accesso dalla portineria tutti i giorni dalle ore 14 alle 18. L'area archeologica presso l'Istituto Comprensivo Bernardo Clesio è visitabile liberamente tutti i giorni da giugno a settembre; sabato e domenica nei mesi di marzo, aprile, maggio e ottobre. Campi Neri di Cles è una località di straordinario interesse per l’archeologia del Trentino, nota a livello internazionale per aver restituito in passato numerosi reperti tra cui frammenti epigrafici di epoca romana con dedica al dio Saturno e l’eccezionale documento giuridico noto come Tabula Clesiana, una lastra di bronzo recante inciso l’editto con cui, nel 46 d.C., l’imperatore Claudio estendeva la cittadinanza romana alle popolazioni locali. Le ricerche eseguite dall'Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento hanno portato in luce una vasta area santuariale caratterizzata da percorsi viari, probabilmente connessi allo svolgimento di processioni, e contrassegnata da cerimonie rituali con deposizione di offerte votive, sacrifici di animali e accensioni di fuochi. Di particolare rilievo risulta una struttura circolare di notevoli dimensioni, databile tra l’età del Rame e la fase iniziale dell’Antica età del Bronzo (2500-2000 a.C. circa), rinvenuta nel parco dell’A.P.S.P. Si presenta come un ampio recinto circolare di grossi blocchi connesso con particolari rituali funerari e propiziatori. Nel nuovo settore messo recentemente in luce presso l'Istituto Comprensivo è visibile un tratto di strada, una “via sacra” risalente alla seconda età del Ferro (metà VI-I secolo a.C.). Nel corso delle indagini il sito ha restituito migliaia di reperti, molti dei quali sono esposti al Museo Retico di Sanzeno. Fra questi numerosi oggetti di ornamento, attrezzi e armi in ferro, campanelli, lamine di bronzo e, a partire dall’età romana, monete.