21/06/2025
IL DOLORE NEGLI ANZIANI
Nelle persone molto anziane il dolore può assumere caratteristiche diverse rispetto alle altre età della vita; impossibile fare una trattazione estesa in questo contesto, ma può valere la pena accennare ad alcune differenze.
UN DOLORE PERSISTENTE È PIÙ FREQUENTE NEGLI ANZIANI, per la maggior frequenza negli anziani di malattie croniche e degenerative, ma non solo: gli anziani proprio per il loro stato di salute, spesso possono ricorrere a meno antidolorifici degli altri: essi spesso tollerano meno gli analgesici oppiacei rispetto a persone di altre età; inoltre le modificazioni che avvengono nel Sistema Nervoso con l’età, possono sia aumentare la percezione del dolore, che diminuirla.
Per quest’ultimo motivo gli anziani POSSONO AVVERTIRE MENO UN DOLORE ACUTO O AVVERTIRLO COME SENSAZIONE NON DOLOROSA: un caso ad esempio abbastanza frequente è l’infiammazione dello stomaco, che spesso non viene avvertita con i sintomi dolorosi (dolore, bruciore, sensazione si acidità), ma come perdita di appetito.
Ma se al contrario prevalgono le modificazioni fisiologiche che aumentano la percezione del dolore, l’anziano può apparire esagerato nel riferire un dolore, quando in realtà è divenuto più sensibile.
Oltre alle modificazioni fisiologiche, l’anziano mostra spesso una maggiore fragilità psicologica di fronte al dolore, la paura per la perdita della propria autonomia ed indipendenza la fa da padrona: quante volte di fronte ad un anziano con un dolore di schiena, delle anche o ginocchia il medico si sente dire: “vado a finire sulla sedia a rotelle!” QUESTA PAURA PUÒ CONDIZIONARE PESANTEMENTE LA RICHIESTA DELLA PERSONA ANZIANA.
Ma se l’anziano si presenta demente, allora può accadere il contrario: L’ANZIANO DEMENTE AVVERTE IL DOLORE, MA POTREBBE NON CAPIRLO E NON INQUADRARLO COME DOLORE, tanto da manifestare disagio in tutt’altro modo: come insonnia, agitazione od irritazione, inappetenza od altre anomalie del comportamento che non trovano altra spiegazione.
Per cui se si ha in casa un anziano:
- pensare anche ad un dolore come spiegazione di una anomalia di comportamento,
- valutare la gravità di un dolore non solo per quanto riferito, ma anche complessivamente dal comportamento della persona, dalla sua capacità a mantenere le sue abitudini, e la sua normale emotività,
- somministrare dei farmaci solo se si è sicuri di poterlo fare, nel dubbio consultare il medico,
- preoccuparsi anche della potenziale perdita di autonomia, minacciata dal dolore,
- prendersi cura anche dei danni psicologici che il dolore può causare nell’anziano.