Civitanova del Sannio deve il proprio nome alla origine propria, in epoca posteriore a quella in cui era sorta la prossima “Civitavecchia” o “Civitavetula”, ora Duronia. In seguito a deliberazioni del Consiglio Comunale del 26 dicembre 1863, con R.D. 4 febbraio 1864 il Comune venne autorizzato ad aggiungere al proprio nome la qualifica “del Sannio” per differenziarsi da Civitanova Marche, in provi
ncia di Macerata. NOTIZIE FEUDALI:
La più antica notizia che abbiamo di Civitanova rimonta all’anno 1002, allorché il Conte d’Isernia Beraldo e sua moglie Gemma (che facevano dimora a Bagnoli) vollero edificare in Civitanova un monastero, donandolo alla regola di S. I tempi Normanni e Svevi trascorrono silenziosi sulle vicende dell’università, che nei primordi del periodo angioino fu tenuta in feudo da Pietro Rodoico, vivente nel 1279. Costui nel 1275 era ricorso al re per essersi i vassalli negati a corrispondergli la prestazione per il vestiario proprio e dei familiari. Dal Rodoico, o dalla discendenza di lui, Civitanova passò in feudo a Burlesca Roccafoglia, quando era già vedova di Andrea d’Isernia, il sommo feudista deceduto nel 1316; non mancano peraltro autori che asseriscono Civitanova essere stata assegnata a lei in dote al tempo del suo matrimonio col medesimo. La vedova istituì erede del feudo il figlio Landolfo nel 1321, il. quale morì nel 1325. Nel 1330 Si trovano titolari di Civitanova gli eredi di Landolfo d’Isernia per tre quarti, e per un quarto Angelo Santangelo, ciambellano e consigliere di re Roberto d’Angiò. Giovanni d’Evoli signore di Castropignano, con successive stipule di acquisto delle quote anzidette celebrate nel 1354 per notar Ragone di Frosolone, e nel 1360 per notar Garganus d’Isernia, unificò a proprio beneficio il feudo, con assenso della regina Giovanna. La casa d’Evoli fu signoriale di Civitanova sino al 1443, e cioè per oltre tre quarti di secolo. Nel 1443 , all’avvento della monarchia aragonese, i d’Evoli vennero privati di Civitanova, che il re Alfonso diede in feudo a Paolo di Sangro. Morto Paolo di Sangro nel 1455, Civitanova fu devoluta ai demanio; ed Alfonso I ne investì Andrea d’Evoli il quale passò all’altra vita due anni dopo. Dal 1457 al 1603 l’università rimase feudo della famiglia d’Evoli. Aurelia d’Evoli essendo deceduta, in tale anno 1603, senza prole, suo successore per Civitanova fu il nipote Ferdinando Caracciolo duca di Ferolito, da cui passò alla sorella Isabella maritata nei Caracciolo di Santobuono. Giambattista d’Evoli, vedovo di Aurelia e creditore della Caracciolo, mosse lite a costei; e la lite ebbe termine con la cessione di Civitanova fattagli dalla convenuta nel 1606, in seguito a perizia del tabulario Virgilio di Marino e ad arbitrato cui parteciparono Ferrante Brancia e Scipione Rovito. Nel 1627 i creditori di Giambattista d’Evoli adirono il S.R. Consiglio per far esporre in vendita il feudo; e questo, il 10 marzo 1629, rimase aggiudicato a Giovanni Geronimo d’Alessandro duca di Pescolanciano per 26.200 ducati, secondo l’apprezzo eseguitone nel 1627 dal tavolario Nicola Maione. Da tale epoca, fino all’eversione della feudalità, Civitanova ebbe i medesimi titolari di Pescolanciano.