21/05/2012
“[Im]possibile living”, l’idea di due giovani professionisti per ridare una seconda vita agli edifici abbandonati in Italia e nel mondo.
In Italia oggi esistono oltre 2 milioni di case abbandonate e disabitate. Questo, secondo l’ultima ricerca Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, condotta nel 2009.
Ad allora risalgono gli ultimi dati che censiscono i casolari, le baite, le ville rustiche, le antiche magioni, i casali, le rocche, i cascinali e le case cantoniere che oggi in Italia sono diroccate o cadenti e, comunque, disabitate e inutilizzate. Molte di queste si trovano in zone pregiate e spesso, sono addirittura interi borghi completamente abbandonati. Una realtà significativa che il più delle volte risulta ancora iscritta al Catasto e su cui, oltre all’abbandono, regna la più totale confusione.
Uno spreco di risorse e territorio a cui, in tempo di crisi, gli investitori hanno iniziato a guardare con attenzione incontrando il favore delle Amministrazioni locali, in termini di permessi, autorizzazioni e concessioni.
Il primo passo però, dal momento in cui gli archivi del Catasto non sono aggiornati, è capire dove sono questi edifici.
Ed è questa l’idea venuta ad Andrea Sesta e Daniela Galvani (nella foto), due giovani architetti che nel gennaio 2011 hanno fondato la start up “Impossible Living”. L’obiettivo è costruire, attraverso il web e i social network, una mappa italiana e, perché no, anche mondiale, di tutti gli edifici abbandonati e creare attorno ad ognuno di essi una comunità virtuale da cui far partire un progetto di riqualificazione. (http://www.lucianavone.it)
During this year’s Milan’s Design week [im]possible living participates to Fuorisalone, presenting the [im]possible living process through a series of conferences, debates and video installations aimed at raising awareness about the subject of abandoned buildings all over the world.