I miei giorni con te - In viaggio con la demenza

I miei giorni con te - In viaggio con la demenza Una pagina di informazione e approfondimento sulla prevenzione e la cura della demenza. Benvenuti a tutti voi

Questa pagina nasce per sostenere ed informare le famiglie impegnate nella cura di persone con demenza in casa. I suoi obiettivi sono:
- fare buona informazione sulla demenza e le malattie neurodegenerative, la loro cura e gestione
- combattere l'ageismo e la visione distorta di una vecchiaia destinata solo alla perdita e alla tristezza
- favorire l'incontro e il confronto tra chi tutti i giorni si occupa, a vario titolo, di una persona con demenza.

Una spesa che viaggia sui 1800 euro al mese con il contributo regionale e si avvicina ai 3000 per chi entra in regime pr...
23/06/2026

Una spesa che viaggia sui 1800 euro al mese con il contributo regionale e si avvicina ai 3000 per chi entra in regime privato.
Un sistema a strozzo per i conti di tutti, malati famiglie e comuni, sempre più spesso chiamati ad integrare le rette di chi con le proprie sostanze non ce la fa a pagare il conto. E sono sempre di più le famiglie che non possono permettersi queste cifre.
E intanto le liste di attesa di chi aspetta il proprio posto in struttura si allungano. Più duemila persone ad oggi solo nella provincia di Treviso.
Un sistema che rischia di andare alla deriva, senza che nessuno abbia il coraggio di prenderne seriamente il timone.
Sono anni che le principali associazioni di categoria sollevano il problema dei pochi posti, dei costi esorbitanti che impoveriscono le famiglie, della mancanza di personale, delle remunerazioni inadeguate per chi c'è.
In un silenzio tombale da parte delle istituzioni e della politica.
Il risultato sono famiglie sul lastrico e sempre più contenziosi su chi deve pagare.
Da un articolo de Il Gazzettino di oggi
"La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti"
Art. 32, Costituzione Italiana

Lasciate stare la corrente politica specifica. Non è una questione di colore politico, poiché né da un verso né dall'alt...
18/05/2026

Lasciate stare la corrente politica specifica. Non è una questione di colore politico, poiché né da un verso né dall'altro, né a livello regionale né a livello nazionale, ancora siamo giunti dove già da tempo dovremmo trovarci.
Una legge chiara e piena sul fine vita. Che permetta a chiunque di compiere scelte libere e consapevoli sulla propria vita e la propria sofferenza.
La bagarre politica che si genera su questo tema ogni volta che viene affrontato è indegna di uno stato civile.
L'assenza di una legge sul fine vita che permetta, a chi lo sceglie, un fine vita dignitoso è indegna di uno stato civile.
Vi è qualcosa di profondamente ingiusto in questo avanti e indietro politico che dura da decenni e che chiaramente poco ha a che fare con la doverosa discussione su un tema così delicato.

Lunedì mattina di studio per nuovi progetti in partenza 🤓✍️📚  💪
11/05/2026

Lunedì mattina di studio per nuovi progetti in partenza 🤓✍️📚
💪

"Io non lo accetto. Non ci riesco. Non accetto che sia malato, non accetto che sia capitato a lui, a me. Non posso accet...
23/04/2026

"Io non lo accetto. Non ci riesco.
Non accetto che sia malato, non accetto che sia capitato a lui, a me. Non posso accettarlo!"
"Lo devi accettare! È malato! Devi accettarlo e andare avanti"
Il tema dell' della malattia è spesso al centro della conversazione con i caregiver.
Mi capita di frequente di parlare con figli preoccupati perché "la mamma non accetta la malattia di papà", con professionisti che segnalano che "quel marito non accetta la malattia della moglie", con gli stessi caregiver che mi dicono "non accetta di essere malato, dottoressa! E forse nemmeno io lo accetto".
È un tema complesso quello dell'accettazione della malattia, propria e di chi amiamo, a partire dal significato che attribuiamo a questa parola.
Quando possiamo dire che qualcuno ha "accettato la malattia"?
Quando i comportamenti strampalati e le domande ripetute all'infinito non lo fanno più arrabbiare?
Quando non scoppia più a piangere davanti al marito che la tratta da estranea?
Quando inizia a seguire tutte le prescrizioni dei professionisti, senza dubbi e senza preoccupazioni?
Quando si mette il cuore in pace che questo è e questo va affrontato?
Che poi...che vuol dire mettersi l'animo in pace?
Che ha trovato un senso a questa tegola che le è capitata in testa?
Che non ne soffre più?
C'è la tendenza a confondere l'accettazione con la consapevolezza di malattia.
Quasi che accettare la malattia sia il primo passo necessario per iniziare questa scalata immane che è il prendersi cura di un familiare con demenza.
La realtà della cura però, è più complessa.
Per iniziare il cammino di cura è necessario che il caregiver capisca che cosa sta succedendo. Deve essere aiutato a prendere consapevolezza della malattia del proprio familiare, di cosa gli sta succedendo e cosa aspettarsi dal futuro.
La consapevolezza è il primo vero passo della scalata ed è possibile solo con una buona informazione e un tempo per capire. Chi salta questo passaggio, affronta una scalata ancora più ripida, con meno equipaggiamento e con molta più fatica.
Ma la consapevolezza non è necessariamente anche accettazione, quella arriva in tempi e modi diversi per ognuno.
Soprattutto se per accettazione intendiamo smettere di soffrire, smettere di combattere la malattia, smettere di chiedersi perché a lui, perché a noi.
Questa cosa qui, per quel che osservo nelle tante storie che incontro, è spesso più avanti nel percorso, a volte è uno degli ultimi passi, a volte si fatica a trovarla anche quando il percorso è concluso.
Di certo prendere consapevolezza che chi amiamo è malato non equivale ad accettare che lo sia.
L'accettazione della malattia è un percorso.
Nel modello della Kübler-Ross su come l'individuo affronta un lutto (...e la demenza questo è, ne più ne meno) l'accettazione è l'ultima tappa. Dopo la negazione, la rabbia, la contrattazione, la disperazione.
Accettare una malattia è un movimento psicologico complesso, personale, doloroso, pieno di inciampi e che non può essere imposto.
Ne parliamo spesso in colloquio con i caregiver.
Alcuni si sentono quasi in dovere di "accettare" velocemente. L'ennesimo compito da portare a termine per sentirsi "bravi caregiver".
Una fatica sulla fatica.
Cari caregiver, scrollatevi di dosso anche questa aspettativa.
Chiedete aiuto, fatevi accompagnare lungo questa strada, come ne sentite il bisogno e per il tratto che vi serve.
Ma decidete voi la velocità con cui riuscirete a dare un senso e fare pace con ciò che vi sta capitando.

17/04/2026

Se non conoscete questo programma ecco...non sapete cosa vi state perdendo!
Andate a dare un'occhiata sul profilo di Paolo Ruffini 😉
💪♥️🌺

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11/04/2026

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Se vivi nella zona di Trevignano e dintorni (Treviso) e non hai già impegni per giovedì sera ...potresti fare un salto qui 👇
Vi aspettiamo 😉

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08/04/2026

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Per chi è nel trevigiano, riprendono gli incontri per caregiver del Caffè Alzheimer Pedemontano Itinerante 👇👇👇
Accesso libero e gratuito

Vi siete mai chiesti perché ci commuoviamo davanti al pianto di qualcuno? 🥺O perché se qualcuno davanti a noi ride di gu...
28/03/2026

Vi siete mai chiesti perché ci commuoviamo davanti al pianto di qualcuno? 🥺
O perché se qualcuno davanti a noi ride di gusto finiamo per sorridere con lui? 😀
Esiste questa straordinaria capacità nel nostro cervello di mettersi nei panni dell'altro, intuirne le azioni e i sentimenti, anche senza che l'altro li spieghi a parole.
È come se il nostro cervello, osservando qualcuno piangere, attivasse a sua volta i circuiti del pianto, permettendoci di sentire davvero, anche se in forma attenuata, cosa l'altro sta provando.
Pazzesco, direte.
Ma è proprio così che funziona.

Torni ai convegni e ti ritrovi ad ascoltare la storia della scoperta dei neuroni specchio...direttamente dalla voce del professor Rizzolati, che quei neuroni li ha scoperti davvero. 😱😍
Una straordinaria apertura al convegno AIP - Associazione Italiana di Psicogeriatria 2026 🧠😍
🧠

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