Monte Gorgacce della battaglia

Monte Gorgacce della battaglia Punto di forza strategico sulle alture ad est del Tevere nel quadrante sud della Valtiberina, Umbria, ITALIA 🇮🇹

MONTE DELLE GORGACCE, notte tra il 13 e il 14 luglio 1944Il cielo era nero e opaco come il fango sotto gli scarponi. Nes...
14/07/2025

MONTE DELLE GORGACCE, notte tra il 13 e il 14 luglio 1944

Il cielo era nero e opaco come il fango sotto gli scarponi. Nessuna luna, nessuna stella. Solo il silenzio greve della montagna, interrotto dal rantolo sommesso dei muli e dal fruscio di cento passi scalzi tra le felci bagnate.
Avanzavano come ombre. I Gurkha della 2/3 Queen Alexandra’s Own Rifles, guidati dal capitano Anthony Taggart, salivano il costone orientale di Monte delle Gorgacce, tagliando l'oscurità come un pugnale.

Taggart, in testa alla colonna, scrutava il profilo della montagna. Conosceva la posizione delle mitragliatrici tedesche: lo aspettavano in cima, nascoste tra rocce e trincee scavate a mano.
Aveva perso tre ufficiali la settimana prima, e quel terreno accidentato sembrava fatto apposta per versare altro sangue. Eppure non c’era esitazione nei suoi occhi. Aveva dato la sua parola. Avrebbe preso quella maledetta vetta.

> “Fermi.”
Il pugno alzato nel buio. Dietro di lui, i Gurkha si accovacciarono.
Un clic secco. Poi un altro. I tedeschi stavano armando le MG42.

Un lampo improvviso squarciò la notte: un razzo illuminante salì nel cielo e rivelò per un istante l’intera dorsale. Fu l’inferno.

Il primo fuoco tedesco falciò i fianchi della collina con un urlo metallico. Due gurkha caddero, uno urlò tenendosi il fianco.
Taggart non si mosse. Estrasse la pi***la, gridò un ordine, e si lanciò avanti.
Dietro di lui, i gurkha scattarono come un’onda d’ombra. Gridavano nel loro dialetto gutturale, brandendo fucili e kukri.

La salita fu furiosa. Taggart si gettò di fianco su una roccia e tirò una bomba a mano verso una piazzola. Esplose con un rombo che fece tremare il suolo.
Un mitragliere tedesco fu sbalzato fuori, urlando. Un altro cercò di girare la canna verso l’alto, ma fu raggiunto da un colpo secco alla gola: kukri.

Taggart balzò avanti, colpito di striscio al braccio. Il sangue gli bagnava la manica, ma non rallentò. Raggiunse la linea nemica, lanciò l’ultima bomba e si fermò solo quando fu colpito alla gamba, cadendo sulle ginocchia.

> “Non mi spostate! Difendete la posizione!”
“Ma signore—”
“È un ordine!”

I gurkha si schierarono attorno a lui, respinsero il contrattacco con colpi di fucile e urla che sembravano uscire dalla gola della montagna stessa.
Il nemico, sopraffatto, abbandonò la vetta lasciando dietro armi, munizioni e corpi.

All’alba, Taggart fu trovato ancora al suo posto, seduto su una roccia, pallido, ma vigile, con la pi***la ancora in pugno e la sua bandiera infilata nel terreno accanto.

Epilogo

Quella vetta fu conquistata grazie al suo coraggio. Il rapporto ufficiale diceva:

> "Gravemente ferito, rifiutò l’evacuazione finché ogni uomo fu in sicurezza. Condusse l’attacco sotto fuoco pesante, neutralizzò le postazioni nemiche e tenne il comando fino al completo successo dell’operazione."

Fu decorato con la Military Cross. Ma per i suoi uomini, il suo nome bastava:
“Taggart sahib.” Quello che non arretrava mai 🇮🇹












https://www.marlburianclub.org/2016/02/brigadier-tony-taggart-mc-c3-1932-37/

LO SCONTRO⚔️ Battaglia di Monte Gorgacce📅 Luglio 1944📍 Umbria, dorsale appenninica tra Città di Castello e le MarchePREM...
13/07/2025

LO SCONTRO

⚔️ Battaglia di Monte Gorgacce

📅 Luglio 1944
📍 Umbria, dorsale appenninica tra Città di Castello e le Marche

PREMESSA OPERATIVA

Monte Gorgacce, con la sua quota e i sentieri che collegano l’Umbria alle valli marchigiane, divenne un obiettivo primario.

I tedeschi, consapevoli del suo valore tattico, lo fortificarono con mitragliatrici, mine e postazioni da mortaio tra i boschi.

1. AVVICINAMENTO E RICOGNIZIONE

Le pattuglie britanniche della 2nd New Zealand Division, appoggiate da elementi sudafricani, esplorarono l’area all’alba del 13 luglio. I segnali di presenza nemica erano chiari: fili spinati tesi tra i castagni, trincee scavate lungo la cresta, e il silenzio teso tipico delle trappole tedesche.

2. PRIMO CONTATTO

La mattina del 13 luglio, alle ore 06:15, un reparto britannico tentò l’aggiramento da sud-ovest, seguendo un vecchio sentiero di carbonai. Venne accolto da un fuoco incrociato di MG42 e fucili Ma**er. L'assalto fallì.

Ma gli Alleati avevano previsto più direttrici: poco dopo, una seconda compagnia scalò il pendio nord-occidentale coperta dal fuoco di mortai leggeri da 2 pollici.

3. COMBATTIMENTO RAVVICINATO

Nel pomeriggio, il tempo cambiò. Un temporale improvviso rese scivolosi i sentieri ma offrì copertura ai britannici. Alcuni Gurkha, armati di pugnale kukri, avanzarono silenziosamente tra la vegetazione e colpirono un nido di mitragliatrici. Il panico dilagò per pochi istanti tra le file tedesche.

I tedeschi reagirono duramente: granate a mano e contrattacchi da brevi distanze, protetti dalla vegetazione e dai massi naturali.

4. SVOLTA DELLO SCONTRO

Il 14 luglio, alle ore 05:00, gli Alleati bombardarono le posizioni tedesche con artiglieria da 25 libbre posizionata in fondovalle. Poi lanciaronono l’assalto principale da tre lati.

Sotto pressione, e senza rifornimenti, i tedeschi iniziarono la ritirata ordinata verso Piobbico e Linea Gotica. Alcuni gruppi rimasero per ritardare l’avanzata e coprire la ritirata con fuoco di soppressione.

5. CONCLUSIONE

Alle ore 17:00 del 14 luglio, le truppe alleate issarono la bandiera sul punto sommitale di Monte Gorgacce. I caduti furono numerosi da entrambe le parti. Sul terreno restarono casse di munizioni, elmetti bucati e il silenzio dei boschi, nuovamente padroni del crinale.

🎖️ Epilogo

La conquista di Monte Gorgacce permise agli Alleati di aprirsi un varco verso la dorsale marchigiana, puntando a Urbino e Pesaro, mentre i tedeschi si attestavano sempre più verso la Linea Gotica 🇮🇹









🔹 I GURKHA IN  ITALIA contesto storico:I Gurkha, truppe nepalesi al servizio dell’esercito britannico, parteciparono att...
12/07/2025

🔹 I GURKHA IN ITALIA

contesto storico:

I Gurkha, truppe nepalesi al servizio dell’esercito britannico, parteciparono attivamente alla Campagna d’Italia a partire dal 1943, specialmente in operazioni di montagna.

Facevano parte dell’8ª Armata Britannica, noti per la loro tenacia in combattimento e capacità in ambienti impervi.

Operarono in Umbria e nell’Appennino Tosco-Emiliano tra il 1944 e il 1945, spesso nelle formazioni come:

6th Gurkha Rifles

10th Gurkha Rifles

🔹 Monte Gorgacce e la Linea Gotica

Monte Gorgacce è un'altura nella zona tra San Giustino, Città di Castello e Mercatello sul Metauro, che faceva parte del fronte durante l'avanzata alleata verso la Linea Gotica nell’estate-autunno 1944.

Le truppe tedesche vi avevano posizioni di osservazione e difesa.

Le forze britanniche, inclusi reparti coloniali come gli indiani e i gurkha, furono probabilmente coinvolte in azioni mirate a espugnare le alture e aggirare le linee nemiche.

🔹> Luglio 1944, Monte Gorgacce:

Reparti della 56ª Divisione Britannica, con compagnie Gurkha avanzano da sud-est, lungo sentieri boscosi e pendii scoscesi. Durante l’oscurità, sfruttano la sorpresa e le nebbie mattutine per attaccare le postazioni tedesche, appostate su crinali e casolari fortificati.
La battaglia si conclude dopo ore di aspri scontri corpo a corpo. I Gurkha, armati dei tradizionali kukri, prendono il controllo del monte, facilitando l’avanzata verso Città di Castello 🇮🇹










Avvicinamento a Monte Gorgacce..LE BATTAGLIE A MONTE MURLO, MONTE ACUTO E MONTE CORONA(2-3 luglio 1944) I combattimenti ...
25/06/2023

Avvicinamento a Monte Gorgacce..

LE BATTAGLIE A MONTE MURLO, MONTE ACUTO E MONTE CORONA
(2-3 luglio 1944)


I combattimenti stavano per investire le montagne a meridione della valle. In seguito allo sfondamento della Linea Albert da parte degli Alleati, i tedeschi si ritirarono lungo la successiva linea difensiva Monte Murlo - Monte Acuto - Monte Corona - fiume Assino - Montelovesco. Nutrivano la convinzione di poter resistere accanitamente su quelle alture. In effetti l'attacco scatenato dalla 10ª e dalla 25ª brigata indiana nella notte tra il 2 e il 3 luglio ebbe un esito contraddittorio. Il battaglione gurkha della 10ª, appoggiato dall'artiglieria, da uno squadrone di carri armati degli Hussars e dalle mitragliatrici dei Northumberland Fusiliers, si mosse da Castel Rigone e riuscì a conquistare Monte Murlo difeso da una settantina di tedeschi, resistendo poi a un loro contrattacco. Invece i reparti garhwali e beluci delle due brigate non furono in grado di sopraffare le difese germaniche a Monte Acuto e Monte Corona. In particolare l'attacco dei beluci a Monte Acuto si risolse, per ammissione degli stessi britannici, in un "costoso insuccesso"(1), con 32 perdite. Si resero così conto di aver sottovalutato, per errate informazioni, la forza dei tedeschi. Quanto a Monte Corona, quel 3 luglio un reparto attaccante dei garhwali fu inchiodato sulle sue posizioni dal fuoco di sbarramento tedesco per oltre nove ore. Fonti germaniche forniscono ulteriori dettagli sulla battaglia di Monte Acuto. Un reparto di 120 inglesi e indiani riuscì in un primo momento a occupare due basi del 132° reggimento della 44ª divisione presso il villaggio di Galera, a Monte Acuto. Ma la reazione tedesca fu immediata: "Visto il valore di queste posizioni in un territorio molto frammentato e molto difficile, il comandante del reggimento colonnello Hoffmann decise di fare subito un contrattacco. 35 uomini sotto la guida del tenente Zacke, sostenuti in modo eccellente dall'artiglieria del reggimento, riuscirono ad attaccare queste basi ai fianchi e riprenderne possesso. Il nemico ebbe 35 morti e feriti e 12 prigionieri. Il bottino: una mitragliatrice, un lanciagranate, 22 fucili, 8 machine-pistole e una grande radio-trasmittente"(2). In un altro scontro gli uomini del sergente maggiore Eder respinsero l'assalto di una trentina di nemici, che ebbero 12 morti e un prigioniero. Qualche giorno dopo, poco più a nord, lo stesso Eder si sarebbe guadagnato la prestigiosa Croce Tedesca in Oro per il valore dimostrato in combattimento: "Nella lotta uomo a uomo, che fu molto feroce, il nemico patì perdite sanguinose, ma anche Eder subì una br**ta ferita per un colpo ai reni; tuttavia continuò il contrattacco fin quando p***e conoscenza". Il comandante generale del 51° corpo d'armata di montagna si compiacque per l’“eccellente comportamento” della 44ª divisione: “Granatieri! Voi avete lasciato, con la vostra gloriosa fermezza, una traccia nella storia della nostra divisione H.u.D. Le battaglie del 27 giugno, ad entrambi i lati del Tevere e l'assalto a Monte Murlo e Monte Acuto del 3 luglio 1944 sono degli esempi lampanti del vostro coraggio eroico”(3). La tenace resistenza tedesca fu comunque vana. Soprattutto la caduta di Cortona il 3 luglio, sul fronte della Valdichiana, e i progressi degli Alleati nella pianura tiberina verso Pierantonio e lungo l'Appennino umbro-toscano verso Preggio rischiavano di mettere in trappola le truppe attestate sulle roccaforti di Monte Acuto e Monte Corona. Due brigate indiane supportate dai mezzi corazzati degli Hussars avevano cominciato a muoversi da Perugia lungo il Tevere verso nord il 30 giugno. L’indomani avevano raggiunto Colombella e Ramazzano senza incontrare resistenza. L'avanzata lungo le alture a oriente del Tevere stava invece richiedendo - e da allora divenne una mossa abituale in questo settore del fronte - manovre di aggiramento che disorientavano i tedeschi e provocavano il cedimento delle loro posizioni. Nelle prime ore del 2 luglio gli anglo-indiani erano a Civitella; al tramonto raggiungevano Solfagnano. Il 3 luglio, proprio mentre i combattimenti infuriavano su Monte Corona e Monte Acuto, potei-ano dunque attaccare Pierantonio, fortemente difeso dai tedeschi appostati sulle colline sovrastanti. Negli scontri che prelusero alla conquista del paese, il 4 luglio, rifulse il valore del soldato semplice A. J. Baldwin, del 1° battaglione del King's Own Royal Regiment. Mentre gli uomini del suo plotone erano bloccati dal fuoco nemico, riuscì a strisciare fino alla postazione della mitragliatrice nemica e a catturare i cinque tedeschi che si trovavano nella trincea(4). Ma la conquista di Pierantonio costò un prezzo elevato ai fanti del Punjab e del King's Own, che ebbero 36 uomini uccisi, tra cui tre ufficiali(5).
A prendere Preggio, il 3 luglio, fu lo squadrone D del 1° reggimento del King's Dragoon Guards. I britannici definirono quella intorno al paese una “dura battaglia”. Aprì la strada verso la valle del Niccone, ma i carri armati ebbero a che fare con un percorso ostruito da crateri e con un intenso fuoco di sbarramento di artiglieria, mortai e mitragliatrici. Le prime pattuglie di fanti riuscirono a raggiungere il torrente Niccone il 4 luglio, “dopo aver trovato innumerevoli mine e demolizioni”(6). Come di prassi nella loro ritirata, i guastatori germanici avevano reso inservibile la strada della valle del Niccone, da essi considerata una via di rilevanza strategica(7).
Proprio quel 4 luglio il passaggio del fronte seminò la morte per la prima volta in dimensioni drammatiche tra la popolazione civile. Avrebbe dovuto essere il giorno lieto della liberazione e della fine del conflitto per quanti erano asserragliati da giorni in ogni genere di rifugio. Non fu così per i Braconi di Monsiano, vicino a Preggio. Una granata centrò la casa dove vivevano e uccise otto componenti di questa famiglia contadina: insieme al padre Gelindo e alla madre Isolina, decedettero i sei figli, di età da 4 a 19 anni. Li seppellirono nel cimitero di Preggio, in tre bare: in una dovettero sistemarci tre bambini(8). Altri quattro civili p***ero la vita per esplosioni di granate tra il 3 e il 6 luglio nel territorio che va da Montecastelli a Preggio: due donne a Monestevole e Montemigiano, un anziano arrotino a Montecastelli e un colono.

Note: 1) The campaign in Italy 1943-45, Official history of the Indian Armed Forces in the Second World War 1939-45, edited by Bisheshwar Prasad, D. Litt., 1960, p. 266 (Traduzione dell’autore). L’attacco a Monte Acuto partì da Pantano.
2) Friedrich Dettmer – Otto Jaus – Helmut Tolkhitt, Die 44,. Infanterie-Division Reichsgrenadier Hoch-Und Deutschmeister, Wolfersheim Berstadt, Podzung Pallas Verlag, s. d., pp. 319-320.
3) Ibidem.
4) 1 Battalion, King’s Own Royal Regiment, The Campaign In Italy June 1944 – July 1944 (in http:/www.kingsownmuseum.plus.com/1koitaly01.htm). Cfr. anche The campaign in Italy 1943-45 cit., p. 266.
5) Claudio Biscarini, Il passaggio del fronte in Umbria (giugno-luglio 1944), Fondazione Ranieri di Sorbello, Perugia 2014, p. 313.
6) 1 The King’s Dragoon Guards (The Welsh Cavalry), in MBRS.
7) Avorio, Tre noci per la memoria cit., pp. 63-67
8) Testimonianza di Fortunato Rossi. Nel 71º anniversario della strage, per iniziativa della Pro Loco di Preggio, è stata posta a Monsiano una lapide commemorativa del tragico evento.

Dal libro “Guerra e Resistenza nell’Alta Valle del Tevere (1943-44) di ALVARO TACCHINI, Petruzzi Editore, Città di Castello 2015.
- Su umbertidestoria.net – Sezione “Memoria” – Pag. “I Percorsi della Memoria”

Le truppe tedesche a Monte Gorgacce (Valtiberina, 1944) erano parte delle forze della Wehrmacht incaricate della difesa ...
11/11/2020

Le truppe tedesche a Monte Gorgacce (Valtiberina, 1944) erano parte delle forze della Wehrmacht incaricate della difesa delle alture umbre nell’ambito della ritirata tedesca lungo la Linea Gotica. Ecco una sintesi storica del contesto:

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📍 Monte Gorgacce – Luglio 1944

✅ Contesto strategico:

Monte Gorgacce, (tra le località Città di Castello e Santa Lucia e Montone, Umbria), era uno dei punti fortificati a controllo delle vallate dell'Alto Tevere.

Le truppe tedesche avevano stabilito postazioni difensive nei pressi della cima, in collegamento con altri capisaldi lungo le creste.

L’area era parte di una linea arretrata che proteggeva la ritirata tedesca verso nord, dopo l’avanzata alleata da Roma verso Firenze.

⚔️ Le truppe tedesche presenti:

Verosimilmente appartenenti a unità della 362. Infanterie-Division o della 1. Fallschirmjäger-Division (paracadutisti tedeschi), presenti in zona.

Forze leggere e mobili, equipaggiate con mitragliatrici MG42, mortai leggeri, fucili Ma**er, e mine antiuomo.

Presidiavano bunker improvvisati, trincee scavate nella roccia e punti di osservazione rivolti verso la valle.

🪖 Operazione alleata:

L’attacco al Monte Gorgacce avvenne da parte di truppe britanniche del X Corps e probabilmente da reparti Gurkha.

Il combattimento fu rapido e violento, con l’elemento sorpresa durante un cambio di turno tedesco.

Le truppe tedesche furono costrette a ritirarsi rapidamente, lasciando armi e feriti sul posto.

📜 Fonti locali:

Il luogo è ricordato in testimonianze orali e documenti partigiani come teatro di uno scontro breve ma intenso.

Alcuni ufficiali tedeschi catturati o uccisi furono identificati in seguito dagli Alleati tramite documenti e piastrine 🇮🇹







06/04/2020

VISTA DEL MONTE GORGACCE

🔍 Descrizione del punto

Monte delle Gorgacce si trova nell’Appennino umbro a nord-est di Città di Castello, nella provincia di Perugia (Umbria). Con i suoi 679 m, domina il versante orientale della Valtiberina e costituiva un'importante roccaforte tedesca in luglio 1944 .

🗺️ Riferimenti utili

Il sentiero escursionistico da Monte Rosello a Poggio del Lepre, Coldigiano e infine a Gorgacce consente di scaricare una traccia GPS utile per geolocalizzare esattamente il punto .

I 43.445 N e 12.365 E corrispondono a una zona boschiva con tracce evidenti del terreno montano, perfettamente compatibile con la posizione strategica della cima.

Ecco le informazioni precise su Monte delle Gorgacce:

📍 Coordinate geografiche

Altitudine: 679 m slm

Latitudine/Longitudine (approssimate): 43.445° N, 12.365° E

https://eu.wikiloc.com/wikiloc/download.do?id=15656188
🇮🇹









FRONTE VALTIBERINO UMBRO CITTÀ DI CASTELLO MONTE DELLE GORGACCE LUGLIO 1944BRIGADIERE TONY TAGGARDhttps://www.marlburian...
17/02/2020

FRONTE VALTIBERINO UMBRO CITTÀ DI CASTELLO MONTE DELLE GORGACCE LUGLIO 1944

BRIGADIERE TONY TAGGARD

https://www.marlburianclub.org/2016/02/brigadier-tony-taggart-mc-c3-1932-37/

Ufficiale dell'esercito Inglese che ha quasi perso una gamba mentre attaccava un punto forza strategico nemico in Italia

Tony Taggart, Cairo 1943
Il brigadiere Tony Taggart, morto all'età di 97 anni, è stato premiato con un MC Immediato in Italia nel 1944.

Il 13 luglio 1944, Taggart era al comando di una compagnia del 2 ° battaglione 3 ° fucili Gurkha della regina Alexandra (2/3 GR). Gli fu ordinato di catturare un punto strategico vicino a Città di Castello, a nord di Perugia, prima di un attacco di battaglione sul Monte delle Gorgacce.

Taggart subì un intenso fuoco da mitragliatrici mentre guidava l'attacco. I suoi tre comandanti di plotone furono uccisi ma la sua compagnia prese due prigionieri, sequestrò cinque mitragliatrici e causò al nemico perdite considerevoli. Mentre lui e i suoi uomini erano in linea con l'obiettivo, sono caduti sotto pesanti colpi di mortaio e bombardamenti per tre ore.

Sapeva quanto fosse vitale mantenere la posizione e andare in giro incoraggiando i suoi uomini fino a quando non fu gravemente ferito a una gamba. Rifiutò di essere evacuato finché non poté consegnare il comando sapendo che la sua compagnia avrebbe respinto un contrattacco. La citazione per l'assegnazione di un Immediate MC ha reso omaggio al suo coraggio e alla sua guida ispiratrice 🇮🇹









BATTAGLIA DI MONTE GORGACCEMentre iniziava il prolungato attacco alleato al bastione di Monte Cedrone, la 10a divisione ...
09/02/2020

BATTAGLIA DI MONTE GORGACCE

Mentre iniziava il prolungato attacco alleato al bastione di Monte Cedrone, la 10a divisione indiana proseguiva l’avanzata sulle alture a est del Tevere. Per conquistare il punto più elevato, MONTE DELLE GORGACCE, venne di nuovo attuata la tattica di “inganno e sorpresa” risultata vincente a Montone. Il piano prevedeva un assalto diversivo diurno sulla destra a Monte Sgariglio, per occupare invece l’obbiettivo da sinistra nella notte.

I gurkha raggiunsero le posizioni assegnate con un faticoso movimento notturno, trasportando le mitragliatrici su muli. Scoppiata la battaglia, i tedeschi furono così duramente impegnati a rispondere all’attacco secondario, da venir colti di sorpresa quando i gurkha piombarono su di loro dal lato opposto. Era il 14 luglio 1944. Il comando tedesco definì una “lotta furibonda” la battaglia di Monte delle Gorgacce. Un ex ufficiale italiano al seguito degli anglo-indiani come interprete, Luigi Mancini, avrebbe raccontato: “Impiegammo più di un giorno, fino alla sera del 14 luglio, per ripulire il monte e i tedeschi lasciarono sul terreno 33 caduti (ma io non li vidi tutti). Dalla sommità dell’altura riuscimmo a colpire molti nemici che cercavano rifugio in tutte le direzioni”.

A quel punto, in preparazione all’offensiva finale su Città di Castello, e in attesa della presa di Monte Cedrone da parte dei commilitoni della 4a divisione, ai reparti della 10a non restava che eliminare ogni ulteriore sacca di resistenza tedesca sulle colline più basse verso il Tevere e raggiungere la vicina valle del torrente Soara. L’opera di rastrellamento di gurkha e garhwali tra Candeggio, Monte delle Guardie, Monte Urbano e San Donino si protrasse per circa quattro giorni e fu aggressivamente contrastata da tenaci nuclei nemici.

I tanti civili sfollati su quelle colline nella speranza di sfuggire i rischi della guerra si trovarono invece proprio nel mezzo della battaglia: “ A Villa San Donino saremo stati più di un centinaio di persone, tra cui anche i conti Pierleoni proprietari della villa. Quella è stata una nottata da incubo: eravamo tanti da non trovare un posto per sederci; i bambini piangevano per la fame e soprattutto per la sete; sentivamo i colpi delle armi e ci rendevamo conto di essere in mezzo a una battaglia terribile; i cadaveri ritrovati poi per la strada e nei campi ci hanno fatto capire che, come già ci eravamo accorti dai rumori uditi durante la notte, si combatteva anche all’arma bianca”.

Dall’altra parte del Tevere, in una Falerno ormai in mano alleata, Teodorico Forconi descriveva nel diario l’inquietante spettacolo della guerra, senza potersi rendere conto fino in fondo di quanto stava succedendo e sottolineando con stupore come, in luoghi a pochi chilometri di distanza, si vivessero situazioni radicalmente diverse:

“14 luglio. Il cannone batte ancora San Savino. La battaglia divampa davanti a noi. Il cannone ora colpisce i monti retrostanti. Ciuffi di fumo qua e là con chiazze rosse. È passata una formazione aerea alleata: la cicogna vola a bassissima quota. Ma che cosa succede al di là del Tevere? Nella strada sottostante il passaggio delle macchine è continuo. Il cannone tace: sono le 15.30. Il cannone tedesco batte la strada nazionale che rigurgita di automezzi inglesi. Le colline di Promano e Canoscio rispondono furiosamente. Sono le ore 22.

15 luglio. Il sole fa capolino nella f***a nebbia ed il cannone comincia a tuonare. Si combatte sempre a San Savino.

16 luglio. Il cannoneggiamento iniziato ieri sera, intensificato nella notte, è stato tremendo ed è terminato alle ore 8. La cicogna è al suo posto di osservazione; sui monti dei Roscetti, Sasso, Baucca il cannoneggiamento ha ripreso ad intervalli, mentre le campane di Canoscio suonano per la Messa. È indescrivibile il terrore che incute questo fuoco d’inferno. Tra i soldati c’è molta disciplina, rispetto e garbatezza. Il cannone tuona e nell’accampamento si ascolta la radio; dalla parte opposta ufficiali e soldati seguono il tiro dell’artiglieria. Si odono in mezzo a tanto frastuono i canti religiosi della sera degli indiani. Su tutti e su tutto troneggia il campanile e il Santuario di Canoscio e la Croce”.

Fonte: https://www.storiatifernate.it/id/battaglia-di-monte-delle-gorgacce/

BATTLE OF MONTE GORGACCE

Promano was taken but the next Tiberside hamlet, San Lucia, was firmly held as part of a continuous position hinging on the bastion of Monte della Gorgacce. 20th Brigade again led in punching the hole. On the night of July 13/14, 2/3 Gurkhas, after a circuitous march, approached the mountain Positions from the west. In silence the hillmen began to clamber through the thick scrub. While two companies were winning to the summit by an unorthodox approach, a third company demonstrated from the south along the only track leading to the crest of the mountain. The enemy was completely deceived; when the rush came from an unanticipated direction, resistance broke down. Not for the first time did the maxim that "Sweat saves blood" justify itself. Two nights later, 25th Brigade struck on the river front. King's Own climbed a sheer ravine in the darkness and swept over three company objectives in fine style. Twenty-four hours afterwards, 3/18 Garhwalis, a battalion very much at home in this sort of fighting, filtered through along the boundary between 20th and 25th Brigades, and after a brisk encounter seized the last high ground south of the Soara River.

Fonte: http://ourstory.info/library/4-ww2/Tiger/triumphs05.html?fbclid=IwAR0ZDqEYxIn8ZSgDoB1bBjLX8-veEUerp33GGmPFfNfgxLwYchmBANBOPGc

GLi ANFRATTI DOVE SI SVOLSERO I COMBATTIMENTI.Mentre iniziava il prolungato attacco alleato al bastione di Monte Cedrone...
09/02/2020

GLi ANFRATTI DOVE SI SVOLSERO I COMBATTIMENTI
.Mentre iniziava il prolungato attacco alleato al bastione di Monte Cedrone, la 10a divisione indiana proseguiva l'avanzata sulle alture a est del Tevere. Per conquistare il punto più elevato, Monte delle Gorgacce, venne di nuovo attuata la tattica di "inganno e sorpresa" risultata vincente a Montone. Il piano prevedeva un assalto diversivo diurno sulla destra a Monte Sgariglio, per occupare invece l'obbiettivo da sinistra nella notte.

I gurkha raggiunsero le posizioni assegnate con un faticoso movimento notturno, trasportando le mitragliatrici su muli. Scoppiata la battaglia, i tedeschi furono così duramente impegnati a rispondere all'attacco secondario, da venir colti di sorpresa quando i gurkha piombarono su di loro dal lato opposto. Era il 14 luglio 1944. Il comando tedesco definì una “lotta furibonda” la battaglia di Monte delle Gorgacce. Un ex ufficiale italiano al seguito degli anglo-indiani come interprete, Luigi Mancini, avrebbe raccontato: “..Impiegammo più di un giorno, fino alla sera del 14 luglio, per ripulire il monte e i tedeschi lasciarono sul terreno 33 caduti (ma io non li vidi tutti). Dalla sommità dell'altura riuscimmo a colpire molti nemici che cercavano rifugio in tutte le direzioni".. 🇮🇹

FONTE:
http://www.storiatifernate.it/pubblicazioni.php?&cat=50&subcat=154&group=384&id=1262










Vista dalla cima di Monte Gorgacce 🇮🇹
09/02/2020

Vista dalla cima di Monte Gorgacce 🇮🇹

Indirizzo

Città Di Castello
06012

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