25/04/2026
Una cerimonia sentita e partecipata quella che si è svolta, questa mattina, a Cisano sul Neva, in occasione del 25 Aprile. Presenti autorità civili e militari, l'Anpi, l’associazione Alpini, la Protezione civile, i bambini della Scuola Primaria “G Comanedi” che sono stati i protagonisti del progetto di educazione civica “Paolo Siccardi” della foce:democrazia, memoria e libertà , promosso dall’Associazione “Il 25 Aprile”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e realizzato grazie alla disponibilità del dirigente scolastico, Luca Mazzara, della referente di plesso, Graziella Botti e delle maestre. Al centro del lavoro educativo la figura di Paolo Siccardi, cisanese della frazione di Cenesi, uno dei Martiri della Foce che il 27 dicembre 1944 fu ucciso insieme ad altri 58 civili dai militari della Wehrmacht tedesca alla foce del fiume Centa, ad Albenga. La sua vicenda è stata proposta ai bambini, diventando punto di partenza per elaborazioni personali sotto forma di disegni, testi e riflessioni che sono stati esposti durante la cerimonia, per parlare di libertà come bene supremo, da difendere e preservare, in contrapposizione alla dittatura. A presentare il progetto è stata Erica Marzo che ha seguito, passo passo, le varie fasi del percorso che ha contribuito a rafforzare il legame tra scuola, istituzioni e cittadinanza. Ospite d’eccezione, Giovanni Lunardon, consulente scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Savona “Umberto Scardaoni” che, con una lectio magistralis, ha ricordato il sacrificio dei tanti partigiani, giovani uomini che hanno combattuto, eroicamente e sacrificando la loro vita per liberare l’Italia dal ventennio Fascista. «Sono partiti senza sapere se la guerra l’avrebbero vinta o persa ma per un ideale preciso, liberare l’Italia dal governo fascista che aveva privato i cittadini di ogni tipo di libertà e dall’occupazione nazista» ha sottolineato Lunardon, ringraziando il sindaco Massimo Niero per averlo invitato alla cerimonia, sottolineando che Cisano sul Neva è stato uno dei paesi al centro della lotta partigiana. Ed ha ricordato la figura del giovane Felice Cascione, nome di battaglia “U Megu”, Medaglia d’oro al valor militare, autore della canzone “Fischia il vento”. Originario di Imperia fu uno dei primi ad entrare nella Resistenza mettendosi a capo di un’improvvisata brigata partigiana, la prima dell’Imperiese, in località Magaletto di Diano Castello, costituita inizialmente solo da 13 persone. Venne fucilato dai tedeschi ad Alto. All'indomani della morte di Felice Cascione, Italo Calvino aderì assieme al fratello Floriano alla seconda divisione d'assalto partigiana "Garibaldi", intitolata allo stesso Cascione. Lunardon inoltre, rivolgendosi agli allievi della Scuola Primaria “G. Comanedi” e complimentandosi per il lavoro svolto a scuola, li ha esortati a tenere viva la memoria di coloro che hanno permesso di raggiungere uno dei valori primari: la libertà . Un valore importantissimo da continuare a difendere. Ma ha anche ricordato la nostra Costituzione, definendola straordinaria ed unica per i principi su cui si basa, in primis, l’art.1 che recita “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e l’art. 3 secondo cui “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. É stato il sindaco Massimo Niero a concludere la cerimonia: «La Resistenza non ci ha dato solo la libertà ma ci ha donato la Costituzione che non è solo un testo per i giuristi ma il programma politico più avanzato che l’Italia abbia avuto – ha sottolineato -. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non sulla finanza , non sul privilegio, non sull’eredità . Oggi, da sindaco, dico con fermezza che essere antifascista nel 2026 non è nostalgia. Antifascismo vuole dire difendere la dignità del lavoro, vuol dire che nessuno deve morire in un cantiere e per nessun appalto al ribasso, vuol dire salario minimo, vuol dire combattere la precarietà che ruba futuro ai nostri figli, e ai vostri nipoti. Antifascismo vuol dire difendere la sanità e la scuola pubblica. I Partigiani lottavano per migliorare il paese. Dobbiamo liberare il futuro delle nostre generazioni che stiamo perdendo. Vuol dire Pace. Battersi perché l’Europa sia terra di dialogo. E non abituarsi ai bambini che muoiono sotto le bombe». A concludere la mattinata un rinfresco a base di fave, salame e pecorino e dolci preparati dal alcune volontarie del paese.