la leggerezza … perchè attraversando le tensioni del nostro tempo, abbiamo cominciato a scoprire quello che ci serve per vivere questo mondo con l’attenzione che è dovuta a tutto ciò che ci capita per le mani
il tempo … non quello che sta negli orologi ma quello che ci reinventiamo per realizzare piccoli e grandi sogni
il pane quotidiano … che scandisce le nostre azioni e ci ricorda che è ne
lla semplicità delle scelte quotidiane che possiamo trovare la forza e la passione
C’ERA UNA VOLTA
La nostra storia parte da lontano. Ci conosciamo da tanto tempo e, prima di approdare nella campagna di Cingia, abbiamo realizzato progetti in città, a Cremona. Eravamo un gruppo di cittadini insofferenti al livellamento sociale e convinti che il “vivere” fosse soprattutto una questione di relazioni e cultura; così abbiamo dato spazio alla nostra creatività organizzando: rassegne musicali, spettacoli di teatro, seminari, incontri. Fino a che uno spazio l’abbiamo conquistato e gestito: il centro sociale Kavarna. Nel centro sociale, negli anni, abbiamo lentamente maturato la necessità di andare oltre; nel centro, mentre realizzavamo un’intensa attività politica, sociale e culturale abbiamo cominciato a sviluppare l’idea di una vita in comune. Progettare uno stile di vita diverso ci ha aiutati a guardarci dentro e a guardarci in faccia. Questo percorso, che ha visto defezioni e nuovi incontri, ci ha portati nel 2003 a Cingia. E C'E' ADESSO
Siamo arrivati in campagna da cittadini ignorando tutte le regole che la natura impone. L’evoluzione da cittadino a contadino, con tutte le implicazioni che comporta, è stata graduale e sofferta. In questi anni abbiamo imparato a confrontarci con la terra e lo abbiamo fatto avendo sempre cura di non dimenticarci che il nostro obiettivo era, ed è, la vita comunitaria. Oggi siamo dei campagnoli pensanti e, da queste parti, fa la differenza. Viviamo sotto lo stesso tetto e condividiamo spazi e tempo cercando in ogni
momento di trovare una strategia comune, diffusa e naturale. Essere un Villaggio ci rende più forti, più attenti, meno in balìa dei
potenti che di professione fanno i banditi. Godiamo di una sempre rinnovata libertà di autodeterminare il nostro quotidiano e il nostro futuro. Ognuno di noi ha individuato la propria propensione e, una volta appreso che combaciava con i propri desideri, ha cominciato a rivestire il proprio ruolo. Panificatori, contadini, artigiani ma anche pensatori, lettori, scrittori, amici. E’ un progetto di vita che vuole rispondere in modo sostanziale ai bisogni primari e che vuole farlo valorizzando e salvaguardando la comunità e fondando la propria identità sui valori del diritto di scelta e della libertà di
pensiero; le decisioni sono prese col consenso di tutti. La relazione fiduciaria è il nostro minimo comune denominatore e crediamo sia l’arma, tutt’altro che spuntata, che ci permette di declinare l’individuo al plurale senza sconfinare nella prevaricazione e nelle gerarchie di fatto. Il nostro progetto è in perenne evoluzione perchè pensiamo sia estremamente importante verificare che le strade sulle quali ci incamminiamo siano sempre corrispondenti ai nostri pensieri, alle nostre idealità e alle nostre energie; la tendenza umana alla
“conservazione” ci terrorizza. Siamo alla ricerca del nostro senso in questo mondo per poter contribuire alla trasformazione di questa società. Nel riconoscere legittimità a qualsiasi forma di lotta dettata dal desiderio di riscatto della propria e altrui libertà di scelta, noi abbiamo liberamente scelto di percorre la strada della costruzione. Da tempo abbiamo maturato la voglia e la necessità di allacciare rapporti sempre più stretti con l’esterno cercando relazioni, collaborazioni, condivisioni e scambi. Tutto ciò in mezzo a tribolazioni, ripensamenti ed errori ma anche gioie e soddisfazioni. BANDO ALLE CIANCIE
Siamo otto abitanti; quattro donne e quattro uomini. Alla vita del progetto collaborano preziosamente altre persone dedicando le proprie energie e il proprio tempo pur non abitando nella cascina; alcune di queste persone sono parte integrante e sostanziale del progetto. Viviamo del lavoro della terra, della trasformazione dei prodotti, delle iniziative che organizziamo; alcuni di noi hanno anche un lavoro esterno. Abbiamo un ettaro e mezzo di terra che coltiviamo in modo naturale, facciamo pane e prodotti da forno e trasformiamo producendo marmellate, salse, creme, saponi. Organizziamo/partecipiamo a diversi mercatini dove portiamo le nostre produzioni. Stiamo provando a sperimentare anche qualche percorso di produzione artigianale (macramè, tessitura). Appena possiamo organizziamo corsi, seminari, letture, incontri “sediziosi”, pranzi e cene, balli e canti. La nostra abitazione è una tipica cascina cremonese. L’abbiamo resa abitabile e, poco alla volta, la stiamo risistemando in eco-nomia. L’impianto di riscaldamento è a legna (caldaia a fiamma inversa). La legna che brucia in caldaia viene dal vicino appennino parmense e verifichiamo che sia sempre raccolta nel rispetto dell’equilibrio dei boschi. Sul tetto della casa abbiamo installato un impianto di pannelli solari in auto-costruzione. Ognuno di noi ha un suo spazio personale e tutto il resto è in comune (spazi di lavoro, cucina, sala da pranzo e anfratti vari). La cascina è un laboratorio aperto dove chi si identifica nello spirito del progetto può trovare spazio d’espressione.