04/05/2025
Sorprendente è la capacità del nostro sindaco di eludere le emergenze spostando via via l'attenzione su altri temi, elargendo sorrisi e ammiccamenti a destra e a manca, lasciando regolarmente il problema nelle mani dei cittadini residenti. Piazza Dante, come altre vie del centro, continua a essere un merdaio felino puzzolente pieno di mosche giganti, da anni ormai, e non è più quel luogo armonico che i turisti finivano per fotografare.
Il teatro resta lì, fantasma di ciò che era e avrebbe potuto essere, senza data di restituzione alla collettività.
Il castello di Ciciliano è ormai in
vendita all'esterno senza nemmeno un tentativo di renderlo bene comune.
Il centro storico, al di là delle chiacchiere ricorrenti su sviluppi più o meno credibili, è abbandonato a se stesso.
Il territorio versa nelle medesime condizioni, le strade vicinali sconnesse, il Parabocio dimenticato.
Le potature nel paese danzano tra due opposti stridenti e tutt'e due da bocciare: a Sant'Anna i platani hanno raggiunto l'altezza dei palazzi vicini, mentre in corso Umberto I° l'albero majo è stato stroncato in malo modo negando ai pochi residenti la sua frescura durante il prossimo solleone.
Nulla è stato fatto per rilanciare la tradizione culturale del paese e per contrastare la proliferazione e saturazione estiva di sagre e mangiatoie nascoste sotto più o meno nobili denominazioni.
Si sentiva la necessità di un nuovo asilo e si tiene chiuso nel centro storico uno stabile di valore.
E non finisce certamente qui.