Potere al Popolo Canavese

  • Home
  • Potere al Popolo Canavese

Potere al Popolo Canavese Libertà è partecipazione. Siamo nel territorio accanto a emarginati, oppressi e sfruttati

MELONI: DIMISSIONI!Presidio a Torino Oggi lunedì 23/03 h.18:30Piazza Castello, di fronte alla PrefetturaDalle urne è arr...
23/03/2026

MELONI: DIMISSIONI!

Presidio a Torino
Oggi lunedì 23/03 h.18:30
Piazza Castello, di fronte alla Prefettura

Dalle urne è arrivato un segnale chiaro: questo paese ha votato No al referendum giustizia, opponendosi al progetto autoritario e liberticida del governo Meloni.

Stasera scendiamo in piazza per festeggiare la vittoria del NO e per chiedere le dimissioni del governo Meloni!

No alla torsione autoritaria e alla repressione!
No alla guerra interna contro il diritti di lavoratrici e lavoratori!
No al riarmo, alla guerra, alla complicità con Israele e l'imperialismo statunitense!

Tutti in Piazza a Torino anche dal Canavese

Domani, sabato 14 Marzo portiamo il NO SOCIALE al Governo Meloni per le strade di Roma!Pullman anche da Torino, info e p...
13/03/2026

Domani, sabato 14 Marzo portiamo il NO SOCIALE al Governo Meloni per le strade di Roma!

Pullman anche da Torino, info e prenotazioni 3396096991 o scrivici alle nostre pagine social.

Non puoi scendere ma vuoi contribuire?
Puoi sostenere il Comitato per il NO sociale e la manifestazione del 14 marzo, donando tramite il qr code.

13/03/2026
Tre parole…e ancora qualche posto in bus per chi vuole partire da Torino e invadere le strade di Roma domani pomeriggio ...
13/03/2026

Tre parole…

e ancora qualche posto in bus per chi vuole partire da Torino e invadere le strade di Roma domani pomeriggio con un NO sociale.

Uniamoci anche dal Canavese alla manifestazione nazionale di domani a Roma, per dire forte e chiaro NO al governo Meloni.

Siamo quelli che hanno animato le piazze di questi mesi per la Palestina; siamo i portuali che hanno invocato e praticato il “Blocchiamo tutto” dando voce all’indignazione di milioni di persone contro il genocidio e la complicità del nostro governo; siamo i Vigili del Fuoco criminalizzati per essersi schierati per la pace; siamo le studentesse, gli studenti e gli insegnanti che hanno democratizzato le scuole e le università opponendosi alla restaurazione reazionaria, siamo le lavoratrici e i lavoratori che hanno detto “Abbassate le armi e alzate i salari”, siamo la gente dei quartieri che difende quotidianamente gli interessi popolari.

Ci sentiamo impegnati in prima persona in un referendum che deve sbarrare la strada ad un governo autoritario, antidemocratico e antipopolare.

Sconfiggere il governo diventa un obiettivo da praticare e far crescere in ogni ambito sociale, politico, culturale del paese.

Questo governo ha chiarito in più occasione di essere espressione degli interessi neocorporativi e di classe di imprenditori, affaristi, faccendieri, ceti sociali ad alto reddito.

Per far ingoiare al resto della società le disuguaglianze sociali e l’insopportabile concentrazione delle ricchezze, l’aumento delle spese militari e della logica di guerra, il controllo sui mass media e sulle possibilità di espressione politica, il governo Meloni sta instaurando lo stato di polizia e la criminalizzazione di chi manifesta per le strade non avendo a disposizione altri strumenti di espressione democratica.

Con l’intimidazione e la paura vogliono ricacciare tutte e tutti dentro casa, in silenzio e subalterni.

Al contrario tutte le esigenze sociali sul piano dei salari e degli interessi dei lavoratori, del diritto all’abitare, delle libertà politiche, devono poter convergere in questa battaglia referendaria, dando contenuti più completi e avanzati ad uno scontro che non riguarda più solo i rapporti di subalternità tra magistratura ed esecutivo.

Per questo intendiamo mettere in campo i nostri NO in questa scadenza referendaria:

❌ Il NO alle controriforme istituzionali che stanno portando praticamente alla decostituzionalizzazione della vita politica e democratica del paese, così come è un no allo stato di polizia voluto dal governo che vuole spazzare via le libertà di manifestazione ed espressione e accanirsi ulteriormente contro gli immigrati;

❌ Il NO alla guerra sociale del governo contro i poveri, i salari dei lavoratori, i senza casa, le esigenze popolari;

❌ Il NO ALLA GUERRA
NON SIAMO SERVI DI TRUMP E ISRAELE!

Un NO all’economia di guerra e al militarismo, alla complicità del governo Meloni con gli stati terroristi di Israele e USA sul quale il governo intende trascinarci per nascondere disuguaglianze sociali ormai crescenti e insopportabili.

Costruiamo una grande manifestazione popolare e nazionale a Roma per sabato 14 marzo, contro il governo delle disuguaglianze sociali, della guerra e dell’autoritarismo. Per una battaglia di libertà ed emancipazione collettiva.

Al referendum votiamo NO, mandiamo a casa il governo!

NO ALLA GUERRA

̇ran

07/03/2026

CHIVASSO: OGGI SIAMO STATI IN PIAZZA PER RIBADIRE IL NOSTRO DECISO NO SOCIALE AL REFERENDUM CONTRO IL GOVERNO MELONI

🔻Il 14 marzo manifestazione nazionale a Roma

Il referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale sulla giustizia varata dal governo Meloni è diventato una sfida politica e democratica a tutto campo.
Ci sentiamo impegnati in prima persona in un referendum che deve sbarrare la strada ad un governo autoritario, antidemocratico e antipopolare che appoggia la guerra colonialista, sionista e terrorista di Israele e USA contro i paesi sovrani in Venezuela come in Iran.

Sconfiggere il governo diventa un obiettivo da praticare e far crescere in ogni ambito sociale, politico, culturale del paese.

Per far ingoiare al resto della società le disuguaglianze sociali e l’insopportabile concentrazione delle ricchezze, l’aumento delle spese militari e della logica di guerra, il controllo sui mass media e sulle possibilità di espressione politica, il governo Meloni sta instaurando lo stato di polizia e la criminalizzazione di chi manifesta per le strade non avendo a disposizione altri strumenti di espressione democratica.

Con l’intimidazione e la paura vogliono ricacciare tutte e tutti dentro casa, in silenzio e subalterni.
Al contrario tutte le esigenze sociali sul piano dei salari e degli interessi dei lavoratori, del diritto all’abitare, delle libertà politiche, devono poter convergere in questa battaglia referendaria, dando contenuti più completi e avanzati ad uno scontro che non riguarda più solo i rapporti di subalternità tra magistratura ed esecutivo.

Abbiamo costituito un comitato per il NO sociale che fra collettivi, movimenti e comuni cittadiə continua a crescere di ora in ora nelle adesioni.

NOI VOTIAMO NO

NO AL GOVERNO MELONI
NO alla controriforma sulla giustizia
NO alla stretta repressiva che vuole silenziare il dissenso
NO all’oppressione interna e al taglio di salari e spesa sociale

NO ALLA GUERRA
NON SIAMO SERVI DI TRUMP E ISRAELE!

14 Marzo, h 14:00, Piazza della Repubblica, Roma
MANIFESTAZIONE NAZIONALE

QUALCHE OSSERVAZIONE DALL’INIZIATIVA “LA PALESTINA E NOI: SGUARDI SU LETTERATURE, REPRESSIONE E RESISTENZE”. Oggi siamo ...
22/02/2026

QUALCHE OSSERVAZIONE DALL’INIZIATIVA “LA PALESTINA E NOI: SGUARDI SU LETTERATURE, REPRESSIONE E RESISTENZE”.

Oggi siamo stati all’iniziativa organizzata a Chivasso dal collettivo Statale 590 in cui, insieme ad Angela Lano, giornalista e scrittrice, recentemente colpita da infondate accuse di terrorismo, in una sala piena di persone si è parlato di letterratura, repressione e forme possibili di resistenza in un contesto sociale in cui si sta cercando di ricostruire un conflitto sociale e di classe partendo dal basso, da studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori e dalle piazze.

Un conflitto sociale che si è innescato partendo dall’insegnamento della resistenza del popolo palestinese che, con estrema dignità, resiste a un genocidio e alla più disumana repressione, perpetrata dallo stato sionista e terrorista di Israele attraverso le bombe che cadono dal cielo, la totale distruzione, carestia, occupazione illegale, continui e impuniti crimini e violazioni contro l’umanità e apartheid, tutto questo con la complicità del nostro governo e di tutti i governi occidentali neoliberisti.

La riflessione che è emersa dal dibattito finale è quella per cui la stretta repressiva messa in atto dal governo, attraverso i decreti sicurezza, fogli di via e obblighi di firma notificati a militanti e minorenni dei collettivi studenteschi, accuse di terrorismo a intellettuali e personalità che si sono schierate accanto al popolo palestinese come ha fatto Angela, abbiano anche la funzione di sedare un conflitto sociale e di classe che ormai sta crescendo, come testimoniano le milioni di persone che si sono unite alle straordinarie mobilitazioni in piazza di questo autunno per la Palestina e contro le complicità del nostro governo con lo stato sionista di Israele.

Un blocco sociale che si oppone alla guerra interna di una crescente mancanza di prospettive e di una profonda e generalizzata crisi sociale fra contrazione dei salari, aumento del costo della vita, sanità e scuola pubblica sistematicamente definanziate con liste d’attesa che si allungano per le visite specialistiche e scuole che cadono in pezzi, diritto alla casa e all’istruzione messi continuamente in discussione dalla crescente turistifucazione delle città oltre che da trasporti pubblici resi sempre più costosi, inefficienti e inaccessibili.

Un preciso attacco alle classi popolari a cui possiamo rispondere continuando a opporci e mobilitarci, non facendoci intimidire dalla continua stretta repressiva del governo Meloni, scendendo in piazza e per le strade contro politiche antisociali e di austerità che hanno l’obiettivo di normalizzare genocidio, economia di guerra e corsa al riarmo.

Per questo stiamo costruendo una grande manifestazione popolare e nazionale a Roma per sabato 14 marzo, per un NO sociale al referendum contro il governo delle disuguaglianze sociali, della guerra e dell’autoritarismo. Per una battaglia di libertà ed emancipazione collettiva.

Al termine dell’iniziativa c’è stato un rinfresco offerto dalla Statale 590 con offerta libera a sostegno del progetto “Oltre le parole” per continuare a finanziare le opere di ampliamento del campo profughi di Al - Azzeh a Bethlehem in Palestina, simbolicamente gemellata con Betlemme di Chivasso dal 1966 e istituzionalemnete dal 2016. Un progetto di solidarietà concreta che l’amministrazione comunale di centro “sinistra”, sollecitata dalla nostra petizione popolare, presentata lo scorso maggio in consiglio, non è stata in grado di accogliere, o meglio si è rifiutata di sostenere bocciandola all’unanimità per approvare un’ordine del giorno di sola facciata, privo di elementi concreti, che nonostante tutto ancora attendiamo venga messo in atto da Castello, Debernardi e premiata ditta PD, sinistra ecologista che lo avevano proposto

Blocchiamo il governo Meloni!
Palestina libera 🇵🇸

CHIVASSO: NESSUNO SPAZIO PER LA PROPAGANDA RAZZISTA E NEOFASCISTA.Domenica pomeriggio a Chivasso siamo scesi per le vie ...
17/02/2026

CHIVASSO: NESSUNO SPAZIO PER LA PROPAGANDA RAZZISTA E NEOFASCISTA.

Domenica pomeriggio a Chivasso siamo scesi per le vie del centro città unendoci a una spontanea mobilitazione di cittadinə e collettivi del territorio per contestare il banchetto di raccolta firme che propagandava la “Remigrazione”, ovvero la deportazione forzata dei e delle cittadinə straniere.

A protezione del banchetto abbiamo incontrato un massiccio schieramento di forze “dell’ordine” e della Digos del tutto sproporzionato per una piccola cittadina del basso Canavese. Uno schieramento che di domenica pomeriggio ha completamente occupato e monopolizzato la piazza principale del centro cittadino, Piazza della Repubblica, impedendoci di accedere e che aveva l’unico intento di lasciare indisturbata la vergognosa azione di propaganda neofascista da chi avrebbe potuto opporsi e dissentire, con la complicità dell’amministrazione comunale di centro “sinistra” che quello spazio lo ha concesso senza ba***re ciglio.

Come se non bastasse il razzismo istituzionale nei confronti delle persone migranti, tra ostruzionismo e lunghe procedure burocratiche - a tal proposito lo scorso anno a Torino abbiamo assistito a disumane code di donne e uomini al gelo, durate settimane, per non perdere il posto in fila a causa delle limitate aperture dei preposti sportelli della questura per il rilascio del permesso di soggiorno -;

come se non bastasse la precisa volontà politica del governo Meloni, come pure dei precedenti governi a guida centro “sinistra”, di lasciare nell’irregolarità le persone migranti per poterle utilizzare come capro espiatorio di un costruito quanto falso e fomentato senso di insicurezza, da utilizzare come propaganda politica bipartisan indirizzata alla pancia delle masse prima delle diverse tornate elettorali;

come se non bastasse tutto questo, legittimati dall’azione del governo Meloni e dell’ICE a Minneapolis (la nuova Gestapo negli Stati Uniti di Trump), adesso si prova a sdoganare e normalizzare il concetto di deportazione forzata attraverso la fredda e semplicistica invenzione della “remigrazione”, proposta anche da Vannacci e altri nostalgici dell’epilogo di Piazzale Loreto.

Fra i promotori dei banchetti, organizzati qua e là in tutta Italia, spicca il nome di Casa Pound che insieme a quelli di altre organizzazioni neofasciste sono stati legittimati dal governo Meloni e, nel caso di Chivasso, anche dal sindaco Castello e dall’amministrazione comunale di centro “sinistra” che ha vergognosamente concesso gli spazi pubblici nonostante la nostra costituzione antifascista e l’importante ruolo che la città canavesana ha ricoperto nella resistenza con la stesura della Carta di Chivasso nel 1943.

Lo vogliamo dire senza troppi giri di parole, per noi l’unica “remigrazione” possibile è quella nei confronti di fascisti e neofascisti per rispedirli negli spazi che gli competono, ovvero nei pozzi neri, ovunque essi provino a riemergere.

L’unica sicurezza che urge davvero nel nostro paese e in Canavese è la sicurezza sociale, e per giungere a questa delle idee noi le abbiamo. Servirebbero, ad esempio:

• permessi di soggiorno e regolarizzazioni veloci per le persone che già si sono stabilite e che hanno intenzione di rimanere stabilmente nel nostro paese;

• contratti di lavoro regolari;

• un salario minimo di almeno 10 euro lordi l’ora;

• diritto alla casa per tuttə, prezzi degli affitti calmierati e accessibili e un serio piano di edilizia popolare;

• una sanità di presidio territoriale che funzioni davvero;

• una scuola pubblica al riparo dai soffitti che crollano, con insegnati assunti stabilmente, una didattica che formi i giovani al pensiero critico e all’educazione sentimentale;

• trasporti efficienti e accessibili a tuttə.

Serve investire in reali presidi sociali territoriali, non in grandi eventi di facciata, militarizzazione e riarmo.

Antirazzismo è antifascismo.
Ora e sempre resistenza!

CHIVASSO: NESSUNO SPAZIO PER LA PROPAGANDA RAZZISTA E NEOFASCISTA. Oggi a Chivasso siamo scesi per le vie del centro cit...
15/02/2026

CHIVASSO: NESSUNO SPAZIO PER LA PROPAGANDA RAZZISTA E NEOFASCISTA.

Oggi a Chivasso siamo scesi per le vie del centro città unendoci a una spontanea mobilitazione di cittadinə e collettivi del territorio per contestare il banchetto di raccolta firme che propagandava la “Remigrazione”, ovvero la deportazione forzata dei e delle cittadinə straniere.

A protezione del banchetto abbiamo incontrato un massiccio schieramento di forze “dell’ordine” e della Digos del tutto sproporzionato per una piccola cittadina del basso Canavese. Uno schieramento che aveva l’intento di lasciare indisturbata la vergognosa azione di propaganda neofascista.

Come se non bastasse il razzismo istituzionale nei confronti delle persone migranti, tra ostruzionismo e lunghe procedure burocratiche - lo scorso anno a Torino abbiamo assistito a disumane code al gelo, durate settimane, per non perdere il posto in fila a causa delle limitate aperture dei preposti sportelli della questura per il rilascio del permesso di soggiorno -; come se non bastasse la precisa volontà politica del governo Meloni, come pure dei precedenti governi a guida centro “sinistra”, di lasciare nell’irregolarità le persone migranti per poterle utilizzare come capro espiatorio di un costruito e falso senso di insicurezza, da utilizzare come propaganda politica bipartisan indirizzata alla pancia delle masse prima delle diverse tornate elettorali; come se non bastasse tutto questo, legittimati dall’azione del governo Meloni e dell’ICE (la nuova Gestapo negli Stati Uniti di Trump) a Minneapolis, adesso si prova a sdoganare e normalizzare il concetto di deportazione forzata attraverso la fredda e semplicistica invenzione della “remigrazione”, proposta anche da Vannacci e altri nostalgici dell’epilogo di Piazzale Loreto.

Fra i promotori dei banchetti, organizzati qua e là in tutta Italia, spicca il nome di Casa Pound che insieme a quello di altre organizzazioni neofasciste sono stati legittimati dal governo Meloni e, nel caso di Chivasso, anche dal sindaco Castello e dall’amministrazione comunale di centro “sinistra” che ha vergognosamente concesso gli spazi pubblici nonostante la nostra costituzione antifascista e l’importante ruolo che ha ricoperto la resistenza con la stesura della Carta di Chivasso nel 1943.

Lo vogliamo dire senza troppi giri di parole, per noi l’unica “remigrazione” possibile è quella nei confronti di fascisti e neofascisti per rispedirli negli spazi che gli competono, ovvero nei pozzi neri, ovunque essi provino a riemergere.

L’unica sicurezza che urge davvero nel nostro paese e in Canavese è la sicurezza sociale: permessi di soggiorno e regolarizzazioni veloci, lavoro regolare, salario minimo, casa per tuttə, sanità, scuola pubblica e trasporti efficienti. Serve investire in reali presidi sociali territoriali, non in grandi eventi di facciata, militarizzazione e riarmo.

Antirazzismo è antifascismo.
Ora e sempre resistenza!

Pap! Chivasso Canavese ha organizzato una contestazione contro il banchetto di raccolta firme che propone la “Remigrazione”. Sta accadendo in questi minuti (ore 15 di domenica 15 febbraio 2026) a Chivasso. Contestazione contro il banchetto di raccolta firme che propone la “Remigrazione” Pote...

03/02/2026

NOI IN PIAZZA IERI A TORINO C'ERAVAMO
ECCO QUELLO CHE ABBIAMO VISTO

Abbiamo visto un corteo enorme di 50mila persone, di cui molte del quartiere Vanchiglia, famiglie con bambini, lavoratori e lavoratrici, tantissimi e tantissime giovani (sì, giovani, proprio quelli di cui ci si lamenta che non partecipano mai e che ieri sono scesi in tantissimi in piazza).

Un corteo di 50mila persone in una qualsiasi normale democrazia sarebbero un fatto politico di cui discutere. Ma evidentemente non è così: il Governo, con il beneplacito di una opposizione mediatica e politica INCONSISTENTE, vuole che ci concentriamo su un frammento della giornata di ieri – ossia un momento specifico di uno scontro di piazza – pur di stravolgerne completamente la lettura e il senso.

In una normale democrazia, il giorno dopo dovremmo chiederci tutte e tutti: perché quelle 50mila persone sono scese in piazza?

Sicuramente per difendere una storia, perché Askatasuna è tante cose diverse: una comunità di compagni e compagne, radicata nel territorio torinese, che si organizza per rivendicare diritti; una grande varietà di attività sociali (il doposcuola, la palestra, la possibilità di vivere uno spazio dove non paghi 7 euro seduto a un tavolino per un caffè). Insomma, per difendere la bellezza di un vero centro sociale.

Erano in piazza per difendere la nostra dignità. Perché il genocidio a Gaza continua con la nostra complicità, senza che si interrompano le collaborazioni con Israele; perché si continua a morire sul lavoro e ad essere pagati con salari da fame; perché continuano i femminicidi; perché continua ad essere insostenibile l'affitto e la speculazione su beni essenziali ed aumentano le difficoltà di tanti che non sono "figli di" in questo paese.

Di tutte queste ragioni, nei tweet dei politici, nei titoli e negli editoriali apparsi nelle pagine della stampa italiana, tranne rarissime eccezioni, non c’è traccia.

Certo, abbiamo visto la violenza: abbiamo visto persone schedate all'arrivo durante il tragitto, impedite nel loro diritto a manifestare coi fogli di via. Persone costrette a scappare per i lacrimogeni sparati ad altezza uomo, malmenate con numerose manganellate alla schiena. Abbiamo visto, dal giorno dello sgombero di Askatasuna, il 18 dicembre, un quartiere militarizzato, con scuole chiuse e posti di blocco. Abbiamo visto la ricerca spasmodica, da parte del Ministero dell'Interno, dello scontro. E verrebbe da chiedersi: c'era davvero bisogno di spendere tutti quei soldi pubblici per mettere mille agenti a difendere un immobile vuoto? Non ci sarebbero altre priorità per Torino?

Purtroppo la domanda è retorica, perché è chiaro lo scopo del governo Meloni a cui anche l'opposizione di centrosinistra si sta prestando: deviare l'attenzione dai veri problemi del paese e dalle vere ragioni della piazza per alimentare la propria agenda politica, la riforma della magistratura, il nuovo decreto sicurezza, una finanziaria che non mette soldi su nulla, mentre il paese cade letteralmente a pezzi come abbiamo visto a Niscemi.

Non facciamoci ipnotizzare: non fissiamoci su un frammento perdendo di vista la grande partecipazione di piazza di ieri. C'è un pezzo di paese che non accetta la chiusura di spazi di democrazia e di partecipazione popolare che vorrebbero imporci. Sta a noi far sì che non si disperda. Sta a noi dargli voce, organizzazione, programma.

Il nostro ultimo comunicato sulla vicenda della chiusura del dormitorio riportato dalla stampa locale.Qui su Prima Chiva...
31/12/2025

Il nostro ultimo comunicato sulla vicenda della chiusura del dormitorio riportato dalla stampa locale.

Qui su Prima Chivasso

“A proposito di rapidità. Ripida Incredibile il risultato che la pressione popolare dal basso è riuscita a ottenere”. Dicono da Potere al Popolo che ha seguito molto da vicino la vicenda della chiusura del dormitorio. Dormitorio di Chivasso: “10 mesi di silenzio, 2 ore di pressione popolare ...

CHIVASSO: LA PRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE HA COSTRETTO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E IL SINDACO PD CLAUDIO CAST...
31/12/2025

CHIVASSO: LA PRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE HA COSTRETTO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E IL SINDACO PD CLAUDIO CASTELLO A TROVARE UNA SOLUZIONE IN EXTREMIS

A proposito di rapidità. Ripida

Incredibile il risultato che la pressione popolare dal basso è riuscita a ottenere.

Dopo 10 mesi di completa assenza di prospettive, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Claudio Castello, in due ore, sotto la pressione mediatica e della mobilitazione popolare, è riuscita a trovare una soluzione d’emergenza che comunque rimane provvisoria e di sola circostanza. Un’emergenza determinata dall’immobilismo e dal menefreghismo di questa giunta verso gli ultimi, un’emergenza che permane e creatasi per una precisa volontà politica, quella di chiudere il dormitorio, sperando che nessuno se ne accorgesse, a parte le persone senza fissa dimora.

È evidente che a Chivasso mancano e servono con urgenza soluzioni strutturali e adeguate, non annunci e rattoppamenti per salvare quel poco di consenso che è rimasto e consentire a un’amministrazione piena di contraddizioni e paradossi, dentro l’armadio e all’orizzonte, di mantenere alleanze di potere.

Questa vicenda sta dimostrando che il vero potere è quello popolare. In soli due giorni, dopo 10 mesi di silenzio, certezze di chiusure e assenza di prospettive dignitose solo un’insopportabile e destabilizzante pressione dal basso ha permesso di ottenere una soluzione, per l’ennesima volta paradossale, e incredibilmente rapida per quanto del tutto precaria.

La chiusura era stata comunicata formalmente agli interessati nel giorno di Natale dall’assessora al Welfare e politiche sociali Cristina Varetto (portando cari e calorosi auguri), che senza giri di parole aveva informato gli stessi sulle responsabilità in caso di resistenza allo sgombero del dormitorio. Questo è sufficiente per dimostrare che il piano B non esisteva e non esiste, il sindaco Castello si è semplicemente prodigato per trovare rifugio, prima di tutto per lui, dalla forza della valanga di indignazione cittadina, collettiva e popolare.

Da questa sera le 5 persone senza fissa dimora verranno provvisoriamente sistemate presso i locali comunali di Via Paleologi.

Attendiamo una relazione pubblica che preveda soluzioni strutturali e vigileremo come sempre, senza alcun compromesso di potere, sull’effettiva attuazione della soluzione emergenziale uscita dal cilindro del cappello.

Siamo insorti e insorgeremo ancora!

CHIVASSO: LA PRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE HA COSTRETTO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E IL SINDACO PD CLAUDIO CAST...
31/12/2025

CHIVASSO: LA PRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE HA COSTRETTO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E IL SINDACO PD CLAUDIO CASTELLO A TROVARE UNA SOLUZIONE IN EXTREMIS

A proposito di rapidità. Ripida

Incredibile il risultato che la pressione popolare dal basso è riuscita a ottenere.

Dopo 10 mesi di completa assenza di prospettive, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Claudio Castello, in due ore, sotto la pressione mediatica e della mobilitazione popolare, è riuscita a trovare una soluzione d’emergenza che comunque rimane provvisoria e di sola circostanza. Un’emergenza determinata dall’immobilismo e dal menefreghismo di questa giunta verso gli ultimi, un’emergenza che permane e creatasi per una precisa volontà politica, quella di chiudere il dormitorio, sperando che nessuno se ne accorgesse, a parte le persone senza fissa dimora.

È evidente che a Chivasso mancano e servono con urgenza soluzioni strutturali e adeguate, non annunci e rattoppamenti per salvare quel poco di consenso che è rimasto e consentire a un’amministrazione piena di contraddizioni e paradossi, dentro l’armadio e all’orizzonte, di mantenere alleanze di potere.

Questa vicenda sta dimostrando che il vero potere è quello popolare. In soli due giorni, dopo 10 mesi di silenzio, certezze di chiusure e assenza di prospettive dignitose solo un’insopportabile e destabilizzante pressione dal basso ha permesso di ottenere una soluzione, per l’ennesima volta paradossale, e incredibilmente rapida per quanto del tutto precaria.

La chiusura era stata comunicata formalmente agli interessati nel giorno di Natale dall’assessora al Welfare e politiche sociali Cristina Varetto (portando cari e calorosi auguri), che senza giri di parole aveva informato gli stessi sulle responsabilità in caso di resistenza allo sgombero del dormitorio. Questo è sufficiente per dimostrare che il piano B non esisteva e non esiste, il sindaco Castello si è semplicemente prodigato per trovare rifugio, prima di tutto per lui, dalla forza della valanga di indignazione cittadina, collettiva e popolare.

Da questa sera le 5 persone senza fissa dimora verranno provvisoriamente sistemate presso i locali comunali di Via Paleologi.

Attendiamo una relazione pubblica che preveda soluzioni strutturali e vigileremo come sempre, senza alcun compromesso di potere, sull’effettiva attuazione della soluzione emergenziale uscita dal cilindro del cappello.

Siamo insorti e insorgeremo ancora!

I senzatetto saranno accolti in un alloggio al Centro Incontro Anziani di via Paleologi

Address


Alerts

Be the first to know and let us send you an email when Potere al Popolo Canavese posts news and promotions. Your email address will not be used for any other purpose, and you can unsubscribe at any time.

  • Want your organization to be the top-listed Government Service?

Share