22/02/2026
QUALCHE OSSERVAZIONE DALL’INIZIATIVA “LA PALESTINA E NOI: SGUARDI SU LETTERATURE, REPRESSIONE E RESISTENZE”.
Oggi siamo stati all’iniziativa organizzata a Chivasso dal collettivo Statale 590 in cui, insieme ad Angela Lano, giornalista e scrittrice, recentemente colpita da infondate accuse di terrorismo, in una sala piena di persone si è parlato di letterratura, repressione e forme possibili di resistenza in un contesto sociale in cui si sta cercando di ricostruire un conflitto sociale e di classe partendo dal basso, da studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori e dalle piazze.
Un conflitto sociale che si è innescato partendo dall’insegnamento della resistenza del popolo palestinese che, con estrema dignità, resiste a un genocidio e alla più disumana repressione, perpetrata dallo stato sionista e terrorista di Israele attraverso le bombe che cadono dal cielo, la totale distruzione, carestia, occupazione illegale, continui e impuniti crimini e violazioni contro l’umanità e apartheid, tutto questo con la complicità del nostro governo e di tutti i governi occidentali neoliberisti.
La riflessione che è emersa dal dibattito finale è quella per cui la stretta repressiva messa in atto dal governo, attraverso i decreti sicurezza, fogli di via e obblighi di firma notificati a militanti e minorenni dei collettivi studenteschi, accuse di terrorismo a intellettuali e personalità che si sono schierate accanto al popolo palestinese come ha fatto Angela, abbiano anche la funzione di sedare un conflitto sociale e di classe che ormai sta crescendo, come testimoniano le milioni di persone che si sono unite alle straordinarie mobilitazioni in piazza di questo autunno per la Palestina e contro le complicità del nostro governo con lo stato sionista di Israele.
Un blocco sociale che si oppone alla guerra interna di una crescente mancanza di prospettive e di una profonda e generalizzata crisi sociale fra contrazione dei salari, aumento del costo della vita, sanità e scuola pubblica sistematicamente definanziate con liste d’attesa che si allungano per le visite specialistiche e scuole che cadono in pezzi, diritto alla casa e all’istruzione messi continuamente in discussione dalla crescente turistifucazione delle città oltre che da trasporti pubblici resi sempre più costosi, inefficienti e inaccessibili.
Un preciso attacco alle classi popolari a cui possiamo rispondere continuando a opporci e mobilitarci, non facendoci intimidire dalla continua stretta repressiva del governo Meloni, scendendo in piazza e per le strade contro politiche antisociali e di austerità che hanno l’obiettivo di normalizzare genocidio, economia di guerra e corsa al riarmo.
Per questo stiamo costruendo una grande manifestazione popolare e nazionale a Roma per sabato 14 marzo, per un NO sociale al referendum contro il governo delle disuguaglianze sociali, della guerra e dell’autoritarismo. Per una battaglia di libertà ed emancipazione collettiva.
Al termine dell’iniziativa c’è stato un rinfresco offerto dalla Statale 590 con offerta libera a sostegno del progetto “Oltre le parole” per continuare a finanziare le opere di ampliamento del campo profughi di Al - Azzeh a Bethlehem in Palestina, simbolicamente gemellata con Betlemme di Chivasso dal 1966 e istituzionalemnete dal 2016. Un progetto di solidarietà concreta che l’amministrazione comunale di centro “sinistra”, sollecitata dalla nostra petizione popolare, presentata lo scorso maggio in consiglio, non è stata in grado di accogliere, o meglio si è rifiutata di sostenere bocciandola all’unanimità per approvare un’ordine del giorno di sola facciata, privo di elementi concreti, che nonostante tutto ancora attendiamo venga messo in atto da Castello, Debernardi e premiata ditta PD, sinistra ecologista che lo avevano proposto
Blocchiamo il governo Meloni!
Palestina libera 🇵🇸