MGII prov. di Chieti

MGII prov. di Chieti Movimento Giovanile Italia agli Italiani 🇮🇹

Lo scorso 2 maggio, a Chieti, si è tenuto il cosiddetto "Congresso delle Idee" organizzato dal PD a sostegno del candida...
08/05/2026

Lo scorso 2 maggio, a Chieti, si è tenuto il cosiddetto "Congresso delle Idee" organizzato dal PD a sostegno del candidato Giovanni Legnigni, con la partecipazione della segretaria nazionale Elly Schlein. A destare il nostro scalpore è stata una fotografia che ritrae la segretaria Schlein in posa sorridente insieme a tre esponenti della sinistra vastese, tra cui l'assessore Paola Cianci, il consigliere Francesco Del Viscio, il Segretario dei Giovani Democratici del Vastese Mario Testa e l'ex candidato alla lista Sinistra per Vasto, Lorenzo Antonellini, lo stesso ragazzo che nel settembre 2025 suscitò clamore nazionale per aver indossato una maglia inneggiante alle Brigate Rosse.

È inaccettabile che esponenti vastesi del Partito Democratico e dei Giovani Democratici abbiano posato consapevolmente accanto a questo individuo, a soli otto mesi dallo scandalo e nonostante la formale dissociazione pubblica del segretario regionale dei GD, Saverio Gileno, che in quella circostanza aveva richiesto la rimozione delle immagini dai social del partito e dichiarato: "Ci dissociamo dal gesto (...) prenderemo provvedimenti negli organi del partito". Quella indignazione, evidentemente, è rimasta lettera morta. Non si è trattato di un semplice incontro casuale tra centinaia di partecipanti, ma di una fotografia di gruppo in posa, con sei persone sorridenti che è una scelta consapevole, non un caso fortuito. Se la segretaria Schlein può non essere ritenuta pienamente responsabile (considerando la scarsa conoscenza delle dinamiche locali vastesi) lo stesso non può dirsi per i dirigenti e amministratori locali presenti nella foto, che ben conoscevano la vicenda e hanno scelto deliberatamente di riabilitare e posare pubblicamente accanto ad Antonellini.

Però questa fotografia rivela anche la clamorosa incoerenza del PD e dell'on. Schlein. Infatti, solo un mese prima, ad aprile 2026, la segretaria aveva sferrato un attacco strumentale nei confronti di FdI e della Premier Giorgia Meloni, a seguito della pubblicazione, da parte del Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, di una fotografia scattata con un pentito ben sette anni prima. La dichiarazione rilasciata a Repubblica dalla segretaria Schlein recitava: "Rapporti strutturali tra membri di FdI e clan, Meloni chiarisca". Ebbene, rivolgiamo alla segretaria la medesima richiesta: chiarisca i rapporti tra il PD e i GD con ambienti riconducibili all'estrema sinistra (come la band produttrice della suddetta maglietta e non solo). Perché, come ha affermato lei stessa, qui il punto non sono i selfie casuali, ma quanto sta emergendo, ovvero il vero volto dei Giovani Democratici e di un PD sempre più incline verso una sinistra “buia” che credevamo scomparsa.

Come MGII Chieti, esigiamo chiarimenti sui provvedimenti promessi e mai adottati nei confronti di Antonellini, e che la segretaria Schlein, così come ha sempre preteso da qualsiasi esponente della destra, fornisca spiegazioni riguardo a questa inaccettabile riabilitazione di un membro dei GD che ha oltraggiato la memoria di centinaia di vittime delle BR e del terrorismo rosso negli anni '70 e '80.

Sacchetti Nicola e Romano Nicolas, responsabili locali MGII Chieti

"ATLANTISMO È SOVRANITÀPensare all’Occidente mi riporta inevitabilmente a un concetto geopolitico nato nel dopoguerra; u...
22/04/2026

"ATLANTISMO È SOVRANITÀ

Pensare all’Occidente mi riporta inevitabilmente a un concetto geopolitico nato nel dopoguerra; un’Europa divisa in due blocchi contrapposti, quello orientale comunista e quello occidentale di stampo semi liberale, ribattezzato “Atlantico”. Sotto quest'ultima sfera, il dominio americano era ed è inevitabile. E specialmente per noi italiani, sconfitti sul campo nella 2° guerra mondiale, la cooperazione con Washington non fu solo necessaria, fu il punto fermo di ogni esecutivo, da De Gasperi in poi.

Per ottant’anni gli Stati Uniti hanno pagato un conto salato per garantire la nostra sicurezza e la nostra prosperità. Oggi quel dominio sta svanendo. L’America guarda sempre più a se stessa, e persino i suoi presidenti si dichiarano apertamente anti-atlantisti. Quel legame non è più automatico.

Sarebbe però un errore madornale (e scioccamente egocentrico) credere che per l’Europa sia conveniente liberarsi completamente dell'alleanza con gli americani, sia commerciale che difensiva. La storia recente ci ha insegnato una verità scomoda, da soli tendiamo a gettarci tra le braccia del primo offerente. Prima della guerra in Ucraina ci siamo venduti alla Russia per il gas. Sotto il governo Conte l’Italia ha flirtato con la Cina attraverso la Via della Seta. E quindi in sintesi: non siamo ancora pronti a camminare da soli.

Un approccio pragmatico impone una domanda semplice; oggi esistono tre grandi blocchi Russia, Cina, Stati Uniti. Qual è il più conveniente per noi? Per affinità culturale, valori condivisi e interesse strategico la risposta è l’America. E per ironia della sorte, in questo nuovo millennio è anche il meno imperialista dei tre. Per questo il futuro dell’Europa, culla della civiltà occidentale, passa necessariamente attraverso l'Atlantismo, un
Atlantismo che però non significa e non deve essere confuso con il servilismo.

Ma perché funzioni, l’Europa deve smettere di comportarsi come una potenza minore e pretendere di essere trattata da pari. Ciò richiede tre cose che oggi ci mancano: una potenza militare credibile, una volontà politica ferrea e il coraggio di imporsi. Basta con il buonismo. Basta con l’illusione che la diplomazia "morbida" basti, in un mondo che sta ridefinendo i suoi equilibri con la forza.

Questa non è più l’era delle condanne e delle buone maniere. È l’era del cambiamento dei vertici mondiali e se vogliamo sederci al tavolo delle super potenze, e non come spettatori, dobbiamo anche lavorare fianco a fianco con i nostri “figli d’oltreoceano”, gli americani. E il primo banco di prova è proprio qui, adesso, difendere l’Ucraina. E domani difendere Taiwan (se necessario), significherà difendere l’ordine che ci ha permesso di prosperare. Tutto ciò sarà possibile solo quando l’Europa imparerà a farsi temere."

Scritto da Nicola Sacchetti

"Nella giornata di oggi si è tenuto a Milano il Remigration Summit dei Patrioti per l’Europa (PfE), una manifestazione d...
18/04/2026

"Nella giornata di oggi si è tenuto a Milano il Remigration Summit dei Patrioti per l’Europa (PfE), una manifestazione di scala europea per chiedere la difesa dei confini, il contrasto all’immigrazione clandestina e, soprattutto, la riconquista della sovranità sulle nostre patrie. Organizzata dalla Lega insieme ai Patrioti Europei, l’evento ha visto la partecipazione di ospiti internazionali di primo piano come Matteo Salvini, Jordan Bardella e Viktor Orbán (e altri esponenti del gruppo europeo). Nonostante le banali e poco efficaci critiche sul numero di partecipanti, questa piazza ha infuso nei cuori e nelle menti di tanti un messaggio chiaro, la remigrazione non può rimanere uno slogan, ma deve diventare un chiodo fisso nell’agenda del centrodestra. L’immigrazione di massa resta un problema concreto, sia per la sicurezza delle nostre città, sia per l’identità culturale del Paese e sia per le tasche degli italiani. La favoletta secondo cui “gli immigrati ci pagheranno le pensioni” è stata smentita dai fatti, chi arriva come irregolare o rifugiato, non versa contributi regolari per anni e difficilmente risolverà il nostro debito pensionistico.

Di conseguenza non resta che alzare la testa, nelle piazze come nelle istituzioni, e gridare che è ora di tornare padroni a casa nostra. L’Italia non deve essere “accogliente” a ogni costo, ma integrante; offrire strumenti reali di integrazione, a partire da quella culturale, per poi passare a quella economica e sociale. Chi non vuole o non può conformarsi ai valori e alle regole della nostra civiltà deve andarsene. Per questo serve la remigrazione, non per odio, ma per evitare il collasso della nostra società e civiltà.

A contrapporsi alla manifestazione c’erano, come prevedibile, centri sociali, antifa e cortei di protesta. Ma l’ospite più inaspettato è arrivato dal centrodestra, dirigenti di Forza Italia hanno organizzato un sit-in di contromanifestazione all’Arco della Pace (“Con coraggio – L’Italia che vuole essere raccontata”), con la presenza di Amir Atrous (responsabile dipartimento immigrazione di FI Milano), Simohamed Kaabour (consigliere comunale di Genova) e Abdullah Badinjki (assessore a Paullo). Tajani ha preso le distanze, ma il segnale politico è grave. Qui non basta “prendere le distanze”, Tajani dovrebbe rimuovere immediatamente chi, all’interno del partito, organizza iniziative che si pongono oggettivamente contro gli alleati di governo su un tema così sensibile per rispetto degli alleati."

Scritto da Nicola Sacchetti

15/04/2026

Cari amici ambientalisti, non fatevi intimorire da Menna e al centrosinistra falsamente ambientalista e approfittatore!

Associazione ForumAmbientalista e Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua non meritate un trattamento del genere!

14/04/2026

Dai sindaco, dai CSX... un po' di umiltà! Non si può essere perfetti!

Indirizzo

Chieti

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando MGII prov. di Chieti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi