13/06/2026
Una giornata per i libri. E per le persone.
Ieri Chiaromonte ha dedicato un pomeriggio intenso al valore del libro — non come oggetto, ma come strumento vivo di crescita, cura e partecipazione. Nella Sala Consiliare del Comune, moderati dalla giornalista Beatrice Volpe, ci siamo ritrovati a ragionare insieme su cosa significhi davvero leggere, e perché una comunità non possa farne a meno.
Il convegno ha aperto una riflessione profonda e inaspettata: il libro come cura. A portarla sono state la dott.ssa Rosa Trabace, responsabile del Centro dei Disturbi del Comportamento Alimentare, la dott.ssa Simona Ricciardi, psicologa del Centro di Riabilitazione Alcologica, e la dott.ssa Rosalia Abitante, responsabile del Centro Early Start per l’autismo. Esperienze diverse, accomunate da una consapevolezza comune: che la cultura e la lettura possano essere un sostegno reale nei percorsi di benessere e inclusione.
Si è poi entrati nel vivo del progetto “Un libro, una vita di scorta” e della candidatura di Chiaromonte a Capitale Italiana del Libro 2027, presentati da Annalisa Percoco (Vice Presidente Confcooperative Basilicata), Lucia Surano (Maecenatis) e Arch. Beniamin Contini (Soc. Coop. Impresa Sociale Culturale e Creativa) — un percorso condiviso, frutto di un lavoro collettivo che guarda lontano.
Rosa Ciminelli, volontaria civica della biblioteca, ha raccontato dall’interno il cammino che ha portato la biblioteca comunale a diventare un luogo vissuto, animato e in crescita.
È stata poi la volta dei nuovi servizi della biblioteca digitale MLOL – MediaLibraryOnLine: prestito digitale di ebook, modalità di accesso, dimostrazione pratica della piattaforma — presentati nell’ambito del Bando Città che Legge 2024.
Antonella Cuppari del Consorzio Consolida ha infine condotto una riflessione sulla narrazione come pratica sociale di cura, ascolto e voce collettiva.
Il momento più emozionante è stato l’inaugurazione della stanza tematica della biblioteca, arricchita dall’opera della nostra concittadina Rossella Amendolara. Un murale che racconta per immagini ciò che le parole faticano a dire: libri che diventano rami, rami che diventano albero, e in alto — scritta a mano come una dedica — la voce di Marguerite Yourcenar:
«Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.»
Grazie, Rossella, per aver messo il tuo talento al servizio della comunità. E per aver scelto le parole giuste.
La giornata si è chiusa con l’inaugurazione della Bibò, la piccola biblioteca di comunità all’aperto presso la Villetta — uno spazio libero e condiviso dove i libri non finiscono, ma continuano il loro viaggio tra le persone. E con la promessa di tornare, in estate, per i laboratori di scrittura e lettura.
Grazie ai relatori, ai Volontari Civici e a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata.
Perché una comunità che investe nella cultura investe nelle persone. E nel proprio futuro.