13/05/2026
CESENA-L'Italia stanzierà altri tredici miliardi di euro per armare ulteriormente l'Ucraina. Non è più una situazione né razionale né tollerabile.
L'imperativo, secondo noi, è uno soltanto: investire i soldi destinati agli armamenti in sanità e istruzione.
Si metta fine, una volta per sempre, alla partecipazione alla guerra per procura contro la Federazione Russa.
Ogni anno, quasi quattrocentomila cittadini italiani si ammalano di tumore: costoro devono fare i conti con lunghissime liste di attesa per visite specifiche ed importanti.
Ben che vada, tra una visita e l'altra, trascorrono mesi, diversamente anche anni.
Mancano dottori ed infermieri: per ottenere un controllo presso il proprio medico di base, le tempistiche di attesa si aggirano intorno alle tre settimane.
Tale situazione non è uno spaccato di chissà quale remota provincia italiana, ma è quanto accade nella nostra città, Cesena, ove i medici di base, sempre più oberati di lavoro, scarseggiano.
Sono sempre più numerosi, peraltro, gli italiani che si indebitano per fare fronte alle ingenti spese delle cure mediche. È a loro che bisogna dare delle risposte e delle eque soluzioni.
Di fronte ad una situazione gravissima, il Governo italiano, sostenuto, in questo caso, da una finta opposizione di centro-sinistra, perpetua il mantra secondo cui sostenere l'Ucraina è giusto e doveroso.
Così non è, poiché, è bene dirlo, parte di quei tredici miliardi sottratti ai cittadini italiani andranno a foraggiare battaglioni manifestamente filonazisti, come il famoso "battaglione Azov".
Quei soldi potrebbero essere investiti in maniera decisamente più consona rispetto alle esigenze del Paese.
Lo dico senza infingimenti: che siano i vari esponenti del PD pro Ucraina e i vari epigoni di Calenda ad arruolarsi e a partire per il fronte.
La guerra della Nato contro la Federazione Russa serve unicamente ad aumentare il numero dei morti caduti sul fronte ucraino.
Il sangue della gioventù ucraina è impresso sulle mani di chi la manda a morire lungo la linea di contatto e di chi, imperterrito, continua a inviare al Governo ucraino soldi e armi.
Le sanzioni alla Russia devono essere rimosse quanto prima, la Russia non è il nemico degli italiani e degli europei più in generale.
Le risorse disponibili devono essere impiegate per garantire una maggiore giustizia sociale e per i bisogni dei comuni cittadini, i quali devono fare i conti con una quotidianità assai complessa.
Jacopo Rinaldini