14/09/2026
IL PADRE PADRONE VUOL RIPRENDERE LA SCENA?
La figura paterna, sembra ormai chiaro, ha assunto nuove caratteristiche: più che a un padre autoritario oggi ci troviamo più spesso al cospetto di un padre accuditivo, che nei confronti del figlio assume prevalentemente un atteggiamento tutelante. Forse l’“evaporazione del padre” – così la definiva Jacques Lacan - era soltanto una tappa necessaria per aprire la via a questa nuova tipologia di genitore, caratterizzata da una maschilità meno violenta e competitiva e dotata invece di un linguaggio tenero e affettuoso. Almeno ce lo auguriamo, perché le nuove generazioni vedranno sopraggiungere un padre più pronto ad offrire relazioni affettive, piuttosto che a imporre, in maniera autoritaria, delle regole considerate semplicemente indiscutibili. E forse si comincerà a provare stima del padre proprio per queste sue nuove qualità.
Naturalmente non possiamo nasconderci che il cambio di tendenza deve fare i conti con una cultura che è sempre a rischio di ricadute. Basta osservare con attenzione il messaggio veicolato da certi politici, che vuol essere quello del padre forte, severo e giusto, cioè, strizzando l’occhio, militaresco – legge e ordine, insomma, e quella rigidità che cerca di intimorire per dissuadere dall’infrazione della regola, invece della responsabilità di prevenire e prendersi cura. Purtroppo è una matrice culturale ancora ben presente nel nostro Paese, la cui Costituzione è nata grazie a chi ha avuto il coraggio di combattere il fascismo ma che tuttavia è anche il Paese che del fascismo è stato l’imperdonabile e colpevole inventore.
Non dobbiamo mascherarci che l’idea di mettersi nelle mani di una figura di capo-padrone piace a molti, dà sicurezza, promette uno stile di vita con meno incertezze e più semplificazioni, soprattutto vuole convincerci con la garanzia che ci risparmieremo la faticosa responsabilità individuale nelle scelte e nell’agire. Penserà a tutto lui, a noi basterà ubbidire e le cose procederanno per il verso giusto. Dietro alla figura del capo l’archetipo è ancora, ovviamente, quello del padre autoritario. Abbassare la guardia rispetto a questa possibilità sempre presente causerebbe un enorme passo indietro, deleterio, sia dal punto di vista della libertà che della dignità umana. Insomma, da una parte esistono i processi di ascolto e di cura, dall’altra il pugno di ferro, che non è lo stesso per tutti e che sicuramente non è mai rivolto a chi ne canta le lodi. Chi ama la nostra Costituzione e ha davvero rispetto del prossimo sa da che parte stare. Ben vengano dunque i nuovi padri e la loro autorevolezza di qualità diversa, affettuosa e meno violenta - evaporino definitivamente gli autoritari e il loro machismo da casermaccia. Soprattutto quelli che vogliono riprendere la scena, e che, purtroppo, la stanno riguadagnando.