18/06/2026
DISCRIMINAZIONE DI GENERE
In un film del lontano 1977, “Berlinguer ti voglio bene” con protagonista Roberto Benigni, c’è una scena che è diventata un cult, almeno per quelli fra noi non più così giovani. Due ragazze provano a introdurre un dibattito alla Casa del Popolo, “una chiacchierata sui problemi della donna,” ma il primo intervento dal pubblico è questo: “Scusi… io ho seguito un po’ la questione… la donna ‘ncazzata e via e via e via… ma ‘nsomma… la donna, la donna, la donna… o l’omo?”. Certo, erano altri tempi… Ora abbiamo imparato che le cose si sono fatte ancora più complesse e la disparità di genere propriamente intesa non riguarda solo le donne, o il sempre invadente “omo”. Sebbene il dibattito pubblico si concentri spesso sulle disuguaglianze e sugli ostacoli subiti dal genere femminile – che restano comunque i più presenti, almeno come grandi numeri – il concetto racchiude tutte le forme di disparità basate sul genere che colpiscono qualsiasi individuo.
Il fenomeno della disparità di genere, così, si estende su più fronti. A partire da quello delle donne e delle ragazze, che subiscono storicamente discriminazioni sistemiche, disparità salariale (gender pay gap), un carico sproporzionato nel lavoro di cura familiare e una maggiore vulnerabilità alla violenza di genere. Ma anche il fronte di uomini e dei ragazzi, che possono subire pressioni sociali e culturali (ad esempio, l'aspettativa di dover essere sempre forti o l'impossibilità di esprimere le proprie emozioni liberamente), subire svantaggi legati all'affidamento dei figli dopo le separazioni, o affrontare tassi più alti di infortuni sul lavoro. Così, anche il fronte delle persone non binarie e LGBTQIA+, che affrontano frequenti discriminazioni nell'accesso ai servizi, nel mondo del lavoro e sono spesso soggette a violenza e marginalizzazione a causa di identità di genere non conformi alle aspettative sociali.
Tutto questo deve farci riflettere su un aspetto fondamentale. L’ampio ventaglio discriminatorio non può che essere combattuto in tutte le sue forme, proprio perché l’accesso senza ostacoli della diversità nei processi lavorativi e nelle relazioni di vita in generale rappresenta il fattore più importante del progresso sociale e della nostra compiuta umanità. Non ci sono dunque scorciatoie: ogni azione in direzione la lotta alla discriminazione di genere è “assolutamente” importante e sempre più necessario.