04/10/2022
🏅 La Soprintendenza è lieta di condividere la notizia dell'assegnazione del premio 𝗡𝗼𝗯𝗲𝗹 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟮 allo svedese 𝗦𝘃𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗣𝗮̈𝗮̈𝗯𝗼 per le sue scoperte sul genoma degli ominidi, grazie al quale è stato possibile inaugurare un nuovo campo di ricerca, la 𝗽𝗮𝗹𝗲𝗼𝗴𝗲𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮.
💀 Il nostro Istituto, che si occupa della tutela del noto Uomo di Altamura, uno tra i più conservati e antichi Neanderthal al mondo, è particolarmente riconoscente al lavoro svolto dallo studioso, in quanto a lui si deve l’analisi del Dna della specie Homo Neanderthalensis e dei suoi incroci genetici con Homo Sapiens, analisi che hanno consentito di gettare nuova luce sull’evoluzione umana e di individuare geni neanderthaliani in molte popolazioni attuali.
Nel 1999 Pääbo ha fondato l'Istituto Max Planck per l'Antropologia evoluzionistica a Lipsia, portando per la prima volta la genetica nel campo paleoantropologico e contribuendo quindi alla ridefinizione della nostra stessa storia biologica.
🤝 Questa Soprintendenza, in un'ottica di ricerca condivisa sui resti umani antichi, dal 2020 ha in essere una collaborazione internazionale per l'analisi del DNA delle popolazioni neolitiche adriatiche, che vede come attori della ricerca lo stesso Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia -diretto da Pääbo e ad oggi uno dei maggiori centri di ricerca sul DNA antico a livello mondiale-, Max Planck Institute for the Science of Human History in Jena, Standford University, University of Harvard, University of Vienna, Sapienza Università di Roma, Università di Firenze, Università di Bologna, Università di Foggia e numerosi enti del Ministero della Cultura.