13/08/2023
La melissa
Famiglia: Labiate
Pianta: erbacea, perenne, alta fino a 80 cm
Fusto: Ogni pianta porta fin dalla base numerosi culti ramificati, a sezione quadra angolare Foglie: opposte, ovali o ellittiche, provviste di picciolo, rugose, hanno la superficie reticolata; di colore verde brillante, sono ricche di ghiandole contenenti olio essenziale.
Fiori: piccoli, con corolla a tubo di colore bianco o leggermente rosato, raccolti a ciuffi all’ascella delle foglie. Compaiono in estate
Frutti: (acheni) piccoli, rotondi e di colore bruno
Dove nasce e come si coltiva: pianta molto comune, nasce nei prati e nei pascoli umidi, lungo le siepi e sui ruderi fino a 1800 m di altitudine. Si riproduce per divisione de cespi in primavera o in autunno, oppure seminandola direttamente in terreno fresco, umido e ricco di humus.
Parti da utilizzare: le foglie e le sommità fiorite.
Quando si raccoglie: le foglie da utilizzare fresche in estate, quelle per la conservazione prima della fioritura; le sommità fiorite in estate.
Come si conserva: le foglie, private del picciolo, si essiccano rapidamente all’ombra e si conservano in recipienti ben chiusi. Le sommità fiorite si raccolgono tagliando i fusti e legandoli in mazzi che si lasciano essiccare capovolti all’ombra in posto ventilato; quindi si conservano in barattoli.
Una pianta che “dispone la mente e il cuore all’allegria”
L’origine della parola melissa risale alla radice indoeuropea mel, dalla quale derivano termini come miele e idromele: parole che stanno a indicare la dolcezza e la sacralità della sostanza, visto che l’idromele altro non era che la mitica bevanda che scorreva a fiumi nel mondo dell’aldilà, e che il miele da sempre sta a simboleggiare sapienza e immortalità. Inoltre il termine melissa in greco serve anche a indicare l’ape, e sappiamo come questi piccoli insetti abbiano goduto di venerazione da parte delle civiltà antiche in virtù del loro legame con il sole. L’appellativo “Melissa” veniva inoltre attribuito nell’antica Grecia ad alcune donne di grandi virtù. “Melisse” erano anche le sacerdotesse dei misteri di Eleusi e di Efeso, nei cui segretissimi riti si usava il miele per lavare le mani e la lingua degli iniziati, al fine di rendere pure le loro parole e le loro azioni. Perché tanta riverenza di fronte a questa pianta? Innanzitutto per il fatto che le api ne sono irresistibilmente attratte, e poi perché da tempo immemorabile si scoprì la proprietà che più di ogni altra caratterizza la melissa: la sua capicità di risollevare lo spirito, vincere la depressione, il nervosismo, la malinconia: come scriveva Avicenna nel X secolo “la melissa dispone la mente e il cuore all’allegria”
Un rimedio contro lo stress.
Durante il Medioevo furono attribuite a questa erba una quantità smisurata di proprietà curative e tonificanti: l’Acqua di Melissa – prodotta dalle Carmelitane francesi – sembrava capace di porre rimedio a una serie infinita di disturbi, tra i quali coliche e indigestione; si consigliavano decotti ottenuti dalla pianta in casi di artrite, cefalea, mal di denti, pieghe, crampi. Carlo Magno aveva ordinato che la pianta fosse coltivata in tutti i giardini medicinali nel suo grande regno, perché ce ne fosse sempre abbondante disponibilità. Con il passare degli anni alcune di queste proprietà sono state smentite, ma la fama della melissa come potente rimedio per molti disturbi è stata in gran parte confermata. D’altro canto una pianta che agisce soprattutto sul sistema nervoso rendendo tranquillità a chi soffre per stress e depressione non può che suscitare un interesse sempre crescente nella società contemporanea.
Proprietà: antisettica, antinfiammatoria, antispasmodica, carminativo, antipiretica, digestiva, sedativa, stomachica. Ad uso interno, in caso di nervosismo, digestione difficile, inappetenza, ansia e depressione. Efficace contro il vomito durante la gravidanza. Pare inoltre che riduca il tasso di colesterolo e favorisca la secrezione della bile. Ad uso esterno, per frizioni in caso di dolori reumatici e nevralgie compreso il mal di testa. Le pomate a base di melissa facilitano il decorso di attacchi di herpes simplex e riducono la possibilità recidiva. Le foglie fresche pestate si applicano sulla cute colpita da punture di insetti.
Leggere fa bene alla salute, non solo del corpo, ma anche dell'anima. ECCO PERCHÉ MELISSA!