18/08/2026
Pescara, 18/08/2026
COMUNICATO STAMPA N. 1/2026.
LA LOTTA AGLI INCENDI SI FA A FIAMME SPENTE CON LA SELVICOLTURA.
L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Pescara vuole contribuire con proposte tecniche
dopo settimane di continui incendi che si riattivano e diventano sempre più grandi. Innanzitutto, spegnere un incendio è
un lavoro arduo e difficile e il pensiero e il ringraziamento va a chi sta lavorando sul campo. Ovviamente tali operazioni
hanno difficile operatività se non vi sono fasce tagliafuoco, viabilità forestale e rimboschimenti di conifere diradati e misti
con latifoglia. Insomma, le pratiche di gestione attiva o semplicemente di selvicoltura sostenibile che ridurrebbero la
severità dell’incendio e la sua estensione. Viviamo un periodo storico dove fa più caldo e piove non regolarmente ma è
anche un periodo dove, proprio perché fa più caldo, le foreste si stanno espandendo. Di contro, altro cambiamento storico,
è il disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni comunali e montane dove la popolazione tende a diminuire
sempre più. Vi è poi la mancanza di percezione che l’Italia è un Paese Forestale. Abbiamo infatti oltre il 36% di territorio
nazionale coperto da bosco e in Abruzzo la superficie sale al 44%. Certamente ci ricordiamo di questa risorsa solo in
estate quando ci sono gli incendi. Non abbiamo purtroppo la cultura forestale che trasforma i boschi in risorsa economica
sostenibile tale da favorirne un controllo contro gli incendiari proprio da chi vive e lavora con le foreste. Poi vi sono
normative che spesso impediscono la creazione di fasce taglia fuoco e l’apertura di strade forestali utili alla selvicoltura
ai controlli e allo spegnimento degli incendi. Poi vi è la sovrapposizione burocratica di Enti e normative da adattare ai
tempi attuali e alle necessità.
Sulla base di ciò tre sono le nostre proposte da mettere in campo:
la prima è far ripartire con un piano straordinario la gestione attiva e preventiva del bosco con diradamenti dei
rimboschimenti, la creazione di nuova viabilità forestale a servizio dei soli aventi diritto, la riapertura di quella esistente
e la creazione di fasce tagliafuoco. Tali pratiche sono sostenibili per gli animali visto che si creerebbero ecotoni corridoi
ecologici e micro-habitat per essi.
La seconda è la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia come sul modello della ricostruzione del
terremoto. La rete fra enti è la chiave di volta con la regione capofila. Ad essa dovrà far parte la Direzione foreste del
Ministero, la Regione, i Comuni, Uncem, Anci, Parchi e Riserve, Ordini Provinciali dei Dottori Agronomi e dei Dottori
Forestali, Carabinieri Forestali, SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, Fondazione Alberitalia,
Facoltà universitarie di Scienze Forestali, ASSITFOR (Associazione Nazionale Tecnici Forestali) ed altre associazioni
previste dalla normativa vigente.
La terza è quella di individuare immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire ove il bosco non
tornerà da solo. Abbiamo infatti esempi dove il bosco dove non è tornato da solo come Lettomanoppello (incendio 2007),
Morrone (incendio 2017), Morrone (incendio 2020). Insomma, creare la filiera forestale non solo in emergenza ma anche
e soprattutto preventiva estesa su tutti i benefici ecosistemici e prodotti del bosco (turismo, tutela, frutti, legno,
regimazione idraulica, paesaggio e mitigazione climatica). Questo è inoltre previsto dal D. L.vo 03/04/2018 n. 34 - Testo
unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF).
Per concludere, in virtù dell’esclusività delle competenze in materia di gestione, progettazione, pianificazione forestale e
regimazione idraulico-forestale come Ordine, mettiamo in campo il nostro contributo per cercare di cambiare l’emergenza
che si ripeterà di nuovo in prevenzione. Ciò farebbe tutela attraverso la selvicoltura e la gestione attiva e soprattutto
economia che diviene il solo e unico mezzo di controllo preventivo contro gli incendiari da parte di chi vive e lavora in
Foresta. In aggiunta, se il bosco è gestito, vi è più biodiversità con più specie vegetali e più nicchie ecologiche per gli
animali, maggiore accessibilità per il controllo, prevenzione e spegnimento degli incendi. Il tutto ridurrebbe di molto
anche i costi di spegnimento in virtù della riduzione delle dimensioni dei roghi e di un più facile controllo e spegnimento.
Quindi, con l’auspicio che questa sia la volta buona, passando dall’emergenza alla prevenzione, concludiamo con uno
slogan: il fuoco si combatte a fiamme spente! Noi siamo pronti per farlo.