ODAF Pescara

ODAF Pescara Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Pescara

Intervista in diretta al TGRAbruzzo RAI edizione delle 17.30 del 26/08/2026 al vicepresidente dell’Ordine dei dottori ag...
27/08/2026

Intervista in diretta al TGRAbruzzo RAI edizione delle 17.30 del 26/08/2026 al vicepresidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, dott. forestale Matteo Colarossi sulla cocciniglia tartaruga del Pino e sulla prevenzione degli incendi attraverso la selvicoltura. (Dal minuto 8.00)

TGR Abruzzo. Le ultime notizie della regione Abruzzo aggiornate in tempo reale. - Edizione del 26/08/2026 - 19:30

25/08/2026

Pescara, 25/08/2026

COMUNICATO STAMPA N. 2/2026.

COCCINIGLIA TARTARUGA DEL PINO, COS’E’, A CHI RIVOLGERSI, COME SI COMBATTE.

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Pescara in virtù delle competenze professionali vuole spiegare cosa sta accadendo alle alberature di Pino domestico (Pinus pinea L.) attaccate dal parassita Cocciniglia Tartaruga del Pino (Toumeyella parvicornis Cockerell). L’insetto è una specie di cocciniglia originaria del nord-America orientale introdotto accidentalmente in Italia. Esso è esotico, non ha predatori in Italia e si diffonde in maniera incontrastata danneggiando il solo Pino domestico (Pinus pinea L.) con l’alimentazione della sua linfa. L’infestazione originaria è partita da Napoli allargandosi poi a Roma, Pescara e San Benedetto del Tronto. Come si fa a sapere se il Pino domestico è attaccato. Bisogna vedere se gli aghi del pino si ricoprono di melata che li rende lucenti al sole e si imbrattano della sostanza che cola a terra imbrattando abbondantemente le superfici. In seguito, gli aghi ingialliscono e diventano neri per il fungo fumaggine e poco dopo muoiono e cadono a terra. Il Pino muore nel giro di tre anni perdendo progressivamente tutto il fogliame. La cocciniglia tartaruga solitamente, in Adriatico centrale, a clima temperato, fa tre generazioni l’anno nel periodo estivo ma quest’anno date le perduranti condizioni calde, umide e siccitose si pensa possa averne fatte quattro come nelle zone mediterranee. Quindi cosa fare. Rivolgersi al Servizio Fitosanitario Regionale e ai Dott. Agronomi e Dott. Forestali con esperienza in verde urbano e malattie arboree. Sono questi i soli attori che possono affrontare il problema con prescrizioni fitosanitarie di lotta. Esiste infatti un decreto di lotta obbligatoria che avviene attraverso l’endoterapia. L’endoterapia è un metodo di trattamento fitosanitario che permette di inserire nella linfa dell’albero il solo principio attivo registrato per il patogeno e per il pino domestico. Esso ucciderà la cocciniglia nel momento dell’alimentazione. Secondo le pubblicazioni del CREA (Centro Ricerche in agricoltura e economia Agraria)- Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Sovranità Alimentare e dell’Università della Tuscia, dei tre metodi studiati solo uno ha dato i migliori risultati per persistenza e per efficacia. La durata di due anni contro i 4-8 mesi di altri, la maggiore capacità abbattente, il minor numero di fori da fare nel tronco nell’unità di tempo e la minor moria di Pini fa si che ci siano prospettive di lotta. È chiaro che la scelta del metodo è fondamentale oltre allo stadio del danno che il Pino ha già ricevuto. Inoltre, è importante verificare l’andamento dell’infestazione che è molto legata anche alle condizioni climatiche. Quindi l’endoterapia dovrà effettuarsi fino a che non sarà introdotto l’insetto antagonista. Questa introduzione compete al Ministero e ai servizi fitosanitari regionali. Nel frattempo, dopo la prescrizione del professionista, non resta che far effettuare l’endoterapia a ditte specializzate e di comprovata esperienza in materia.Insomma, per concludere, la Cocciniglia Tartaruga del Pino è una infestazione di un parassita da quarantena per il quale il contrasto è obbligatorio. Tale lotta è ardua e comporta professionalità specifiche e competenti come i Dott. Agronomi e Dott. Forestali che lavorano di concerto con il Servizio Fitosanitario Regionale e soprattutto poi con sole ditte specializzate in endoterapia e di comprovata esperienza che usano soprattutto il metodo che dà risultati migliori. Comuni, Province, Regione, privati solo ad essi devono rivolgersi. La chiave di volta è la rete delle conoscenze scientifiche condivise e la messa in campo delle professionalità attrici del verde urbano e della fitopatologia forestale. Se ciò avviene è un buon punto di partenza per sperare di salvare il maggior numero di Pini domestici.

25/08/2026

Intervista di tv6 all’ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Pescara sulla Cocciniglia Tartaruga del Pino (Toumeyella parvicornis Cockerell). L’intervento del vicepresidente, dottore Forestale Matteo Colarossi, con delega verde urbano e foreste.

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Pubblicazione da parte di Rete 8 del Comunicato ODAF Pescara per mezzo del Vicepresidente, il dottore Forestale Matteo C...
23/08/2026

Pubblicazione da parte di Rete 8 del Comunicato ODAF Pescara per mezzo del Vicepresidente, il dottore Forestale Matteo Colarossi. sulla lotta agli incendi, a fiamme spente, tutto l'anno e con la Selvicoltura.

Dopo una settimana di incendi nella nostra regione si riflette su come, buon senso e rispetto a parte, si possano evitare roghi e fiamme: l’Ordine degli Agronomi e Forestali della Provincia di Pescara insiste "sulla necessità di preservare boschi e verde e non solo in emergenza o ad incendi domat...

Intervista sugli incendi del 2026 del dott. Forestale Matteo Colarossi, vicepresidente e delegato alle Foreste dell’Ordi...
20/08/2026

Intervista sugli incendi del 2026 del dott. Forestale Matteo Colarossi, vicepresidente e delegato alle Foreste dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Pescara.

L’Abruzzo continua a bruciare con il Morrone a fuoco da giorni. Sul problema incendi abbiamo ascoltato Matteo Colarossi, vice presidente degli agronomi di Pescara

18/08/2026

Pescara, 18/08/2026

COMUNICATO STAMPA N. 1/2026.
LA LOTTA AGLI INCENDI SI FA A FIAMME SPENTE CON LA SELVICOLTURA.

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Pescara vuole contribuire con proposte tecniche
dopo settimane di continui incendi che si riattivano e diventano sempre più grandi. Innanzitutto, spegnere un incendio è
un lavoro arduo e difficile e il pensiero e il ringraziamento va a chi sta lavorando sul campo. Ovviamente tali operazioni
hanno difficile operatività se non vi sono fasce tagliafuoco, viabilità forestale e rimboschimenti di conifere diradati e misti
con latifoglia. Insomma, le pratiche di gestione attiva o semplicemente di selvicoltura sostenibile che ridurrebbero la
severità dell’incendio e la sua estensione. Viviamo un periodo storico dove fa più caldo e piove non regolarmente ma è
anche un periodo dove, proprio perché fa più caldo, le foreste si stanno espandendo. Di contro, altro cambiamento storico,
è il disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni comunali e montane dove la popolazione tende a diminuire
sempre più. Vi è poi la mancanza di percezione che l’Italia è un Paese Forestale. Abbiamo infatti oltre il 36% di territorio
nazionale coperto da bosco e in Abruzzo la superficie sale al 44%. Certamente ci ricordiamo di questa risorsa solo in
estate quando ci sono gli incendi. Non abbiamo purtroppo la cultura forestale che trasforma i boschi in risorsa economica
sostenibile tale da favorirne un controllo contro gli incendiari proprio da chi vive e lavora con le foreste. Poi vi sono
normative che spesso impediscono la creazione di fasce taglia fuoco e l’apertura di strade forestali utili alla selvicoltura
ai controlli e allo spegnimento degli incendi. Poi vi è la sovrapposizione burocratica di Enti e normative da adattare ai
tempi attuali e alle necessità.
Sulla base di ciò tre sono le nostre proposte da mettere in campo:
la prima è far ripartire con un piano straordinario la gestione attiva e preventiva del bosco con diradamenti dei
rimboschimenti, la creazione di nuova viabilità forestale a servizio dei soli aventi diritto, la riapertura di quella esistente
e la creazione di fasce tagliafuoco. Tali pratiche sono sostenibili per gli animali visto che si creerebbero ecotoni corridoi
ecologici e micro-habitat per essi.
La seconda è la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia come sul modello della ricostruzione del
terremoto. La rete fra enti è la chiave di volta con la regione capofila. Ad essa dovrà far parte la Direzione foreste del
Ministero, la Regione, i Comuni, Uncem, Anci, Parchi e Riserve, Ordini Provinciali dei Dottori Agronomi e dei Dottori
Forestali, Carabinieri Forestali, SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, Fondazione Alberitalia,
Facoltà universitarie di Scienze Forestali, ASSITFOR (Associazione Nazionale Tecnici Forestali) ed altre associazioni
previste dalla normativa vigente.
La terza è quella di individuare immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire ove il bosco non
tornerà da solo. Abbiamo infatti esempi dove il bosco dove non è tornato da solo come Lettomanoppello (incendio 2007),
Morrone (incendio 2017), Morrone (incendio 2020). Insomma, creare la filiera forestale non solo in emergenza ma anche
e soprattutto preventiva estesa su tutti i benefici ecosistemici e prodotti del bosco (turismo, tutela, frutti, legno,
regimazione idraulica, paesaggio e mitigazione climatica). Questo è inoltre previsto dal D. L.vo 03/04/2018 n. 34 - Testo
unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF).
Per concludere, in virtù dell’esclusività delle competenze in materia di gestione, progettazione, pianificazione forestale e
regimazione idraulico-forestale come Ordine, mettiamo in campo il nostro contributo per cercare di cambiare l’emergenza
che si ripeterà di nuovo in prevenzione. Ciò farebbe tutela attraverso la selvicoltura e la gestione attiva e soprattutto
economia che diviene il solo e unico mezzo di controllo preventivo contro gli incendiari da parte di chi vive e lavora in
Foresta. In aggiunta, se il bosco è gestito, vi è più biodiversità con più specie vegetali e più nicchie ecologiche per gli
animali, maggiore accessibilità per il controllo, prevenzione e spegnimento degli incendi. Il tutto ridurrebbe di molto
anche i costi di spegnimento in virtù della riduzione delle dimensioni dei roghi e di un più facile controllo e spegnimento.
Quindi, con l’auspicio che questa sia la volta buona, passando dall’emergenza alla prevenzione, concludiamo con uno
slogan: il fuoco si combatte a fiamme spente! Noi siamo pronti per farlo.

18/08/2026

Pescara, 18/08/2026
COMUNICATO STAMPA N. 1/2026.

LA LOTTA AGLI INCENDI SI FA A FIAMME SPENTE CON LA SELVICOLTURA.

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Pescara vuole contribuire con proposte tecniche
dopo settimane di continui incendi che si riattivano e diventano sempre più grandi. Innanzitutto, spegnere un incendio è
un lavoro arduo e difficile e il pensiero e il ringraziamento va a chi sta lavorando sul campo. Ovviamente tali operazioni
hanno difficile operatività se non vi sono fasce tagliafuoco, viabilità forestale e rimboschimenti di conifere diradati e misti
con latifoglia. Insomma, le pratiche di gestione attiva o semplicemente di selvicoltura sostenibile che ridurrebbero la
severità dell’incendio e la sua estensione. Viviamo un periodo storico dove fa più caldo e piove non regolarmente ma è
anche un periodo dove, proprio perché fa più caldo, le foreste si stanno espandendo. Di contro, altro cambiamento storico,
è il disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni comunali e montane dove la popolazione tende a diminuire
sempre più. Vi è poi la mancanza di percezione che l’Italia è un Paese Forestale. Abbiamo infatti oltre il 36% di territorio
nazionale coperto da bosco e in Abruzzo la superficie sale al 44%. Certamente ci ricordiamo di questa risorsa solo in
estate quando ci sono gli incendi. Non abbiamo purtroppo la cultura forestale che trasforma i boschi in risorsa economica
sostenibile tale da favorirne un controllo contro gli incendiari proprio da chi vive e lavora con le foreste. Poi vi sono
normative che spesso impediscono la creazione di fasce taglia fuoco e l’apertura di strade forestali utili alla selvicoltura
ai controlli e allo spegnimento degli incendi. Poi vi è la sovrapposizione burocratica di Enti e normative da adattare ai
tempi attuali e alle necessità.
Sulla base di ciò tre sono le nostre proposte da mettere in campo:
la prima è far ripartire con un piano straordinario la gestione attiva e preventiva del bosco con diradamenti dei
rimboschimenti, la creazione di nuova viabilità forestale a servizio dei soli aventi diritto, la riapertura di quella esistente
e la creazione di fasce tagliafuoco. Tali pratiche sono sostenibili per gli animali visto che si creerebbero ecotoni corridoi
ecologici e micro-habitat per essi.
La seconda è la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia come sul modello della ricostruzione del
terremoto. La rete fra enti è la chiave di volta con la regione capofila. Ad essa dovrà far parte la Direzione foreste del
Ministero, la Regione, i Comuni, Uncem, Anci, Parchi e Riserve, Ordini Provinciali dei Dottori Agronomi e dei Dottori
Forestali, Carabinieri Forestali, SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, Fondazione Alberitalia,
Facoltà universitarie di Scienze Forestali, ASSITFOR (Associazione Nazionale Tecnici Forestali) ed altre associazioni
previste dalla normativa vigente.
La terza è quella di individuare immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire ove il bosco non
tornerà da solo. Abbiamo infatti esempi dove il bosco dove non è tornato da solo come Lettomanoppello (incendio 2007),
Morrone (incendio 2017), Morrone (incendio 2020). Insomma, creare la filiera forestale non solo in emergenza ma anche
e soprattutto preventiva estesa su tutti i benefici ecosistemici e prodotti del bosco (turismo, tutela, frutti, legno,
regimazione idraulica, paesaggio e mitigazione climatica). Questo è inoltre previsto dal D. L.vo 03/04/2018 n. 34 - Testo
unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF).
Per concludere, in virtù dell’esclusività delle competenze in materia di gestione, progettazione, pianificazione forestale e
regimazione idraulico-forestale come Ordine, mettiamo in campo il nostro contributo per cercare di cambiare l’emergenza
che si ripeterà di nuovo in prevenzione. Ciò farebbe tutela attraverso la selvicoltura e la gestione attiva e soprattutto
economia che diviene il solo e unico mezzo di controllo preventivo contro gli incendiari da parte di chi vive e lavora in
Foresta. In aggiunta, se il bosco è gestito, vi è più biodiversità con più specie vegetali e più nicchie ecologiche per gli
animali, maggiore accessibilità per il controllo, prevenzione e spegnimento degli incendi. Il tutto ridurrebbe di molto
anche i costi di spegnimento in virtù della riduzione delle dimensioni dei roghi e di un più facile controllo e spegnimento.
Quindi, con l’auspicio che questa sia la volta buona, passando dall’emergenza alla prevenzione, concludiamo con uno
slogan: il fuoco si combatte a fiamme spente! Noi siamo pronti per farlo.

Articolo vicepresidente e delegato Alberi, verde urbano e foreste ODAF Pescara, Matteo Colarossi, dottore Forestale in m...
09/08/2026

Articolo vicepresidente e delegato Alberi, verde urbano e foreste ODAF Pescara, Matteo Colarossi, dottore Forestale in merito in nuovi Alberi monumentali come il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis Mill.) coricato del parco dell’ex caserma Di Cocco di Pescara. Fonte: Il Centro, Cinzia Cordesco, 09/08/2026.

21/05/2026

📅29 maggio 2026 ⌚️9:00
1️⃣Prima parte: Cantiere dimostrativo presso Piazza Italia, Pescara
2️⃣Seconda parte: Incontro tecnico Sala 'E. Camploni' -Camera di Commercio Chieti- Pescara
👉Presente il Consigliere CONAF - Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali Dottore Agronomo Barbara Negroni

I Dottori Agronomi e Dottori Forestali dell’Ordine della Provincia di Pescara e della Federazione Regionale presenti al ...
02/05/2026

I Dottori Agronomi e Dottori Forestali dell’Ordine della Provincia di Pescara e della Federazione Regionale presenti al Florviva al Porto Turistico Marina di Pescara dal 1-3 Maggio 2026. La nostra presenza professionale al servizio dei cittadini e delle imprese e degli Enti Pubblici come i Tecnici Valutatori del rischio arboreo, progettisti di Parchi e giardini e Fitopatologi delle malattie delle piante.

Indirizzo

Via Naz. Le SS 602 Km 55+ 355
Cepagatti
65012

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00

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