ANPI "Leonardo Chirulli" - Ceglie Messapica

ANPI "Leonardo Chirulli" - Ceglie Messapica Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ANPI "Leonardo Chirulli" - Ceglie Messapica, Organizzazione politica, Vico IV Santoro Urgesi, Ceglie Messapico.

22/08/2026

Se san Paolo non perdona e Lenin redarguisce, il generale castiga

Il generale vorrebbe castigare, riprende il detto di san Paolo, ripreso poi da Lenin: “chi non lavora non mangi”, dicendoci molto della sua idea di emigrazione, non è una questione di cibo, ma di diritti.
La banalizzazione del migrante scansafatiche che delinque, sempre e comunque, pervade il programma. Non si riconosce che molti di loro portano avanti fette importanti della nostra economia, non si pensa che i problemi cronici del nostro Paese valgano anche per loro, il lavoro è poco, sfruttato e malpagato, gli affitti altissimi, per non parlare della legge Bossi-Fini, che con i vari aggiustamenti, da vent’anni a questa parte hanno peggiorato il problema dell’immigrazione.
Nessun migrante lascia tutto e parte con l’idea di mettersi nei guai in un paese straniero. Ciò che spinge tutti i giovani, anche i nostri, a emigrare è la speranza di un futuro migliore, ma è qui che il programma dà il suo massimo, il migrante romano-greco va bene, gli altri no e anche se dopo vent’anni (il doppio rispetto agli attuali dieci) si dovesse ottenere la cittadinanza, previo esame di italiano, scritto e orale, di livello C1, dovesse delinquere, via, fuori senza appello. Solo che per fare questo va cambiata anche la costituzione, ci sarebbe da capire quale articolo di preciso, l’articolo 8 forse, o il 22? Riguardo al C1 d’italiano, sarebbe interessante sapere quanti italiani lo supererebbero (per farsi un’idea, basta dare un’occhiata alle prove d’esame, sono disponibili online).
Ovviamente, siamo concreti, chi commette reato deve essere giudicato da un tribunale e, se riconosciuto colpevole deve essere condannato, sempre in base al codice penale e a una misura proporzionata alla gravità del reato, ma il programma parte dal presupposto che il migrante debba necessariamente delinquere, soprattutto se proviene dalla parte sbagliata del globo.
La parte giusta sarebbe quella appartenente alla romanità, alla grecità e alla cristianità ma, romani, greci e cristiani, oltre ai doveri verso dei, patria e famiglia, erano tenuti alla solidarietà, alla clemenza e al prendersi cura dei membri più deboli della società (si veda la pietas romana e la xenia greca), pena l’ira degli dei, per non parlare della religione cattolica, basata sui concetti evangelici di carità, misericordia e amore per il prossimo.
L’Italia, secondo la visione distorta di chi non vuole conoscere né la natura e né le diverse realtà dell’immigrazione risulta essere “Il paese di bengodi”, sarebbe interessante chiedere ai lavoratori stranieri quanto “bengodano”. Ci sono comunità che hanno perso le speranze a forza di subire continue umiliazioni dovute alle storture delle leggi di un Paese che da un lato non li vuole, dall’altro ne ha bisogno. E in mezzo ci sono loro, tenuti legati a promesse mai mantenute, soprattutto nelle campagne, sfruttati e costretti al silenzio. Non si può dimenticare l’ultimo feroce omicidio avvenuto in provincia di Cosenza due mesi fa.
Il fatto è che la legge Bossi-Fini (legge n. 189 del 30 luglio 2002) assomiglia molto ai provvedimenti elencati nei 22 punti di questo nuovo partito che ambisce a dare un futuro alla nostra nazione. La Bossi-Fini, che nel tempo ha subito aggiustamenti, resta una legge fallimentare in quanto ha aumentato i clandestini perché rende difficilissimo l’iter per l’arrivo in Italia dei migranti economici (che per la cronaca, sarebbero i migranti che vengono qui per lavorare e contribuire). Riguardo ai rifugiati politici, si dovrebbe sapere che, le norme e le sentenze dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa vincolano e guidano i giudici italiani, i quali applicano comunque il diritto nazionale e costituzionale, ma li vincolano comunque. Quindi si parli con l’Europa, se ne si è capaci e sempre se ne si è capaci, si risolva il problema Libia, da lì proviene la stragrande maggioranza di immigrati, lì donne, uomini, bambine e bambini valgono meno di niente, sono solo merci, lo sappiamo tutti, ma ci giriamo dall’altra parte.

12/08/2026

Patriarcato mediterraneo, no, grazie.
Se questa è la novità del nuovo partito guidato dal generale, se ne può benissimo fare a meno, o almeno, se ciò che si intende con questa combinazione di parole è che una donna, al primo insulto o al primo danno, debba aspettare il patriarca mediterraneo che lavi l’onta, se l’idea è proprio questa, possiamo tutte aspettare la prossima era geologica, mortalità permettendo.
Non tutte le donne chiedono di essere difese, preferiremmo piuttosto una cultura che non ci vedesse come dolci mammolette sprovvedute, pronte ad essere schiacciate e se per “patriarcato mediterraneo” si sottintende una difesa di tipo muscolare, no, grazie, no. Si chiede piuttosto un rispetto, neutro, che si dà a un qualsiasi essere umano tenendo conto solo delle differenze caratteriali e col favore del fato e del fato soltanto, rispettando quelle biologiche.
L’aggettivo “mediterraneo” è ciò che colpisce di più, forse si ha l’idea che il mediterraneo sia solo nostro, sono 21 gli stati che lo circondano, molti europei sicuramente, ma ci sono anche gli africani con Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto e gli asiatici con Turchia, Siria, Libano, Israele e Cipro e la Palestina con la Striscia di Gaza, non so, basta guardare una cartina, basterebbe leggere criticamente i risultati dell’AI.
E per finire ci si chiede, ad oggi, quanti uomini sarebbero disposti a diventare gli angeli custodi delle donne, seguirle dappertutto e se oltraggiate, vendicarne l’onore? (Di Rocco è rimasto il santo, quello col cane e il bastone, dell’omonimo codice ce ne siamo sbarazzate nel 1981).
Agli architetti di questa teoria vorrei ricordare la parola magica “prevenzione”, educazione sentimentale e affettiva, va insegnato il rispetto, la gestione delle emozioni a tutti, fin da piccoli, perché quando si parla di patriarcato si parli di un fenomeno superato e quando si parla di mediterraneo si pensi solo a quel crocevia di popoli che ci hanno reso, nel bene e nel male, ciò che siamo.

06/08/2026

Buon viaggio Maestro.
Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico... (Francesco Guccini -Addio-)

Buon 1° maggio - Festa dei Lavoratori
01/05/2026

Buon 1° maggio - Festa dei Lavoratori

18/02/2026

𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗡𝗢 𝗱𝗶 𝗖𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮𝗽𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱𝗶̀
𝟭𝟴 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴:𝟬𝟬 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗴𝗻𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝘂𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮𝗽𝗶𝗰𝗮 𝗵𝗮 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗟𝗘 𝗥𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗡𝗢.

Col sostegno di
𝑨.𝑵.𝑷.𝑰. 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑳𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂 - 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑺𝑷𝑰 𝑪𝑮𝑰𝑳 - 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑪𝑮𝑰𝑳 - 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑳𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂 - 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑰𝒍 𝑪𝒐𝒎𝒊𝒕𝒂𝒕𝒐 “𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴𝒆𝒔𝒔𝒂𝒑𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒊𝒍 𝒈𝒆𝒏𝒐𝒄𝒊𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒐 𝒑𝒂𝒍𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒆𝒔𝒆”
𝑹𝒊𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒔𝒕𝒂 - 𝒄𝒊𝒓𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑷𝒂𝒓𝒕𝒊𝒕𝒐 𝑫𝒆𝒎𝒐𝒄𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒐 - 𝒔𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂
𝑹𝒂𝒅𝒊𝒄𝒊 𝒅’𝑰𝒎𝒑𝒆𝒈𝒏𝒐 - 𝒎𝒐𝒗𝒊𝒎. 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐 𝑪𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆 𝑴.𝒄𝒂

Interverranno al dibattito:
𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗲 (𝗔𝗿𝗰𝗶 𝗕𝗿𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗶)
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗗’𝗔𝗺𝗶𝗰𝗶 (𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮)
𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗣𝗲𝗿𝗻𝗮 (𝗠𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗔𝗡𝗠 𝗟𝗲𝗰𝗰𝗲)
𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗢𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼 (𝗠𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼)
L'incontro sarà moderato da Pasquale Stoppa, referente del Comitato per il NO.

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare per un momento di confronto democratico e consapevole.

Il referendum costituzionale interviene su diversi articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110) e prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per quella requirente (i pubblici ministeri che sostengono l’accusa) al posto di un CSM unico per tutti i magistrati. Va ricordato infatti che giudici e pubblici ministeri sono sempre magistrati, ma con funzioni diverse, e rappresentano insieme il potere giudiziario, che deve restare autonomo a garanzia di tutti e tutte.

Si vuole introdurre l’estrazione a sorte, anziché l’elezione, dei loro componenti con modalità differenti tra magistrati e membri laici e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari, togliendo quindi il potere disciplinare al CSM.

Per il Comitato per il No c’è una chiara volontà da parte del potere esecutivo di limitare il ruolo del potere giudiziario; di fatto la legge di riforma, se dovesse vincere il SI, non interviene sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla qualità dei processi, non accelera la durata dei processi, non interviene sugli organici della magistratura e dell’amministrazione giudiziaria ( cancellieri, assistenti), pertanto è un referendum che modifica profondamente la nostra Costituzione italiana, d’altronde se così non fosse non sarebbe necessario intervenire su ben sette articoli della Costituzione di cui appunto se ne chiede la riforma.
In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura, e quindi la qualità dei processi, e la libertà di tutte le cittadine e cittadini italiani.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Grazie a tutte e tutti per aver preso parte alla serata del 5 dicembre, un momento intenso di ascolto, confronto e consa...
08/12/2025

Grazie a tutte e tutti per aver preso parte alla serata del 5 dicembre, un momento intenso di ascolto, confronto e consapevolezza.
Abbiamo riflettuto insieme sul genocidio in corso a Gaza, sulla condizione delle donne nei territori di guerra e sull’urgenza di tenere alta l’attenzione su ciò che accade, anche quando il rumore mediatico si affievolisce.

Grazie a Lia Caprera Associazione Io Donna, al Collettivo FLUO, al 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚, all'artista 𝐈𝐫𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐝𝐮𝐤𝐮 presente con la sua opera "2100 lettere" e al 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐂𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚𝐩𝐢𝐜𝐚 Pasquale Stoppa 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐆𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐞𝐬𝐞 per le testimonianze e l’impegno instancabile.

Grazie a chi ha portato pensieri, domande e cuore.

Continuare a parlarne è un atto necessario.

Indirizzo

Vico IV Santoro Urgesi
Ceglie Messapico
72013

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ANPI "Leonardo Chirulli" - Ceglie Messapica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a ANPI "Leonardo Chirulli" - Ceglie Messapica:

Scelte rapide

Condividi