Rifondazione Comunista - Cava de' Tirreni

Rifondazione Comunista - Cava de' Tirreni Partito della Rifondazione Comunista e Giovani Comuniste/i - Sezione "Francesco Gagliardi" Cava de' Tirreni (SA)

21/06/2022

❌ CHIUDIAMO SAN DIDERO, FUORI LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE!

Nessun lavoro a San Didero, nessun autoporto, nessun cantiere, solo una recinzione costata già milioni di euro. Forze dell'ordine che controllano il nulla, pagate e impiegate per occupare militarmente una porzione di territorio della valle.
Oltre 5 milioni di € di soldi pubblici, di soldi nostri che sarebbero dovuti andare in sanità, scuola, servizi, vera transizione ecologica, spesi per ti**re su una recinzione a difesa del nulla da oltre un anno.
E' ora di farla finita con questa pagliacciata e di ridare i soldi alla comunità per la messa in sicurezza del territorio, la bonifica delle aree inquinate e una risposta seria ai bisogni sociali della valle.

01/05/2022

CILE URGENTE

Persone armate sparano sulla manifestazione del 1 maggio ferendo gravemente varie persone.

Desde la Posta Central, se informó que llegaron dos personas heridas a balas en el contexto de la manifestación por el día de las y los trabajadores. La primera sería la compañera de Señal 3 de La Victoria con lesión de proyectil en el cráneo, y la segunda un hombre con un tiro en la pierna. Ambos diagnósticos siguen reservados.

DALL'ITALIA AL DONBASS ANCORA FISCHIA IL VENTO!77 anni fa la Resistenza in Italia divise i patrioti antifascisti, che li...
25/04/2022

DALL'ITALIA AL DONBASS ANCORA FISCHIA IL VENTO!

77 anni fa la Resistenza in Italia divise i patrioti antifascisti, che liberarono il nostro paese, dall'invasore nazista e dai fascisti oppressori. Anche oggi la Liberazione deve continuare a dividere chi si batte contro il nazifascismo e l'imperialismo. Oggi 25 aprile, più che mai, dobbiamo ribadire che non ci si può dichiarare antifascisti e voler armare le milizie di estrema destra in Ucraina, non ci si può dichiarare contro il razzismo e andare a braccetto con chi alimenta la russofobia, non si può onorare i partigiani che combatterono per una Patria Indipendente e sostenere la Nato, braccio armato dell'imperialismo statunitense che occupa il nostro paese con basi militari e testate atomiche su cui noi italiani non abbiamo alcuna sovranità. Dal 1945 ad oggi, dall'Italia al Donbass i veri antifascisti sono sempre dalla stessa parte della barricata: contro nazifascismo e imperialismo. Ancora fischia il vento!

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08/04/2022

Cosa sta succedendo dentro l’ONU?

Condivido questa dichiarazione per capire meglio cosa sta avvenendo sopra le nostre teste.

Intervento del rappresentante permanente di Cuba presso le Nazioni Unite, Pedro L. Pedroso Cuesta, per dichiarazione di voto in merito al Progetto di Risoluzione sulla sospensione della Federazione Russa come membro del Consiglio dei diritti umani

New York, 7 aprile 2022

Signor Presidente,
Cuba ha sempre sostenuto e lavorato per un Consiglio dei diritti umani in grado di affrontare le complesse sfide che la comunità internazionale deve affrontare in questa materia, dalla quale nessun paese è esente.
Difendiamo l'obiettività, l'imparzialità e la trasparenza nell'operato di questo organismo, e che le sue procedure e meccanismi operino sulla base di informazioni veritiere e verificate.
Il ricorso alla clausola di sospensione dei membri del Consiglio non favorirà in alcun modo la ricerca di una soluzione pacifica, negoziata e duratura del conflitto in Ucraina; e tanto meno contribuirà a favorire il clima di cooperazione, dialogo e comprensione che deve prevalere nell'affrontare la questione dei diritti umani.
È inoltre irrispettoso che, a pochi giorni dalla conclusione di una sessione ordinaria del Consiglio dei diritti umani, a tale organo non sia stata nemmeno data l'opportunità di pronunciarsi sulla questione.
Signor Presidente,
Da quando è iniziato il processo negoziale per la costruzione del nuovo Consiglio che succederà alla Commissione dei diritti umani, Cuba si è opposta alla clausola di sospensione dell'adesione, per il grave rischio che venga utilizzata da alcuni paesi che privilegiano il doppio standard, selettività e politicizzazione delle questioni relative ai diritti umani.
Tale clausola può essere attivata con il sostegno di soli due terzi dei presenti e votanti; pertanto, le astensioni non contano e non è nemmeno stabilito un numero minimo di voti per l'approvazione della sospensione.
Per essere eletto membro del Consiglio per i diritti umani, un Paese deve ottenere almeno, a scrutinio segreto, il sostegno della maggioranza dei membri dell'ONU, cioè almeno 97 voti.
In tal modo, i diritti di un membro del Consiglio possono essere sospesi per volontà di un numero ancora minore di Stati rispetto a quelli che hanno deciso di eleggerlo e di concedergli tali diritti.
La Federazione Russa, eletta membro del Consiglio per i diritti umani nel 2020 con 158 voti, potrebbe essere sospesa oggi con un numero inferiore.
Quel meccanismo di sospensione, che non ha eguali in nessun altro organismo delle Nazioni Unite, può essere facilmente utilizzato in modo selettivo. Oggi è la Russia, ma domani potrebbe essere uno qualsiasi dei nostri paesi, in particolare le nazioni del sud che non si piegano agli interessi del dominio e che difendono fermamente la propria indipendenza.
Non è un caso che i promotori più entusiasti della clausola sospensiva, quando si negoziava la costruzione del nuovo Consiglio per i diritti umani, fossero nazioni sviluppate con una dimostrata tendenza ad accusare i Paesi del Sud che non si conformano ai loro presunti modelli di democrazia, pur rimanendo complici del silenzio di fronte alle flagranti violazioni dei diritti umani nei paesi occidentali.
Naturalmente, non tutti in questa sala condividono le nostre preoccupazioni sul meccanismo di sospensione, sapendo che le vittime del suo uso selettivo saranno sempre gli altri.
Riuscirà mai questa Assemblea ad approvare una risoluzione che sospenda l'appartenenza degli Stati Uniti al Consiglio per i diritti umani, per fare solo un esempio?
Sappiamo tutti che questo non è accaduto e non accadrà, nonostante le sue flagranti e massicce violazioni dei diritti umani, a seguito di invasioni e guerre predatorie contro Stati sovrani, basate sui loro interessi geopolitici. Hanno causato la morte di centinaia di migliaia di civili, che chiamano "danni collaterali"; milioni di sfollati e vaste distruzioni in tutta la geografia del nostro pianeta, ma questa Assemblea non ha mai sospeso nessuno dei loro diritti.
Sappiamo anche tutti che la clausola sospensiva non sarà applicata allo Stato che ha imposto a Cuba, da più di 60 anni, un blocco criminale economico, commerciale e finanziario che costituisce, senza dubbio, il più prolungato, flagrante, massiccio e violazione sistematica dei diritti umani di un intero popolo e un vero atto di genocidio contro un intero Paese.
È a dir poco ironico che il Paese che si è opposto all'istituzione del Consiglio per i diritti umani e ha chiesto, proprio in questa aula, un voto contrario alla risoluzione che l'ha creata, sia lo stesso che si è attivato ora a suo piacimento, in quanto fatto nel 2011, una delle clausole più controverse di quel forum.
Signor Presidente:
Cuba sarà coerente con le riserve formulate in merito al meccanismo di sospensione dell'adesione, quando nel 2006 è stata adottata la risoluzione 60/251, che istituiva il Consiglio dei diritti umani e la 65/265, del 2011, sulla sospensione dei diritti della Libia.
L'adozione della bozza di risoluzione che stiamo esaminando oggi creerà un ulteriore pericoloso precedente, in particolare per il Sud.
Non basta loro imporre risoluzioni contro i paesi e mandati selettivi. Ora intendono fare un nuovo passo avanti verso la legittimazione della selettività e la formazione di un Consiglio dei diritti umani sempre più al servizio di alcuni paesi, come lo era all'epoca l'estinta e screditata Commissione per i diritti umani.
Per i motivi esposti, la delegazione cubana voterà contro il progetto di risoluzione A/ES-11/L.4
Grazie mille.

Qui la fonte: https://bit.ly/37twQ8S

06/04/2022

Il paese Volodarskoe accoglie centinaia di civili che riescono ad uscire da Mariuopol. Uscire dalle case ed arrivare al corridoio umanitario non è facile. I Civili che abbiamo intervistato fuori al centro di accoglienza, ci raccontano quello che hanno passato a Mariuopol. A Serghej ed alla sua compagna abbiamo chiesto di raccontarci la loro storia. Non hanno voluto essere ripresi, ne in video, ne in audio. Ci hanno raccontato che dopo aver trovato il modo di raggiungere il canale umanitario organizzato dai russi, sono riusciti a trovare del cibo per il viaggio. Ma sono stati bloccati da alcuni militari del Battaglione Azov. Sono stati fatti scendere dalla macchina. Gli hanno rubato la macchina, con le poche cose che avevano. Poi i soldati sono entrati nella sede di Azov con la loro macchina, lasciandoli a piedi. Questi esuli, ci hanno fatto vedere le foto della loro casa. Gli ultimi piani distrutti. I soldati ucraini sono entrati e sono andati sul terrazzo del loro palazzo. Da lì hanno sparato sui soldati russi che passavano sotto casa loro. Sparavano dal loro terrazzo, mentre l’intero palazzo era abitato da civili. Tutti le persone con cui abbiamo parlato, ci hanno detto le stesse cose. Una ragazza ci ha raccontato di essere rimasta tre giorni vicino al marito ferito ad entrambe le gambe. Ha chiesto aiuto all’esercito ucraino, ma è stata allontanata. Dopo 3 giorni un dottore l’ha aiutata, ma il marito ha perso entrambe le gambe. Lei, la figlia ed il marito ferito sono riusciti a raggiungere il corridoio umanitario e sono stati portati fuori Mariuopol. Delle persone con cui abbiamo parlato, qualcuno si è fatto riprendere in video.
Abbiamo la loro testimonianza registrata, quando potremo faremo un piccolo video.
Al ritorno a Donesck siamo stati all’Ospedale di Traumatologia della Repubblica di Donesck - Reparto Pediatrico.
Lì abbiamo trovato 26 bambini. Feriti. Nella visita ci accompagna il Primario, Dottor Zhilitsyn Evgeny Vladimirovich e
Eleonora Mihailovna,
Portavoce del Presidente del Ministero dell’Infanzia.
Visitare i bambini colpiti da schegge e da pallottole, non è stato facile. Specialmente se hai figli piccoli che ti aspettano a casa. Incontrare tanti bambini feriti, ascoltare le loro storie, è un vero pugno nello stomaco. Bambini provenienti da Mariuopol, Donesck e altri paesini sparsi per la linea delle bombe e delle pallottole. Il Dottore ci ha detto con orgoglio che lui non chiede passaporto per curare bambini e che da 8 anni cura, assiste, opera senza sosta. Non vuole perderne nessuno di questi piccoli.
Appena usciamo dall’incontro con il dottore, ci aspettano la
piccola Masha e suo padre. Lei ha un braccio fasciato e lo sguardo triste. Entrambi ci raccontano la loro storia. La casa colpita da una bomba, crolla. La piccola Masha ferita. La madre e i due nonni morti. Un altra nonna è introvabile, sicuramente sepolta sotto le macerie. In un attimo, del mondo di Masha, rimangano solo suo padre e lei. Il resto del suo universo è svanito sotto le bombe. Perduti tutti i documenti e tutti gli averi e tutte le cose. Gli rimane solo un papà ed i vestiti che ha addosso. Non si sa come, un medico riesce a raggiungere la piccola Sasha. Cosi anche lei e suo padre, riescono a lasciare Mariuopol nel corridoio umanitario. Arrivano all’ospedale di Donesck, dove Masha viene curata. Ora la Russia si farà carico delle sue cure e tra pochi giorni andrà a Mosca con suo padre. Li hanno strutture mediche in grado di sistemare il suo braccio.
E così via di seguito dentro stanze con piccoli dagli sguardi smarriti. Colpiti da schegge e proiettili. Scampati al terrore. Le madri sono accanto a loro, l’ospedale gli permette di dormire accanto ai piccoli.
Da una stanza all’altra vaghiamo in apnea, mentre il medico racconta le ferite e qualcuno traduce. Ma a tutto ciò che vediamo non serve la traduzione. Bastano gli occhi.

El país de Volodarskoe acoge a cientos de civiles que consiguen salir de Mariuopol. Salir de las casas y llegar al corredor humanitario no es fácil. Los civiles que entrevistamos fuera del centro de recepción nos cuentan lo que pasaron en Mariuopol. Le pedimos a Serghej y a su pareja que nos contaran su historia. No querían ser filmados, ni en video ni en audio. Nos contaron que luego de encontrar la manera de llegar al canal humanitario organizado por los rusos, lograron encontrar comida para el viaje. Pero fueron bloqueados por algunos militares del Batallón Azov. Los sacaron del auto. Le robaron el carro, con las pocas cosas que tenían. Luego, los soldados entraron en el cuartel general de Azov en su automóvil, dejándolos a pie. Estos exiliados nos mostraron fotos de su hogar. Los últimos pisos destruidos. Los soldados ucranianos entraron y se dirigieron a la terraza de su edificio. Desde allí dispararon contra los soldados rusos que pasaban por debajo de su casa. Dispararon desde su terraza, mientras todo el edificio estaba habitado por civiles. Todas las personas con las que hablamos nos dijeron lo mismo. Una niña nos contó que estuvo tres días al lado de su marido que estaba herido en ambas piernas. Pidió ayuda al ejército ucraniano, pero fue rechazada. Después de 3 días, un médico la ayudó, pero su esposo perdió ambas piernas. Ella, su hija y su esposo herido lograron llegar al corredor humanitario y fueron sacados de Mariuopol. De las personas con las que hablamos, alguien quedó grabado en video.
Tenemos su testimonio grabado, cuando podamos haremos un pequeño video.
A nuestro regreso a Donesck fuimos al Hospital de Traumatología de la República de Donesck - Departamento de Pediatría.
Allí encontramos a 26 niños. Herido. Durante la visita nos acompaña el médico jefe, el doctor Zhilitsyn Evgeny Vladimirovich e
Eleonora Mihailovna,
Portavoz del Presidente del Ministerio de la Infancia.
Visitar a los niños que fueron alcanzados por la metralla y las balas no fue fácil. Sobre todo si tienes niños pequeños que te están esperando en casa. Conocer a tantos niños heridos, escuchar sus historias, es un verdadero golpe en el estómago. Niños de Mariuopol, Donesck y otros pueblos esparcidos alrededor de la línea de bombas y balas. El Doctor nos dijo con orgullo que no pide pasaporte para tratar niños y que desde hace 8 años amamanta, asiste, trabaja sin parar. No quiere perder a ninguno de estos pequeños.
Nada más salir de la cita con el médico, nos están esperando.
la pequeña Masha y su padre. Ella tiene un brazo vendado y una mirada triste. Ambos nos cuentan su historia. La casa golpeada por una bomba se derrumba. La pequeña Masha herida. La madre y los dos abuelos mu***os. Otra abuela no se encuentra por ninguna parte, seguramente enterrada bajo los escombros. En un instante, del mundo de Masha, solo quedan su padre y ella. El resto de su universo desapareció bajo las bombas. Perdió todos los documentos y todas las posesiones y todas las cosas. Solo le queda un papá y la ropa que lleva puesta. No se sabe cómo, un médico logra llegar hasta la pequeña Sasha. Así que ella y su padre también logran dejar a Mariuopol en el corredor humanitario. Llegan al hospital de Donesck, donde se trata a Masha. Ahora Rusia se encargará de su cuidado y en unos días se irá a Moscú con su padre. Tienen instalaciones médicas que pueden arreglar su brazo.
Y así sucesivamente en habitaciones con pequeños con ojos perdidos. Golpeado por metralla y balas. Escapó del terror. Las madres están junto a ellos, el hospital les permite dormir junto a los pequeños.
De habitación en habitación deambulamos en apnea, mientras el médico habla de las heridas y alguien traduce. Pero todo lo que vemos no necesita traducción. Los ojos son suficientes.

28/03/2022

Come Collettivo Studenti Ribelli e Giovani Comunisti esprimiamo solidarietà agli studenti del liceo Tasso di Salerno che hanno costruito un sit-in per protestare contro il comportamento inaccettabile della preside che ha provato a interrompere la settimana autogestita e ha sospeso due studentesse strattonandole e insultandole per portarle in presidenza . Ciò non ci sorprende alla luce della istituzione della figura della preside manager , figura costruita per essere autoritaria e antidemocratica. Chiediamo le scuse pubbliche della preside e invitiamo gli studenti e il collettivo del Tasso a far sentire la propria voce contro queste modalità squadriste.

19/03/2022
08/03/2022

PER L'IMMEDIATA LIBERTÀ DEI GIOVANI COMUNISTI UCRAINI

Nella notte del 06/03, la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMJD) è stata informata dell'arresto del primo segretario dell'organizzazione ucraina membro della FMJD, dell'Unione della Gioventù Comunista Leninista dell'Ucraina, Mikhail Kononovich, e di suo fratello , Aleksander Kononovich, dal regime neofascista ucraino. Entrambi sono stati accusati di essere spie russe e bielorusse. Sono seriamente minacciati di essere assassinati nelle prossime ore.

L'Ufficio FMJD, in spirito di solidarietà internazionalista, ha contattato tutte le organizzazioni affiliate per svolgere compiti di pressione internazionale per la libertà dei compagni, a cui ha prontamente risposto in Brasile dall'Unione della Gioventù Comunista (UJC), Gioventù della PCB e l'organizzazione fondatrice di FMJD.

Non è la prima volta che i compagni Mikhail e Aleksander vengono perseguitati dall'estrema destra ucraina. Dal colpo di stato del 2014, erano stati aggrediti e picchiati per le strade di Kiev, detenuti illegalmente e minacciati ai loro parenti e amici. L'Unione della Gioventù Comunista Leninista dell'Ucraina ha continuato, in tutti questi momenti, con le sue lotte e le sue denunce sull'avanzata del fascismo nel suo paese, presentando l'alternativa socialista rivoluzionaria alla barbarie iniziata con Euromaidan, anche sotto ogni tipo di violenza, persecuzione e calunnia.

Il Partito Comunista Brasiliano (PCB), agendo per la solidarietà internazionalista e in difesa della vita dei valorosi compagni comunisti, invita tutti i combattenti, i giovani e i popoli del mondo a denunciare questa situazione, chiedere la loro libertà e protestare contro il neofascista ucraino regime, al fine di cercare di usare la pressione per prevenire il suo possibile assassinio. Faremo un'ampia agitazione contro questo atto del governo di estrema destra di Zelensky nei nostri blocchi negli atti dell'8 marzo in tutto il paese, per denunciare e chiedere l'immediata libertà dei compagni.

Inoltre, chiediamo a tutti di unire le forze nelle mobilitazioni che si svolgeranno il 9 marzo, nelle città di Brasilia (DF), São Paulo (SP), Curitiba (PR) e Blumenau (SC), nella sede diplomatica ucraina rappresentazioni, con atti simbolici e consegna di lettere che chiedono l'immediato rilascio di Mikhail e Aleksander, nonché di tutti i prigionieri politici in Ucraina che osano sfidare l'estrema destra e i loro governi.

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