29/01/2026
In questi giorni è stato reso noto il Decreto del Ministero dell’Interno (22 gennaio 2026) che stanzia oltre 1 milione di euro per il potenziamento della video sorveglianza nelle periferie di Catanzaro.
L’operazione, promossa dal Sottosegretario Wanda Ferro, prevede un ampliamento capillare della rete di telecamere finanziato attraverso il POC “Legalità 2014-2020”, uno strumento che nasce con obiettivi opposti: contrasto alla povertà educativa, coesione sociale, inclusione di giovani a rischio, legalità democratica. Arci Catanzaro ritiene che questa scelta tradisca lo spirito del programma stesso e rappresenti una sconfitta civile per la città.
Una decisione che snatura il POC “Legalità”
Il “Programma Operativo Complementare Legalità 2014-2020” è stato concepito per agire sulle cause della marginalità: educazione, lavoro, partecipazione, comunità.
Usarne i fondi per saturare la periferia di telecamere significa tradire questo mandato. Non è coesione sociale: è controllo. Non è legalità democratica: è sorveglianza di massa.
Le comunità in difficoltà non hanno chiesto occhi elettronici: chiedono scuole aperte, spazi pubblici attrattivi, servizi educativi, opportunità di lavoro, riconoscimento civico.
Il paradosso della città “osservata”
Riceviamo e pubblichiamo nota stampa di Diana Costanzo, presidente di Arci Catanzaro: “In questi giorni