12/09/2026
La ’ndrangheta distrugge vite. Lo fa con la violenza più feroce, ma anche in maniera silenziosa, causando dolore, sofferenza e ferite difficili da rimarginare.
Nessuno può sapere cosa abbia spinto Denise a una scelta così tragica. Certo non si può ignorare il peso di un vissuto segnato dalla criminalità, dalla paura, dalla perdita di sua madre e da tutto ciò che ne è seguito.
Lea fu uccisa per essersi ribellata alla ’ndrangheta e per liberare sua figlia da un contesto mafioso. Denise, ancora giovanissima, trovò la forza di testimoniare contro suo padre e di contribuire in maniera decisiva a fare luce sull’omicidio della madre.
Il dolore per la scomparsa di Denise è profondo, soprattutto pensando al suo bambino e alle persone che le sono state accanto.
Di Lea e Denise resta la forza con cui hanno difeso la propria libertà, rifiutando le regole della ’ndrangheta. Hanno pagato un prezzo enorme, ma il loro coraggio ci ricorda quanto sia importante sostenere e proteggere chi trova la forza di spezzare questi legami e cerca di ricostruire una vita di libertà per sé e per i suoi figli.