Catania è Patria

Catania è Patria "..Ogni impegno che non parta dal territorio è puro vagheggiamento, esercizio di supponenza.." Proprio il contrario. Tutto ciò non è possibile. Rivolto a chi?

“Catania è Patria” significa, per caso, che consideriamo la nostra città l’inizio e la fine delle nostre preoccupazioni? Per spiegare cosa intendiamo, allora, dobbiamo necessariamente spostarci indietro nel tempo, portare indietro le lancette e sfogliare la pagine ingiallite di un vecchio vocabolario di latino. Questo è necessario per trovare nella parola “Patria” un significato che ci soddisfi, c

he non puzzi di stantio o di retorico. Un significato lontano e contrapposto a quello offerto dagli spettacolini panzani e patriottardi a cui ci hanno abituati. Patria, nella sua etimologia, ha la stessa radice di pater, padre e poi richiama fatalmente alla terra “tellus". Essa stessa è luogo del bene comune. «La patria è – come si legge - il luogo in cui sono nati e vissuti gli antenati e i genitori, e in cui si è nati, acquisendo con la nascita l’appartenenza alla comunità che vi è stanziata e diventando partecipi del patrimonio culturale che in tale ambito locale si è costituito con il succedersi delle generazioni». Rispetto a questo noi vogliamo affermare un concetto, magari in passato scontato e naturale ma oggi necessario: non basta essere nati in un determinato luogo per acquisire di diritto l'appartenenza alla comunità. Viviamo in un'era di profondo egoismo, scetticismo, tutti noi siamo pervasi da un senso di impotenza, vorremmo delegare tutto a terzi. Chiudere gli occhi e trovare chi si occupi per noi della soluzione dei problemi. E, per noi, non è auspicabile. “Catania è Patria” è quindi, prima di tutto, un appello. A chi amministra, certo. Ma anche, e, soprattutto alla “città reale”. Il bene comune, infatti, lo costruiscono tutti i cittadini insieme, non si delega. E il cittadino non è l'uomo o la donna che risiedono su un territorio. Questo sostantivo, cittadino, membro della polis, dovrebbe essere attribuito unicamente a chi intende far parte attiva della comunità, del bene comune. Tutti, nessuno escluso, ognuno con la propria capacità e la propria competenza, possono e devono partecipare alla costruzione della città. Per questo la patria si costruisce a partire dal proprio rione, dal proprio comune. Ogni impegno che non parta dal territorio è puro vagheggiamento, esercizio di supponenza. Chi siamo quindi è presto detto: cittadini, uomini e donne, studenti, operai, professionisti che intendono dire la loro, partecipare attivamente alla vita di Catania con l’intento primario di portare un messaggio, uno stile, un’etica perfino.

Breve Storia Italo Ungherese1) un uomo viene aggredito alle spalle2) 8 persone pestano l’uomo finito a terra3) vediamo l...
30/01/2024

Breve Storia Italo Ungherese

1) un uomo viene aggredito alle spalle
2) 8 persone pestano l’uomo finito a terra
3) vediamo l’eroina del momento, adesso detenuta in Ungheria, tale Ilaria Salis, mentre tiene le mani dell’uomo cosi che non possa coprirsi la faccia e ripararsi dai colpi.
4) L’uomo è ridotto male per terra.
5) L’educanda Ilaria Salis è in catene, seppur in evidente buono stato.
6) La politica scende in campo a difesa della donna.

Potrebbe sembrare uno scherzo ma è realtà. Vero che in Italia l’educanda sarebbe già libera e forse anche premiata, non auguro la galera a nessuno, ma almeno giornali mainstream e certa politica potevano tacere.

Sì è concluso ieri il torneo under 15 di piazza Barcellona.Fino a qualche anno fa, quello slargo, rappresentava l'ennesi...
22/06/2021

Sì è concluso ieri il torneo under 15 di piazza Barcellona.

Fino a qualche anno fa, quello slargo, rappresentava l'ennesima opera realizzata ed abbandonata. Grazie al profondo amore di volontari e residenti, invece, è stato possibile recuperare e far rivivere quegli spazi.

Ogni giorno, tutto per Catania. 🌋

Da ieri in piazza Barcellona la terza edizione del torneo calcistico under 15 dedicato ai valori sani dello sport, dell'...
12/06/2021

Da ieri in piazza Barcellona la terza edizione del torneo calcistico under 15 dedicato ai valori sani dello sport, dell'aggregazione e dello spirito comunitario.

16 squadre di diversi quartieri catanesi, circa un centinaio di giovanissimi e la voglia di vivere davvero.

Buon viaggio, Franco.
18/05/2021

Buon viaggio, Franco.

𝐁𝐚𝐧𝐤𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚: 𝐢𝐥 𝟒𝟎% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐟𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚.🇮🇹 In quattro punti la situazione delle fami...
05/05/2021

𝐁𝐚𝐧𝐤𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚: 𝐢𝐥 𝟒𝟎% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐟𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚.

🇮🇹 In quattro punti la situazione delle famiglie italiane colpite dalla crisi, tra affitti e attività commerciali.
(Fonte: Tgcom24)

🤝 I volontari di CooXazione - un aiuto concreto alle famiglie italiane in difficoltà sono in consegna per la Giornata Na...
01/05/2021

🤝 I volontari di CooXazione - un aiuto concreto alle famiglie italiane in difficoltà sono in consegna per la Giornata Nazionale di CooXazione!

28/04/2021

🇮🇹 GIORNATA NAZIONALE di COOXAZIONE - SABATO 1 MAGGIO

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CooXazione - un aiuto concreto alle famiglie italiane in difficoltà

🇮🇹 SABATO 1 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE di COOXAZIONE🤝 Una giornata all’insegna della solidarietà con consegna di pacchi a...
27/04/2021

🇮🇹 SABATO 1 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE di COOXAZIONE

🤝 Una giornata all’insegna della solidarietà con consegna di pacchi alimentari alle numerosissime famiglie che assistiamo in 21 città in tutta Italia.

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🇮🇹 𝗔𝗹𝘁𝗿𝗼𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼: 𝗰𝗮𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗶𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝟭 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝟮, 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘂𝗴𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗲 (𝗙𝗼𝗻𝘁𝗲: 𝗔𝗱𝗸𝗿𝗼𝗻𝗼𝘀)Casa, salute, alimentazi...
19/04/2021

🇮🇹 𝗔𝗹𝘁𝗿𝗼𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼: 𝗰𝗮𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗶𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝟭 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝟮, 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘂𝗴𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗲 (𝗙𝗼𝗻𝘁𝗲: 𝗔𝗱𝗸𝗿𝗼𝗻𝗼𝘀)

Casa, salute, alimentazione, mobilità, cultura e tempo libero e istruzione, sono queste le principali aree di spesa delle famiglie italiane e sono proprio le più fondamentali - ovvero salute e abitazione - quelle in cui ci sono maggiori difficoltà. E' quanto emerge dall’indagine annuale 'Termometro Altroconsumo', che l’Organizzazione per la tutela dei consumatori realizza al fine di ricavare un indice che esprima la capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali nell’anno precedente. Dall’indagine 2020 emerge una certa stabilità dell’indice, che passa da 48,3 a 48,9, rispetto al 2019, ma anche una forte polarizzazione: aumentano, infatti, sia le famiglie che non hanno avuto difficoltà economiche sia quelle che hanno riscontrato gravi problemi.

I risultati dell’indagine mostrano un aumento sia fra le famiglie che hanno riscontrato gravi problematiche (aumentate di due punti percentuali, dal 5% al 7%), ovvero che dichiarano difficoltà per tutte le categorie di spesa, che fra quelle che non ne hanno avute, passate dal 28% al 34%. Questa situazione è stata principalmente causata dall’avvento dell’emergenza sanitaria. Le restrizioni imposte per contenere il contagio hanno portato ad una riduzione forzata di una serie di attività e relativi costi, consentendo alle famiglie una maggiore facilità nel sostenere le restanti spese e nel risparmiare.
D’altro canto la metà dei nuclei (49%) ha subìto, invece, un calo degli introiti a causa della pandemia: per inattività temporanea (51%), diminuzione dei guadagni (37%), chiusura temporanea della propria attività (17%). Si è generata quindi una forte polarizzazione tra le famiglie che hanno mantenuto gli stessi guadagni dell’anno precedente (1 su 2) – il cui indice risulta pari a 54,4 - e quelle che hanno perso più del 25% delle entrate rispetto al 2019 (circa 1 famiglia su 4). Per queste ultime la situazione risulta particolarmente critica e il valore dell’indice, pari a 39, lo dimostra.

Ma come hanno affrontato nello specifico le principali spese i cittadini dello Stivale? Circa il 40% dei rispondenti ha avuto difficoltà con le uscite per la casa e per la salute, dato in calo rispettivamente del 7% e del 2% confronto al 2019. Diminuiscono (-5%), inoltre, anche gli italiani con difficoltà legate all’ambito mobilità (36%), principalmente a causa dei limiti alla circolazione imposti per contenere la pandemia e il conseguente calo di spostamenti, viaggi e trasferte. Le spese per l’educazione sono state, invece, più complesse da sostenere rispetto all’anno scorso. Il 27% dei rispondenti (+3% vs 2019) ha avuto, infatti, problemi a causa verosimilmente degli investimenti tecnologici imposti dal sistema Dad.
Lo stile di vita e le possibilità di spesa cambiano in base a diversi fattori che caratterizzano le famiglie italiane. Facendo un confronto di tipo geografico, risulta esserci un progressivo aumento delle difficoltà economiche scendendo dal Nord al Sud. Se nel Nord Ovest il 39% delle famiglie non ha avuto difficoltà a sostenere le spese nel 2020, nel Meridione il dato scende fino ad arrivare al 28%. Non a caso, è proprio a Sud e nelle isole che si riscontra la maggiore percentuale di nuclei con gravi difficoltà economiche, pari al 10%. Paragonando i risultati relativi alle diverse tipologie di nuclei familiari, invece, si conferma che le famiglie che hanno avuto maggiori difficoltà ad affrontare le spese sono quelle numerose (l’indice passa da 56,2 per i single a 39,8 per le famiglie di 6-8 componenti) e quelle i cui membri hanno bassi livelli di istruzione (55,6 l’indice delle famiglie in cui entrambi i partner sono laureati, 44,8 quello di famiglie in cui nessuno dei due lo è).
(Fonte: Adkronos)

CooXazione - un aiuto concreto alle famiglie italiane in difficoltà

🇮🇹 𝗔𝗹𝘁𝗿𝗼𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼: 𝗰𝗮𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗶𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝟭 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝟮, 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘂𝗴𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗲 (𝗙𝗼𝗻𝘁𝗲: 𝗔𝗱𝗸𝗿𝗼𝗻𝗼𝘀)

Casa, salute, alimentazione, mobilità, cultura e tempo libero e istruzione, sono queste le principali aree di spesa delle famiglie italiane e sono proprio le più fondamentali - ovvero salute e abitazione - quelle in cui ci sono maggiori difficoltà. E' quanto emerge dall’indagine annuale 'Termometro Altroconsumo', che l’Organizzazione per la tutela dei consumatori realizza al fine di ricavare un indice che esprima la capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali nell’anno precedente. Dall’indagine 2020 emerge una certa stabilità dell’indice, che passa da 48,3 a 48,9, rispetto al 2019, ma anche una forte polarizzazione: aumentano, infatti, sia le famiglie che non hanno avuto difficoltà economiche sia quelle che hanno riscontrato gravi problemi.

I risultati dell’indagine mostrano un aumento sia fra le famiglie che hanno riscontrato gravi problematiche (aumentate di due punti percentuali, dal 5% al 7%), ovvero che dichiarano difficoltà per tutte le categorie di spesa, che fra quelle che non ne hanno avute, passate dal 28% al 34%. Questa situazione è stata principalmente causata dall’avvento dell’emergenza sanitaria. Le restrizioni imposte per contenere il contagio hanno portato ad una riduzione forzata di una serie di attività e relativi costi, consentendo alle famiglie una maggiore facilità nel sostenere le restanti spese e nel risparmiare.
D’altro canto la metà dei nuclei (49%) ha subìto, invece, un calo degli introiti a causa della pandemia: per inattività temporanea (51%), diminuzione dei guadagni (37%), chiusura temporanea della propria attività (17%). Si è generata quindi una forte polarizzazione tra le famiglie che hanno mantenuto gli stessi guadagni dell’anno precedente (1 su 2) – il cui indice risulta pari a 54,4 - e quelle che hanno perso più del 25% delle entrate rispetto al 2019 (circa 1 famiglia su 4). Per queste ultime la situazione risulta particolarmente critica e il valore dell’indice, pari a 39, lo dimostra.

Ma come hanno affrontato nello specifico le principali spese i cittadini dello Stivale? Circa il 40% dei rispondenti ha avuto difficoltà con le uscite per la casa e per la salute, dato in calo rispettivamente del 7% e del 2% confronto al 2019. Diminuiscono (-5%), inoltre, anche gli italiani con difficoltà legate all’ambito mobilità (36%), principalmente a causa dei limiti alla circolazione imposti per contenere la pandemia e il conseguente calo di spostamenti, viaggi e trasferte. Le spese per l’educazione sono state, invece, più complesse da sostenere rispetto all’anno scorso. Il 27% dei rispondenti (+3% vs 2019) ha avuto, infatti, problemi a causa verosimilmente degli investimenti tecnologici imposti dal sistema Dad.
Lo stile di vita e le possibilità di spesa cambiano in base a diversi fattori che caratterizzano le famiglie italiane. Facendo un confronto di tipo geografico, risulta esserci un progressivo aumento delle difficoltà economiche scendendo dal Nord al Sud. Se nel Nord Ovest il 39% delle famiglie non ha avuto difficoltà a sostenere le spese nel 2020, nel Meridione il dato scende fino ad arrivare al 28%. Non a caso, è proprio a Sud e nelle isole che si riscontra la maggiore percentuale di nuclei con gravi difficoltà economiche, pari al 10%. Paragonando i risultati relativi alle diverse tipologie di nuclei familiari, invece, si conferma che le famiglie che hanno avuto maggiori difficoltà ad affrontare le spese sono quelle numerose (l’indice passa da 56,2 per i single a 39,8 per le famiglie di 6-8 componenti) e quelle i cui membri hanno bassi livelli di istruzione (55,6 l’indice delle famiglie in cui entrambi i partner sono laureati, 44,8 quello di famiglie in cui nessuno dei due lo è).
(Fonte: Adkronos)

🇮🇹 𝗖𝗼𝗻 𝗹’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗖𝗼𝘃𝗶𝗱 𝗲̀ 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶𝗹𝗲Le stime preliminari di Istat confermano quanto era p...
07/04/2021

🇮🇹 𝗖𝗼𝗻 𝗹’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗖𝗼𝘃𝗶𝗱 𝗲̀ 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶𝗹𝗲
Le stime preliminari di Istat confermano quanto era purtroppo prevedibile: sale al 13,6% la quota di bambini e ragazzi in povertà assoluta. Da un decennio è ormai stabilmente la fascia d’età più colpita.
Accanto all’impatto sulla salute, la pandemia ha avuto effetti anche sulla condizione economica e sociale delle persone.
Le prime stime sul calo del prodotto interno lordo erano già chiare nell’indicare una situazione di grave difficoltà per tante famiglie. Sull’esperienza dell’ultima grande recessione (2008-13) era plausibile immaginare che i primi a pagare sarebbero stati i bambini.

Nell’anno dell’emergenza Covid, il numero di poveri in Italia avrebbe raggiunto i 5,6 milioni di persone. Se confermato, si tratterebbe del dato più alto dal 2005. L’effetto in termini sociali sarebbe quindi anche più grave della precedente crisi economica nel decennio scorso. In percentuale, significa che quasi un residente in Italia su 10 si trova in povertà assoluta (9,4%). Un dato in crescita di 1,7 punti percentuali rispetto al 2019, quando la quota di persone in povertà era pari al 7,7%. Come conseguenza della pandemia, l'impoverimento ha riguardato tutte le fasce d'età, ma in misura diversa. Sono soprattutto le classi più giovani (0-17 e 18-34) a segnare l'aumento maggiore.
Tra i bambini e i ragazzi con meno di 18 anni, il tasso di povertà assoluta passa dall'11,4% al 13,6%, un aumento superiore ai 2 punti percentuali in un solo anno, stando a queste stime provvisorie. Tra gli over 65 la crescita sembra essere stata più contenuta (+0,5 punti). Questo fa sì che la distanza tra la fascia d'età più spesso in povertà assoluta (i minori di 18 anni) e quella in cui è meno frequente (le persone con più di 65 anni) sia passata in un solo anno da 6,6 a 8,3 punti percentuali.
(Fonte: Openpolis)

CooXazione - un aiuto concreto alle famiglie italiane in difficoltà

🇮🇹 𝗖𝗼𝗻 𝗹’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗖𝗼𝘃𝗶𝗱 𝗲̀ 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶𝗹𝗲
Le stime preliminari di Istat confermano quanto era purtroppo prevedibile: sale al 13,6% la quota di bambini e ragazzi in povertà assoluta. Da un decennio è ormai stabilmente la fascia d’età più colpita.
Accanto all’impatto sulla salute, la pandemia ha avuto effetti anche sulla condizione economica e sociale delle persone.
Le prime stime sul calo del prodotto interno lordo erano già chiare nell’indicare una situazione di grave difficoltà per tante famiglie. Sull’esperienza dell’ultima grande recessione (2008-13) era plausibile immaginare che i primi a pagare sarebbero stati i bambini.

Nell’anno dell’emergenza Covid, il numero di poveri in Italia avrebbe raggiunto i 5,6 milioni di persone. Se confermato, si tratterebbe del dato più alto dal 2005. L’effetto in termini sociali sarebbe quindi anche più grave della precedente crisi economica nel decennio scorso. In percentuale, significa che quasi un residente in Italia su 10 si trova in povertà assoluta (9,4%). Un dato in crescita di 1,7 punti percentuali rispetto al 2019, quando la quota di persone in povertà era pari al 7,7%. Come conseguenza della pandemia, l'impoverimento ha riguardato tutte le fasce d'età, ma in misura diversa. Sono soprattutto le classi più giovani (0-17 e 18-34) a segnare l'aumento maggiore.
Tra i bambini e i ragazzi con meno di 18 anni, il tasso di povertà assoluta passa dall'11,4% al 13,6%, un aumento superiore ai 2 punti percentuali in un solo anno, stando a queste stime provvisorie. Tra gli over 65 la crescita sembra essere stata più contenuta (+0,5 punti). Questo fa sì che la distanza tra la fascia d'età più spesso in povertà assoluta (i minori di 18 anni) e quella in cui è meno frequente (le persone con più di 65 anni) sia passata in un solo anno da 6,6 a 8,3 punti percentuali.
(Fonte: Openpolis)

Cercasi volontari e volontarie per il CEA - Spazio Vitale 🤝
06/04/2021

Cercasi volontari e volontarie per il CEA - Spazio Vitale 🤝

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Basta davvero poco per essere felici!   ❤️💙
03/04/2021

Basta davvero poco per essere felici! ❤️💙

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Via San Gaetano, 22
Catania
95131

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