Pagina Non Ufficiale che raccoglie tutti gli innamorati di questo pezzo di storia della città di Catania
Indirizzo : Via Vittorio Emanuele, 266
Provincia : Catania Comune : Catania
Tel. : 095 7150508 GRATIS anche su Skype 095 7150508 Fax:095311004
Orari ingresso : tutti i giorni dalle 9 alle 17.00, orario continuato, ultimo ingresso alle 16:30. Tariffe, agevolazioni e gratuità per l'ingresso
al Teatro Antico di Catania
Le presenti condizioni possono mutare senza preavviso. Ingressi a tariffa intera (Euro 6,00)
Ingressi a tariffa ridotta della metà (Euro 3,00)
1) Cittadini dell'UE tra 18 e 25 anni.
2) Docenti a tempo indeterminato delle scuole statali dell'UE. Ingressi gratuiti
1) Cittadini dell'UE che non abbiano compiuto 18 anni (coloro che hanno meno di 12 anni accedono
solo se accompagnati).
2) Guide turistiche dell'UE, nell'esercizio della loro attività, che esibiscono la licenza per l'esercizio
professionale nella provincia di Catania.
3) Interpreti nell'esercizio della loro attività, che esibiscono la licenza e solo se si accompagnano a
guide turistiche.
4) Personale del Ministero Beni Culturali e dell'Assessorato regionale Beni Culturali, previa esibizione
di apposito tesserino.
5) Cittadini dell'UE diversamente abili con un loro familiare o un accompagnatore che dimostri di
appartenere ai servizi di assistenza socio-sanitaria.
6) Studenti dell'UE in gruppo (scuole pubbliche e private), accompagnati dai docenti, previa
prenotazione e con elenco in originale stabilito dal capo di istituto.
7) Docenti e studenti dell'UE di Architettura, Beni Culturali, Scienze della Formazione, Lettere e
Filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico, Accademie di Belle Arti, o corsi o facoltà
equiparabili. (lnternational Council of Museums).
9) Ispettori onorari dei Beni Culturali nominati dall'Assessore regionale dei Beni Culturali.
10) Militari in visita, previa esibizione di apposito documento di identificazione.
11) Magistrati e forze di Polizia giudiziaria nell'esercizio delle loro funzioni.
12) Rappresentanti della stampa nell'esercizio della loro attività professionale.
13) Operatori di associazioni di volontariato che svolgano, in base a convenzioni ex art. 112, c.8, del
D.l.gs. 42/2004, attività di promozione e diffusione della conoscenza dei Beni Culturali.
14) Coloro che posseggono un permesso di durata temporanea concesso a discrezione dal Dirigente del
Servizio.
15) Coloro che dispongono di una tessera di ingresso gratuito rilasciata dal Dirigente Generale del
Dipartimento regionale dei Beni Culturali.
16) In occasione di particolari avvenimenti stabiliti con decreto del Dirigente Generale.
17) La prima domenica di ogni mese. Note: Non è più in vigore la tariffa ridotta di 1€ per residenti nella città di Catania e in provincia
Le agevolazioni e le gratuità sono esigibili dietro presentazione di valido documento, o di autocertificazione scritta redatta secondo art. 46 del D.P.R. 445 del 2812.2000. Le agevolazioni e le gratuità previste per i cittadini de UE si applicano anche ai cittadini dei seguenti stati
(Circ. 7512 del 12.12.1997; D.M. 11.12.2007): Albania, Angola, Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile,
Canada, Cile, Cipro, Costa D'Avorio, Cuba, Giappone, Honduras, Hong Kong, Islanda, Kazakistan, Kwait,
Lichtenstein, Madagascar, Malesia, Messico, Mozambico, Nowegia, Nuova Zelanda, Oman, Panama,
Paraguay, San Marino, Santo Domingo, San Salvador, Singapore, Svizzera, Uruguay, Zimbawe. Sulla Via Vittorio Emanuele II, al n.civ. 260, si apre l’ingresso al Teatro Antico di Catania, uno dei più importanti monumenti romani della città, il cui impianto si sovrappone probabilmente a quello di un edificio teatrale di età greca. Addossato al pendio meridionale della collina sulla cui sommità sorgeva l’acropoli della città antica, l’edificio occupa un’ampia superficie compresa tra la via Teatro Greco a nord, la via Vittorio Emanuele a sud, la piazza S.Francesco ad est e la via Tineo ad ovest. Come a Pompei anche qui l’area del teatro comprendeva un altro teatro più piccolo, l’Odeon, destinato alle audizioni musicali ed alle prove degli spettacoli che si svolgevano nel Teatro. Cronologia e destinazioni d’uso del monumento
L’edificio ebbe diverse fasi costruttive tuttora in corso di studio. La fase greca, ipotizzata intorno al I sec d.C. per il ritrovamento di un muro a blocchi in pietra calcarea con le lettere KAT incise, sembra confermata dai recentissimi ritrovamenti* venuti in luce ed ancora in corso di scavo. Appaiono certe anche la fase di età giulio-claudia (I secolo d.C) e quella di età severiana (III secolo d.C.) in cui venne ampliata la cavea e si costruì un nuovo muro (pulpitum) per allargare il palcoscenico. Nel IV secolo d.C. l’edificio dovette essere oggetto di restauri descritti da una epigrafe trovata nel 1770 dal principe di Biscari, posta nel teatro nel 330 d.C. da Facundus Porphirius Mynatidius, consolare della provincia di Sicilia. Terremoti ed invasioni barbariche successivi al IV secolo portarono alla decadenza dell’edifico non più usato come luogo per spettacoli ma solo come sede di un piccolo impianto artigianale, forse una macelleria (attestata dall’abbondanza di ossa animali con tagli da macello trovate nel deposito che copriva l’orchestra), fino all’abbandono totale avvenuto intorno al VII secolo d.C. Sull’edificio abbandonato e spogliato dei blocchi lavici delle pareti e dei suoi marmi, alcuni dei quali sembra siano stati riutilizzati nella decorazione della Cattedrale di età normanna, sorsero poi le case di abitazione che lo coprirono del tutto nel corso dei secoli mantenendo però il ricordo della sua struttura circolare nell’andamento, anch’esso circolare, dei muri poggiati sulle rovine del monumento. Struttura del monumento
La pianta semicircolare del teatro non è attualmente del tutto visibile per la sovrapposizione di alcuni edifici moderni costruiti tra il 1700 ed il 1800 (in parte espropriati, in parte in corso di esproprio) che ne coprono le estremità est ed ovest. Dal lato occidentale una strada moderna costruita su arcate, la via Grotte, poggia su una parte dell’edifico scenico impedendo la liberazione della porta centrale e di quella occidentale da cui gli attori entravano nel palcoscenico. Ciò nonostante si percepisce la monumentalità di questo edificio che poteva contenere circa 7000 spettatori. La cavea, cioè la gradinata circolare con i sedili per il pubblico, poggiava per un tratto sul pendio naturale della collina ma per la maggior parte era sorretta da tre ampi corridoi anulari con volte a botte (ambulacri) attraverso i quali il pubblico saliva sulle gradinate mediante un elaborato ed ingegnoso sistema di scalette che mettevano in comunicazione un ambulacro con l’altro. Divisa in senso verticale da otto scalette in pietra lavica che definivano nove cunei, era separata dall’orchestra da un unico gradino in pietra lavica. La parte inferiore della cavea è in blocchi di pietra calcarea, in origine rivestita da lastre di marmo bianco, mentre la parte alta è stata ricostruita negli anni ‘60/’70 del XX secolo dopo imponenti lavori di demolizione delle case che coprivano interamente il monumento. Dei tre ambulacri il terzo, cioè quello più alto, è il più monumentale; caratterizzato da un’alternanza di porte e finestre era ben illuminato e collegava il monumento con l’adiacente Odeon e con lo spazio esterno lungo cui passava una delle più importanti strade della città romana (decumano). Le pareti esterne ed interne degli ambulacri furono costruite con nucleo in conglomerato di malta e pietre (opus coementicium) e rivestimento in blocchi di pietra lavica, mentre gli archi dei passaggi sono in mattoni. La fronte della scena si conserva per un’altezza di 1 / 2 metri ma doveva essere alta quanto la cavea ed era animata da colonne di marmi vari e di granito, molte delle quali sono state trovate durante gli scavi in varie parti del monumento, e da nicchie con statue marmoree anch’esse parzialmente rinvenute in frammenti. L’orchestra era pavimentata in marmo con lastre di marmo di colori diversi che formavano un disegno geometrico (opus sectile) con cerchi entro quadrati. Indagini archeologiche ed interventi sul monumento
Si deve al principe di Biscari il primo intervento di scavo nel teatro: venne svuotato il primo ambulacro dalla terra che lo riempiva e furono fatti saggi nella scena dove si trovarono colonne marmoree e rilievi che egli portò nel suo Museo e che oggi fanno parte delle collezioni civiche. Nelle descrizioni degli scrittori successivi al Biscari e nelle foto anteriori al 1938 l’edificio risulta inglobato all’interno del quartiere di case costruito sopra la cavea ed all’interno degli ambulacri. Esse, come già accennato prima, vennero in gran parte abbattute negli anni ’50 e ’60 del XX secolo durante i lavori di demolizione promossi dalla Soprintendenza Archeologica di Siracusa, da cui Catania dipendeva, cui fece seguito, fino agli anni ’70, la ricostruzione di molte parti del teatro. La ripresa degli scavi archeologici avvenne nel 1980 da parte della stessa Soprintendenza di Siracusa. Si scoprirono parzialmente le strutture dell’edificio scenico e della porta laterale est, messa in luce del tutto nel 2000. Le indagini furono riprese nel 1991 dal Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza di Catania e continuate negli anni successivi con altre campagne di scavi che misero in luce l’orchestra sotto la quale scorre una falda acquifera che periodicamente risale allagandola. Con l’esproprio di alcune delle costruite sul lato orientale del teatro, effettuato dalla Soprintendenza di Catania tra il 1990 ed il 2003, si sono potuti realizzare un nuovo e più adeguato ingresso al monumento ed un piccolo Antiquarium dove sono esposti alcuni reperti marmorei appartenenti alla decorazione dell’edificio scenico (teste di statue, bassorilievi, epigrafi, parti di fregio, capitelli). L’Antiquarium utilizza ambienti di un palazzetto ottocentesco di proprietà della Regione Siciliana che si sovrappone ad una casa del 1500 visibile all’interno dello stesso Antiquarium. Attualmente (2003-2007) la Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Catania sta effettuando, con finanziamenti comunitari, impegnativi lavori di scavo archeologico e di restauro del monumento del quale si sono trovate nuove porzioni all’interno degli edifici moderni espropriati. La Soprintendenza sta provvedendo anche alla realizzazione di nuovi percorsi di visita, alla sistemazione di aree per la fruizione del monumento e per l’esposizione dei reperti oltre che allo studio e al restauro dei numerosissimi manufattti rinvenuti nel corso degli scavi. Resti visibili
Oltre all’antiquarium sono attualmente visitabili parte della cavea, del III ambulacro e l’Odeon. Fonte: http://www.cultania.it