MUA - Movimento Universitario Autorganizzato - Catania

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ARRIVA IL DISTURBO TOUR: MILITANZA GRAFICA A CATANIA!Venerdì 26 maggio alle 17 30 arriverà Militanza Grafica a Catania, ...
16/05/2023

ARRIVA IL DISTURBO TOUR: MILITANZA GRAFICA A CATANIA!

Venerdì 26 maggio alle 17 30 arriverà Militanza Grafica a Catania, una delle tappe del Disturbo Tour, che percorrerà tutta la Sicilia (Messina, Catania e Palermo) per la presentazione del suo nuovo fumetto: "Scusate il Disturbo"!

Militanza Grafica è il personaggio artistico di Jah, vignettista e blogger, che tramite la sua arte esprime i valori dell'antifascismo, antisessismo, antirazzismo e anticapitalismo.
Si presenta al pubblico nel settembre del 2019 con le prime vignette satiriche, impersonando i drammi della società italiana e dando voce alle lotte, dalla Val di Susa alla Sicilia.

-Scusate il Disturbo-
Il nuovo fumetto di Militanza Grafica che sarà presentato durante il Disturbo Tour si chiama "Scusate il Disturbo" ed è un fumetto distopico che attraversa la militanza e la lotta politica cullandosi fra spazio e tempo, fra periferia e parchi, repressione e amore, fra binari e strade lontane.

Vi aspettiamo numerosə Venerdì 26 Maggio al Bastione degli Infetti, in via Torre del Vescovo 1 alle 17 30!

APERTURA DELL'AULA STUDIO COLAPESCE: LA DOMENICA STUDIAMO INSIEME! Come MUA, siamo felici di annunciarvi l'apertura dell...
15/03/2023

APERTURA DELL'AULA STUDIO COLAPESCE: LA DOMENICA STUDIAMO INSIEME!

Come MUA, siamo felici di annunciarvi l'apertura della nostra aula studio, alla Casa del Popolo Colapesce un Via Garibaldi 106.

La proposta è frutto di un'idea che ci è venuta in mente riflettendo su quelle che sono le nostre necessità e i nostri diritti in quanto studenti, studentesse, ragazze e ragazzi.
È un dato di fatto che studiare in spazi sicuri e accoglienti e soprattutto farlo in buona compagnia, sia fondamentale per tuttə noi, specialmente dopo aver vissuto due anni di pandemia, di restrizioni e di isolamento che ci hanno abiutuatə (nostro malgrado) a un sempre maggiore grado di solitudine.

Non potendo non notare l'assenza a Catania di spazi di aggregazione utili a questo scopo, che siano al contempo confortevoli, vivibili aperti e inclusivi dapprima abbiamo lottato per mesi e con successo per la riapertura infrasettimanale delle aule studio nei locali universitari, e oggi, continuando a sostenere le nostre battaglie, estendiamo il diritto allo studio e all’aggregazione anche alla domenica.

Questo perché crediamo vivamente nell'importanza di uno studio che non sia vissuto in maniera meramente individuale e privata ma che al contrario concepisca momenti aperti e collettivi, di aggregazione, serenità, socialità, dialogo e confronto.

Per la voglia di non isolarci,
per il bisogno di non cadere nel baratro della solitudine arrendendoci all'angoscia derivante dal quotidiano inganno che rende sempre più l’università un’uniformante e deumanizzante azienda-esamificio,
per l'esigenza di vivere collettivamente i momenti di studio,
per scambiarci conoscenze e arricchirci con le unicità di ciascuno di noi nei momenti di pausa,
per la volontà di alleggerire la nostra esistenza dalla pesantezza derivante dall'individualismo becero e competitivo che la nostra società ci impone,
e per mille altri motivi vi invitiamo a studiare con noi questa domenica 19 e tutte le altre domeniche a seguire.

Vi aspettiamo dalle 9 alle 20, in via Garibaldi 106!

COMUNICATO IN RISPOSTA ALL'ARTICOLO USCITO QUALCHE GIORNO FA SULLA SICILIA E IN MERITO ALLE FALSE DICHIARAZIONI ESPRESSE...
13/03/2023

COMUNICATO IN RISPOSTA ALL'ARTICOLO USCITO QUALCHE GIORNO FA SULLA SICILIA E IN MERITO ALLE FALSE DICHIARAZIONI ESPRESSE NEL SUDDETTO

Ieri sulla Sicilia è stato pubblicato un comunicato prodotto dai rappresentanti del Disfor in risposta alla denuncia fatta da noi del MUA durante l'otto marzo contro le discriminazioni e le violenze prodotte da una docente dello stesso dipartimento.

I rappresentanti affermano che la comunità studentesca si dissocia tutta dalle accuse fatte alla docente, peccato che a parlare non sia tutta la comunità, ma solo i rappresentati del disfor, forieri della loro personalissima opinione politica. Sostenere che nessunə all'interno del Disfor abbia da ridire sulle posizioni anti-abortiste e transfobiche della professoressa ci sembra proprio un'affermazione falsa, dato che noi abbiamo raccolto più volte testimonianze che affermano invece già da tempo questo genere di atteggiamenti avvenivano diffusamente all'interno del dipartimento.

Ci lascia estremamente perplessi la mistificazione dei fatti operata dai rappresentati del Disfor: affermare che solo una studentessa sia la responsabile di queste accuse ci risulta un tentativo infimo e squallido per giustificare atteggiamenti discriminatori. E ci chiediamo, tra l'altro, se ai suddenti rappresentanti interessa di tutti e tutte le studentesse, nessuno escluso, o solo alcune persone, con le quali condividono una visione del mondo, che forse pecca di inclusività e attenzione verso le soggettività presenti nella nostra società.
E forse, è proprio questo il motivo per cui difendono a spada tratta quei materiali per cui noi stiamo combattendo affinché vengano rimossi.

Forse, la difficoltà nel comprendere il fattore discriminante all'interno di quel materiale è più difficile di quanto sembri al giorno d'oggi. Alla fine, se non tocca noi in prima persona, se non offende noi, il dato non è offensivo, e non ci importa se offende qualcun altro, diverso da noi. A quanto pare, non interessa a nessuno, o meglio sicuramente non ai rappresentanti del Disfor, riconoscere la violenza e le discriminazioni verso determinate soggettività alle quali loro, a quanto pare, non appartengono e verso cui, a quanto pare, non provano alcun interesse.

Ciò che ci fa sorridere di più è il principio antidemocratico su cui si basano le accuse rivolteci: non è stata occupata "abusivamente" nessuna aula, nessuno zaino o effetto personale è stato lanciato, banalmente perché non vi era nemmeno lontanamente la necessità. Quello che si è sempre cercato, è stato il dialogo, non lo scontro. I fatti lo dimostrano, ed è sufficiente documentarsi (ma chi preferisce, può accontentarsi tranquillamente dei propri ignoranti pregiudizi) sul percorso che abbiamo attuato per capire i nostri obiettivi, rilevati e portati avanti a partire proprio dal contatto con la comunità studentesca. Strano ma vero!
La paura, il rigetto, verso chi ha il coraggio di alzare la testa e dissentire, l'omologazione del pensiero collettivo, la narrazione violenta e immotivatamente arrabbiata che ci troviamo cucita addosso, purtroppo, non ci stupisce. I tempi che viviamo sono bui, il coraggio di avere un pensiero indipendente e dissonante fa paura. Avere un'opinione ragionata, propria, diversa rispetto a quella dominante, è pericoloso. Conviene molto di più lasciare le proprie coscienze a dormire, rimanere arroccati nelle proprie convinzioni, senza mai metterle in dubbio.
Conviene far finta di non vedere quante ragazze e ragazzi si sono mobilitati affinché l'Università di Catania diventi un posto migliore.
Rendersene conto farà sicuramente troppa paura.
Meglio portare avanti istanze conservatrici, e continuare a difendere, costi quel che costi (ovvero i diritti degli studenti e delle studentesse), le istituzioni, e le posizioni antiabortiste e transfobiche della suddetta professoressa. Il resto non conta.

LE STUDENTESSE E GLI STUDENTI SI RIPRENDONO IL RETTORATO E OTTENGONO LE RISPOSTE CERCATE: LA LOTTA PAGA, FUORI ANTIABORT...
08/03/2023

LE STUDENTESSE E GLI STUDENTI SI RIPRENDONO IL RETTORATO E OTTENGONO LE RISPOSTE CERCATE: LA LOTTA PAGA, FUORI ANTIABORTISTI E TRANSFOBICI DALL'UNICT!

Come ogni anno siamo scesə in piazza in occasione dell'8 marzo con Non Una Di Meno per lo sciopero femminista e transfemminista a rivendicare il nostro diritto all'autodeterminazione contro un sistema patriarcale che sfrutta il corpo delle donne come risorsa illimitata a cui attingere.

La giornata di oggi però assume un importante significato per le universitarie e gli universitari della nostra città, infatti come MUA abbiamo deciso di organizzare un'azione simbolica alla fine del corteo per ricordare che la lotta contro le discriminazioni all'interno dell'università non è finita e che vogliamo seri provvedimenti contro la professoressa antiabortista e transfobica che, ad oggi, rimane libera di propagandare le sue idee violente e discriminatorie a tuttə lə suə studentə; abbiamo, infatti, aperto uno striscione alla fine del corteo parlando a tutti e tutte di ciò che è successo e della nostra volontà di perseguire questa lotta, perché l'università è un luogo di formazione e dibattito, non di violenza!

Abbiamo deciso di entrare all'interno del rettorato, uno spazio pubblico ed aperto a tuttə lə studentə. Questa volta però le porte ci sono state chiuse in faccia, è stata schierata la polizia che ci ha aggreditə con gli scudi, ha uscito i manganelli e ci ha minacciatə con atteggiamenti precaricatori.

La violenza della polizia però non ci ha fermato, siamo comunque riuscitə ad entrare all'interno del rettorato, parlando sia col Direttore Generale, Giovanni Lavia, che col Rettore Priolo, che fino a quel momento si è completamente disinteressato di ciò che stava succedendo.

Siamo riuscitə ad ottenere la garanzia che:

-verrá aperta un'indagine nei confronti della docente antiabortista e transfobica, coinvolgendo le parti lese;

- Sarà fatto un comunicato da parte del Direttore Generale dissociandosi dalle violenze avvenute poco prima per mano delle forze dell'ordine.

Ringraziamo tutti e tutte coloro che sono scese in piazza oggi, come lə compagnə di che hanno contribuito a rendere possibile questa bellissima giornata di lotta. Quanto ottenuto però a noi non basta: staremo col fiato sul collo a tuttə gli organi istituzionali ed accademici competenti finché questi risultati non si concretizzeranno!

Leggendo questa notizia non possiamo non provare rabbia all’idea che l’istruzione sia caduta così in basso da trasmetter...
02/02/2023

Leggendo questa notizia non possiamo non provare rabbia all’idea che l’istruzione sia caduta così in basso da trasmettere dei veri e propri antivalori come quello dell’impegno bellico.
Da anni ci mobilitiamo per l'abolizione dell'alternanza scuola-lavoro, un vero e proprio strumento creato per normalizzare il lavoro non pagato, precario e senza tutele, strumento che ha appunto portato alla morte di 3 studenti che sarebbero dovuti essere dietro i banchi e non sui posti di lavoro gratuitamente, Giuseppe, Giuliano e Lorenzo.
Ad aggravare ancora di più questa notizia è il luogo dove si svolgerà questa Alternanza, cioè Sigonella, base militare della NATO al centro della gestione dei conflitti imperialisti che gli Stati Uniti e la NATO conducono in tutto il mondo.
Questo evento non avviene oggi casualmente, infatti, oltre ad essere simbolo del sempre maggiore impegno dall’Italia nel conflitto imperialista tra Russia e NATO in Ucraina, rappresenta in realtà la punta dell’iceberg di un problema sistematico: quello per il quale l’istruzione non è più dedita alla cultura e allo sviluppo di personalità critiche e creative ma al mero inserimento mirato di noi studentə nelle logiche di potere (economico e militare) che contraddistinguono il sistema economico in cui ci ritroviamo.
Percorsi di alternanza scuola-lavoro come questo altro non sono che strumenti egemonici atti a normalizzare l’idea che noi giovani dobbiamo accettare benvolentieri di servire (anche a costo della vita) un datore di lavoro o uno Stato, per i profitti di chi è già ricco. Si vorrebbe che anche noi, come chi ci ha preceduto, accettassimo passivamente di preferire il profitto all’umanità e la guerra alla solidarietà tra i popoli.
Ma così non sarà perché è nostro dovere, in quanto generazione a cui è stato tolto tutto contrastare questa mentalità più che mai obsoleta, a partire dall’abolizione dello strumento con cui ce la si trasmette: l’Alternanza Scuola-Lavoro.

Ieri alla Casa del Popolo Colapesce abbiamo proiettato il film Don't Look Up, cenato e bevuto qualcosa tutti e tutte ins...
19/01/2023

Ieri alla Casa del Popolo Colapesce abbiamo proiettato il film Don't Look Up, cenato e bevuto qualcosa tutti e tutte insieme.
Abbiamo creato uno splendido momento di socialità e confronto, discusso idee e ci siamo unitə nella visione di un film che ci ricorda accuratamente l'importanza del mobilitarci, tutti e tutte, e il prima possibile, data l'improrogabilità della lotta che è necessario portare avanti per noi, per il nostro benessere, per il nostro pianeta.

Ci siamo datə appuntamento al Global Strike che si svolgerà il 03/03, e ai tanti altri momenti di lotta e condivisione che ci aspettano.

Ringraziamo tutti a tutte per la partecipazione, stay tuned per i prossimi appuntamenti!

APERITIVO E PROIEZIONE DI "DON'T LOOK UP"!📢Proiezione organizzata dal MUA di Don't Look Up!🕗 Mercoledì 18 Gennaio ore 19...
12/01/2023

APERITIVO E PROIEZIONE DI "DON'T LOOK UP"!

📢Proiezione organizzata dal MUA di Don't Look Up!

🕗 Mercoledì 18 Gennaio ore 19:30
📍Casa Del Popolo Colapesce

Prima dell'inizio di questa sessione abbiamo voluto organizzare un momento di incontro tra noi studentə consistente in un aperitivo con proiezione e successivo dibattito sul film "Don't Look Up" di Adam McKay. Il film tratta il tema della responsabilità di Politica, Informazione ed Economia circa le tematiche ambientali, e si presenta come una satira che ci ricorda il disinteresse delle classi dirigenti verso il nostro pianeta e verso noi cittadinɜ troppo spesso costretti a mettere a repentaglio il nostro futuro unicamente per il loro profitto.

📰 Trama: Una coppia di astronomi si accorge dell'esistenza di un meteorite in rotta di collisione con la Terra e cerca di avvertire tutti dell’imminente pericolo.

CONTATTARE LA PAGINA PER PRENOTARE UN POSTO PER LA PROIEZIONE!

NON MANCATE!

ASSEMBLEA TEMATICA ALLE VERGINELLE GIORNO 9 H15 IN AULA 3!Oggi siamo statə alla facoltà di psicologia a volantinare per ...
08/11/2022

ASSEMBLEA TEMATICA ALLE VERGINELLE GIORNO 9 H15 IN AULA 3!

Oggi siamo statə alla facoltà di psicologia a volantinare per l'assemblea che si terrà domani, alle Verginelle in aula 3.

Tuttə sono invitatə a partecipare per costruire insieme uno spazio critico ed aperto dove per noi studentə sia possibile esprimere le nostre opinioni in maniera libera, perché noi crediamo fortemente che l'università debba essere un luogo di formazione ma anche di sensibilizzazione, di pensiero critico e di dibattito.

IL CORPO È MIO, DECIDO IO!

Ci arriva da Bologna, l'ennesima notizia, della morte di un ragazzo, uno studente universitario che ha deciso di toglier...
09/10/2022

Ci arriva da Bologna, l'ennesima notizia, della morte di un ragazzo, uno studente universitario che ha deciso di togliersi la vita a causa dell'odierno sistema universitario.

L'anno scorso un altro ragazzo di 29 anni si è suicidato per motivi collegati, anche questa volta, al suo percorso di studi universitari e questi casi, evidentemente non degli sfortunati episodi, sono la diretta conseguenza di questo sistema dove la conoscenza è utile solo ad accedere il prima possibile al mondo del lavoro, senza mai considerare chi è costrettə a dover prestare più lavori per permettersi i libri di testo, un appartamento da fuorisede: sono dinamiche che complicano il nostro percorso universitario e molte volte lo allungano.

Zero o pochissima importanza vengono invece attribuite alla salute psicologica e fisica di ogni studentə, al dare a tuttə gli strumenti adeguati per poter vivere un percorso di studi sano dove è primaria l'acquisizione della conoscenza fuori dalle dinamiche del profitto delle aziende.

L'università deve essere il luogo del sapere, quello dove scoprire veramente ciò in cui si conta davvero, invece è un'allevamento intensivo dove noi siamo solo carne da macello.

Oggi è la giornata internazionale per l'aborto sicuro e a pochi giorni dalla vittoria del centrodestra vogliamo ribadire...
28/09/2022

Oggi è la giornata internazionale per l'aborto sicuro e a pochi giorni dalla vittoria del centrodestra vogliamo ribadire quanto sia necessario garantire oggi in Italia il diritto all'aborto.
Diciamo questo perché nonostante in Italia esista una legge, la 194, che garantisce l'interruzione volontaria di gravidanza, proprio questa legge consente ai medici obiettori di rifiutarsi di svolgere questa pratica ed è a questo che il centrodestra, e come ribadito più volte da Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia nello specifico, si appiglia per gradualmente limitare i luoghi sicuri per le donne e il loro diritto ad avere un'interruzione di gravidanza sicura.
Il 69% dei Ginecologi è già obiettore di coscienza, più di 30 strutture sanitarie hanno un tasso del 100% di obiettori e sono più di 130 quelli superiori all'80%. La situazione non andrebbe quindi che a peggiorare fino a rendere de facto un vero e proprio privilegio poter abortire, consentito solo ad una piccola nicchia che si può permettere l'accesso a strutture private, inarrivabili alla maggior parte delle donne che già deve attraversare una condizione estremamente precaria.
Vogliamo andare oltre la 194, serve avere di più, per le donne e per tutte le soggettività non conformi. Aprire consultori, centri ginecostetrici e spazi sicuri per le donne, di confronto, di sostegno, fuori dalle dinamiche ciseteronormative e patriarcali. Vogliamo autodeterminarci e riprendere controllo dei nostri corpi e lo vogliamo fare ora, in ogni luogo: dalle nostre case, dalle strade, dai consultori e dalle piazze fino ad arrivare alle scuole e alle università.
GIÙ LE MANI DAI NOSTRI CORPI!

LPS. LiberiPensieriStudenteschi

Che l'università sia un sistema marcio lo sappiamo bene, sia per il modo in cui viene improntato il metodo di apprendime...
26/07/2022

Che l'università sia un sistema marcio lo sappiamo bene, sia per il modo in cui viene improntato il metodo di apprendimento, sia per tutte le dinamiche che vanno a penalizzare e pesare sulla vita della soggettività all'interno di questi ambienti.
È un contesto che riverbera tutte le discriminazioni presenti e attive nella nostra società, in cui ciò che ci si può augurare è il si salvi chi può. E spesso, chi può, può perché ha un privilegio di cui farsi forte e ha di base le condizioni per non lasciarsi schiacciare.
Purtroppo, non ci stupiscono tutti i suicidi che avvengono a causa del sistema universitario (basti pensare al giovane ragazzo suicidatosi a causa delle pressioni economiche derivanti dal fatto che non gli sarebbe stata assegnata la borsa di studio, morto qualche giorno fa a Parma) e non ci stupisce la notizia relativa all'Università di Napoli Federico II.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il docente richiedeva rapporti sessuali in cambio del superamento degli esami.
È uno tra i tanti casi di violenza all'interno dei locali universitari, ma è uno dei pochissimi che emerge.
In quanto studenti e studentesse vorremmo che tutto questo non solo finisse, ma cambiasse radicalmente: vorremmo luoghi sicuri, in cui il nostro apprendimento non venga inficiato da discriminazioni, violenza e corruzione.
Vogliamo dire basta a tutto questo, vogliamo giustizia e un'università priva di quelle caratteristiche becere che, purtroppo, contraddistinguono la nostra società odierna.

Ieri 24 giugno la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America ha votato per abolire la storica sentenza Roe Vs Wade del 19...
25/06/2022

Ieri 24 giugno la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America ha votato per abolire la storica sentenza Roe Vs Wade del 1973, la quale era la base del diritto all'aborto di tutte le donne statunitensi. Ciò che si è palesato ieri è da definirsi senza mezzi termini coercizione riproduttiva e incarna una delle più grandi violenze che si possano commettere verso una persona. L'autodeterminazione della donna, il diritto di scegliere se portare avanti o meno una gravidanza, rappresenta la base per uno stato di diritto che possa definirsi proprio di una società civile. Questo non si può più dire della "più grande democrazia di Occidente" che di democratico aveva già ben poco ma a seguito dell'abolizione di un diritto inalienabile come quello all'aborto, di democratico non ha più nulla.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti delle donne statunitensi che adesso non saranno più tutelate nel praticare l'aborto, e pertanto aumenterá a dismisura il numero delle pratiche abortiste clandestine, aggravando difatti molto il rischio di morire o di contrarre malattie durante una pratica così delicata.
Quanto successo ieri negli USA deve farci riflettere : anche qui la forza politica delle destre marcia dritta verso l'abrogazione della legge 194/1978, la quale, anche se obsoleta e non più adatta ai giorni nostri per ovvi motivi, rischia di finire nel baratro. Dentro di noi deve esserci un segno di rivalsa, di rabbia, di rivoluzione. Non è più possibile rimanere indifferenti davanti a diritti fondamentali che vengono calpestati.

Indirizzo

Università Di Catania
Catania
95120

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