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Red MilitantIl COMUNISMO SPIEGATO AI RAGAZZIAncora oggi molti sono portati a credere che il socialismo sia uno spauracch...
30/04/2020

Red Militant
Il COMUNISMO SPIEGATO AI RAGAZZI
Ancora oggi molti sono portati a credere che il socialismo sia uno spauracchio da temere perché mirerebbe a sottrarre la proprietà privata agli individui e a ridurre in miseria le popolazioni.
Per avere un'opinione sul socialismo, però, bisogna conoscerlo veramente. Questo libro si presenta come un corso di formazione che introduce il lettore allo sviluppo del pensiero socialista e comunista sfatando alcuni luoghi comuni diffusi dalla propaganda della classe dominante
Cosa si intende per lotta di classe? Che cos'è il plusvalore?
Cosa pensano i comunisti della patria e della libertà? Come mai il capitalismo non è un modello sostenibile? Oggi è davvero pensabile una società socialista? A questi e a tanti altri interrogativi risponde il libro del nostro Collettivo. L'obiettivo del volume non è quello di realizzare un'esercitazione teorica, ma di mettere a disposizione una "cassetta degli attrezzi" necessaria per chi non si rassegna a subire l'esistente e s'interroga criticamente su come diventare artefice del cambiamento, dalle avanguardie di classe ai movimenti sociali che intendono concretamente impegnarsi per cambiare il mondo.

Il COMUNISMO SPIEGATO AI RAGAZZI
Ancora oggi molti sono portati a credere che il socialismo sia uno spauracchio da temere perché mirerebbe a sottrarre la proprietà privata agli individui e a ridurre in miseria le popolazioni.
Per avere un'opinione sul socialismo, però, bisogna conoscerlo veramente. Questo libro si presenta come un corso di formazione che introduce il lettore allo sviluppo del pensiero socialista e comunista sfatando alcuni luoghi comuni diffusi dalla propaganda della classe dominante
Cosa si intende per lotta di classe? Che cos'è il plusvalore?
Cosa pensano i comunisti della patria e della libertà? Come mai il capitalismo non è un modello sostenibile? Oggi è davvero pensabile una società socialista? A questi e a tanti altri interrogativi risponde il libro del nostro Collettivo. L'obiettivo del volume non è quello di realizzare un'esercitazione teorica, ma di mettere a disposizione una "cassetta degli attrezzi" necessaria per chi non si rassegna a subire l'esistente e s'interroga criticamente su come diventare artefice del cambiamento, dalle avanguardie di classe ai movimenti sociali che intendono concretamente impegnarsi per cambiare il mondo.
capitalismo

Imparare dalle lotte dei rivoluzionari argentini.Ci furono un tempo ed un luogo in cui "le forze dell'ordine apparivano ...
25/02/2020

Imparare dalle lotte dei rivoluzionari argentini.

Ci furono un tempo ed un luogo in cui "le forze dell'ordine apparivano sempre meno in grado di contenere la spinta dei lavoratori e, sempre più spesso, soccombevano dinnanzi alla determinazione dei manifestanti. Enormi fionde comparivano nelle retrovie dei cortei e scagliavano molotov da un litro fino a centoventi metri di distanza. Le fionde [...] tra le fila dei manifestanti, fungevano da artiglieria leggera che la polizia non riusciva quasi mai a requisire."
Stiamo parlando dell'Argentina, raccontata nel libro "La linea del Fuoco" di Manolo Morlacchi da cui sono tratti il brano che avete appena letto e quello che state per leggere.
Ci fu infatti una fase storica e un paese dove la popolazione fece "concrete conquiste sindacali e rivoluzionarie: la lotta dei lavoratori degli zuccherifici, [...] diventata la testa di un ponte del movimento operaio; la lotta degli operai delle grandi città [...]; l'attacco senza sosta alla burocrazia sindacale; la saldatura tra operai e studenti nelle lotte delle grandi città; la vittoria della rivoluzione cubana; [...] la nascita di un nuovo sindacalismo di classe.".
Pensiamo sia importante ricordare la ferrea determinazione che ha ispirato quelle lotte per far comprendere a tutti [ovvero ai lavoratori di oggi, ai precari, ai sottopagati, agli studenti che finiti gli studi entreranno nel mondo del lavoro e scopriranno (qualora non lo sapessero già) che è un ginepraio senza speranze di potersi impegnare per dare un contributo tangibile alla società in cui vorrebbero vivere, poiché questa società ora non esiste] dicevamo, per far comprendere loro che possono combattere.
Stiamo parlando del fatto che siamo nel capitalismo e sembra che non ci sia scampo; ma è allora che ci tornano in mente i proletari argentini e le loro lotte, e le loro conquiste, che se furono grandi allora, benché alto fu il prezzo da pagare, paragonate a quelle di oggi sono immense.
Ne parleremo insieme sabato, di questo e di altri momenti di lotta accaduti in Argentina.
Serve dare una svolta alla situazione di stallo in cui la popolazione, non solo italiana, si trova.
Dobbiamo prendere esempio da chi ha affrontato con la necessaria radicalità il conflitto con il vecchio ordine sociale, e lavorare affinché gli sfruttati ritornino ad avere potere nelle loro mani, non si facciano più massacrare e si rivoltino al grigiore dello stato attuale, pretendendo condizioni di vita dignitose, e organizzandosi per strutturare un sistema più umano.
Perché senza lotta di classe siamo come i gusci di uova in foto: vuoti, fragili, non fertili.
Discutiamone insieme sabato 29 febbraio, ore 19.30, in Via Vittorio Emanuele II, 436, CT.

IMPARARE DALLE LOTTE DEI RIVOLUZIONARI ARGENTINI!

Ci furono un tempo ed un luogo in cui "le forze dell'ordine apparivano sempre meno in grado di contenere la spinta dei lavoratori e, sempre più spesso, soccombevano dinnanzi alla determinazione dei manifestanti. Enormi fionde comparivano nelle retrovie dei cortei e scagliavano molotov da un litro fino a centoventi metri di distanza. Le fionde [...] tra le fila dei manifestanti, fungevano da artiglieria leggera che la polizia non riusciva quasi mai a requisire."
Stiamo parlando dell'Argentina, raccontata nel libro "La linea del Fuoco" di Manolo Morlacchi da cui sono tratti il brano che avete appena letto e quello che state per leggere.
Ci fu infatti una fase storica e un paese dove la popolazione fece "concrete conquiste sindacali e rivoluzionarie: la lotta dei lavoratori degli zuccherifici, [...] diventata la testa di un ponte del movimento operaio; la lotta degli operai delle grandi città [...]; l'attacco senza sosta alla burocrazia sindacale; la saldatura tra operai e studenti nelle lotte delle grandi città; la vittoria della rivoluzione cubana; [...] la nascita di un nuovo sindacalismo di classe.".
Pensiamo sia importante ricordare la ferrea determinazione che ha ispirato quelle lotte per far comprendere a tutti [ovvero ai lavoratori di oggi, ai precari, ai sottopagati, agli studenti che finiti gli studi entreranno nel mondo del lavoro e scopriranno (qualora non lo sapessero già) che è un ginepraio senza speranze di potersi impegnare per dare un contributo tangibile alla società in cui vorrebbero vivere, poiché questa società ora non esiste] dicevamo, per far comprendere loro che possono combattere.
Stiamo parlando del fatto che siamo nel capitalismo e sembra che non ci sia scampo; ma è allora che ci tornano in mente i proletari argentini e le loro lotte, e le loro conquiste, che se furono grandi allora, benché alto fu il prezzo da pagare, paragonate a quelle di oggi sono immense.
Ne parleremo insieme sabato, di questo e di altri momenti di lotta accaduti in Argentina.
Serve dare una svolta alla situazione di stallo in cui la popolazione, non solo italiana, si trova.
Dobbiamo prendere esempio da chi ha affrontato con la necessaria radicalità il conflitto con il vecchio ordine sociale, e lavorare affinché gli sfruttati ritornino ad avere potere nelle loro mani, non si facciano più massacrare e si rivoltino al grigiore dello stato attuale, pretendendo condizioni di vita dignitose, e organizzandosi per strutturare un sistema più umano.
Perché senza lotta di classe siamo come i gusci di uova in foto: vuoti, fragili, non fertili.
Discutiamone insieme sabato 29 febbraio, ore 19.30, in Via Vittorio Emanuele II, 436, CT.

“IL PROSSIMO DILUVIO UNIVERSALE NON SARÀ FATTO D'ACQUA, MA DI TUTTI l NOSTRI RIFIUTI ACCUMULATI NEI SECOLI . MORIREMO SO...
17/07/2019

“IL PROSSIMO DILUVIO UNIVERSALE NON SARÀ FATTO D'ACQUA, MA DI TUTTI l NOSTRI RIFIUTI ACCUMULATI NEI SECOLI . MORIREMO SOFFOCATI DALLA NOSTRA STESSA M***A".
Andrea Camilleri

01/05/2019

BUON PRIMO MAGGIO A CHI LOTTA!

“Compagni operai! Si avvicina il giorno del primo maggio, nel quale gli operai di tutti i paesi celebrano il loro risveglio alla vita cosciente, celebrano la loro unione nella lotta contro ogni sorta di violenza e di oppressione dell'uomo sull'uomo, nella lotta per la liberazione di milioni di lavoratori”: così scriveva Lenin nel 1904.

Fin da allora il primo maggio è stato il termometro della lotta di classe. Si è dovuto misurare con la repressione delle dittature fasciste e dei governi democratici, ha conosciuto l'onda lunga del riformismo che sembrava eterno e che è definitivamente tramontato.

Quello che in passato era un patrimonio consolidato di lotte per generazioni di lavoratori ora è solo uno sbiadito ricordo, cancellato dal disastro provocato da partiti e ideologie riformiste, nell'arco degli ultimi decenni.

Restano i morti sul lavoro, lo sfruttamento bestiale, la lotta tra poveri per contendersi le briciole di un sistema capitalistico che fa acqua da tutte le parti.

Resta anche la ripresa delle lotte: dai braccianti ai fattorini, dagli immigrati alle avanguardie operaie, in Italia come all'estero. In tanti paesi del mondo, dalla Polonia all'Ungheria, dalla Francia alla Cina le cronache ci consegnano tanti segnali di sofferenza e di rabbia della classe lavoratrice sempre più schiavizzata.

L'internazionalismo è un elemento fondamentale per rendere vincenti le lotte dei lavoratori.

Nel “Che fare?” Lenin scriveva che “Il movimento rivoluzionario è per sua stessa sostanza internazionale” e questo è di maggior attualità oggi che riemerge il cancro del nazionalismo e del razzismo per dividere i lavoratori e lasciarli disarmati di fronte al capitale.

Il primo maggio si collega direttamente alla necessità di sviluppare la coscienza di classe. Sempre Lenin scriveva che “la spontaneità delle masse esige da noi rivoluzionari un alto grado di coscienza”.

Per rendere vincenti le lotte attuali occorre la forza, la capacità di lotta e d'intervento dei comunisti. Perché solo l'intervento dei rivoluzionari può contribuire a formare una coscienza rivoluzionaria tra gli sfruttati e fare in modo che le difficoltà dell'oggi vengano superate nelle vittorie del futuro.

“Soltanto dei mascalzoni o dei semplicioni possono credere che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza al...
23/04/2019

“Soltanto dei mascalzoni o dei semplicioni possono credere che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza alle elezioni effettuate sotto il giogo della Borghesia, sotto il giogo della schiavitù salariata, e poi conquistare il potere. E’ il colmo della stupidità o dell’ipocrisia; ciò vuol dire sostituire alla lotta di classe e alla rivoluzione le elezioni fatte sotto il vecchio regime, sotto il vecchio potere."

Lenin, Saluto ai comunisti italiani, francesi e tedeschi, 10 ottobre 1919 – Opere complete, vol. 30, pp. 46-47

“Soltanto dei mascalzoni o dei semplicioni possono credere che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza alle elezioni effettuate sotto il giogo della Borghesia, sotto il giogo della schiavitù salariata, e poi conquistare il potere. E’ il colmo della stupidità o dell’ipocrisia; ciò vuol dire sostituire alla lotta di classe e alla rivoluzione le elezioni fatte sotto il vecchio regime, sotto il vecchio potere."

Lenin, Saluto ai comunisti italiani, francesi e tedeschi, 10 ottobre 1919 – Opere complete, vol. 30, pp. 46-47

Vi piacerebbe dare un'occhiata o consultare un libro o comprarlo? Scriveteci e apriremo la biblioteca apposta per voi!
10/04/2019

Vi piacerebbe dare un'occhiata o consultare un libro o comprarlo? Scriveteci e apriremo la biblioteca apposta per voi!

A breve sarà disponibile il testo:"Religione e Comunismo. Dall'alienazione all'emancipazione dell'umanità", ed. PGreco.S...
08/04/2019

A breve sarà disponibile il testo:
"Religione e Comunismo. Dall'alienazione all'emancipazione dell'umanità", ed. PGreco.
SCRIVETECI PER AVERNE UNA COPIA!
Questo non è un manuale di ateismo. Quest’opera colma
un vuoto di importanza nodale nell’analisi dei due grandi
filoni storico-filosofici in cui l’umanità si è divisa sin dagli
albori, ovvero quell’insanabile conflitto tra il paradigma
idealistico-metafisico dell’esistente da una parte e quel-
lo costituito da una sua visione scientifico-materialistica
dall’altra. Il testo di Solano offre in modo ampio e rigo-
roso ogni possibile elemento per una scelta di campo
storico-culturale. La lettura delle centinaia di riferimenti
storici accuratamente analizzati nella vastissima e im-
pressionante documentazione fornita da quest’opera
produce nel lettore un senso di straordinaria soddisfa-
zione, o meglio, un senso di rivalsa nei confronti di quella
cultura oscurantista imperante, che ha occultato questi
episodi nodali della nostra storia sotto il tappeto di un
pudico perbenismo.

27/03/2019

Oggi Mercoledì 27 Marzo, la Biblioteca Popolare rimarrà chiusa per problemi tecnici. Si invita chiunque fosse interessato a presentarsi il prossimo mercoledì per usufruire dei servizi della Biblioteca.

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