CulturalMenteparlando

CulturalMenteparlando Per gli appassionati di libri.. per chi ha una vera e propria "smania di leggere". Per tutti quelli che vogliono commentare e recensire i libri da leggere.

La pazienza rappresenta quella virtù fondamentale che aiuta le persone ad affrontare le difficoltà della vita e che, uni...
16/04/2026

La pazienza rappresenta quella virtù fondamentale che aiuta le persone ad affrontare le difficoltà della vita e che, unita all’apertura verso l’altro, porta ad una maggiore comprensione, ad un miglioramento delle relazioni e ad una grande crescita personale. Questi elementi permettono di imparare dagli altri nuove prospettive e di accettarne le differenze, contribuendo alla formazione di nuove amicizie grazie all’integrazione e alla collaborazione. Annette Pehnt, in questo divertente fumetto sviluppato da e diviso in quattro episodi, ce ne parla attraverso la storia di Trilli, un’inguaribile ottimista amante dei fiori, della tranquillità e che adora giocare con gli amici. Trascorre così le sue giornate con gli aironi canterini, con i leprotti, con una numerosa banda di conigli e con un buffo pinguino fin quando nella vecchia casa del procione arriva un nuovo inquilino e tutti non vedono l’ora di conoscerlo. Peccato che il nuovo vicino, il Brontolorso, non abbia nessuna intenzione di conoscere nuovi amici e, scorbutico e solitario, ama soltanto scavare buche, lamentarsi e stare chiuso dentro casa. Trilli, che adora fare nuove amicizie, decide allora di convincere tutti a organizzare un improvvisato comitato di accoglienza ma Brontolorso non sembra accogliere di buon grado la cosa. La loro diversità è evidente a tutti: uno sempre di buon umore e l’altro sempre scontroso, uno ama le torte alla cannella mentre l’altro i bagni di fango. Tra litigi, errori, scortesie e tanta pazienza, Trilli cerca però di accogliere il nuovo arrivato con sorrisi e tanta comprensione e, costruendo aquiloni, giocando in ogni modo ed inseguendo farfallucciole, diventano gli amici più improbabili e adorabili di sempre. Il libro, tenero e spassoso, racconta quanto può essere preziosa l’amicizia con chi è diverso da noi e sottolinea che le differenze non rappresentano mai un ostacolo ma una fonte di ricchezza. Le illustrazioni di Jutta Bauer, buffe e divertenti, coinvolgono il lettore in una dinamica narrativa allegra grazie alla loro simpatia e, ad ogni vignetta, esaltano l’importanza dell’empatia, della pazienza e dell’apertura costante verso l’altro. Consigliato

Esistono degli amori che, spesso impossibili o mai completamente realizzati, rimangono sospesi nel tempo e, vivendo nell...
13/04/2026

Esistono degli amori che, spesso impossibili o mai completamente realizzati, rimangono sospesi nel tempo e, vivendo nell’incertezza o nell’idealizzazione, influenzano la vita delle persone con la loro natura irrisolta. Il loro punto di forza risiede nel non avere mai avuto un inizio o una fine definita e, non essendo mai completamente dimenticati, diventano eterni e profondi. Camy Blue, in questo avvincente romance, ce ne parla attraverso la storia di Sarah, una videomaker caotica, impulsiva e incredibilmente creativa che ha mollato il college per dare la priorità a quello che è appena diventato il suo ex fidanzato. Sentendosi un fallimento completo, decide di accedere ad un master al Paris College of Art che potrebbe aiutarla a credere di nuovo in se stessa ma per trovare i fondi necessari per il corso risponde all’annuncio di un’organizzazione che vuole produrre un documentario sull’inquinamento dei laghi nel Montana. Quello che Sarah non può prevedere è che il brillante, rigoroso e affascinante biologo marino con il quale deve lavorare a stretto contatto è Alexander Donovan, sua cotta adolescenziale di dodici anni più grande ed ex migliore amico di suo fratello. Lei è giovane, creativa ed impulsiva mentre lui è razionale e rinchiuso nel suo guscio ma, a causa di una serie di tragici eventi avvenuti sei anni prima, si sono irrimediabilmente allontanati e ora si detestano terribilmente. La tensione è forte e palpabile ma, provocazione dopo provocazione, nasce una attrazione selvaggia come la natura che li circonda, in un’estate dove ogni certezza viene messa in discussione, con un finale sorprendente. Il libro, ricco di suspence e colpi di scena, racconta i percorsi difficili che fanno gli amori impossibili e proibiti che si rincorrono a lungo ma che si appartengono da sempre. L’autrice riesce con estrema delicatezza ma anche con un tocco spicy a tracciare i contorni di quel sentimento puro che, nonostante la differenza di età, le bugie e il trascorrere del tempo, risulta totalizzante e che, avendo gettato le sue radici sin da subito, si concretizza giorno dopo giorno e lega i cuori dei protagonisti in maniera selvaggia, incontrollabile ed autentica.

Con lo sviluppo tecnologico che la società odierna sta vivendo negli ultimi anni, la vita delle persone è cambiata radic...
26/03/2026

Con lo sviluppo tecnologico che la società odierna sta vivendo negli ultimi anni, la vita delle persone è cambiata radicalmente. Il suo impatto è stato talmente forte da trasformare il trascorrere delle giornate in una smania continua fatta di connessioni online, di amicizie virtuali e di post e storie pubblicate sempre più spesso sui social. Anche il mondo della lettura ne ha risentito molto con conseguenti cali di lettura dei libri di carta e Danilo Bertazzi, in questo straordinario albo illustrato, ce ne parla attraverso la storia di un piccolo villaggio chiamato Castel Fiabesco che prende il nome dal piccolo castello che sorge in cima alla collina. Il villaggio è famoso per la presenza di una biblioteca piena di libri di ogni genere nella quale, ogni sera, adulti e bambini si recano per leggere storie e racconti prima di andare a dormire. Con l’arrivo della tecnologia, gli abitanti iniziano però a trascorrere sempre più tempo davanti a telefonini e tablet, tralasciando la lettura e riempiendo il villaggio di tristezza. Così, in una notte buia, il mostro delle fiabe perdute che viveva dell’energia delle letture, si risveglia ricoperto di pagine ingiallite e con occhi neri come l’inchiostro poiché, senza più lettori, è diventato ogni giorno più debole. Decide allora di rubare tutti i bambini del villaggio e di portarli nella sua tana, tutti tranne Pietro che non trova nel suo letto perché ama nascondersi nell’armadio e leggere storie di avventura. Curioso e coraggioso, sarà proprio lui con il suo cappello a forma di orsetto a trovare i bambini smarriti e a salvare il mostro, con un finale dolcissimo. Il libro, di una delicatezza disarmante, tratteggia uno spaccato della realtà odierna e offre una possibile soluzione attraverso un racconto incantevole e profondo che celebra la lettura, la fantasia e il potere della condivisione. L’autore porta, dunque, il lettore a riflettere sull’importanza dei libri e, accompagnato dalle illustrazioni carinissime di Isabella Giannone, Julia Mathers e Ava Mastro, fa riscoprire il potere dell’immaginazione, invitando ognuno di noi ad intraprendere quel viaggio straordinario che si nasconde dentro ad ogni libro.

Sempre più frequentemente, soprattutto nella società odierna, si assiste alla presenza di ex possessivi che continuano a...
18/03/2026

Sempre più frequentemente, soprattutto nella società odierna, si assiste alla presenza di ex possessivi che continuano a manifestare comportamenti di controllo, gelosia e attaccamento nei confronti dell’ex partner dopo la fine della relazione. Questi comportamenti possono includere scatti di rabbia, ricerche ossessive di informazioni e tentativi di controllo che generano panico e situazioni spiacevoli. Ilaria Tani, in questo avvincente racconto, ce ne parla attraverso la storia di Agata, una giovane infermiera che, con un passato segnato da perdite e sacrifici, si ritrova catapultata in una realtà inaspettata dopo una serata tra amiche che finisce in modo imprevedibile. Arrivata in caserma di polizia, viene infatti arrestata per errore a causa di una bravata ma scagionata subito dopo ed è lì che conosce Davide, poliziotto dal cuore ferito e dall’aspetto indomito. Dopo averne incrociato lo sguardo, nasce una passione inaspettata e travolgente che porta i due a vivere una bella storia d’amore che si fa strada tra ombre di un passato doloroso e minacce di un presente inquietante, dove ogni momento insieme è un furto alla sorte. Quando però il pericolo bussa alla porta sotto forma di un ex possessivo, pericoloso ed ossessionato da Agata, la storia prende una nuova piega per lei che si trova a lottare non solo per il suo amore, ma per la sua stessa vita, con un finale sorprendente e pieno di suspence. Il libro, ricco di colpi di scena, affronta tematiche di grande importanza e attualità che, avendo come base una storia d’amore, trattano la violenza sulle donne, la condizione psicologica che le imprigiona e la potenza degli affetti veri. Attraverso il parallelismo che l’autrice crea tra un amore sano e gioioso ed uno malato ed ossessivo, vengono tratteggiati i contorni di quelle situazioni in cui versano le donne in difficoltà e offerti spunti di riflessione per poterne uscire fuori. Il racconto diventa così una sorta di viaggio che, barcamenandosi tra speranza e ricerca della libertà, intreccia il brivido di un thriller al calore di un romance e, con il suo titolo che fa immedesimare il lettore nella protagonista, tiene incollato fino all’ultima pagina.

La bellezza dell’essere bambini risiede nella purezza del loro cuore e, soprattutto, nella loro sincerità ed ingenuità. ...
10/03/2026

La bellezza dell’essere bambini risiede nella purezza del loro cuore e, soprattutto, nella loro sincerità ed ingenuità. Essere bambini significa, dunque, essere entusiasti della vita e, sperimentando continuamente tutto, non avere stereotipi, non essere razzisti e saper accogliere le differenze del mondo come opportunità di arricchimento e crescita. Spesso, però, gli adulti dimenticano tutto questo e Antonio Ferrara, in questo toccante albo illustrato, cerca di tracciare un promemoria per i grandi nel quale viene spiegato un bambino. Come si possono spiegare allora la leggerezza, l’innocenza, la curiosità e l’allegria di un bambino? Come si può fare per descriverlo ad un adulto che un tempo è stato bambino e che talvolta pare averlo dimenticato? Un bambino, infatti, non è altro che un bambino. Non va spiegato. Va solo osservato, vissuto, respirato, cantato poiché è tante cose: è uno che se gli spari con le dita fa finta di cadere e morire, è uno che vuole bene agli alberi, ai gatti e al mare, che corre, che fischia e che non scende a patti. Descritto come una tristezza allegra, salta, se ne frega di tutto, butta via paure ed orchi con un fischio come se fossero sassi sporchi. Si fa ombra con le mani e sa già che morirà come è capitato al nonno, al cane, al salumiere e anche alla mosca che è morta stecchita nel bicchiere. Così è un bambino, come una canzone con i buchi nelle suole, da fischiare forte ma senza le parole. Il libro, toccante e un pò crudo, analizza la bellezza e la semplicità, la ricchezza e le fragilità dei più piccoli, utilizzando un tocco magico di poesia. Strutturato quasi come una canzone in rima, l’autore spiega, in maniera dura e a volte tenera, quanto è difficile fare il bambino ed evidenzia come gli adulti non riescono mai a capirlo se non hanno voglia di ascoltare o di ricordare. Le illustrazioni di Andrea Calisi, coloratissime e ricche di dettagli, completano in maniera perfetta il quadro tratteggiato dalle parole e danno voce all’infanzia con toni leggiadri e allegorici, sottolineando che sarebbe sufficiente osservare i movimenti, le sfumature e i pensieri dei bambini per riuscire ad entrare davvero nel loro mondo.

L’ “umano sentire” rappresenta un concetto molto complesso che si riferisce all’insieme delle emozioni, delle sensazioni...
18/02/2026

L’ “umano sentire” rappresenta un concetto molto complesso che si riferisce all’insieme delle emozioni, delle sensazioni e delle percezioni che caratterizzano l’esperienza umana. Si tratta di un argomento profondo che abbraccia la sfera emotiva, cognitiva e sensoriale di ogni singolo individuo ed è spesso legato alla capacità di provare empatia, di connettersi con gli altri e, soprattutto, di dare significato al mondo che ci circonda. Laura Spada, in questa fiaba moderna adatta a tutte le età, ce ne parla attraverso la storia di Anja, una ragazza che trascorre le sue giornate svegliandosi presto, facendo colazione e andando a scuola fino al tardo pomeriggio. I genitori le dedicano poco tempo e lei ama rifugiarsi tra i suoi vecchi e amatissimi libri che raccontano storie di mondi incantati. Un giorno, sul comodino della sua cameretta, trova un libro mai visto e, attratta dalla bellissima immagine di copertina e dal titolo, lo prende e, dopo aver letto le prime righe, chiude gli occhi ed entra pian piano nel bosco incantato dell’umano sentire. Anja non ascolta chi cerca di farle credere che la Strega che vive in quel bosco è cattiva e, incuriosita, decide di andarla a cercare seguendo la musica che sente in lontananza. Il viaggio la porta così ad incontrare alberi che un tempo erano esseri umani e che, custodi di antichi segreti, le parlano: dal racconto di ognuno di loro capisce il motivo che li ha trasformati in arbusti. Grazie alla loro conoscenza, Anja scopre il motivo della scomparsa del mondo che non ha conosciuto e, usando il grande dono che riceve, è capace di offrire una nuova speranza all’umanità. Il libro, poetico e potente, traccia un vero e proprio percorso interiore nell’animo umano ed invita a riscoprire quel legame con la natura in quel “bosco dell’umano sentire” che, tutti, prima o poi, dobbiamo percorrere. L’autrice, in questa seconda versione riveduta, corretta ed ampliata, parla al cuore dei lettori di ogni età e, grazie all’utilizzo delle efficaci illustrazioni di e al QR-code che collega al brano “Anja e la Strega” cantato dal compositore Salvo Tozzi, aiuta ad affrontare le paure più nascoste del proprio io. Consigliato

Con il termine ebraico “Shoah” viene indicato lo sterminio degli Ebrei vittime del genocidio nazista che ha incluso la d...
27/01/2026

Con il termine ebraico “Shoah” viene indicato lo sterminio degli Ebrei vittime del genocidio nazista che ha incluso la deportazione, lo sfruttamento lavorativo e l’assassinio di massa nei campi di concentramento. Ad oggi, il ricordo di questo massacro umano viene mantenuto sempre vivo grazie alla commemorazione annuale che funge da memoria viva e da monito costante per non dimenticare. Marie De Lattre, in questo racconto crudo, affronta l’argomento attraverso la sua storia personale fatta di silenzi ed informazioni scarne. Lei cresce infatti in una casa disseminata di nascondigli, nel cassetto del comodino dei genitori c’è una stella gialla piena di polvere e alle pareti sono appesi quadri muti. Il padre, Jaques, è un medico che vive in un’allegria soffocata dall’angoscia e che, al ricordo della propria infanzia, si chiude in un silenzio intransigente. Una sera, comincia a raccontarle la storia dei suoi quattro «genitori», e la promessa che si erano fatti a Drancy, il campo alle porte di Parigi da cui partivano i treni per Auschwitz. La promessa era quella di vegliare su di lui, il figlio della nebbia e del silenzio, colui che doveva sopravvivere alla follia. Alla sua morte, Marie eredita una busta con varie lettere d’amore dall’incerta ortografia e una supplica, scarabocchiata a matita e data 1942, che la invita ad intraprendere una ricostruzione storica della vita di quattro persone, due uomini e due donne, marito e moglie e rispettivi amanti, che si sono amati tutti e che hanno amato tutti quel bambino, suo padre. Due sono tornati, gli altri due no, con un finale commovente. Il libro, scorrevole ma intenso, racconta il dramma della Shoah e le sue ripercussioni e conseguenze nelle vite delle persone. L’autrice effettua una ricerca delle sue radici per cercare di colmare quella sensazione di vuoto creata dall’assenza della verità che le permette di sanare vecchie ferite e di lasciarsi il dolore alle spalle per ritrovare la felicità. Grazie ad una escalation continua fatta di tensione morale e sentimentale, emerge dunque l’importanza di ricostruire il proprio passato con una narrazione sulla Shoah straziante ma colma di amore e di speranza. Consigliato

La vita è un continuo divenire e, strana e sempre imprevedibile, richiede impegno, persistenza e apertura al cambiamento...
13/01/2026

La vita è un continuo divenire e, strana e sempre imprevedibile, richiede impegno, persistenza e apertura al cambiamento. L’essere pronti ad ogni tipo di evenienza rappresenta il punto di forza necessario per poterla affrontare nel migliore dei modi. Emanuela Busà, in questo insolito albo illustrato, ce ne parla attraverso la storia di un palazzo in cui il tempo non esiste e che a volte si trova in un posto e a volte in un altro. La leggenda narra infatti che compare e scompare a seconda di come soffia il vento e la protagonista che ci vive, ma che rimane indefinita nella prima parte, la racconta in modo dettagliato. Il Palazzo senza tempo l’ha portata ovunque nel mondo, ad esempio una mattina, dopo che per tutta la notte aveva soffiato il vento del Nord, si era risvegliata su una scogliera a strapiombo sull’oceano con tante sule dai piedi azzurri che si riposavano. Un’altra volta, dopo che aveva soffiato il vento del Sud, il palazzo era arrivato sopra un ghiacciaio, in mezzo al freddo e al gelo, e lei aveva visto il sole tramontare solo un po’ e poi sparire completamente. La cosa strana era che ad ogni viaggio fuori girava tutto ma dentro non si spostava nemmeno un soprammobile, come lei del resto che rimaneva dov’era. Aprendo la porta della sala si era ritrovata persino in epoche diverse e un giorno si era ritrovata davanti ad uno di quei balli di altri tempi, oppure davanti ad un tè elegante o, altre volte ancora, a cene raffinate di gala. Non sapendo mai cosa trovare dietro l’angolo, la protagonista aveva capito allora di dover essere sempre pronta a tutto e di affrontare gli imprevisti al meglio con un sorriso ed è nella seconda parte che si palesa finalmente e rivela la sua identità, con un finale sbalorditivo. Il libro, particolare nella sua struttura, sottolinea e, soprattutto, esorta a farsi sorprendere da ciò che di più incredibile e inaspettato ogni giorno ci riserva. Le illustrazioni di Cecilia Cavallini , delicate e suggestive, sembrano prendere per mano il lettore e accompagnarlo nella moltitudine di viaggi che, metaforicamente, spiegano l’imprevedibilità della vita e lo spingono ad affrontare tutto senza paura e con il sorriso in faccia.

Il “Niente” rappresenta uno dei concetti più dibattuti nella storia dell’esistenza umana e sta ad indicare l’assenza di ...
30/12/2025

Il “Niente” rappresenta uno dei concetti più dibattuti nella storia dell’esistenza umana e sta ad indicare l’assenza di tutto, un concetto fondamentale che serve ad esplorare l’essere stesso. Quando, in genere, pensiamo al Niente, pensiamo dunque ad uno spazio in cui non c’è nulla, che non ha materia, non ha forma e non ha un contorno delimitato e che può collegarsi ad uno stato di vuoto. Olivier Tallec, in questo divertentissimo albo illustrato, affronta l’argomento attraverso la storia di un re che ha tutto: biciclette cingolate, elefanti senza proboscide, un temporale che si rifiuta di fare fulmini, pattini da ghiaccio al gusto di caramello e via dicendo. Insomma, ha tutto perché è un grande collezionista e ogni giorno inizia una nuova raccolta che sistema, classifica e numera per ore. Non gli manca quasi niente o meglio, si accorge che gli manca il “Niente”. Domandandosi cosa sia, inizia una lunga ricerca per trovarlo e si reca nella sua biblioteca personale convinto che, se nei libri c’è tutto, ci dovrebbe essere anche il Niente. Invece no, ogni storia e ogni manuale contengono sempre qualcosa. La ricerca prosegue tra gli animali più piccoli del mondo e poi lo porta a scrutare con il microscopio l’infinitamente piccolo tra i microbi minuscoli. Nemmeno togliere tutti i peli di un cane da un tappeto accontenta il sovrano nella sua ricerca. Decide allora di andare nel deserto dove è risaputo che non c’è niente ma anche lì c’è sempre un cactus, una nuvola o un frammento di roccia a rovinare tutto; osserva il cielo speranzoso ma c’è sempre una stella o un astro che lo percorre. Pensando comunque di trovarlo prima o poi, inizia a liberarsi di tutte le cose che ha per fare spazio e riservare al Niente un posto bellissimo ed è sbarazzandosi di tutto che comprende finalmente la lezione, con un finale sorprendente. Il libro, curato in ogni suo dettaglio, porta il lettore a riflettere sul potere e sulla vera essenza della vita. L’autore crea un racconto che diventa ricerca personale ed evidenzia il peso effettivo di ciò che si possiede e, grazie alle illustrazioni curatissime, insegna a spogliarsi di tutto per comprendere realmente quello che si è. Consigliato

I preparativi del Natale rappresentano momenti magici che precedono ed accompagnano la festa e, intrisi di gioia, attesa...
25/12/2025

I preparativi del Natale rappresentano momenti magici che precedono ed accompagnano la festa e, intrisi di gioia, attesa, tradizione e condivisione, vanno dall’addobbo della casa e l’organizzazione dei pasti allo scambio dei doni, in un’atmosfera magica fatta di speranza, unione familiare e di calore. Louise Mezel, in questo tenerissimo albo illustrato, ce ne parla attraverso la storia di Rolando Lelefante, un piccolo elefantino speciale che, in questo episodio, si ritrova il 24 dicembre con gli ultimi preparativi da fare prima del Natale. Rolando è infatti molto impaziente: ogni anno comincia ad aspettare il Natale molto presto e si diletta nel sistemare gli addobbi, il tronchetto di Natale, fare le prove per le canzoncine da cantare, preparare i piatti del menù natalizio e via dicendo. Ha già scritto la lettera a Babbo Natale e si chiede se si è comportato sufficientemente bene poiché ha mangiato anche la zuppa di piselli che non gli piace e si è lavato sempre le orecchie. Non mancano mai neanche le fatidiche domande e le riflessioni con le quali si interroga sulla figura di Babbo Natale, su come è fatto, sul come fa ad entrare in casa e dove abita. Più di tutto, Rolando muore dalla curiosità di vederlo e decide di nascondersi dentro ad un pacco regalo per cercare di osservarlo. L’attesa è però ancora lunga e Rolando va in giro nella notte a chiamare gli amici e li porta a casa per festeggiare insieme ma, tra balli, cenette, brindisi e festeggiamenti vari è talmente immerso nel divertimento che non si accorge dell’arrivo inaspettato e inosservato di Babbo Natale che gli lascia il suo regalo, donando un finale divertente al racconto. Il libro, in stampatello maiuscolo e con un font primario che consente anche ai primi lettori con qualche difficoltà di godersi la storia, offre ai più piccoli un primo approccio spiritoso e pieno di entusiasmo per la festività. Le illustrazioni, semplici e tenere e che vanno colorandosi di pagina in pagina, ritraggono un personaggio in perenne movimento immerso nella totale magia nel Natale e ricreano un clima intimo e caloroso che accompagna il lettore, in maniera divertente, alla scoperta dell’atmosfera natalizia.

La figura di Babbo Natale è, forse, una delle più misteriose sin dai tempi più antichi ed è diventata ormai una question...
23/12/2025

La figura di Babbo Natale è, forse, una delle più misteriose sin dai tempi più antichi ed è diventata ormai una questione di magia e di tradizione che i genitori trasmettono ai figli. Arriva poi il giorno in cui i bambini smettono di credere in Babbo Natale e iniziano a fare domande scomode sulla sua esistenza e questo può generare spesso imbarazzo. Hiroko Motai, in questo delizioso albo illustrato, affronta l’argomento e, trovandosi davanti alla necessità di spiegare la verità ai più piccoli, sceglie di farlo in maniera originale. Un tempo sulla Terra c’erano pochi abitanti e, dunque, anche pochi bambini ed era semplice per Babbo Natale consegnare a tutti i regali. Quando il numero dei bambini iniziò ad aumentare, per Babbo Natale diventò sempre più difficile riuscire a raggiungerli tutti, così chiese a Dio di sdoppiarsi. Dio lo accontentò ma i due Babbi Natale diventarono grandi la metà. Poco importava: in due, anche se più piccoli, potevano distribuire facilmente i regali. Ma il numero di bambini, negli anni, continuò a crescere e anche per due Babbi Natale l’impresa era diventata ardua. Chiesero allora a Dio di diventare prima quattro, poi otto e così via, fino a che non diventarono un milione e più. La loro dimensione, però, fu minima e adesso erano così piccoli che non riuscivano a spostare nemmeno un pacchetto regalo. Quel milione di microscopici Babbi Natale trovò allora la soluzione decidendo di infilarsi ogni anno nelle orecchie delle mamme e dei papà per suggerire loro una cosa che dona a tutto il racconto un finale tenerissimo. Il libro, geniale ed ironico, cerca di sfatare il mito tradizionale di Babbo Natale e racconta una storia originale per rispondere ad una delle domande più scomode e diffuse tra i bambini di tutto il mondo. L’autore offre al lettore una risposta poetica per non perdere la magia e la bellezza natalizia neanche quando arriva il momento della fatidica domanda. Le illustrazioni di Maijala Marika, essenziali ma in grado di far sognare pagina dopo pagina, si allineano perfettamente al testo e spiegano in modo alternativo l’eterno mistero di Babbo Natale pur svelando, in maniera velata ma non troppo, la verità.

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Catania

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